Se avete un po’ di passione per il cinema vi sarà capitato di imbattervi in un sito streaming chiamato Mubi . Il progetto nasce un po’ dal nulla nel 2010, dall’impossibilità del suo fondatore, Efe Çakarel , di vedere sul suo portatile In The Mood For Love di Wong Kar-Wai.
Çakarel quindi decide di dare vita a The Auteurs , il primo abbozzo del futuro Mubi, un servizio che rendesse accessibile agli utenti una serie di film d’autore che raramente troviamo con facilità nei grandi distributori streaming.
Nel corso degli anni Mubi è cresciuto, arrivando a produrre anche alcune pellicole di registi emergenti e progetti interessanti , ampliando notevolmente la sua libreria con tantissimi titoli provenienti da ogni parte del mondo.
Mubi infatti è un must per gli appassionati del cinema d’autore e, in occasione dell’ennesima campagna di abbonamenti scontati, abbiamo deciso di selezionare cinque titoli assolutamente da non perdere per convincervi a provare la piattaforma.
Nota Bene : il catalogo di Mubi cambia spesso in base alla rotazione del suo immenso cartellone, alcuni film ora disponibili e presenti in questa lista potrebbero non esserlo temporaneamente in futuro.
Chungking Express (1994) Sarebbe banale partire dal motivo stesso per cui Mubi è nato (e per cui anche chi vi scrive si è abbonato, ndr. ), In the Mood for Love , ma vi consigliamo invece un altro capolavoro anni ’90 del maestro Wong Kar-Wai , il film che ha consacrato nella storia del cinema Faye Wong, Chungking Express (Hong Kong Express ).
Nel film Wong Kar-Wai ci presenta due storie , di per se separate ma destinate a sfiorarsi, messe in scena nel suo teatro preferito: Hong Kong . Nella prima un giovane poliziotto che è appena stato lasciato dalla ragazza il primo d’aprile, compra sempre una scatoletta di ananas con scadenza primo maggio . La sua routine viene però scossa dall’incontro con una giovane donna con la parrucca bionda, invischiata con la malavita.
Un altro poliziotto si trova in una situazione analoga e si trova spesso ad un chiosco dove lavora una ragazza di nome Faye . Lei si innamora di lui e la loro conoscenza si infittisce quando, dopo aver ricevuto dalla sua vecchia compagna le chiavi dell’appartamento di lui, Faye decide di andare a rimetterlo apposto.
Due storie tipiche di Wong Kar-Wai che si intrecciano nelle brillanti luci della città , dipinta magnificamente dal regista hongkonghese. Un film reso iconico per la sua rappresentazione della relazione tra le due coppie di protagonisti e dalla straordinaria fotografia di Christoper Doyle .
Chungking Express semplicemente non può mancare nella vostra libreria e watchlist di Mubi, anche solo per le indimenticabili scelte musicali al suo interno, dalla straordinaria cover di Dreams alla scena dove Faye Wong balla sulle note di California Dremin’ (come dice Tarantino , impossibile risentirla senza pensare a quel balletto ).
Accattone (1961) Film d’esordio alla regia di Pier Paolo Pasolini , Accattone è storia del cinema italiano, l’ultimo vero film neorealista e capostipite del cinema autoriale in Italia.
Vittorio Cataldi detto “Accattone ” è un uomo che vive i bassifondi romani, sfruttando economicamente una prostituta e, dopo aver perso l’appoggio della donna, si ritrova a doversi reinserire nel mondo del lavoro in una parte disastrata della città.
Accattone però non riesce a trasformare la sua vita attraverso la fatica e la legalità, legato ormai a una sopravvivenza fatta di espedienti e mezzucci per superare la giornata. Per lui lo attende un epilogo tragico ed inevitabile , tipico del quadro raccontato da Pasolini.
L’importanza cinematografica di Accattone riecheggia ancora oggi per le scelte coraggiose intraprese dal compianto regista. Attori non professionisti presi dalla strada (esordio di Franco Citti, ndr. ), la messa in scena di concetti chiave nel pensiero pasoliniano come la rappresentazione del sacro nel degrado e la sfida che un film del genere rappresentava alla società italiana degli anni ’60, lo rendono ancora oggi un classico intramontabile , sia a livello cinematografico che culturale .
No Other Land (2024) Premiato agli Oscar come miglior documentario nell’edizione del 2025, No Other Land è la produzione scritta e girata dal collettivo israelo-palestinese formato da Basel Adra, Yuval Abraham, Rache Szor e Hamdan Ballal.
Le riprese coprono un arco temporale che va dal 2019 al 2023, incentrandosi sul destino del villaggio di Masafer Yatta , vicino Hebron in Cisgiordania. A seguito di una sentenza della corte isrealiana, la zona viene adibita a poligono ed esercitazioni militari, costringendo gli abitanti a continui sopprusi perpretati da coloni e da personale dell’IDF alle loro case e ai loro possedimenti.
No Other Land infatti ci mostra sia il dramma che i palestinesi subiscono nelle loro terre in Cisgiordania, sia il parallelo proliferare, illegale e violento , di nuovi insediamenti fatti da coloni isrealiani, contro ogni legge del diritto internazionale. Lo stesso Yuval , uno dei protagonisti e giornalista israeliano, viene accusato in patria di essere antisemita solo per aver voluto sottolineare l’ingiustizia che subiscono i popoli della Cisgiordania .
La forza di No Other Land rimane sempre attuale visto come, ad oltre un anno di distanza dal suo rilascio, la situazione per i popoli palestinesi non sia affatto migliorata. Il documentario è un pugno nello stomaco anche per il più interessato degli osservatori occidentali, un vero manifesto della tragedia che si vive quotidianamente in Cisgiordania il quale andrebbe proiettato ovunque, dai cinema alle scuole, invece di subire critiche infondate e patetici tentativi di censura .
Drive My Car (2021) Tratto da un racconto di Haruki Murakami (il cui nome, come potete ben immaginare, si ispira al grande classico dei baronetti di Liverpool ), premio Oscar come miglior film internazionale, Drive My Car è un film diretto dal fortunato regista giapponese Ryusuke Hamaguchi nel quale seguiamo la storia di un regista di nome Yusuke.
Dopo aver scoperto il tradimento della moglie, Yusuke rimane vedovo improvvisamente e non riesce ad elaborare il lutto. Per lavoro viene spedito a Hiroshima dove dovrà curare la rappresentazione teatrale di Zio Vanja di Cechov. Adora guidare ma per motivi assicurativi gli viene assegnata un’autista, Misaki , che lo accompagna negli spostamenti.
In questi tragitti fatti di silenzi e leggere confessioni , i due sviluppano un rapporto di confidenza reciproca, mentre Yusuke cerca ancora di superare la perdita della moglie, influenzato dalla presenza di un attore che aveva avuto rapporti con lei.
Nonostante le quasi tre ore di lunghezza e l’ampio uso di silenzi e pause , Hamaguchi ci incanta tenendoci incollati alla schermo con un racconto che sfrutta teatro , dialoghi lenti e ripetizioni come un motore narrativo calmo e delicato , ma perfettamente funzionante. Un capolavoro moderno del cinema asiatico che dimostra che è possibile adattare con un prodotto di livello stellare anche un autore ostico come Haruki Murakami.
La Persona Peggiore del Mondo (2021) Terzo film della trilogia di Oslo, La Persona Peggiore del Mondo è un film di Joachim Trier , regista norvegese di altissimo livello, recente premio Oscar nel 2025 con il successo internazionale di Sentimental Value .
Ne La Persona Peggiore del Mondo viviamo un arco della vita della giovane Julie , alla ricerca del proprio posto nel mondo. Saltando da uno studio all’altro, tra un’idea di carriera e di vita all’altra, Julie si ritrova insieme a Aksel, acclamato fumettista quindici anni più grande, con cui andrà a convivere. Trier racconta l’evoluzione degli anni più difficili per Julie, anni di ricerca di se e del proprio essere , parlando in maniera diretta e simpatica dell’evoluzione di questa giovane donna, libera e imprevedibile, incarnando in lei i problemi di una generazione.
Nel personaggio di Julie, interpretata in maniera magistrale da una grandissima Renate Reinsve , è impossibile non immedesimarsi. Una ricerca di libertà e stabilità che appare a tratti contradditoria e al tempo stesso così comprensibile per chiunque ha vissuto o sta vivendo quell’arco temporale tanto spaventoso e incerto che è la fine dei vent’anni.
Insomma, La Persona Peggiore del Mondo non è solo un film straordinario , ricco di momenti commoventi, dove tutte le doti di Joachim Trier vengono fuori al meglio in un lungometraggio che sembra destinato all’interpretazione perfetta di Renate Reinsve. La Persona Peggiore del Mondo è un film necessario per un’intera generazione , un manifesto di disagio emotivo ed esistenziale racchiuso in soli 120 minuti .
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