Social

Recensioni

Reanimal DLC: The Prisoner – recensione: attraversare la guerra a piedi

Pubblicato

il

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 1

A differenza della realtà, l’estate non è esattamente la stagione più “calda” dell’anno in termini videoludici, dato che nonostante vi siano eventi importanti come il Summer Game Fest e la Gamescom, risulta tutto sommato “statica” dal punto di vista delle pubblicazioni.

Qualche settimana fa però, si è tenuto il THQ Nordic Showcase, dove sono state fatte una serie di presentazioni tra cui quella del DLC The Prisoner di Reanimal, ultima fatica di Tarsier Studios di cui potete trovare la recensione su queste pagine.

Seppur alla fine il prodotto originale sia passato più in sordina del previsto, ho apprezzato particolarmente questo ritorno, non solo per la curiosità di vedere e scoprire di più su quel mondo di gioco, ma anche perché è stato effettuato tramite lo shadowdrop, pratica che accolgo sempre con grande piacere.

Sono quindi pronto a raccontarvi com’è andata con questo DLC nella sua recensione: vi avviso però, sarò costretto a fare qualche spoiler, dato che almeno a livello contestuale il suddetto contenuto è strettamente legato a quello principale.

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 70

Una nuova (ignota) missione

The Prisoner ha inizio all’interno di una fredda e polverosa cella, quando un bambino-soldato si sporge verso l’interno delle sbarre da fuori, e in maniera piuttosto criptica allude alla liberazione del prigioniero, anch’esso in tenera età.

Dopo uno stacco con schermo nero, i due si troveranno insieme a bordo di un aereo militare; dopo che il gruppo di soldati al suo interno (dalla portatura insolita, quasi zombesca) si è lanciato, questo verrà colpito da un violento attacco: questo costringerà anche i piccoli ad abbandonare il velivolo e a paracadutarsi giù.

Così, il prigioniero e il soldato finiranno nel bel mezzo di una zona di guerra particolarmente concitata, in una delle strade della stessa grande città visitata nel gioco base.

Ancora una volta senza una meta stabilita o intenzione chiara, dovremo spostarci in questi ambienti particolarmente ostili, dove volano proiettili, bruciano case e crollano strade, cercando di passare inosservati superando nemici, mine e una serie di altri pericoli.

Così, mi sono immediatamente posto alcune domande: questi DLC quale storia vorranno raccontare? In che modo si ricollegheranno alla trama principale? Saranno in grado di dare finalmente qualche risposta?

Tutto ciò, purtroppo, rimane ancora avvolto nel mistero, dato che proprio come per la trilogia di DLC di Little Nightmares (chiamata Secrets of the Maw), The Prisoner rappresenta solo la prima delle tre parti di questa storia e, di conseguenza, per il momento, non risolve assolutamente niente.

In questo senso, l’avventura (della durata di circa un’ora) si limita a risultare come un contenuto di presentazione, che fa leva quasi unicamente sulla sequenza di ostacoli da superare ed imprevisti a cui i protagonisti devono sopravvivere, piuttosto che dare consistenza ad avvenimenti o rivelazioni di trama.

A dire il vero, qualche piccolo spunto narrativo in più vi è, ma sembrerebbe essere qualcosa di totalmente legato a questi nuovi protagonisti: ho avuto la sensazione che prima dell’uscita del terzo ed ultimo DLC, non avremo idea di cosa queste implicazioni possano comportare e, soprattutto, in che modo si ricollegheranno al gioco base.

Quindi, la cripticità ed il senso di mistero continuano anche in questo caso ad essere un’arma a doppio taglio, in quanto da un lato risultano fonte di ulteriore fascino orrorifico ma dall’altro si traducono ancora in un’esposizione così priva di informazioni da risultare a tratti più snervante che altro.

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 71

Pressione schiacciante

Comunque, non appena ci si mette l’anima in pace e si accetta questo “compromesso”, si torna rapidamente a godere di quello stesso spettacolo audio/visivo che tanto ci aveva colpito mesi fa, grazie ad una componente immersiva ancora una volta sul pezzo.

L’atmosfera è più pesante e deprimente che mai, l’estetica fredda e oscura torna a riempire lo schermo di una prevalenza di un grigio soffocante, che permea l’aria di polvere, fumo, pulviscolo e sporcizia, quasi a farla sembrare irrespirabile tanto negli spazi chiusi quanto in quelli aperti.

Tra le strade desolate e gli edifici in rovina di questo quartiere ormai distrutto vige un silenzio spettrale, che esprime tutto meno che pace e tranquillità: questo verrà costantemente e bruscamente interrotto da suoni, fischi, botti, brusii ed effetti ambientali di sorta, come a voler sottolineare l’imprevedibilità di una guerra ormai del tutto fuori controllo.

Ho inoltre apprezzato parecchio la gestione del nemico principale, un grosso soldato piromane che, con il suo lanciafiamme, da fuoco ad ogni stanza dentro la quale mette piede, riempiedola velocemente di fumo e costringendoci a trovare velocemente vie di fuga.

Seppur non si tratti di nulla di particolarmente originale o spaventoso a livello concettuale (soprattutto dopo aver visto ed affrontato certi abomini nel gioco base), ho trovato questa gimmick ansiogena al punto giusto, dato che si adatta alla perfezione al contesto bellico in questione, di cui questo DLC vive dall’inizio alla fine.

Già in Reanimal la brutalità e la violenza della guerra erano tematiche di primaria importanza, e all’interno di The Prisoner tutto ciò raggiunge il picco, specialmente in termini di gravitas e tensione generale.

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 72

Per quanto sia tutto molto coinvolgente, va detto che la scelta di ambientare il tutto in un contesto simile non fa che ribadire e sottolineare ciò che dissi nella recensione di Reanimal.

Invece di cercare di cercare di offrire un po’ di varietà visiva infatti, The Prisoner non fa altro che spingere verso la direzione opposta, proponendo luoghi e ambientazioni cromaticamente simili a quelli del gioco base, ma ancora più ripetitivi e stagnanti.

Ovviamente, questo si è reso necessario per una questione di coerenza con quella visione della guerra, che non avrebbe in alcun modo potuto essere colorata o vivace, ma al contempo risulta ormai noiosamente ridondante: per questo motivo, spero che nei prossimi DLC possa esservi una direzione artistica un po’ differente.

Quando “poco” è meglio di “niente”

In termini di gameplay, The Prisoner torna a proporre bene o male gli stessi schemi ludici del gioco base, tra sequenze platform, fasi stealth, enigmi ambientali e fughe al cardiopalma.

Un po’ come avviene in Little Nightmares III però, questa volta i due protagonisti entreranno in possesso di uno specifico strumento a testa, che dovranno essere combinati ed utilizzati “insieme” per poter andare avanti.

Si tratta di un piccolo ma significativo fattore di complementarietà cooperativa di cui Reanimal era pressoché sprovvisto, e che di conseguenza rappresenta un piccolo passo in avanti in quelle che sono le logiche di gameplay.

Comunque, parliamo di qualcosa di abbastanza limitato, dato ogni cosa all’interno del contenuto ha l’unico scopo di generare angoscia e pressione al giocatore, al fine di farlo sentire in qualche modo sempre braccato ed in difficoltà, piuttosto che di offrirgli un qualche tipo di sfida o implicazione meccanica particolare.

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 73

In questo senso infatti, la componente scenica gioca un ruolo fondamentale, specialmente nelle bossfight e nelle sequenze di fuga, ancora una volta altamente spettacolari e registicamente ricercate, anche se, a onor del vero, non si raggiunge mai l’altissimo livello visto nel gioco base.

Per il resto, ho trovato l’avventura ben ritmata e piacevolmente scorrevole nelle fasi di avanzamento, anche grazie all’assenza (seppur non totale) di trial and error, problematica che aveva afflitto (e di conseguenza rovinato) alcune parti del gioco base.

Tarsier, ma che combini?

Se c’è una cosa che ricordo perfettamente della recensione di Reanimal è il fatto che riportai tra i difetti la presenza di una serie di problemi legati non solo all’ottimizzazione, ma anche alla componente sistemistica del titolo, che mi aveva fatto incappare in disconnessioni ed incastri legati al caricamento dei checkpoint.

Nonostante avessi anche parlato del fatto che Tarsier si fosse subito messa a lavoro per aggiustare tali disagi, a distanza di circa sei mesi devo purtroppo mangiarmi la parola data.

Durante l’esperienza di The Prisoner (giocata in cooperativa) ho avuto pressochè gli stessi problemi che ebbi al day one del gioco base: per essermi durato circa un’ora, il numero di bug, compenetrazioni e desincronizzazioni conferma la trascuratezza del team in quella che è la stabilità del software, che risulta ancora adesso fortemente insufficiente.

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 74

Conclusioni

The Prisoner rappresenta il primo dei tre segmenti contenutistici aggiuntivi di Reanimal, e svolge questo difficile ruolo con qualche infamia e qualche lode.

Esso riesce alla grande a mettere su schermo gli orrori, le pressioni e le atmosfere della guerra in una sequenza di momenti dal forte impatto scenico ed una resa estetica ancora una volta gustosamente immersiva.

Questo aspetto raggiunge l’apice in quegli che sono gli incontri con il nemico principale, che incarna alla perfezione quell’essenza così cruda e violenta.

Per il resto, il DLC non brilla particolarmente: il gameplay fa davvero il minimo indispensabile per accompagnarci nell’avventura nonostante qualche buona idea, mentre permangono molti dubbi sulla componente narrativa, e, soprattutto, problematiche di funzionalità tecnica, che risultano imperdonabili ora più che mai.

In definitiva, si può dire che mantenga bene o male gli stessi punti di forza ma anche le stesse debolezze del gioco base: a modo suo, è comunque riuscito a saziare quella voglia di Reanimal che non sapevo di avere, e a mantenere alto il livello di interesse verso quel mondo di gioco.

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 75
Reanimal: The Prisoner
GAMEPLAY E LONGEVITA'
6.5
COMPARTO GRAFICO E SONORO
9
COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO
7
Voto Utenti0 Votes
0
Pros
Angosciante, opprimente e spaventoso
Scenicamente al top
Scorre bene
Cons
Ancora troppo criptico
Non presenta picchi particolari
Numerosi bug, desincronizzazioni e problemi tecnici vari
7.5
VOTO

SCOPRI CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO!

Reanimal DLC: The Prisoner - recensione: attraversare la guerra a piedi 76

Salve a tutti, sono Mattia, e da circa 18 anni ho un'intesa passione per il mondo dei videogiochi, e con essa mi porto dietro una forte propensione alla discussione e al dialogo il più discorsivo possibile riguardo questa incredibile arte.

Seguici su tutti i nostri social!
Advertisement
Commenta
Sottoscrivimi agli aggiornamenti
Notificami
guest
0 Commenti
Più vecchi
Più nuovi Più votati

Popolari