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Animazione

Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre

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Tower of God

Tower of God

0.00
7.5

COMPARTO TECNICO

7.8/10

CAST

8.3/10

SCRITTURA

6.2/10

REGIA

7.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

8.0/10

Pros

  • Trama interessante e ottimo worldbuilding
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Stile originale e accattivante

Cons

  • Qualche passaggio non molto chiaro e con poche spiegazioni
  • Combattimenti a volte non impeccabili

Nonostante non sia proprio fresco di uscita, non potevamo non dedicare un approfondimento speciale a Tower of God. Nato nel 2010 dalla mente di Lee Jong-hui, in arte S.IU. (Slave. Inutero), Tower of God è un manhwa pubblicato su Webtoon ed è tutt’ora tra i webcomics più seguiti ed apprezzati. Proprio dalla collaborazione iniziata tra Webtoon e Crunchyroll nasce questo adattamento anime prodotto da Telecom Animation Film (Orange, Lupin III) del quale parleremo in questa recensione.

L’annuncio di Tower of God da parte di Crunchyroll ha rappresentato una svolta nel mondo anime; in tanti conoscevano già il manhwa, ma nessuno si aspettava un suo adattamento animato. Non venendo dal Giappone ed essendo nato su internet invece che su una rivista o come un romanzo, sembrava altamente improbabile vedere una serie animata sulla Torre.

Tower of God

Crunchyroll invece ha deciso di stupirci e di puntare fortemente su Webtoon e le sue innumerevoli serie. Dopo Tower of God anche The God of High School e Noblesse sono stati prodotti e portati sugli schermi nel corso del 2020, aprendo la pista a numerose e interessanti possibilità per tantissimi webcomics che, fino a poco tempo fa, non avremmo mai pensato di vedere animati. Anche solo per questo Tower of God potrebbe essere l’anime più importante dell’anno, non tanto per la serie in se ma più per ciò che rappresenta. Un nuovo mondo ricco di tantissime opere potenzialmente pronte ad essere animate e a rivoluzionare l’intera industria.

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Dopo questa lunga ma doverosa premessa sull’importanza dell’anime tratto dall’opera di S.IU. andiamo insieme a scoprire come si è comportata la prima stagione di Tower of God.

Tower of God | A Crunchyroll Original | FINAL TRAILER

Benvenuti nella Torre

“Che cosa desideri? Onore e gloria? Potere e influenza? Soldi e ricchezza? Vendetta? Oppure trascendere ogni cosa? Qualunque cosa tu desideri, la troverai qui.”  Con queste parole Headon, il guardiano della Torre, accoglie i Regolari che vogliono intraprendere la scalata. In cima alla Torre ogni desiderio può essere esaudito e nulla è impossibile. La nostra storia però è la storia di Rachel, una ragazza che voleva salire in cima alla torre per vedere le stelle, e Bam, che non voleva nulla se non poter stare con lei.

Tower of God inizia proprio con la separazione di Rachel da Bam, la ragazza è tutto ciò che Bam ha, tutto quello che sa lo deve a lei e non riesce a capire le ragioni del suo abbandono. Subito dopo la partenza di Rachel però, le porte della Torre si aprono davanti a Bam che si ritrova difronte a Headon. Bam non sa come è arrivato li e non vuole veramente scalare la Torre, l’unica cosa che cerca è Rachel. Il guardiano però gli dice che tutto è possibile salendo i piani della Torre, convincendo così Bam a provare il test per entrare.

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Prima che Bam possa iniziare il test però, dal nulla compare una ragazza che si mette a discutere con il guardiano. Yuri sembra essere interessata a Bam e, dopo aver provato a rendere più semplice il test, decide di prestargli la sua spada per aiutarlo nell’impresa.

Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre 1

Nonostante appaia come un ragazzo debole e spaesato, Bam non si tira indietro e affronta la prova senza paura, riuscendo a superarla proprio grazie all’aiuto della misteriosa arma. Il giovane sale così al piano dei test dove si unisce agli altri Regolari per iniziare a scalare la Torre.

Al piano dei test Bam incontra quelli che diventeranno i suoi due compagni, Rak e Khun. Rak è sempre a caccia di una preda interessante con la quale combattere e viene attirato dalla particolare arma che il giovane si porta dietro mentre Khun, dopo qualche esitazione iniziale, prende in grande simpatia Bam. I tre finiranno per creare un team per superare le numerose prove di questo piano attraverso le quali gli esaminatori valutano i Regolari e scelgono chi è degno di scalare la Torre.

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Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre 2

Questa prima stagione di Tower of God copre tutto l’arco dei test, una sorta di prologo al resto dell’opera. In questi primi episodi infatti veniamo a conoscenza di molti aspetti del mondo della Torre e ci vengono presentati tanti personaggi fondamentali per lo sviluppo della trama e di Bam.

Ciò che non convince pienamente però è la narrazione delle vicende. La trama sembra correre troppo velocemente tra un test e l’altro, tante risposte non ci vengono date fino all’episodio finale e anche a visione terminata rimangono molte parti non spiegate. Il difetto principale di questo Tower of God è proprio la trama non molto chiara, un problema non così grave da rovinare l’intera visione ma comunque abbastanza da lasciare qualche perplessità sullo svolgimento delle vicende.

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Un cast stellare

I personaggi rappresentano uno dei maggiori punti di forza di Tower of God. Se Bam come protagonista convince fino ad un certo punto in questa prima stagione, a rubare la scena sono i suoi compagni. Tutti i Regolari che ci vengono presentati lungo i 13 episodi hanno qualcosa da raccontare e non risultano mai superficiali ne troppo stereotipati.

Prendendo come esempio Endorsi e Anaak, le due ragazze ci vengono presentate come delle semplici antagoniste ma entrambe riescono a stupire nel corso della serie e a colpirci grazie al loro splendida caratterizzazione e alle loro storie toccanti. Anche gli altri personaggi non deludono, a partire da Shibisu, che da sottotrama comica si trasforma in collante fondamentale per l’intero gruppo, fino ad Ho che svolge un ruolo determinante nel test del “nascondino“.

E poi c’è Khun Aguero Agnis (si, il nome è proprio quello del numero 10 del Manchester City), figlio esiliato della famiglia Khun (una delle 10 grandi famiglie della Torre) e primo compagno di Bam. Pur essendo la spalla del protagonista Khun finisce quasi per oscurare Bam grazie alle sue mille interessanti sfaccettature e ad una mente brillante in grado di risolvere qualsiasi situazione. Un personaggio ben caratterizzato e praticamente impossibile da non amare.

Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre 3

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Bam invece è un po’ il punto debole dell’anime, fino alla fine non si evolve quasi mai e risulta molto statico rispetto agli altri. Da un certo punto di vista è comprensibile se pensiamo da dove viene Bam ma ciò lo rende comunque poco accattivante, almeno fino agli ultimi episodi dove vengono poste le basi per la sua vera crescita, soprattutto grazie al plot twist del test finale. Il potenziale nascosto di Bam è chiaro fin da subito e lo stesso Lero Ro (uno degli esaminatori) appena lo vede afferma che “un mostro è arrivato” ma questo suo lato si mostra solamente poche volte (Crown Game per esempio) in questa prima stagione.

Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre 4

Comparto Tecnico

Un altro grande pregio di questa prima stagione di Tower of God è rappresentato dall’animazione. Telecom Animation riprende lo stile del webtoon, in cui risaltano i colori caldi e vividi, migliorando inoltre il disegno originale di S.IU., molto amatoriale nei primi capitoli dell’opera (mentre negli ultimi anni è migliorato esponenzialmente). I tratti ben marcati che saltano subito all’occhio, ed in generale tutto le scelte artistiche, rendono Tower of God un prodotto davvero originale che si differenzia dalle classiche scelte di animazione a cui siamo abituati. Questo stile particolare, se inizialmente può non convincere a pieno, durante la visione finisce per stupirci e si sposa perfettamente con le ambientazioni e le atmosfere della Torre.

Qualche difetto anche dal punto di vista tecnico purtroppo c’è. In molti combattimenti infatti, le animazioni non sono proprio perfette e i disegni si perdono un po’ nella frenesia dell’azione. Niente di imperdonabile ma, soprattutto in vista di ciò che dovremmo vedere nelle prossime stagioni, in questo campo c’è ancora da migliorare.

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Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre 5

Passando al doppiaggio, per ora su Crunchyroll è disponibile solo in versione originale ma con un cast stellare per il mondo anime. Bravissimi sia Nobuhiko Okamoto nel ruolo di Khun, sia Saori Hayami come Rachel, mentre risulta sottotono la prova di Taichi Ichikawa come protagonista ma la colpa è più di Bam che della sua interpretazione.

Rimanendo sul comparto audio, per Tower of God Crunchyroll ha collaborato ancora con Kevin Penkin, pluripremiato compositore inglese autore delle musiche di Made in Abyss e The Rising of the Shield Hero. La OST di Tower of God si conferma al livello dei precedenti lavori di Penkin, una soundtrack studiata perfettamente per le ambientazioni dell’anime, nata unendo molti generi e varie influenze musicali in una composizione ricercata ma coerente con l’opera.

Per quanto riguarda opening ed ending, nel primo grande anime di origine coreana non poteva mancare anche un po’ di K-pop. Le sigle infatti sono state realizzate dagli Stray Kids, boy band made in Korea con più di 3 milioni e mezzo di streaming mensili su Spotify. Sia la opening che la ending sono molto orecchiabili e funzionano alla grande (tanto di cappello alla band che le ha rilasciate in inglese, coreano e giapponese), bocciata invece la loro animazione, troppo semplice e più simile a dei titoli di coda che ad una sigla.

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Irregular God - Kevin Penkin (Tower of God 『神之塔』: Official OST+Visualiser)

L’inizio della scalata

Questa prima stagione di Tower of God rappresenta il grande prologo della scalata alla Torre. La vera storia infatti inizia solamente con gli ultimi episodi, quando finalmente lo spettatore riceve qualche risposta per poi essere sommerso di nuovi, interessanti interrogativi, con un finale scioccante che pone le basi per i prossimi avvenimenti. Nonostante la trama venga sviluppata un po’ troppo di corsa e qualche imperfezione, la serie riesce ad incuriosirci e il magnifico worldbuilding di S.IU. non si perde più di tanto.

Scoprire il mondo della Torre con gli occhi di Bam è uno dei punti di forza dell’anime, chi sta guardando non conosce niente di più del protagonista e, piano piano, apprende le nozioni dell’universo in cui si trova. Una scelta narrativa che ci cattura e ci fa innamorare della Torre e dei suoi segreti, degli intrighi e della politica che la caratterizzano e dei suoi straordinari personaggi.

Tower of God, la recensione: benvenuti nella Torre 6

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L’adattamento di Tower of God ha vari difetti ma riesce comunque a far breccia sullo spettatore che, al termine della visione, rimane in trepidante attesa di una nuova stagione. Secondo molti insider, la seconda stagione sarebbe in procinto di essere annunciata nonostante la pandemia e potremmo vederla in onda già nel corso del prossimo anno. Speriamo quindi di non dover attendere troppo prima di riprendere la scalata alla Torre, augurandoci che i problemi di questa prima stagione vengano risolti, soprattutto in vista di alcuni importanti archi narrativi che vedremo da qui in avanti.

Infine ci tenevo a concludere con un grande bentornato a S.IU., che dopo qualche mese di pausa a causa di problemi di salute ha comunicato che riprenderà la pubblicazione su Webtoon del suo Tower of God a novembre. Un’ottima notizia per gli appassionati della serie e del fumetto ma soprattutto per Lee Jong-hui, un’artista che ha sempre dato tutto per la sua opera e per i suoi fan.

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Nascere in un paesino umbro ti porta ad avere tanti hobby.
Cresciuto tra console e computer, è da sempre amante di cinema, serie TV e musica, nella quale si diletta in maniera molto amatoriale. Anime e manga invece sono il pane quotidiano ma anche lo sport lo appassiona. Crede di aver visto ogni singola disciplina inserita dal CIO alle Olimpiadi.

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