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Tony – Diario di un giovane cuoco, la recensione

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Tony

Fresco di uscita nelle sale, Tony – Diario di un giovane cuoco, biopic diretto da Matt Johnson e prodotto da A24, è un film che ha attirato la mia attenzione all’istante.

Una curiosità che non derivava solo dal prodotto cinematografico, ma che era alimentata ovviamente anche dalla figura quasi mistica di Anthony Burdain. Il famoso cuoco/scrittore americano è da anni ormai considerato un personaggio al limite del filosofico, rinato anche grazie alla diffusione nei social di molti dei suoi discorsi sul cibo, sui viaggi e sulla sua particolare filosofia di vita.

Un uomo estremamente affascinante quanto controverso e dalla parabola di vita diremmo tragica, vista la triste dipartita nel 2018, ma del quale ricorderemo l’incredibile best seller Kitchen Confidential e la fortunata serie tv No Reservation, veri e propri cult da riscoprire insieme al personaggio.

Detto ciò, l’hype per questo biopic dedicato ad un personaggio così affascinante mi aveva trascinato rapidamente davanti al grande schermo, speranzoso di trovarmi di fronte ad un ottimo prodotto. Scopriamo quindi se effettivamente Tony avrà saputo rispettare le numerose aspettative che lo accompagnavano.

TONY - Diario di un giovane cuoco | Trailer Italiano Ufficiale HD

Tony

Anthony “Tony” Burdain è un giovane aspirante scrittore dal carattere particolare. Dopo una delusione scolastica decide di fuggire da casa e passare l’estate a Provincetown, dove crede di poter ritrovare una ragazza di nome Nancy dalla quale è rimasto colpito.

A seguito di una serata sopra le righe però, Tony si ritrova a dormire sull’amaca di un uomo, uno chef di un ristorante della piccola città, che deciderà di ospitarlo in questo alloggio improvvisato in cambio di un lavoro in cucina.

Iniziando come lavapiatti, Tony piano piano entrerà nelle dinamiche della cucina dello chef, dei suoi colleghi sopra le righe e del mondo culinario, ancora lontano però da quello che sarà poi il successo internazionale come cuoco e come scrittore.

Tony - Diario di un giovane cuoco, la recensione 11

Primi Passi

La scelta particolare fatta in Tony di mettere in scena l’incipit della carriera e della vita di Burdain ha destato non poche sorprese. Un uomo la cui vita sarebbe quasi impossibile raccontare per intero, fatta di viaggi costanti intorno al mondo e una carriera costruita nelle migliori cucine di New York sembrava la base più succulenta su cui costruire un biopic.

Il film di Johnson invece decide di concentrarsi sulla fase embrionale della sua vita. Sulla nascita della passione per il cibo e per la scrittura, sul passaggio da Tony ad Anthony. Una scelta che a molti ha fatto storcere il naso ma che, nella visione complessiva del film, funziona bene e lo rende un interessantissimo film di formazione.

Per quanto avrei adorato vedere la vita del Burdain personaggio mistico che ti cattura con le sue frasi ad effetto e racconti surreali, incentrarsi su Tony, giovane irrequieto, sbandato, senza un obiettivo e alla costante ricerca di qualcosa che non comprende, risulta estremamente interessante per lo spettatore e facilmente empatizzabile nonostante i tanti errori di gioventù commessi dal protagonista.

Tony - Diario di un giovane cuoco, la recensione 12

Cast da stellato

Una vera nota positiva che intuiamo sin dalle prime battute è l’ottima scelta del cast e le grandi interpretazioni dei suoi protagonisti. Partendo ovviamente da un fantastico Dominic Sessa che recita un giovane Tony perfetto, resituendo il suo senso di smarrimento e tutte le debolezze dettate da l’età e dagli errori commessi continuamente.

Stessa nota di merito da attribuire a Emilia Jones che racchiude il lato romantico del lungometraggio. Una figura femminile che è scritta molto come supporto rispetto al personaggio di Tony e manca quindi di un vero approfondimento di Nancy, presenza costante ma mai centrale. Un peccato visto l’ottima prova attoriale della Jones, che risente però del debole aiuto della scrittura.

Il ruolo chiave invece di tutto il film è interpretato da Antonio Banderas nei panni dello chef che accoglie Tony nel suo ristorante. Un Banderas in grande spolvero recita il ruolo di figura guida dell’acerbo Burdain, il centro emotivo dell’evoluzione del suo personaggio sul quale poi si regge tutta l’evoluzione del coming-of-age.

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Comparto Tecnico

Dal lato tecnico non possiamo che apprezzare la regia di Johnson che risulta molto fresca e ricama un film che rispecchia la fase della vita che sta vivendo il protagonista in maniera spontanea e poco costruita, non dando quasi mai la sensazione di essere davanti ad un classico biopic.

A supporto di Johnson interviene anche la fotografia, curata da Micheal Bauman, che mette in scena alla perfezione l’estate di Princetown, dalle scene bellissime sulle spiagge alla caratteristica cittadina, alternandoli ai primi piani sul cibo che ci proiettano all’interno della cucina.

La parte audio curata invece da Jay McCarrol è, cercando un po’ il pelo nell’uovo, quella che risulta la meno convincente di tutto il lungometraggio. Una composizione che quasi viene eclissata dalla scelta di una soundtrack anni ’70 ricca di sonorità iconiche come quelle dei Rolling Stones e degli ELO che risaltano maggiormente.

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Una piacevole sorpresa

Tra curiosità iniziale e un pizzico di scetticismo che precedeva la visione, al termine di Tony il mio giudizio sull’esperienza appena vissuta è stato estremamente positivo.

Il film, per quanto sapessi che partiva narrando le fasi embrionali della vita di Burdain, mi ha sopreso per la sua impostazione. La scelta di troncare la storia poco prima del vero inizio del suo rapporto con la cucina professionale è stato un azzardo, non apprezzato universalmente tra l’altro, ma che nelle dinamiche del film funziona alla grande.

Probabilmente a Anthony Burdain questo film non sarebbe piaciuto più di tanto, e in fondo, conoscendo il personaggio, va bene così. Tony è un biopic piacevole, divertente e ricco di spunti. Un coming-of-age di ottimo livello che ci ha davvero sorpreso e che merita davvero una chance se vi capita di vederlo in qualche sala vicino a voi.

Tony
Tony – Diario di un giovane cuoco, la recensione
SCRITTURA
7.5
REGIA
8
COMPARTO TECNICO
7.5
DIREZIONE ARTISTICA
7.5
CAST
8
Pros
Biopic originale, fresco che intrattiene dal primo all'ultimo minuto
Cast di alto livello con prove eccezionali di Banderas e Sessa
Rappresentare questa parte della vita di Burdain funziona alla grande
Cons
Poteva durare un po' di più
Colonna sonora originale dimenticabile
7.7
VOTO

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Nascere in un paesino umbro ti porta ad avere tanti hobby.
Cresciuto tra console e computer, è da sempre amante di cinema, serie TV e musica, nella quale si diletta in maniera molto amatoriale. Anime e manga invece sono il pane quotidiano ma anche lo sport lo appassiona. Crede di aver visto ogni singola disciplina inserita dal CIO alle Olimpiadi.

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