Social

Senza categoria

Riflessi dell’Invisibile: Maborosi, l’esordio di Kore’eda

Pubblicato

il

Maborosi

Con una scelta particolare e inaspettata, BiM Distribuzione ha lanciato una rassegna, intitolata Riflessi dell’Invisibile, che porterà nei prossimi mesi per la prima volta al cinema in Italia i film del regista giapponese Hirokazu Kore’eda.

Il periodo non è casuale visto che è imminente l’arrivo del suo nuovo film Sheep in the Box, presentato in questi giorni al Festival Di Cannes. Sempre durante quest’anno il maestro dovrebbe tornare anche con un progetto legato ad un’opera che, in queste pagine, conosciamo molto bene: il live action di Look Back.

Riflessi dell’Invisibile però è una rassegna concentrata sulle opere iniziali di Kore’eda. Prima del grande successo di Shoplifters, quando la narrazione e le tematiche care al regista si andavano formando e inizia la ricerca sui temi che lo contraddistingueranno nel corso della sua carriera: la memoria, le relazioni umane, perdita e rinascita.

Non potevamo quindi che partire dall’esordio cinematografico del 1995, Maborosi – I Bagliori dell’Anima.

MABOROSI - Trailer Ufficiale | Dal 14 maggio al Cinema

Maborosi

Maborosi, titolo originale Maboroshi no hikari (luce fantasma), tratto dal racconto Bagliori Fatui di Teru Miyamoto, narra la storia di una ragazza di Osaka, Yumiko, che nella vita ha subito due eventi che le hanno sconvolto l’esistenza.

Da bambina Yumiko si accorge che la nonna, ormai anziana, è scappata e inizia rincorrerla per provare a fermarla. Una volta raggiunta però l’anziana non vuole tornare indietro, deve tornare a casa sua, nella sua isola, per morire nel luogo che le appartiene.

Yumiko rimane di stucco e decide di lasciarla andare senza insistere oltre. Tornata a casa i genitori sono sicuri che la ritroveranno, d’altronde è già successo qualche volta, ma questa volta non torna e Yumiko inizia a ragionare se la sua scomparsa è stata davvero colpa sua.

Riflessi dell'Invisibile: Maborosi, l'esordio di Kore'eda 11

Dopo un salto in avanti ci ritroviamo nella vita di Yumiko da giovane adulta. La ragazza vive felicemente insieme a Ikuo con il quale è cresciuta ed ora ha appena avuto un figlio. Le sue giornate sono piene e colme di luce positiva, fino a quando una tragedia non cambia nuovamente la sua vita.

Ikuo è stato investito mentre camminava sui binari del treno. Un apparente suicidio inspiegabile che stravolge l’esistenza di Yumiko, ora rimasta sola con il figlio. La morte del compagno getta la ragazza in un momento di tristezza e silenzio apparentemente insuperabile fino a quando, grazie all’aiuto di una vicina, non viene mandata in sposa ad un uomo lontano da Osaka.

Yumiko si trasferisce quindi in un villagio di pescatori dopo aver sposato Tamio, un uomo da poco vedovo con una piccola figlia. Dopo una fase di adattamento Yumiko sembra aver trovato una sua dimensione nella nuova casa, ma i dubbi del passato rimangono e riaffiorano con costanza continuando ad ossessionarla sul “perché” della sua perdita.

Riflessi dell'Invisibile: Maborosi, l'esordio di Kore'eda 12

L’enigma del Lutto

Maborosi è scelta non a caso come l’opera che apre questa rassegna su Kore’eda, sia perché è l’esordio sul grande schermo del regista, sia perché incarna in maniera perfetta quasi tutte le tematiche fondamentali della filmografia del maestro giapponese, soffermando la sua lente d’ingrandimento sui temi della famiglia e del lutto.

Il lutto infatti è il principale protagonista del lungometraggio sin da subito, con la scomparsa della nonna di Yumiko che insinua in lei il seme del dubbio e della colpevolezza per le sue azioni. Nel momento di maggiore felicità poi arriva la morte di Ikuo, insospettabile, trumatica e improvvisa.

Qui Yumiko non sa come reagire, non comprende il suicidio di Ikuo. L’uomo con cui è cresciuta e con la quale ha condiviso la vita, tanti momenti e sorrisi fino a pochi istanti prima non c’è più, ha compiuto un gesto incomprensibile anche per lei.

Riflessi dell'Invisibile: Maborosi, l'esordio di Kore'eda 13

Lasciata Osaka Yumiko e il piccolo si trasferiscono da Tamio e la figlia in questo minuscolo villagio di pescatori. Qui l’ambientazione nel nuovo mondo e nella nuova famiglia avviene in maniera graduale ma una nuova serenità inizia a farsi strada nella sua vita.

Tornare nella sua città però riapre le ferite mai rimarginate in lei e i dubbi continuano ad attanagliarla anche nel rapporto con Tamio. La domanda che si porta dietro non ha una risposta, non può averla. Yumiko non potrà mai saperlo, come non potrà mai sapere cosa sarebbe successo se avesse insistito ancora di più con sua nonna.

La scena che chiude il film sulla riva dell’oceano non risolve l’enigma del lutto ma dona un senso di accettazione in Yumiko. Ai suoi interrogativi non c’è risposta, è il fardello dei sopravvissuti ai quali Maborosi è diretto, un dolore che non si attenua con il tempo ma può solo essere accettato.

Riflessi dell'Invisibile: Maborosi, l'esordio di Kore'eda 14

La fotografia come narratore discreto

Appena uscito il film, oltre alla candidatura al Leone d’Oro, riportò da quella edizione del Festival di Venezia il premio per la sceneggiatura e, soprattutto, l’Osella d’Oro per la fotografia.

In Maborosi Masao Nakabori, direttore della fotografia, sceglie di utilizzare alcuni stratagemmi per veicolare visivamente il messaggio di Kore’eda. Il più evidente è l’uso dell’immobilità della macchina in tante scene di quotidianità, uno sguardo distaccato e discreto, incastonato in una porta, tra le foglie o dietro una finestra.

Infine il piano sequenza dopo il corteo funebre che chiude il film con il confronto tra Yumiko e Tamio rappresenta in maniera iconica Maborosi. Un ritratto potentissimo dove i sentimenti latenti vengono a galla, insieme alle paure e i dubbi dei due interlocutori, nel crepuscolo in riva al mare. La natura, elemento centrale lungo tutto il film, fa da sfondo alla scena più importante di Maborosi mentre la camera può solo guardare da lontano le due sagome, come se fosse consapevole della sacralità del momento, il quale merita il rispetto dello spettatore che assiste con distacco non emotivo ma spaziale.

Con tutti questi accorgimenti e stratagemmi ideati da Kore’eda e Nakabori si esalta una prova attoriale di Makiko Esumi davvero encomiabile. Per tutto il film la Esumi recita Yumiko sopprimendo la componente emotiva, i sorrisi e la felicità mostrati all’inizio scompaiono in favore del dolore che la protagonista porta dentro. Una recitazione che esalta i momenti riflessivi e il silenzio nelle scene, come vedremo poi in molti altri lavori di Kore’eda.

Riflessi dell'Invisibile: Maborosi, l'esordio di Kore'eda 15

Più attuale che mai

Al termine della visione della prima opera di Kore’eda è facile pensare che il film, trasmettendo comunque molto e facendolo anche bene, risulti abbastanza semplice e lineare nel suo scorrere. Anche prevedibile forse considerando l’evoluzione della storia da un certo punto in poi, ma questo passa in secondo piano davanti al cinema di Kore’eda.

Già da questo esordio (e non cambierà mai più di tanto), il regista non cerca estremo pathos o di portare lo spettatore a risposte che non può avere. Maborosi è un film contemplativo, del dolore e dell’esistenza, e in questo sta la grandezza dell’opera. Nella “semplicità” di proprorre una storia da osservare e comprendere senza per forsa capirla totalmente, esaltando anche i silenzi e le domande che ci lascia.

Tra rappresentazione del dolore e del lutto, ambiente familiare, uso sapiente della natura come mezzo e sfondo della narrazione, il tutto unito da una regia e una fotografia sin da subito straordinarie, Maborosi rappresenta uno degli esordi più riusciti del cinema asiatico, nonché il manifesto perfetto di quello che sarà poi Hirokazu Kore’eda.

Vi diamo appuntamento quindi al secondo film di questa rassegna sul regista giapponese, Nobody Knows, al cinema il 25, 26 e 27 maggio.

Maborosi
Riflessi dell’Invisibile: Maborosi, l’esordio di Kore’eda
SCRITTURA
8
REGIA
9
COMPARTO TECNICO
9
DIREZIONE ARTISTICA
9
CAST
8.5
Pros
Un film d'esordio di altissimo livello
Regia e fotografia veicolano il messaggio in maniera impeccabile
Manifesto di tutti i grandi temi del cinema di Kore'eda
Grande prova di Makiko Esumi
Cons
Evoluzione della vicenda estremamente lineare
8.5
VOTO

SCOPRI CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO!

Riflessi dell'Invisibile: Maborosi, l'esordio di Kore'eda 16

Nascere in un paesino umbro ti porta ad avere tanti hobby.
Cresciuto tra console e computer, è da sempre amante di cinema, serie TV e musica, nella quale si diletta in maniera molto amatoriale. Anime e manga invece sono il pane quotidiano ma anche lo sport lo appassiona. Crede di aver visto ogni singola disciplina inserita dal CIO alle Olimpiadi.

Seguici su tutti i nostri social!
Advertisement
Commenta
Sottoscrivimi agli aggiornamenti
Notificami
guest
0 Commenti
Più vecchi
Più nuovi Più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

Popolari