A quattro mesi dall’uscita, Marathon continua ad essere trattato come un grande flop commerciale. Certo, non ha sicuramente soddisfatto le aspettative di rientro economico per Bungie, la quale continua in parte a soffrire i colpi di Destiny 2 nonostante il costante impegno per supportare il gioco (trovate una dei tanti nostri approfondimenti sul titolo qui ), ma ciò non significa che non sia un’opera di grande qualità ed estrema profondità . Con la sua lore intricata , il map design eccellente e la modalità endgame Cryo Archive , Marathon è un titolo che si fa amare nonostante le criticità che presenta.
Che cos’è Marathon ? Marathon è un extraction shooter PvPvE sviluppato da Bungie e ambientato sul pianeta Tau Ceti IV. Il giocatore è una coscienza separata dal proprio corpo che può impersonare diversi “telai da corsa” (in termini Call of Duteschi, “operatori ”) per esplorare, raccogliere risorse sul pianeta ed estrarre senza morire, pena la perdita dell’inventario.
Marathon è però anche molto più di questo, in primo luogo perché è un’opera di fantascienza il cui world building si distingue enormemente rispetto ad altri titoli presenti sul mercato. In secondo luogo, è un gioco il cui budget, superiore ai 200 milioni , si nota in vari aspetti, soprattutto nella profondità di gameplay che offre, ma anche nel comparto grafico e sonoro . Essenzialmente, Marathon non è un giochetto fatto per fare, non è un cash grab e, soprattutto, non è semplice come sembra.
Cosa offre Marathon ? Pregi e difetti In Marathon , i giocatori devono essenzialmente lootare , sconfiggere nemici IA e altri corridori (giocatori), sopravvivendo alle condizioni estreme di Tau Ceti IV ed estraendo senza morire entro i 30 minuti di durata della partita. Un dubbio sorge spontaneo: che cosa offre il titolo targato Bungie per mantenere l’utenza interessata e farla tornare periodicamente?
Anzitutto, il gioco ruota attorno a sei fazioni : CyberAcme, NuCaloric, Arachne, Traxus, MIDA, e Sekiguchi. Ogni fazione ha un rappresentante (iconico, ben caratterizzato e doppiato egregiamente ) che si occupa di assegnare contratti al giocatore e di narrare , attraverso dialoghi, la storia del gioco. I contratti sono divisi in “principali ” e “generici ”.
Come suggeriscono i nomi, i contratti principali fanno procedere la narrazione, mentre i secondari sono volti principalmente all’accumulo di risorse ed XP. In generale, i contratti richiedono al giocatore di recarsi in una determinata zona di una determinata mappa e di attivare terminali , sabotare carichi di merci , eccetera.
Per il momento, queste missioni risultano sufficientemente coinvolgenti , anche se non sono troppo varie . Resta – come sempre in opere di questo tipo – il problema di giocare in gruppo e non riuscire a comprendere i monologhi dei capi fazione con l’audio del party attivo. I contratti, inoltre, aumentano progressivamente di difficoltà , generando un livello di sfida tale da mantenere abbastanza alto l’interesse sul medio-lungo termine.
Gameplay e configurazione dei comandi Sul fronte del gameplay , la sensazione del controller e il layout standard dei comandi sono, oggettivamente parlando, un po’ scomodi . Si parte da una base comune, la configurazione degli FPS , cioè si mira con L2 , si spara con R2 , si lanciano le granate con R1 , ci si muove con L3 e si sposta la visuale con R3 .
Tuttavia, per poter posizionare i segnalini sulla mappa e sugli oggetti/luoghi/giocatori nel mondo stesso di gioco, si richiede la pressione della freccetta in su , che implica dover rimuovere le dita dalla levetta sinistra, o giocare con il dito indice staccato dal grilletto sinistro. In sostanza, con il layout di base non si può posizionare un ping e allo stesso tempo muoversi senza dover fare le acrobazie con le dita.
Un problema simile (ma non identico) si verifica durante il loot . In termini semplici: immaginiamo che un giocatore nemico sia stato sconfitto e ne stiamo depredando lo zaino. In quel momento, compare un’interfaccia che mostra a sinistra il nostro inventario e a destra quello dello sfortunato nemico.
Spostando il cursore sugli oggetti che ci interessano, è possibile inserirli automaticamente nel nostro zaino premendo X. Tuttavia, questo richiede che prima li raggiungiamo con il cursore e questo muove a una velocità molto, troppo, ridotta . Su PC, chiaramente, il problema non si presenta per l’uso del mouse , che permette di spostare oggetti dentro e fuori dagli inventari molto più rapidamente.
Sembra quindi che Marathon (ma anche altri suoi colleghi extraction shooter ) siano stati sviluppati per PC , più che per console , e si apprezzerebbero delle patch o delle soluzioni che rendessero il loot più immediato per i giocatori console.
Sempre sul piano del gameplay, le fatiche di Bungie si fanno apprezzare con uno shooting soddisfacente e con un buon feedback . Alcune armi sono state patchate , subendo soprattutto nerf a causa della “sbroccatezza ” (si scusi il gergo tecnico) di alcune di esse.
Anche le abilità speciali dei vari telai da corsa sono molto ben bilanciate, favorendo un gameplay vario e stimolando un costante ricambio di operatori da parte del giocatore, che vorrà ottenere il meglio da ciascuna classe in base alle proprie necessità e voglie del momento. In sostanza, non ci sono abilità inutili su Marathon .
Resta vero anche che il movimento dei personaggi giocabili risulta generalmente lento e goffo , un aspetto tuttavia giustificabile da quello che sembra l’approccio di Bungie nella realizzazione di Marathon : si è puntato forse a produrre un’esperienza più grounded , in cui i movimenti dei giocatori fossero calcolati e meno frenetici , come accade invece in altri FPS.
In ausilio a questo obiettivo , oltre ai movimenti macchinosi dei telai da corsa (dei quali si percepisce bene la pesantezza ), viene la barra del sovraccarico , che, in Marathon , sostituisce la stamina . In sostanza, correndo, il giocatore accumula calore e, se questo supera un certo limite , il movimento diventa ancora più pesante e lento . Tuttavia, è possibile ovviare a queste limitazioni potenziando le proprie abilità attraverso le fazioni. Per esempio, la propria resistenza al sovraccarico può essere migliorata, in questo senso.
Un aspetto veramente critico del titolo sono le icone di alcuni gadget di cui il giocatore può dotarsi prima di entrare in partita o collocare sulle proprie armi per ottenere buff . A livello di UI , alcuni di questi hanno effetti diversi , ma sono rappresentati su schermo dalla stessa icona , un aspetto che a tratti confonde e risulta spaesante .
Il mondo di gioco e le mappe In generale, il mondo di Tau Ceti IV è incredibilmente ben reso , sia a livello grafico che sul piano del design delle singole mappe . Queste ultime sono, in ordine di pericolo e rischio: Perimetro , Palude e Avamposto . Cryo Archive, la quarta, è una zona di endgame , e merita una sezione a parte.
Perimetro , nella sua semplicità, è la mappa perfetta per il neofita di Marathon . Vi sono varie zone aperte e le aree di loot sono poche e ridotte . Da laboratori di ricerca scientifica all’hauler (quel grande macchinone piazzato sul data wall che serve ad estrarre risorse), Perimetro presenta il giusto equilibrio per chi si approccia al titolo per la prima volta.
I pericoli non mancano, dalle piante tossiche alle torrette posizionate in angoli strategici, ma ciò che rende l’esperienza in questa zona più newbie-friendly è la grande presenza di spazi aperti semivuoti , la quale garantisce maggiore visibilità anche a distanza e più libertà di movimento rispetto a, per esempio, Avamposto. Si tratta di un’ottima mappa di tutorial , su cui testare il gameplay e, in un certo senso, farsi le ossa.
La seconda mappa sbloccabile, Palude , è indubbiamente più complessa e pericolosa. Non solo gli spazi aperti sono ora ricoperti di erba alta che facilmente nasconde piante tossiche, ma alle torrette celate si aggiungono anche mine claymore piazzate all’interno di edifici (oltre che all’esterno, come in Perimetro) e che, se attivate, producono danni ingenti al giocatore. Oltre a questo, gli spazi da coprire per spostarsi da un punto all’altro della mappa sono più ampi e ciò implica maggiori possibilità di morire per cause naturali e non.
Avamposto , mappa rilasciata un giorno dopo l’uscita del gioco, aggiunge un ulteriore livello di difficoltà a Marathon . Oltre a ridurre drasticamente gli spazi aperti , gli sviluppatori hanno integrato i pericoli mortali del gioco con una pioggia acida che cade ad intervalli regolari durante la partita, costringendo i giocatori a rifugiarsi in spazi chiusi e aumentando drasticamente il PvP .
Inoltre, la pinwheel , la girandola al centro della mappa, aggiunge un grado di sfida ad Avamposto, poiché si tratta di una zona ad alta concentrazione di loot raro la quale è accessibile solo risolvendo un puzzle . Non serve dire che, nel mentre, il PvP è intenso ed estremamente competitivo.
Cryo Archive – un endgame da pauraUna sezione a parte di questa recensione va dedicata all’immensa modalità endgame di Marathon : Cryo Archive .
Cryo Archive si distingue anzitutto per la grandezza della mappa. Ci troviamo a bordo della nave Marathon, nel reparto “congelamento ”, nel quale i viaggiatori venivano ibernati durante il viaggio interstellare verso il sistema Tau Ceti IV. A un primo contatto, essa può far desistere il giocatore. Può essere complicato capire come navigarla , come sia organizzata e come aprire le porte bloccate da vari livelli di sicurezza su cui Bungie non dà spiegazioni.
Questo endgame eccelle perché, oltre a lootare ed estrarre, è possibile anche tentare di raggiungere il boss finale segreto , chiamato Compiler . Arrivare a quest’ultimo è un’impresa non da poco, poiché prevede la risoluzione di puzzle e l’apertura di 7 camere blindate. Le ricompense del boss sembrano essere molto più consistenti di quelle ottenibili semplicemente lootando in giro per la mappa, cosa che invoglia a cimentarsi nell’impresa. Tra esse vi è l’arma più potente del gioco: il Biotoxic Disinjector .
Ciò che rende Cryo Archive una modalità unica è il modo in cui gli sviluppatori hanno preventivato gli spostamenti e il loot dei giocatori all’interno della mappa. Infatti, allo spawn, ciascuna squadra non avrà automaticamente accesso a tutte le zone (lootabili e non), ma dovrà raccogliere chiavi elettroniche (per esempio, sconfiggendo nemici IA o hackerando terminali) fino a raggiungere un determinato livello di security clearance e poter sbloccare le porte. Tutto ciò, senza poter estrarre prima di aver raggiunto il livello 3.
Inoltre, il rischio di perdere loot di grande valore è altissimo: per poter giocare a Cryo Archive è obbligatorio dotarsi di un inventario del valore minimo di 5 mila monete. Ciò rende questa modalità estremamente rischiosa , ma, se tutto fila liscio, si può guadagnare un gran bottino.
In altre parole, Cryo Archive è una modalità endgame ben pensata ed eccellentemente calibrata , che costituisce una vera sfida per i giocatori più competitivi, dando quindi un senso a tutto il grinding a looting svolti su altre mappe. Si crea perciò una dinamica di gameplay che spinge i giocatori ad impegnarsi nella raccolta di risorse e loot con il fine ultimo di accedere a Cryo Archive e ottenere ricompense maggiori.
La direzione artistica e il comparto grafico Dal punto di vista grafico , le critiche non sembrano necessarie. Marathon sceglie di essere un titolo peculiare sotto questo punto di vista, e non fa certamente del realismo il proprio punto forte. Le scelte artistiche , essenzialmente, guidano quelle grafiche : i colori sgargianti e complementari accostati per creare un forte impatto visivo chiaramente informano la scelta di inserire pochi dettagli realistici nel gioco, poiché essi non sono necessari.
Non vi è, quindi, una ricerca di precisione realistica in Marathon , ma una scelta deliberata di creare un’atmosfera quanto più straniante e aliena possibile. Il giocatore non si sente a casa, ma in un mondo extraterrestre pericoloso e dai colori diversi. È come se stesse indossando degli occhiali dalle lenti colorate: la realtà che vede non è quella a cui è abituato e ciò provoca ansia e paura.
Il comparto sonoro Anche dal punto di vista sonoro , Marathon semplicemente eccelle, soprattutto per l’atmosfera ostile che il sound design contribuisce a creare, pienamente in linea con l’anima sci-fi che lo caratterizza. I fischi e ronzii robotici dei nemici IA e i rumori ambientali delle varie mappe, i quali interrompono a volte l’assoluto silenzio che Bungie ha scelto come componente sonora principale per questo titolo, contribuiscono alla creazione di una sensazione costante di pericolo incombente che, soprattutto quando si gioca in solitaria, si taglia con un coltello.
Inoltre, il sound design spicca non solo per la qualità percepita in cuffia , ma anche per l’eccellente doppiaggio in lingua originale, per cui ogni personaggio di ogni fazione ha intonazioni proprie e distintive . Dal pazzo Mida alla IA di Cyberacme, ogni rappresentante di fazione è irripetibile nel proprio modo di esprimersi.
Da non dimenticare la colonna sonora, realizzata con la partecipazione di grandi nomi della musica contemporanea, quali Poppy .
La stagione 2 – calano le tenebre Il 2 giugno , Bungie ha finalmente rilasciato l’update 1.1.0 , che ha dato il via alla seconda stagione del gioco. Con l’aggiunta di due nuove armi, un nuovo telaio da corsa, un nuovo sistema di upgrade delle statistiche e una modalità notturna per la mappa Palude, si può dire con certezza che, con questo update, Bungie ha fatto centro, dimostrando impegno e amore nel suo supporto a Marathon .
In particolare, il raid notturno su Palude sembra essere l’aggiunta più corposa e interessante , in quanto aggiunge nuovi eventi temporanei , per esempio, droni che trasportano loot di valore superiore, un nuovo nemico antropomorfo che ci si scaglierà contro per poi esplodere e un sistema di chiavi ottenibili dai nemici IA sconfitti e che ci permetterà di aprire porte e scoprire zone della mappa precedentemente inaccessibili. In altre parole, si tratta di un update ben pensato e che arricchisce concretamente l’esperienza di gioco, rendendola varia e più coinvolgente.
Con la stagione 2, inoltre, l’arsenale di Marathon si vede ampliato dall’aggiunta di due nuove armi : la KKV e la D54. La prima è una mitraglietta leggera , mentre la seconda è una pistola semiautomatica che spara 3 proiettili alla volta. La KKV , molto probabilmente, necessita di un nerf .
L’altra aggiunta degna di nota di questa stagione è il nuovo telaio da corsa, la Sentinella , utile soprattutto per la difesa dei punti di estrazione in quanto è dotato di una mina e un sistema antigranate che può piazzare. La sua abilità speciale è un radar che rileva i nemici nelle vicinanze, un’altro aspetto utile per un gameplay più “barricato”. L’implementazione di questo nuovo telaio da corsa è ben pensata e bilanciata e aggiunge varietà all’esperienza di gioco, consentendo di fortificare zone tattiche (per esempio, i punti di estrazione), come gli stessi sviluppatori hanno evidenziato.
Marathon: una cometa o una stella?Resta quindi un’ultima domanda a cui rispondere. Marathon continuerà ad esistere, oppure i suoi server verranno chiusi a causa della scarsità di giocatori connessi? Sarà una cometa ricordata come un gioco prodotto da una grossa software house e che ha riscosso discreto successo nelle prime settimane per poi spegnersi, oppure verrà ricordato per ciò che è, cioè un’opera sicuramente sfortunata ma di enorme spessore? La speranza è che Bungie continui ad avere fiducia nel gioco e a espanderlo, dato che si tratta di un titolo di altissima qualità e che, senza ombra di dubbio, verrà riscoperto in futuro.
Comparto grafico e sonoro
9.9
Coerenza e cura del dettaglio
9.8
Pros
Lore da e sci-fi d'eccellenza
Direzione artistica di prim'ordine
Shooting soddisfacente
Varietà di contenuto
Looting bilanciato
Modalità endgame profonda
Ottimo map design
Cons
Controlli default macchinosi
UI non sempre chiara
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Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando avevo solo otto anni, nella cameretta di mio cugino, dove PS1, PS2 e Xbox 360 coesistevano pacificamente. Ho amato alla follia titoli come Gears of War, Devil May Cry, Medievil, e Bioshock, tra tanti, senza mai smettere di giocare un secondo nel corso degli anni. Mi appassionano particolarmente i giochi ricchi di narrativa, ma mi dedico ai multiplayer competitivi allo stesso modo. Oggi scrivo di videogiochi su SpaceNerd e insegno inglese, spagnolo e italiano. Ho una formazione in critica letteraria, e all'università ho scritto una tesi sull’uso di Minecraft come risorsa per insegnare lo spagnolo. Metto quindi le mie conoscenze al servizio della mia grande passione videoludica su questa rivista, con lo stesso entusiasmo, ma in una cameretta diversa e più adulta.
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