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West Coast Avengers: Vision Quest – Alla ricerca del vendicatore perduto

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west coast avengers vision quest visionquest alla ricerca di visione

VisionQuest, nuova serie live action di Disney+ ambientata nel Marvel Cinematic Universe, riporta in scena il personaggio di Visione, morto durante gli eventi di Avengers: Infinity War; per farlo, trae spunto da una saga a fumetti di fine anni ’80 dallo stesso titolo (ma con lo spazio in mezzo), tradotta in Italia come Alla ricerca di Visione.

Sebbene i presupposti della serie e del fumetto divergano nettamente – com’è tipico degli adattamenti del MCU – i due prodotti hanno in comune diversi aspetti, come il nuovo costume bianco del protagonista e la perdita di una parte della sua personalità in seguito a un evento traumatico.

A prescindere dalle somiglianze più o meno vaghe con la serie, l’arco narrativo scritto e disegnato da John Byrne (Uncanny X-Men, Superman), uno dei fumettisti supereroistici più apprezzati e di successo di sempre, resta una chicca interessante per gli amanti degli Eroi più potenti della Terra, capace di resistere – in certi casi dignitosamente, in altri meno – alla prova del tempo.

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Una quest per gli Avengers: ritrovare un’umanità che (forse) non c’è mai stata

Nel 1988 John Byrne è reduce da una lunga run come autore unico di Superman, personaggio che lui stesso aveva contribuito a rilanciare nel 1986 dopo il crossover Crisi sulle Terre Infinite. Lasciata la DC Comics per divergenze creative, torna alla Marvel Comics, la casa editrice che lo aveva consacrato, e ottiene subito l’incarico di rilanciare una testata spin-off degli Avengers in crisi di vendite: West Coast Avengers.

Sebbene possa sembrare uno spreco affidare un lavoro del genere a un autore di grido, in realtà è un tentativo di replicare quello che Byrne aveva già fatto su Alpha Flight, testata del microcosmo degli X-Men che in mano sua era diventata campionessa di vendite nel 1983. Il fumettista anglo-americano accetta con piacere, poiché nella filiale californiana dei Vendicatori milita un personaggio che gli interessa parecchio: Visione.

Creato dal malvagio androide Ultron, Visione è un sintezoide, ossia un robot dagli organi e dalle cellule artificiali che replicano in tutto e per tutto quelli umani. Per renderlo cosciente, il suo creatore gli ha innestato nel cervello i tracciati mentali di Simon Williams, meglio noto come Wonder Man, affinché riconoscesse gli Avengers come suoi nemici (Wonder Man nasce infatti come antagonista del supergruppo); inoltre, per lungo tempo, si credeva che avesse usato come base il corpo della Torcia Umana Originale (Jim Hammond), a sua volta un androide altamente avanzato costruito negli anni ’40.

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La scelta di usare i tracciati mentali di Wonder Man si rivela fatale per Ultron: essi donano a Visione sentimenti umani, facendo sì che si allei con i nemici del suo padrone e gli si ritorca contro. Da lì in poi diventa uno dei più stimati membri degli Avengers e si innamora della collega Wanda Maximoff (Scarlet Witch), con la quale si sposa e riesce misteriosamente a concepire due gemelli.

A un certo punto, divenuto presidente del supergruppo, fino ad allora con sede nella sola città di New York, affida a Hawkeye la fondazione di una nuova filiale sulla Costa Ovest degli Stati Uniti, sancendo la nascita dei West Coast Avengers; ma ciò si rivela parte di un piano del sintezoide – divenuto malvagio a causa di un danneggiamento dei sistemi cerebrali – per ottenere il controllo del mondo tramite i sistemi informatici (vedi la saga Visione Assoluta). Il piano viene sventato dai compagni di squadra, che riescono a riportare Visione alla sanità mentale; tuttavia, la sua reputazione agli occhi del mondo è compromessa e viene ricollocato presso i WCA.

Byrne subentra su West Coast Avengers proprio in questo periodo complicato per il personaggio, e proprio su quest’ultimo decide di incentrare l’intera narrazione della sua run. In una giornata come tante, Wanda si accorge che il marito è scomparso e, poco dopo, i West Coast Avengers (tra cui figurano, oltre a Scarlet e Visione, anche Hawkeye, Wasp, Hank Pym, Wonder Man e Tigra) vengono attaccati da un finto Ultron, che riescono a sconfiggere con relativa facilità. I WCA partono quindi alla ricerca dell’amico; una missione che sconvolgerà profondamente sia lui sia, soprattutto, la moglie.

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Se il sintezoide è il centro dei WCA di Byrne, i rapporti tra i personaggi sono il motore che li fa girare. La scomparsa del collega e il successivo ritrovamento scatena immediatamente una serie di conflitti interni che minano la stabilità del gruppo; un tipo di intreccio piuttosto comune nei fumetti Marvel, specie quelli degli anni ’60, in cui litigi spesso pretestuosi erano all’ordine del giorno.

Byrne si prende però la briga di contestualizzarli con una certa perizia: ogni membro del gruppo ha un problema relativo alla propria identità e a come questa influenza il rapporto con gli altri membri del gruppo (Tigra che vede il suo lato felino prendere il sopravvento; Wonder Man che non vuole condividere nuovamente i propri tracciati mentali perché innamorato di Wanda).

Il mistero di fondo e le dinamiche puramente supereroistiche passano quasi in secondo piano rispetto ai conflitti tra marito e moglie (Wanda e Visione), tra ex-marito e ex-moglie (Hawkeye e Mimo), o tra ex-marito e ex-moglie riconciliati (Hank Pym e Wasp), segno della volontà di rappresentare una sussidiaria dei Vendicatori come una compagine decisamente più instabile e meno solenne del gruppo originale.

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A riprova di questa attenzione sui personaggi (in realtà più simile a un accanimento, specie per quanto riguarda il cast femminile) c’è l’impatto materiale delle trame sull’universo circostante, che è praticamente nullo se paragonato all’impatto su chi quelle trame dovrebbe sbrogliarle. Esse infatti si risolvono quasi sempre con un nulla di fatto, influenzando marginalmente gli eventi futuri. Ogni singolo evento sembra invece creato per destabilizzare i WCA dall’interno, quasi come se l’autore giocasse sadicamente contro di loro.

Un approccio simile Byrne lo aveva già adottato con i Fantastici Quattro (dove ha fatto impazzire Sue Storm) e, coadiuvato da Chris Claremont, con gli X-Men (dove a impazzire era Jean Grey). Stavolta la sua vittima è ovviamente Wanda, poiché spesso descritta come fragile e remissiva, la quale si vede privare pezzo dopo pezzo della stabilità emotiva fino a raggiungere livelli isterici secondi solo a quelli di Occhio di Falco, alle prese con un forse-divorzio con la ex-compagna Mimo.

In un certo senso, Byrne si limita a esacerbare gli stilemi dei classici fumetti Marvel, farcendo il tutto con sequenze cinetiche ed espressive che enfatizzano il dramma dei personaggi. Peccato solo che il dinamismo di certe scene venga limitato dalla ben nota verbosità dell’autore, che spesso e volentieri riepiloga eventi passati o già noti al solo scopo di non lasciare vuoti i balloon. Alcune sequenze di botta e risposta tra i personaggi risultano però ancora divertenti; in particolare per la loro inaspettata scorrettezza e per la componente erotica, così marcate da risultare a tratti parossistiche.

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West Coast Avengers: Alla ricerca di Visione è un tuffo negli anni ’80 in piena regola, con tutti i suoi pregi (l’approfondimento psicologico, il tentativo di trattare tematiche scomode per un fumetto popolare, la messa in discussione degli stilemi passati) e difetti (l’eccessiva verbosità, una rappresentazione delle figure femminili non sempre eccelsa, le trame non sempre coinvolgenti).

Resta un tassello fondamentale dell’ecosistema Marvel per via delle molte intuizioni che sarebbero state riprese negli anni a venire, non ultime la follia di Wanda (vedi House of M) e la fragilità di Visione in quanto membro androide del gruppo (vedi Avengers: Divisi).

Sono inoltre presenti diversi personaggi che probabilmente interagiranno tra loro nel MCU: alcuni già comparsi, come Wonder Man e U.S. Agent; altri che potrebbero comparire in futuro, come Tigra.

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Cercò per lungo tempo il proprio linguaggio ideale, trovandolo infine nei libri e nei fumetti. Cominciò quindi a leggerli e studiarli avidamente, per poi parlarne sul web. Nonostante tutto, è ancora molto legato agli amici "Cinema" e "Serie TV", che continua a vedere sporadicamente.

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