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Cos’è successo ad Assassin’s Creed?

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Cos'è successo ad Assassin's Creed? 1

Era il lontano 2008 quando, per la prima volta, faceva capolino sul mercato uno dei videogiochi che, nel corso degli anni, sarebbe diventato leggenda e avrebbe dato il via a una delle più famose saghe videoludiche della storia. Si parla, chiaramente, di Assassin’s Creed, un gioco nato quasi per caso e che inizialmente doveva limitarsi ad essere uno spin-off di Prince of Persia. Dopo svariati anni di tremendo successo, tuttavia, il franchise si vede ora criticato per mancanza di innovazione e Ubisoft si ritrova a dover adottare misure eccezionali per rimettersi in sesto, tra cui la cancellazione di vari titoli work-in-progress. Ma che cosa è successo ad Assassin’s Creed?

Assassin's Creed

Dove tutto è iniziato: l’emozione

Ricordo ancora oggi come se fosse ieri (avevo 8 anni all’epoca), l’emozione che provavo nel sentir nominare le parole Assassin’s Creed” e nello scoprire che cosa significassero: “Il credo dell’assassino”. Penso a quanto inglese io abbia imparato grazie ai videogiochi e ne sono loro grato.

Sia chiaro, sarebbe dovuto passare qualche anno prima che mi fosse concesso mettere mano sul titolo Ubisoft, su questo “Assassin’s Creed“, ma anche solo sapere dell’esistenza di un videogioco in cui un assassino incappucciato lottava contro i Templari durante la terza crociata eseguendo assassini in volo con una lama celata (un’idea che al tempo era iper innovativa), mi affascinava.

Da piccoli, non si capisce la concezione di violenza: era tutto un gioco. L’assassino incappucciato, Altair, era fichissimo, lo vedevo sulla copertina del titolo – non ricordo come mi fosse capitato tra le mani in casa – e la guardavo e riguardavo con quell’emozione che solo un bambino (o un adulto molto nerd) può provare di fronte a un giochino, per l’appunto, fichissimo.

Assassin's Creed

Procedevo quindi a travestirmi mettendomi felpe col cappuccio anche d’estate, quando il caldo torrido del Veneto non lasciava scampo a strati extra di vestiario. A scuola mi mettevo una matita colorata nella manica per fare finta che fosse una lama celata. Quel gioco era pura innovazione e Carnevale, e le premesse della trama non facevano che aumentarne l’appeal. Alla fin fine, Assassin’s Creed è un gioco sci-fi, non si dica il contrario. E lo sci-fi è fichissimo.

Desmond Miles è un barista che viene rapito per un esperimento che prevede l’uso di una macchina, l’Animus, per rivivere i ricordi dei suoi antenati. Se questo non è sci-fi, non so cos’altro lo sia. Desmond scopre successivamente che a tirare le redini del mondo sono i Templari, un gruppo di malvagi cattivoni che vuole impossessarsi di un artefatto potentissimo chiamato Mela dell’Eden.

Assassin's Creed

Bellissime premesse, innovative, fresche. Per questo, io parlavo spesso di questo gioco: con i miei amichetti, con mio cugino (che per anni portava pazienza quando comparivo a casa sua e gli chiedevo di giocare alla play). Ne parlavo anche con mio papà. Tuttavia, parlarne alla mia famiglia mi metteva un po’ a disagio perché sentivo che i videogiochi non erano molto ben visti tra le mura della mia casa, quindi, invece che dire il nome vero del franchise, avevo trovato un modo divertente di chiamarlo.

Era diventato “ashasìn”. Volevo far sembrare che fosse una cosa poco seria, un giochino. Mio papà, poi, con il tempo, si sarebbe seduto di fianco a me a guardarmi giocare a questo “ashasìn” nonostante io ne parlassi costantemente e forse fino allo sfinimento. Ricordo che questo mi aveva stupito, mi stupisce ancora quando succede.

Assassin's Creed

Ezio Auditore da Firenze: l’emozione continua

2009. Esce Assassin’s Creed 2. Che dire? Sicuramente è il miglior gioco della saga dopo Black Flag, ma resta comunque leggendario quanto il primo capitolo, se non di più, ed è uno dei miei preferiti di sempre. Potessi tornare indietro e riavere la mia console, controllerei il numero di ore che ci ho passato: sarebbero molte. Con questo seguito, la formula del primo capitolo era stata migliorata esponenzialmente, e si vedeva.

Assassin's Creed

Partiamo dal presupposto che Ubisoft aveva deciso di ambientare il gioco tra la Firenze e la Venezia del 1400. La mia famiglia vive vicino a Venezia. Il setting italiano faceva sì che io sentissi il gioco ancora più mio perché gli eventi di una saga che amavo avevano luogo nel mio Paese.

Soprattutto, però, Ezio Auditore da Firenze era ancora più fichissimo di Altair. Era ultrafichissimo, e ora poteva fare i doppi assassini in volo grazie alla sua doppia lama celata. Per non parlare del suo costume e dell’introduzione della cappa (della quale si potevano persino cambiare i colori). Inoltre, ora si poteva nuotare e navigare per i canali di Venezia; il parkour era molto più fluido del primo e le grafiche erano significativamente migliori.

Assassin's Creed

Ricordo che ero estasiato quando si parlava anche di questo gioco. Purtroppo, al tempo, non avevo ancora un telefono o internet; quindi, dovetti aspettare di giocarlo per poter vedere con i miei occhi come fosse il gameplay. Nonostante ciò, ero molto entusiasmato da questo nuovo “ashasìn”, e ancora mi travestivo e ne parlavo e non stavo zitto un secondo.

Quando, poi, iniziai a giocarci, ricordo, soprattutto, che non capivo come funzionasse la minimappa. Invece di guardare l’icona del personaggio muoversi, controllavo se il contatore dei metri che mi separavano dal mio obiettivo diminuiva o cresceva. A volte viaggiavo per svariati minuti arrampicandomi ovunque perché non sapevo come raggiungere il segnalino della missione.

Assassin's Creed

Il Natale e Assassin’s Creed: L’inizio di una tradizione

2010. È il 24 Dicembre. La mia famiglia mi ha svelato che Babbo Natale non esiste e quindi, da quest’anno, apriremo i regali a mezzanotte della Vigilia. Io so per certo che mia sorella mi ha regalato Assassin’s Creed: Brotherhood, il seguito del secondo titolo, e so con assoluta certezza che, questa sera, lo aprirò e lo proverò e finalmente potrò tornare a seguire Ezio nelle sue avventure, questa volta a Roma (di nuovo in Italia!) e accompagnato da un’intera fratellanza di Assassini alleati.

Assassin's Creed

Sono così concentrato su questo singolo evento che tutto il resto conta poco. Questa mattina ho accompagnato mio papà al mercato di paese e sto servendo i clienti al suo banco, ma non riesco a parlare di altro. Un venditore ambulante conoscente di mio padre mi sente e dice che anche lui aspetta molto Brotherhood: i miei occhi si illuminano e non gli lascio più un secondo di pace.

Quel giorno me lo ricorderò per sempre perché, nella mia mente, resterà sempre la prova che i videogiochi ci hanno emozionati quando nient’altro poteva farlo, ci hanno permesso di scappare quando ne avevamo bisogno, e ci hanno dato energia quando eravamo a secco. Erano bei tempi. Credo di parlare per il pubblico di quel tempo e per l’attuale scrivendo quanto segue: Assassin’s Creed, negli anni duemila e duemiladieci, era emozione.

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La fine di Ezio e l’inizio dei Kenway

Anche Assassin’s Creed: Revelations si è fatto volere bene, in realtà, concludendo la cosiddetta “trilogia di Ezio”, ri-rilasciata successivamente come Assassin’s Creed: The Ezio Collection. Ezio, chiaramente, non era più il baldo giovane dei precedenti capitoli e, sinceramente, mio padre rideva di lui perché, essendo vecchio, non avrebbe dovuto essere stato in grado di arrampicarsi con tanta agilità. È stato in quel momento che, per la prima volta, mi sono reso conto (anche inconsciamente) del fatto che “spremere” un prodotto fino all’ultima goccia o – “milking” come dicono gli anglofoni – forse ne riduceva un po’ la magia.

Assassin's Creed

Certo, Ezio ora poteva fabbricare bombe e usare un gancio per combattere e arrampicarsi più agilmente, ma qualcosa non mi quadrava di quel capitolo. Tuttavia, con Assassin’s Creed , Ubisoft sembrava aver capito la necessità di mettere in atto un cambiamento per evitare l’effetto “spremitura“. A questo punto, la casa creò un gioco più grande e ambizioso, ambientato in Nord America e centrato su un protagonista nativo americano: Assassin’s Creed III.

Io, sinceramente, non l’ho mai giocato. Ne ho avuto esperienza solo da spettatore, perché se lo era comprato un amico. Se ci penso bene, perché non l’ho giocato? Effettivamente, nel 2012 avevo 12 anni, una Xbox 360, ma non 60 euro per comprarmi un gioco nuovo. Forse dovevo convincere i miei genitori a prendermelo, non ricordo. Quindi ho lasciato perdere, nonostante desiderassi con tutto me stesso impersonare Connor Kenway e viaggiare per la frontiera americana e le più importanti città di quelli che oggi conosciamo come Stati Uniti. In particolare, mi attiravano molto il Tomahawk e la nuova aggiunta del parkour: l’arrampicata sugli alberi.

Assassin's Creed

Assassin’s Creed 4: il sogno pirata

Per fortuna, nel 2013, sono riuscito – attraverso preghiere e buoni propositi e rosari – a farmi regalare una PlayStation 4 con Assassin’s Creed 4. Ancora una volta, uno dei giorni più felici della mia vita è stato Natale. C’era qualcosa in quel gioco che ancora oggi non riesco a spiegare. Forse era l’ambientazione Caraibica. Parliamo di Orientalismo inverso allo stato puro, per come me la vivevo. Ero attratto dall’esoticità di quei paesaggi e di quel periodo storico.

Assassin's Creed

Ad ogni modo, quell’Assassin’s Creed è stato il mio preferito in assoluto. Prima ancora che uscisse, avevo riguardato il gameplay ufficiale dell’E3 allo sfinimento. Sapevo il copione a memoria. Poi, una volta ricevuto in regalo, a scuola, non riuscivo a pensare ad altro. Edward Kenway, Edward Kenway, Edward Kenway.

13 Minutes of Caribbean Open-World Gameplay | Assassin's Creed 4 Black Flag

Le oltre 50 location che avrei potuto esplorare se fossi stato a casa invece che in quell’inferno che chiamare scuola è un complimento, con professori che abusavano del proprio potere creando un’atmosfera al limite dello squadrismo. In quell’ambiente, Edward Kenway mi consolava. Ma questa è solo una parte del motivo per cui mi è tanto piaciuto Assassin’s Creed IV: Black Flag.

Il gioco ha meriti innegabili. In primis, come ho ricordato, l’ambientazione caraibica, una mappa enorme, battaglie navali e abbordaggi epici, costumi meravigliosi per Edward, la possibilità di trovare tesori sepolti seguendo mappe trovate nel mondo di gioco, eccetera. Per ore e ore mi sono perso in quel mondo, specialmente in compagnia del figlio del mio vicino di casa, che mi costringeva a completare ogni singolo luogo sulla mappa al 100% e ad affrontare tutte quattro le navi leggendarie ai quattro estremi della mappa.

Assassin's Creed

Lo scivolone rivoluzionario che non ha fermato la saga

2014. Assassin’s Creed: Unity esce nel più totale delirio. Il gioco è sommerso di bug e Ubisoft viene attaccata. Io, al tempo, sono in prima superiore e, sinceramente, non ho nemmeno seguito la campagna di marketing del nuovo titolo. Ma ricordo l’emozione, mesi e mesi prima dell’uscita, quando erano trapelati i primi screenshot leakati e le prime indiscrezioni sull’ambientazione parigina. Ancora una volta, sono estasiato.

Assassin's Creed

Anche quell’anno, per Natale, chiedo un Assassin’s Creed. Mia sorella mi fa una sorpresa e mi prende l’edizione limitata che costa un fracco di soldi. L’ho venerata, quell’action figure di Arno, perché mai ne avevo posseduta una. In sostanza, me ne infischio delle critiche al gioco, scarico i 15 giga di aggiornamento (che erano tantissimi, per il tempo – altro che gli aggiornamenti di oggi) e mi fiondo nella Parigi della Rivoluzione francese. Un po’ mi pesano le microtransazioni con i punti Helix nel nuovo store, ma non ci do troppo peso.

Assassin's Creed

Seguendo le orme di Unity

2015. Nuovo anno, nuovo Assassin’s Creed. Stavolta, il gameplay reveal non mi convince. I combattimenti corpo a corpo con armi come il tirapugni o i pugnali mi sembrano poco interessanti e macchinosi. Potrei sbagliarmi, alla fine, il gioco non l’ho mai toccato. Certo, non si trattava di un Assassin’s Creed come gli altri.

Per la prima volta, forse anche in seguito alla crescita esponenziale del discorso attorno al genere e il sesso, all’inclusività, era possibile prendere i panni di due personaggi: Jacob ed Evie. Assassin’s Creed: Liberation, spin-off di Assassin’s Creed III, aveva introdotto per la prima volta un personaggio protagonista donna, ma non vi era ancora la possibilità di interpretare due personaggi di genere distinto. Di nuovo, potrei sbagliarmi, ma queste sono le mie impressioni.

Assassin’s Creed Syndicate Gameplay Walkthrough 2

Una pausa necessaria. Un ritorno alle Origini?

2016. Nulla. Ubisoft ha deciso di prendersi una pausa. Si percepisce nell’aria un malcontento. Forse è il caso di fermarsi per un anno e rivalutare la direzione che può prendere Assassin’s Creed come franchise. Una scelta saggia e necessaria.

Assassin's Creed

Nel 2017, finalmente, fa la sua comparsa sul mercato Assassin’s Creed: Origins. Per questo capitolo, stavolta ambientato nell’Antico Egitto, sono previsti grandi cambiamenti. Infatti, dopo la pausa, Ubisoft ha deciso di fare un revamp della serie introducendo meccaniche RPG che, all’uscita, hanno convinto alcuni e altri no. Il sistema di combattimento è cambiato molto, ora si attacca con R1 (RB per Xbox), come su Dark Souls e altri souls-like. Sono inoltre presenti più armi, più armature, ed è stato aggiunto lo scudo e la possibilità di usarlo per eseguire parry. Il sistema dei livelli e dei punti esperienza diventa fondamentale e viene ampliato.

Assassin's Creed

Lo compro. Non al day one, ma lo compro. L’ambientazione è fantastica e la mappa gigantesca. La magia di Assassin’s Creed si percepisce. Potersi perdere in un mondo meravigliosamente costruito è ancora possibile. Si possono scalare le piramidi ed è concesso esplorare il loro interno; si possono vedere (e a volte anche raggiungere) oasi nel deserto, si possono cavalcare dromedari. Non male, penso, ma lo sento troppo grande, troppo dispersivo. È qui forse che Assassin’s Creed, come franchise, inizia a incassare i colpi della sua grandezza. Ci metto molto tempo a finirlo; il contenuto presente è tanto.

Assassin's Creed

L’Odissea di un franchise e la sua grandezza spropositata

Sull’onda di Origins, Ubisoft decide di spingersi ancora oltre e di rilasciare Assassin’s Creed: Odyssey, un capitolo della serie sviluppato parallelamente al precedente, ma significativamente diverso. L’Odissea. L’Antica Grecia. “Fichissimo”, penso. Guardo qualche gameplay ma qualcosa non mi quadra. La telecamera è posizionata troppo distante dal personaggio. Si vede, letteralmente, l’omino troppo piccolo. Fermi tutti. Non c’è il cappuccio? Non c’è la lama celata? C’è il calcio spartano? Per carità, penso, ci sta, ma questo titolo potrebbe essere benissimo un gioco a sé stante, se si togliesse “Assassin’s Creed” dal titolo.

Assassin's Creed

Dai, lo compro. Non al day one. Anzi, qualche anno dopo, addirittura dopo l’uscita di Assassin’s Creed Valhalla. Lo provo, mi piacciono le premesse. Kassandra è un personaggio ben scritto, per quello che ho visto. Meraviglioso che si possa scegliere un personaggio per giocare tutta la partita e che le vicende del secondo si intreccino con il nostro con il progredire della storia.

Ma questo gioco è troppo grande per i miei gusti. C’è troppo da fare. Troppo da vedere, e a me piacerebbe vedere tutto. Ma non si può. L’aggiunta di elementi mitologici come i combattimenti con il ciclope è fenomenale, ma sembra che Assassin’s Creed abbia perso la sua essenza. Allo stesso tempo, però, ci dobbiamo chiedere: “è normale pensare che una saga debba sempre performare al massimo per poter essere riconosciuta? È possibile che una saga così lunga possa sempre azzeccarci?” Odyssey non l’ho finito, purtroppo.

Assassin's Creed

Un viaggio nel Valhalla

Con Assassin’s Creed: Valhalla, rilasciato nel 2020, forse, la situazione si è ulteriormente esacerbata. Seguendo ancora le orme del genere RPG, Ubisoft ci consegna un gioco enorme, oltre ogni aspettativa, con una storia principale della durata di circa 60 ore. Purtroppo, non gioco a tutto il gioco. L’ambientazione e le premesse, come sempre, sono affascinanti, ma, al tempo, ormai, mi stavo allontanando dal franchise proprio a causa della sua grandezza.

Assassin's Creed

La saturazione di contenuto e la ripetitività dello stesso sta iniziando a farsi sentire, soprattutto con l’ultima release, Assassin’s Creed: Shadows, ambientata nel Giappone feudale e che, nonostante le innovazioni in ambito grafico e di gameplay, continua a presentarsi come un’esperienza scandita da grande monotonia. L’esperimento di Assassin’s Creed: Mirage, nel 2023, inoltre, con un gameplay più grounded e simile ai titoli che fecero la storia della saga, con una mappa più piccola e accessibile, ha forse puntato sul fattore nostalgia per cercare di ravvivare l’interesse dei fan per il franchise, ma la strada da percorrere, ad oggi, è ancora molta. Assassin’s Creed sta vivendo una crisi d’identità.

Assassin's Creed

Cosa resta, quindi, ora? Ubisoft ha recentemente cancellato una grande porzione di titoli a cui stava lavorando, tra cui il remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, e ha rimandato vari giochi, lasciando spazio all’attesissimo remake di Assassin’s Creed IV: Black Flag, in uscita il 9 Luglio. Sono tempi duri per l’azienda, che da qualche anno naviga in acque poco tranquille. Oltre a questo, Ubisoft ha annunciato di essersi messa al lavoro su due nuovi Far Cry e Assassin’s Creed. Noi, tuttavia, sappiamo che, oltre a questi ultimi, ve ne sono altri in programma da tempo, tra cui Assassin’s Creed: Hexe, che, si rumoreggia, sarà ambientato nel periodo della caccia alle streghe.

Assassin's Creed

Che cosa è successo ad Assassin’s Creed? Dov’è finita l’emozione?

Non resta quindi che domandarci che cosa sia successo ad Assassin’s Creed (e a Ubisoft) nei quasi vent’anni dall’uscita della primissima avventura di Desmond Miles. Sicuramente i cambiamenti sono stati molti più di quel che possiamo immaginare e hanno interessato varie sfere dell’attività di Ubisoft, spaziando dalla parte creativa a questioni più interne e organizzative.

Effettivamente, Ubisoft ha a volte peccato di ripetitività, ripresentando gli stessi giochi e simili dinamiche di gameplay in diversi contesti storici. Certo, il cuore della saga è proprio esplorare vari periodi storici e le persone che li hanno animati. Tuttavia, personalmente, credo che ciò non basti a mantenere vivo l’interesse per una saga. Quando un franchise diventa troppo lungo e, soprattutto, se l’innovazione talvolta manca, diventa difficile non stancarsi. In più, il cambiamento di rotta verso il genere RPG con Origins, Odyssey e Valhalla ha certamente rianimato il franchise ma, in certi casi, lo ha addirittura snaturato.

Assassin's Creed

Tuttavia, ciò che più conta, a mio avviso, è che noi stessi, i giocatori, siamo cresciuti. È inutile girarci attorno: Assassin’s Creed è una saga quasi ventennale che forse ci piaceva tanto perché eravamo più giovani e ci entusiasmava l’immagine eroica di questo Assassino che si batteva con le forze del male per far prevalere il bene, nascondendosi in piena vista e operando nell’ombra.

Tuttavia, la ragione più probabile della crisi che sta affrontando Ubisoft con Assassin’s Creed, in realtà, è quella che sta sotto il nostro naso. Nel corso degli ultimi vent’anni, i giochi open world sono evoluti tanto da creare aspettative altissime nel pubblico. Pensiamo, per esempio, a Red Dead Redemption 2.

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Gli incontri casuali e diversificati che emergono naturalmente durante l’esplorazione in-game, le animazioni di persone e animali, e il realismo maniacale consegnatici dai genitori di GTA hanno generato un precedente che non si può ignorare. Il mondo del gaming si è evoluto, tanto che alcune formule ora non funzionano più, e il pubblico si aspetta sempre quel significativo passo in avanti con ogni uscita, sia a livello grafico che di gameplay, di feel, di animazioni e asset.

Non resta che concludere domandandoci ciò che forse molti hanno paura di chiedersi e l’unica questione che emerge dopo il nostro viaggio nella saga di Assassin’s Creed: è possibile immaginare un progresso infinito negli spazi materiali e finiti della tecnologia e del pianeta Terra?

P.S.: Per approfondire l’argomento Assassin’s Creed, consiglio anche gli articoli dei nostri Simone e Svallo: “Perché Assassin’s Creed non è più Assassin’s Creed“, “Assassin’s Creed potrebbe aver recuperato la sua anima con Valhalla

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Cos'è successo ad Assassin's Creed? 2

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando avevo solo otto anni, nella cameretta di mio cugino, dove PS1, PS2 e Xbox 360 coesistevano pacificamente. Ho amato alla follia titoli come Gears of War, Devil May Cry, Medievil, e Bioshock, tra tanti, senza mai smettere di giocare un secondo nel corso degli anni. Mi appassionano particolarmente i giochi ricchi di narrativa, ma mi dedico ai multiplayer competitivi allo stesso modo. Oggi scrivo di videogiochi su SpaceNerd e insegno inglese, spagnolo e italiano. Ho una formazione in critica letteraria, e all'università ho scritto una tesi sull’uso di Minecraft come risorsa per insegnare lo spagnolo. Metto quindi le mie conoscenze al servizio della mia grande passione videoludica su questa rivista, con lo stesso entusiasmo, ma in una cameretta diversa e più adulta.

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