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Il mercato console è morto

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Il mercato console è morto 1

Introduzione

Mi rendo conto, “il mercato console é morto” sembra un po’ tragico come titolo. A questo punto ci saranno quelli che mi staranno maledicendo la famiglia fino alla terza generazione, mentre coccolano la statuina del logo PlayStation in posizione fetale. E altri che invece saranno in preda ad una risata malefica, illuminati da luci neon RGB, gridando “LO SAPEVO!” nella calda dissipazione dei loro PC da 5000€.

Ovviamente sbagliano entrambi e adesso vediamo il perché.

Prima di tutto perché la metà del mercato dei videogames é dominato dal mobile. Lo so, siete tra quelli che se vedono Clash, League o Royale nel titolo vengono colti dalle convulsioni, ma questi sono i dati. Statece!

Tra console e PC c'é sempre stata una certa rivalitá.

E poi questa non é la morte da bomba atomica master race di cui alcuni utenti pc favoleggiano da tempo, ma di sicuro non é nemmeno lontanamente il sogno bagnato 8K 120fps che certi altri utenti console sono convinti di vivere mentre tracannano certo brutto marketing.

Se mi date qualche minuto del vostro tempo vi spiego dove siamo, come ci siamo arrivati, quali sono le prospettive e soprattutto perché questo titolo é un’esagerazione non troppo lontana dalla realtà.

Qual é lo stato attuale del mercato console?

Quando parliamo di mercato console generalmente parliamo di un ring. All’angolo blu, dal Giappone, Sony Playstation, che vuole strenuamente difendere il titolo di console più venduta. Mentre all’angolo verde, dagli Stati Uniti, la console di Microsoft, Xbox, che in realtà è da qualche tempo che parla con l’arbitro dicendo che non gli interessa essere campione di vendite hardware e che da grande sogna di fare il publisher a tempo pieno.

Switch 2 di Nintendo é una console che fa mercato a sé

E Nintendo? Nintendo è a casa con gli amici a giocare a tennis su Wii Sports. Nintendo ha uno stile talmente definito che puó permettersi di uscire nel 2025 con un hardware del 2020, chiederti 90€ per un gioco di kart e comunque sentirsi dire grazie. Nintendo fa mercato a parte.

Fondamentalmente, quando parliamo di mercato console, parliamo prevalentemente di Sony PlayStation, nonostante le dichiarazioni della presidente di Xbox, Sarah Bond 1, che assicurano l’arrivo di una nuova console targata Microsoft, ma di questa ne parleremo più avanti.

Attualmente, la macchina di Microsoft è scarsamente reperibile, sebbene non sia ufficialmente fuori produzione, con negozi e catene di distribuzione che ormai non si preoccupano nemmeno più di fare restock e la produzione della casa madre che è stata drasticamente ridotta. Mi sembra evidente che Series X/S sia un cavallo su cui Microsoft non sta puntando più.

Questo perché le console come piattaforme di gioco hanno da sempre un modello di business che cerca di piazzare il maggior numero di unità, con guadagni pressoché nulli o perfino perdite, per poi monetizzare sul software. Le console non hanno saputo reinventare l’uso del proprio hardware, nonostante oggi facciano girare diverse applicazioni multimediali come Netflix, YouTube o Twitch, ma non hanno saputo farlo in maniera abbastanza efficace da allargare il proprio bacino d’utenza tra i non gamer.

Le console, nonostante siano piattaforme multimediali, non hanno saputo allargare il proprio bacino d'utenza ai non gamer.

Se a questo aggiungiamo il fatto che il digitale ha quasi totalmente polverizzato il supporto fisico, e che l’ha fatto in tempi brevissimi per via dell’emergenza Covid del 2020, otteniamo la tempesta perfetta che erode ogni ragione sensata per produrre una macchina da gioco single purpose.

Tutto ciò senza infilarsi nel mattone letterario che sarebbe l’argomento “Costi di Sviluppo: Ovvero come siamo arrivati a pensare che il costo di un hotel a 5 stelle per fare l’ennesimo copia incolla di Fortnite sia un buon investimento”.

Dal lato Sony invece, l’investimento è giustificato da una fanbase di amanti dei soprammobili disegnati con cattivo gusto. L’utenza PlayStation con la quinta iterazione della console giapponese ha confermato di poter comprare qualsiasi cosa indipendentemente dalla qualità, dall’usabilità o dal parco titoli, per sostenere un’azienda che pensa sia meglio aspettare che l’evoluzione adatti la struttura della mano sinistra piuttosto che rovinare la simmetrica perfezione del Dual Sense con una cosa così insignificante come l’ergonomia.

Dal canto suo, l’azienda sembra consapevole della situazione, visti i tentativi di monetizzare sul lungo termine con investimenti a casaccio su titoli live service, abbandonando la speranza di avere un modello di business redditizio dalla tipologia di giochi che hanno fatto la fortuna della marca, vale a dire i single player story driven.

Sony sembra rimasta l'unica azienda per cui il mercato console sembra appetibile.

Lato hardware, ha deciso di disinvestire dove davvero avrebbe potuto fare la differenza per l’utenza, cioè sul VR, per puntare su periferiche prive di scopo come Portal. Probabilmente perché sapeva che con il minimo sforzo di incollare uno schermo tra le due metà di un Dual Sense, avrebbe potuto massimizzare gli introiti.

In definitiva, attualmente Sony Playstation gioca senza reali avversari, ma su un campo che sembra si stia rapidamente spopolando, con pubblico e giocatori che passano ad uno sport simile, ma con regole sostanzialmente diverse.

Quali sono le prospettive future?

Per Xbox

Come accennavo prima, le dichiarazioni di Sarah Bond vogliono farci credere in una nuova console di Microsoft.

Purtroppo le grandi acquisizioni degli ultimi anni e il piano Play Anywhere che vuole trasformare anche i tostapane in piattaforme di gioco Xbox, mi fanno pensare che questa console in arrivo sarà più una manovra per grattare un altro po’ di margine dal mercato gaming totale piuttosto che una manovra decisa per ribaltare lo stato del settore console.

Ci sono grossi dubbi circa la prossima console Xbox

E questo nonostante le promesse, che descrivono questo hardware come “premium e high end“. Da come la raccontano, dovrebbe trattarsi di una sorta di PC. E se questo da una parte può essere positivo, perché un hardware strutturato come un PC (e che si spera sia ugualmente aggiornabile) che viene venduto direttamente da Microsoft può avere un’unica garanzia globale, dall’altra viene implicitamente venduta l’idea che le prestazioni siano paragonabili a quelle PC.

A questo punto i casi sono due: le prestazioni sono paragonabili, quindi l’hardware è paragonabile, quindi il prezzo è paragonabile, e allora mi stai vendendo un PC; oppure puoi mantenere un prezzo ridotto che rientri nel range del mercato console, ma allora dovrai scalare pesantemente potenza e prestazioni.

Quindi con “premium e high end” cosa dovremmo immaginare? Un PC/console che gira sulla Full Screen Experience di Windows su una fascia di prezzo intorno agli 800/900€? Avere un unico venditore è una ragione sufficiente per non pensare di aggiungere quei 300 o 400€ per comprare direttamente un PC dignitoso (sempre ammesso che il prezzo delle RAM torni a breve a costare meno di una piccola portaerei)?

Valve ha lanciato PC da salotto che di fatto é una sorta di ibrido PC/Console

Dal lato degli sviluppatori c’è sicuramente un notevole vantaggio nel poter semplicemente impostare un predefinito nei propri giochi, anziché dover sviluppare un’ottimizzazione pensata per il chip custom di una console, ma non sarebbe un vantaggio esclusivo che potrebbe spingere l’utenza all’acquisto.

Per PlayStation

Quindi é plausibile che esca una PlayStation 6? Certo! Solo che non avrà titoli first party e tutti gli altri saranno pubblicati da Microsoft. Avrà un prezzo di lancio non inferiore ai 1000€ e una modalità 8k 120fps, ma solo per la remastered di Tetris (unico titolo di lancio, tra l’altro).

Scherzi a parte, credo che sia ragionevole dire che attualmente solo Sony possa permettersi di pensare che una nuova generazione di console abbia veramente una ragion d’essere. E come dicevo prima, non perché abbia qualche tecnologico asso nella manica, ma solo per via di una fanbase incapace di vedere la realtà.

A fine 2025 PlayStation 5 ha fatto cinque anni e per essere una macchina il cui business model è basato sulle esclusive software, il suo parco titoli sembra ancora il parcheggio di un alimentari a Capo Nord un giovedì di gennaio. Il 2026 non sembra molto più promettente. Sony é talmente confidente delle unità di PS5 piazzate e della qualità dei propri titoli in esclusiva che per 2026 e 2027 sono ancora previsti titoli cross-gen. Gli sviluppatori ringraziano.

Per Sony, l'attuale generazione di console é un po' sprovvista di titoli in esclusiva che ne giustifichino l'acquisto.

Senza parlare della prima esclusiva assoluta uscita nel 2026: Code Violet; un titolo spolverato direttamente dal cestone delle offerte PS2 di un vecchio Blockbuster che si sono scordati di sgomberare, sviluppato da TeamKill Media, il celebre studio che al solo sentirlo nominare fa pensare “Team… chi?”.

Per me resta incomprensibile come in un’epoca di esplosione dei prezzi dell’hardware, Sony non pensi di concentrarsi un po’ di più sul software che come ho detto al momento latita. Nessuno pretende la quantità di titoli che aveva PS2, ma così rasentiamo il ridicolo. Il Dual Sense doveva essere la periferica game changer definitiva ed è stato usato decentemente da AstroBot o poco più.

Ciononostante, i rumors sulla nuova console giapponese si sprecano, con speculazioni circa la rinnovata collaborazione con AMD e del nuovo chip RDNA 5 che per PS6 avrà un’implementazione custom. Gli sviluppatori ringraziano di nuovo.

La prossima console Xbox dovrebbe avere un chip custom AMD su architettura RDNA 5

Quindi sembra che al momento Sony non sembri intenzionata a modificare il suo modello di business. Certo, sempre che non si consideri come cambiamento il trasformare PlayStation da divisione entertainment-oriented a produttrice di hardware status symbol sul modello Apple, con una utenza per cui dimostrare di possedere prodotti a marchio PlayStation sembra essere più importante che divertirsi.

Tutto molto interessante, ma per riassumere?

In conclusione direi che il mercato console sta sicuramente attraversando una crisi e non perché quella fascia di prezzo per l’ingresso nel videogame sia sparita. Tutt’altro. Ma apparentemente con l’avvento dei servizi in abbonamento, una macchina dedicata sembra aver perso un po’ il suo senso. Soprattutto con Microsoft che vuole convertire ogni dispositivo elettronico in una piattaforma di gioco.

Oggi ci sono servizi che offrono accesso al gaming anche in cloud per cifre ridicole. Chi te lo fa fare di spendere 300/500€ per un hardware più 70-80€ per ogni titolo, oggi come oggi, mentre puoi farti un abbonamento a GeForce Now o a GamePass per una ventina di euro al mese?

La prossima alternativa alle console per il gaming da salotto potrebbe essere il cloud

C’è da mettere in evidenza che se questo cambio fosse stato proposto anche solo 10 anni fa, nessuno lo avrebbe accettato. Ma oggi? Ci siamo arrivati piano piano, dapprima abituandoci all’idea di non possedere i giochi che compriamo e poi vedendo la stabilità della linea migliorare giorno dopo giorno.

Detto questo, per me si tratta sempre e comunque di una gigantesca operazione di pesca a strascico per estrarre reddito dalla popolazione a vantaggio dei soliti noti. L’ennesima rapina in giacca e cravatta che il capitalismo ci propina da un paio di secoli.

Che però la console casalinga come la conoscevamo stia ormai tirando gli ultimi colpi è un fatto evidente.

Se devo incrociare le dita immaginando una visione del futuro, io spero che l’utenza si stufi definitivamente di rimanere in balia dell’industria e si aprano delle piattaforme di sviluppo collaborativo per crearsi i propri giochi in licenza open source.

Guardo con positività anche al ritorno al retrogaming, che ultimamente sembra essere rifiorito, con grandi movimenti nel mercato dell’usato (se volete approfondire l’argomento, leggetevi questo articolo che ho scritto qualche tempo fa) per le vecchie console e titoli che si possono giocare su pc del 1998. A dimostrazione del fatto che gli utenti non vogliono giochi costosi. Vogliono giochi fatti bene.

  1. EDIT: Tra la stesura di quest’articolo e la sua pubblicazione, Microsoft ha capito che in realtá la sua divisione Xbox le sta molto antipatica e ha deciso di gambizzarla con una serie di bizzarre decisioni, che nell’ordine sono:
    1 – imporre margini di profitto ridicoli, con Microsoft che pretende improvvisamente un 30% di margine dopo una serie di sei anni in cui ci si è attestati tra il 10 e il 20% all’anno;
    2 – licenziare Phil Spencer, cosa che potrebbe anche avere diverse spiegazioni indipendenti dalla casa madre, ma scegliere Asha Sharma per subentrargli al posto di Sarah Bond. Bond sarebbe stata la naturale successione per la divisione gaming, visti tutti gli anni al fianco di Spencer e tutti i risultati che questi hanno potuto raggiungere insieme. Asha Sharma, invece, ha speso gli ultimi due anni alla direzione di CoreAI, sempre di Microsoft.
    Queste due cose mi fanno pensare che Microsoft stia spingendo la divisione Xbox verso una forzata integrazione AI e, viste le esose richieste di margine, suppongo che questa verrà largamente impiegata per il taglio di costi. Si legga taglio dei costi come “licenziamenti”.
    Magari Xbox ci sorprenderà e riuscirà ad evitare un crollo qualitativo delle sue produzioni, ma se lo chiedete a me, io nutro poche speranze perché questo tipo di manovre non hanno niente di nuovo e hanno sempre portato agli stessi mediocri risultati. ↩︎

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Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, dategli un puzzle game o uno story driven con dei begli enigmi e si galvanizza, ma se gli parlate di FPS multiplayer online si addormenta.
Ha messo le mani su pc e console a partire dall'Atari 2600 e attualmente gioca su XBox Series X.
Potete trovarlo anche su Instagram e YouTube, su cui porta avanti un canale a tema videogames che si chiama La Tana di Yoshi.
Vive in Andalusia e oltre ad essere uno scarso ma appassionato bassista, è istruttore di kitesurf.

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