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L’arte perduta dei trailer

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Con l’arrivo nelle sale di Dune 3, Spider-Man: Brand New Day, L’Odissea ma soprattutto di Avengers: Doomsday, ultimamente siamo sommersi dai film di Hollywood e dai loro trailer, una pratica che ormai, come dimostrano il più recente State of Play di Sony e il Nintendo Direct, si vede sempre di più anche nei videogiochi. Per questo motivo sono diventati ormai uno strumento di marketing essenziale per vendere un prodotto.

Ultimamente, però, il modo di realizzarli è cambiato: le major cercano in ogni modo di creare hype per generare il maggior profitto possibile, tanto che ormai esistono addirittura i trailer dei trailer, ossia i teaser.

Ma cosa rende un trailer davvero coinvolgente? Cosa devono fare le grandi case cinematografiche e le industrie videoludiche per attirare l’attenzione del consumatore medio? Ovviamente è necessario uno studio approfondito del modo di realizzazione e, purtroppo, questa sta diventando un’arte che si sta via via dimenticando.

Lezione 1. Show, don’t tell


Per generare curiosità, un buon trailer dovrebbe, oltre a pubblicizzare un prodotto, anche mantenere un certo riserbo e creare un alone di mistero su ciò che lo spettatore sta guardando. Per questo motivo è fondamentale che una major sappia selezionare il materiale giusto per attirare l’attenzione senza lasciare lo spettatore confuso.

Di contro, se mostra troppo, lo spettatore capisce già quale direzione prenderanno la trama o gli intrecci narrativi, e questo potrebbe generare disinteresse.

Prendiamo ad esempio il trailer di Dragon Trainer 2: già dalle prime immagini viene svelato un nodo essenziale della vicenda, cioè che la madre di Hiccup è ancora viva, quando nel primo film era ormai dato per assodato che fosse morta.

DRAGON TRAINER 2 - Trailer Ufficiale #2 - Italia


I trailer dei film di supereroi, soprattutto quelli del Marvel Cinematic Universe, ricadono spesso in questo errore, mostrando una quantità tale di scene da permettere allo spettatore di intuire quasi tutto il film.

Nel trailer di Spider-Man: Homecoming, ad esempio, vengono palesati tutti i nodi centrali della storia: la tuta ipertecnologica donata a Spider-Man da Iron Man, la sfiducia di quest’ultimo dopo l’incidente del traghetto e la battaglia finale, nella quale Spider-Man deve affrontare l’Avvoltoio senza il supporto delle tecnologie Stark.

Spider-Man: Homecoming - Trailer Italiano Ufficiale | HD

In questa categoria rientrano anche molte commedie, i cui trailer anticipano le battute migliori o addirittura mostrano scene create appositamente per invogliare il pubblico ad andare al cinema.

Suxbad - 3 Menti Sopra il pelo - Trailer

Guardiamo invece uno degli esempi migliori a mio avviso sotto questo aspetto: quello del primo Alien di Ridley Scott.

È veloce, è violento, è confusionario, ma riesce comunque a trasmettere una forte dose di adrenalina. Allo stesso tempo, lo spettatore comprende l’essenziale della vicenda: una creatura aliena si trova a bordo di un’astronave e un gruppo di astronauti dovrà affrontarla.

ALIEN (film 1979) TRAILER ITALIANO

Questo è un trailer che, a mio avviso, ha fatto scuola e che ancora oggi viene in qualche modo emulato. Basti pensare a quello di Life di Daniel Espinosa, o Godzilla del 2014, dove vengono mostrate soltanto alcune parti del corpo del kaiju per suggerirne l’enorme imponenza, oppure agli stessi Prometheus e Alien: Covenant di Ridley Scott, anche se nel trailer di quest’ultimo il mostro viene effettivamente mostrato.

Uno degli stilemi moderni invece è ovviamente il fanservice, inserito appositamente per entusiasmare i fan. Si pensi, ad esempio, alla trilogia sequel di Star Wars: il ritorno di personaggi ormai entrati nell’immaginario collettivo, come Han Solo, dopo così tanti anni, invece di celare il mistero, diventa un potente richiamo per gli appassionati della saga, mentre il mistero viene conservato per la trama vera e propria.

Star Wars: Il Risveglio della Forza - Trailer Italiano Ufficiale I HD

Lezione 2. L’estetica del trailer

Un’altra grande arte perduta nella realizzazione dei trailer consiste nel lasciare che siano le immagini a parlare, invece di ricoprirle di scritte e frasi fatte per aumentare l’interesse o, peggio ancora, di affidarsi a una voce narrante, pratica che fortunatamente sta progressivamente scomparendo.

Analizziamo un altro esempio significativo, quello di Inception, un film particolarmente complesso che, forse, avrebbe persino bisogno di una voce narrante che spiegasse ciò che lo spettatore sta osservando. Invece quest’ultimo viene lasciato libero di interpretare ciò che vede, venendo sopraffatto dalla pura potenza evocativa delle immagini.

Inception - Il terzo trailer italiano in HD

Le uniche scritte che dovrebbero comparire in un trailer sono quelle necessarie a comunicare la data di uscita del film oppure il nome del regista che lo ha diretto, come accade nel trailer di Mad Max: Fury Road.

Mad Max: Fury Road - Nuovo Trailer Italiano Ufficiale | HD

Come già accennato, non solo i film ricevono trailer, ma ormai anche i videogiochi producono campagne promozionali di altissima qualità per generare hype. A differenza dei film, quelli videoludici, oltre a mostrare le sequenze cinematiche, devono presentare anche scene di gameplay che mettano in risalto le meccaniche di gioco.

Anche in questo caso, uno dei trailer videoludici più riusciti è, a nostro avviso, quello di lancio di The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Nella prima parte Nintendo mostra le potenzialità della sua nuova console, la Nintendo Switch, mentre nella seconda il si concentra soprattutto sul gameplay, accennando a modalità di gioco mai viste prima nella serie Zelda.

Gli ultimi trenta secondi, invece, offrono un assaggio della trama, lasciando un forte alone di mistero e di entusiasmo che invoglia immediatamente il giocatore a scoprire cosa sia accaduto a Hyrule, il tutto senza che un solo personaggio pronunci una parola e lasciando che siano soltanto le immagini e una colonna sonora meravigliosa a descrivere l’esperienza.

The Legend of Zelda: Breath of the Wild - Trailer Presentazione Nintendo Switch

Lezione 3. Musica per le mie orecchie

Come abbiamo detto, le parole e le voci narranti possono distrarre; per questo motivo un buon trailer deve fare affidamento soprattutto sulle immagini e sul sonoro.

Se osserviamo l’Alien precedentemente analizzato, notiamo come l’ambiente sonoro sia estremamente disturbante e contribuisca ad alimentare il senso di terrore, ansia e tensione. In Star Wars, invece, fanno un sapiente utilizzo delle musiche di John Williams, capaci di creare un forte effetto nostalgia per una delle saghe più amate della cultura pop. Ancora più influente è di nuovo Inception, il cui utilizzo della musica è diventato un punto di riferimento per moltissimi trailer hollywoodiani successivi.

Ultimamente, però, complice il successo della saga de I Guardiani della Galassia, si è diffusa la moda di riutilizzare canzoni pop più o meno famose che il pubblico possa riconoscere immediatamente, come avviene nei trailer di Suicide Squad o Hardcore Henry, che utilizzano brani dei Queen.

Per quanto questa pratica possa risultare talvolta abusata, alcuni trailer sono riusciti a fare proprie canzoni molto popolari, conferendo loro un’identità perfettamente coerente con il film pubblicizzato. È il caso dei trailer di Thor: Ragnarok e Uomini che odiano le donne.

Millennium: Uomini che odiano le donne - Nuovo trailer italiano

Non potrebbero esserci due film più diversi tra loro, eppure entrambi utilizzano la stessa canzone, Immigrant Song dei Led Zeppelin. Nel trailer di Uomini che odiano le donne il riarrangiamento del brano trasmette ansia e tensione, mentre il montaggio diventa sempre più serrato a ogni battito della musica.

In Thor: Ragnarok, invece, viene utilizzata la versione originale, il cui testo si sposa perfettamente con la trama ispirata alla mitologia norrena. Anche il ritmo della canzone, travolgente e selvaggio, si adatta perfettamente al tono scanzonato del film, e molte delle immagini del trailer richiamano persino l’estetica delle copertine degli album heavy metal.

Conclusione: Riappropriarsi di un’arte perduta

Questi tre principi che abbiamo qui riassunto sono quindi  fondamentali e dovrebbero essere applicati in maniera perfetta per la realizzazione dei trailer di film, serie TV e videogiochi.

Questa componente rappresenta sostanzialmente il biglietto da visita di un prodotto. Se riesce a presentarsi nel modo giusto e a incuriosire il pubblico, è molto probabile che, indipendentemente dalla qualità effettiva dell’opera, riesca comunque a ottenere successo e una notevole risonanza mediatica.







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Giornalista freelance e articolista a tempo perso, penso che anche i film, fumetti e videogiochi hanno qualcosa da raccontare se si scava un pò più in fondo e non ci si ferma alla semplice copertina.

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