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Hellblade Senua’s Sacrifice, la recensione: un viaggio attraverso oscurità e redenzione

Pubblicato

il

Hellblade Seuna's Sacrifice

Hellblade: Senua's Sacrifice

8.2

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

7.5/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

9.0/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

8.0/10

Pros

  • Utilizzo del sonoro originale orientato all'immersività
  • Grafica e dettagli estremamente curati
  • Trama e narrazione molto coinvolgenti che tengono incollati al titolo
  • Qualità da tripla A a metà prezzo

Cons

  • Longevità ridotta
  • Combat system poco variato
  • Enigmi non eccessivamente sfidanti

Negli ultimi anni devo essere stato davvero molto distratto. Oppure nel marasma dei grandi annunci e delle produzioni AAA overbudgeted si deve essere perso qualcosa per strada. Altrimenti non si spiega perchè non ci sia stato molto più rumore intorno a questo Hellblade Senua’s Sacrifice.

È incomprensibile perché ci sia ancora tanto movimento intorno a Dark Souls a distanza di dodici anni dalla sua prima uscita e su Hellblade si senta così poco. Nemmeno dopo la presentazione della tech demo di Unreal Engine 5 su cui ammettiamolo, ci siamo sbrodolati un po’ tutti e che è tratta proprio dal suo sequel, Hellblade 2 Senua’s Saga.

Hellblade Senua’s Sacrifice, sviluppato da Ninja Theory e pubblicato nel 2017, è un rivoluzionario videogioco che porta i giocatori in un viaggio emotivo e psicologico attraverso le profondità della malattia mentale e dell’antica mitologia norrena.

Basato prevalentemente su narrazione, design d’atmosfera e meccaniche di gioco hack’n’slash, Hellblade ha ottenuto ottime valutazioni da critica e pubblico. In questo articolo, approfondiamo il mondo oscuro e inquietante di Senua ed esploriamo il profondo impatto di quest’opera sia sull’industria che sugli utenti.

I ragazzi di Ninja Theory riescono a mettere insieme un’esperienza che cerca di andare oltre al semplice intrattenimento. Una storia interattiva che vuole immergere il giocatore nel dramma della psicosi di cui Senua è affetta tramite il racconto del viaggio della protagonista verso il regno dei morti. Questo gioco vuole mettere davanti all’utente un argomento che a tutt’oggi è stigmatizzato e nascosto: quello della malattia mentale.

E quando un piccolo team di talentuosi ha la possibilità di mettersi in gioco con totale libertà creativa, ciò che ne consegue è un’opera d’autore come questo Hellblade Senua’s Sacrifice.

Hellblade: Senua's Sacrifice - Official Trailer | PS4

Una battaglia personale con la malattia mentale

Al centro di Hellblade Senua’s Sacrifice c’è la rappresentazione della battaglia di Senua con la psicosi. Si vestiranno i panni di Senua, una guerriera celtica ossessionata dal suo passato e tormentata da allucinazioni e delusioni.

Senua deve affrontare il viaggio verso l’Helheim, il regno dei morti della mitologia norrena. Il suo amato Dillion è stato ucciso dagli uomini del nord, e lei si mette in cammino per portare il suo teschio al cospetto della dea Hela e chiederle di resuscitarlo.

A rendere il viaggio ancora più difficoltoso, il fatto che la protagonista è da sempre affetta da una grave forma di psicosi che le provoca allucinazioni visive ed uditive.

Primo piano del viso di Senua, protagonista di Hellblade

Mano a mano che avanza nella suggestiva ambientazione, al giocatore vengono descritte parti della storia di Senua, della sua infanzia di isolamento, degli abusi di suo padre, della sua malattia mentale e del rapporto con Dillion che diventerà il suo unico spiraglio di luce nella tenebra della psicosi nonchè fragile ancora con la realtà.

L’infanzia di Senua è stata marchiata irrimediabilmente dalla figura di Zynbel, un padre che per via delle sue idee religiose, la costringe all’isolamento, convinto che in realtà la figlia sia maledetta. Non è chiaro quanto le violenze psicologiche subite dalla protagonista abbiano aggravato la sua condizione, ma viene specificato che Senua eredita questi tratti dalla madre Galena, una sacerdotessa e guaritrice che cerca di guidare la figlia verso una gestione positiva del suo stato mentale, come fosse una forma distinta di ascoltare e vedere il mondo.

Quando Zynbel a causa di ciò sacrifica Galena su una pira, Senua si ritrova senza guida, in balia delle voci e delle visioni nella sua testa, nonchè di un padre che la tiene lontana da qualunque contatto con il resto del mondo e che con la violenza la convince di non essere altro che una condanna alla sofferenza per chiunque le si avvicini.

Senua verrà poi in contatto con Druth, un vecchio insegnante che le racconterà le storia e la mitologia dei popoli norreni, appresi durante un periodo di prigionia. All’interno del gioco, Druth funge anche da guida per Senua e narratore delle leggende norrene che il giocatore può ascoltare alle Pietre della Storia, l’unico oggetto collezionabile della campagna.

Hellblade Senua's Sacrifice, la recensione: un viaggio attraverso oscurità e redenzione 3

In seguito, dopo essere fuggita dal padre, incontrerà Dillion, che dopo la madre rappresenterà l’unica presenza positiva della sua vita. La morte di lui per mano dei nordici la farà ripiombare nell’abisso della sua patologia e cercare di resuscitarlo sarà la missione del suo viaggio nonchè la metafora del suo percorso interiore di guarigione, riconciliazione con la malattia e accettazione dell’irreversibilità della morte.

Ninja Theory ha lavorato a stretto contatto con professionisti della salute psichica e individui che hanno sofferto di patologie mentali per garantire una rappresentazione autentica e rispettosa di queste condizioni. Attraverso un particolare design audio, rifiniti effetti visivi e un gran lavoro sulla fotografia, il gioco immerge i giocatori nell’esperienza straziante della mente fratturata di Senua, favorendo l’empatia e la comprensione.

Un viaggio oscuro e suggestivo

Dal momento in cui i giocatori intraprendono la ricerca di Senua, sono avvolti in un mondo incredibilmente bello ispirato all’antica mitologia norrena. Il design d’atmosfera del gioco, insieme alla sua grafica dettagliata e al meticoloso sound design, crea un’atmosfera coinvolgente e inquietante. Ogni passo attraverso paesaggi in decomposizione e luoghi inquietanti intensifica la sensazione di disagio e di morte imminente.

L’uso dell’audio binaurale, in particolare, aggiunge un ulteriore livello di immersione replicando l’esperienza di sentire voci e sussurri in uno spazio tridimensionale, offuscando ulteriormente il confine tra la realtà e la percezione di Senua.

In Hellblade le ambientazioni sono sempre suggestive e con una fotografia ispirata.

Il design audiovisivo del titolo gioca un ruolo cruciale nella creazione di un’atmosfera coinvolgente e inquietante. I paesaggi sonori meticolosamente realizzati, la musica inquietante e le tecniche audio binaurali contribuiscono alla sensazione di essere all’interno della mente di Senua.

Sussurri, voci ed echi provengono da direzioni diverse, esaltando la natura disorientante del suo stato mentale. Visivamente, il gioco presenta un mondo oscuro e decadente che riflette il tumulto interiore di Senua. L’uso di immagini vivide, illuminazione dinamica e dettagli intricati creano un’atmosfera che è allo stesso tempo bella e inquietante, intensificando ulteriormente il coinvolgimento emotivo del giocatore.

L’eccessivo contrasto tra parti illuminate e parti in ombra ha rappresentato un elemento disturbante e affaticante che mi ha prodotto letteralmente stress mentale e fisico. Nelle prime fasi di gioco ho preso questo elemento come un errore, finchè non ho capito che questo è precisamente l’obiettivo degli sviluppatori, e che piaccia o meno, sono stati capaci di usare le risorse a loro disposizione per guidare lo stato emotivo del giocatore su quello sperimentato da Senua.

Il potere della mitologia e della redenzione

Nonostante il viaggio di Senua per reclamare l’anima del suo amante dalla dea Hela sia profondamente personale, si intreccia anche con la mitologia norrena. Man mano che i giocatori svelano gli strati del passato di Senua e affrontano i suoi demoni interiori, assistono alla sua trasformazione da anima spezzata e vulnerabile a guerriera su un percorso di redenzione.

Hellblade Senua's Sacrifice, la recensione: un viaggio attraverso oscurità e redenzione 4

L’incorporazione della mitologia norrena arricchisce la narrazione di Hellblade, intrecciandosi con il personale viaggio di redenzione di Senua. Il gioco esplora i temi del sacrificio, della perdita e della resilienza dello spirito umano, tracciando parallelismi tra le lotte di Senua e il più ampio contesto mitologico.

Il simbolismo mitologico è abilmente intrecciato nella narrazione, aggiungendo profondità e livelli di significato all’esperienza del giocatore. Attingendo a questi temi universali, Hellblade eleva la sua narrazione oltre il personale e invita i giocatori a contemplare le proprie lotte e il potere della trasformazione di sé stessi.

Gameplay e puzzle cesellati sull’immersività

Hellblade non solo offre una narrazione avvincente, ma incorpora anche meccaniche di gioco studiate per rafforzarla e che riflettono lo stato mentale di Senua. Bisognerà affrontare una serie di enigmi, combattimenti e momenti introspettivi che mettono alla prova la loro pazienza, determinazione e perspicacia.

Il sistema di combattimento, sebbene non eccessivamente variato o impegnativo, cattura la cruda brutalità delle battaglie di Senua con la rappresentazione fisica delle sue paure.

I combattimenti di Hellblade sono ritmati e coinvolgenti.

Nonostante riconosca che il combat system sia di natura semplicistica, personalmente lo trovo riuscito, efficace e molto coerente con un gioco che punta sul generare precise emozioni nel giocatore.

I combattimenti hanno un’ottimo ritmo, i parry sono ben calibrati e le combinazioni attacco/contrattacco della IA sono sempre molto realistici e verosimili. Inoltre la difficoltà può essere modificata in ogni momento o essere lasciata in modalità auto per adattarsi alle capacità del singolo giocatore.

Gli incontri di combattimento sono tesi e viscerali, riflettendo la natura caotica delle battaglie di Senua contro i suoi demoni interiori. La minaccia della permadeath, paventata all’inizio dell’avventura attraverso una macchia marcescente che progressivamente si estende sul braccio di Senua, è un elemento narrativo rivolto direttamente al giocatore.

Gli sviluppatori avvisano fin da subito che qualora la macchia arrivasse alla testa, la partita avrà termine e tutti i progressi salvati verranno cancellati costringendo l’utente a ricominciare da capo. Questo espediente costringe il giocatore a provare un senso di urgenza e pericolo reale, togliendo la rete di sicurezza data dal numero illimitato di tentativi, facendo di fatto immedesimare maggiormente l’utente con lo stato emotivo di Senua.

L’impianto audio non è un accessorio, ma una parte fondamentale del gameplay

Tutto il comparto sonoro è stato registrato con audio binaurale. Questo significa che giocando con l’audio in cuffia, avremo una resa fedele dei suoni all’interno dello spazio tridimensionale del mondo di gioco.

In poche parole, sentiremo voci e rumori venire da una precisa direzione e da una determinata distanza. Sentiremo per esempio le voci che costantemente parlano nella testa di Senua come se fossero nella nostra testa, passando da un punto all’altro, gridando, sussurrandoci all’orecchio o avvisandoci di un fendente in arrivo alle nostre spalle. A volte aiutandoci, altre volte ostacolandoci, le Furie (il nome delle voci nella testa) saranno un costante elemento di incertezza, sulle quali dovremo decidere di volta in volta se fare affidamento o meno.

Gli enigmi hanno un preciso significato simbolico

Gli elementi di risoluzione dei puzzle richiedono ai giocatori di pensare in modo critico e prestare attenzione ai dettagli, rispecchiando le sfide di mettere insieme pensieri e ricordi frammentati.

In Hellblade gli enigmi servono a rafforzare la narrazione.

La ricerca di rune nelle ombre e nelle combinazioni casuali degli elementi del paesaggio riflette lo sforzo mentale di Senua nel cercare rapporti di causa/effetto nel mondo che la circonda, suggerendo al giocatore che non ci siano elementi magici a bloccare porte e cancelli, ma che sia la mente della stessa protagonista a cercare di ostacolarla.

Conclusione

Hellblade Senua’s Sacrifice è un’esperienza di gioco straordinaria ed emotivamente carica che immerge i giocatori in una profonda esplorazione della malattia mentale, della mitologia e della redenzione. Attraverso il suo gameplay minimale, il design d’atmosfera e la narrativa toccante, Ninja Theory ha creato un capolavoro che lascia un’impressione duratura sui giocatori.

Prendendo una tematica così controversa come centro della propria narrazione, Hellblade può essere considerato un’avanguardia nel settore e speriamo un esempio per altri studi sia per contenuti che per produzione.

Alcuni potrebbero trovarlo un po’ carente a livello di longevità, ma spesso per raccontare una storia o spiegare un concetto è necessario essere concisi e coerenti, e Ninja Theory con Hellblade dimostra che non servono budget da centinaia di milioni ne decine di ore di gioco per creare un bel gioiello.

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Appassionato di videogiochi fin dall'infanzia, dategli un puzzle game o uno story driven con dei begli enigmi e si galvanizza, ma se gli parlate di FPS multiplayer online si addormenta.
Ha messo le mani su pc e console a partire dall'Atari 2600 e attualmente gioca su XBox Series X.
Potete trovarlo anche su Instagram e YouTube, su cui porta avanti un canale a tema videogames che si chiama La Tana di Yoshi.
Vive in Andalusia e oltre ad essere un scarso ma appassionato bassista, è istruttore di kitesurf.

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