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3 Battle Royale che vorremmo vedere!

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Anche il lungo ed intenso 2018 è volto al termine, regalandoci un anno videoludico pieno di sorprese e colpi di scena: in mezzo ai vari Red Dead Redemption, God of War, Monster Hunter, Battlefield, la modalità multiplayer che più di tutti ha spiccato il volo è stata quella dei Battle Royale, avviatosi durante l’ultimo biennio con i suoi titoli di punta, PlayerUnkown’s Battlegrounds e Fortnite, e che con il tempo hanno guidato questo sistema di gioco verso il successo.

Indipendentemente dalla popolarità che hanno raggiunto queste due importanti opere, una quantità impressionante di altri piccoli studi hanno provato a creare la loro personale versione della Battle Royale, cercando di trovare concept e meccaniche che potessero essere nuove e rivoluzionare questo genere: dalle calde pianure mad maxiane di Fractured Lands alle vette innevate di Ring of Elysium, dal dinamico e veloce Darwin Project al più atmosferico e ansiogeno Fear the Wolves… persino Valve, Treyarch e DICE hanno seguito questa moda, proponendo nei rispettivi Counter Strike Global Offensive, Black Ops IIII e Battlefield V le loro versioni della Battle Royale (denominate Danger Zone, Blackout e Firestorm; quest’ultima ancora non rilasciata).

Quindi si può tranquillamente dire che tale “modalità” si sia trasformata in un vero e proprio genere, e come tale, noi di Spacenerd abbiamo preparato per voi tre potenziali idee di concept design che potrebbero dare vita a nuovi titoli Battle Royale freschi e nuovi.

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1) LA BR FERALE!

Nel 2015 2K Games pubblicò un titolo multiplayer chiamato Evolve, nel quale una squadra era formata da 4 soldati umani, mentre l’altra da un solo giocatore nei panni di un “mostro”.

L’obiettivo di entrambe le squadre era quello di uccidersi a vicenda: se da un lato i 4 giocatori dovevano sfruttare il loro arsenale (composto da armi, trappole e congegni di vario tipo) per intercettare la bestia e sconfiggerla; dall’altro lato il giocatore che impersonava la bestia doveva muoversi per la mappa, cercando di evitare i “cacciatori” e di cacciare a sua volta altre creature più piccole sparse per le varie zone al fine di cibarsi tanto al punto di, letteralmente, evolversi, andando ad acquisire maggiore vitalità, resistenze varie e vere e proprie abilità con l’obiettivo finale di schiacciare i giocatori umani con la propria forza fisica ed elementale.

Ragionando su questo concept ci siamo chiesti: cosa succederebbe se in una Battle Royale, invece di impersonare esseri umani i giocatori fossero creature?

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Spieghiamoci meglio: siamo abituati, nelle varie BR, ad utilizzare dei personaggi umani e ad andare in giro alla ricerca di loot militare come armi, mirini, zaini ecc.; quindi ogni combattimento sarà “risolto” tramite uno scontro a fuoco.

La nostra idea in questo caso sarebbe quella di far impersonare ad ognuno dei partecipanti una creatura, piccola e fragile, che avrà l’obiettivo di andare in cerca di “cibo” (inteso come creature ancora più piccole del quale nutrirsi) per evolversi, acquisire caratteristiche potenziate come agilità, vitalità, stamina, vari danni d’attacco, e anche abilità (esattamente come in Evolve), il tutto vagamente correlato al tipo di creatura del quale ci si nutre (per fare un esempio, “mangiare” un serpente che ha la punta della coda che provoca veleno, donerà ai nostri attacchi tot. percentuale di danno velenoso, oppure assimilare una creatura agile come una lepre può farci aumentare di poco la velocità di movimento, e così via); chiaramente, queste mini creature del quale dovremmo cibarsi saranno diversificate per stile e tipo di combattimento, e, nel momento in cui andremo ad assimilarla, donerà alla nostra bestia una ricompensa in caratteristiche e abilità che sia proporzionata alla difficoltà che ci va per sconfiggerla.

In tutto ciò, sarebbe anche interessante inserire a rotazione delle creature ben più forti delle altre (intese come simil mini boss) in grado di fornire, una volta uccise, capacità mostruose più forti, specifiche e diverse dalle altre (per intenderci, rappresenterebbero l’equivalente degli airdrop di PlayerUnknown’s Battlegrounds o Fortnite, anche se in quel caso offrono “tanto loot” e non loot specifico).

Con questo sistema, il concetto di loot si trasformerebbe in “crescita del personaggio”, il combat system cambierebbe radicalmente, il camping verrebbe del tutto eliminato, la mappa sarebbe più viva e pulsante che mai (alla Monster Hunter, per intenderci), e andrebbe a modificare l’approccio alla Battle Royale rendendola molto più dinamica, fisica e varia. Potrebbe essere un’idea, non trovate?

2) CLOSE QUARTERS!

Sempre prendendo come punto di riferimento le Battle Royale già presenti, è molto facile notare come nella stragrande maggior parte dei casi esse siano ambientate in mappe piuttosto estese, che hanno sia centri abitati particolarmente fruttuosi in termini di loot e sia intere colline e pianure decisamente più vuote e prive di attività. Chiaramente queste ultime aree non sono inutili, bensì servono a dare ai singoli giocatori sparsi nella mappa la possibilità di muoversi con una certa libertà d’approccio e di spostamento, in quanto come è comprensibile in questi giochi i movimenti vanno ben calcolati, e in ogni momento ci si potrebbe trovare sotto il tiro di qualche nemico.

Un altro tipo di Battle Royale che ci farebbe piacere vedere sarebbe proprio quella che va contro questa regola, che preferisce ambientare il gioco in una mappa molto più ristretta, che trova il suo punto forte non nella sua estensione ma nel suo level design.

Anche in questo caso, dobbiamo spiegarci meglio: le battaglie definite “close quarters” sono proprio quelle che avvengono in spazi chiusi e nell’arco di pochi metri, esattamente come quelle che avvengono in giochi come Call of Duty o Rainbow Six Siege.

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Ci siamo dunque immaginati il caso in cui tot. giocatori venissero chiusi in un’unica grande mappa di uno dei giochi appena citati, piena quindi di cunicoli, stanze, corridoi, scale, porte, terrazzi, balconi, finestre e che si intersecano al fine di generare una mappa dal level design il più articolato possibile, ma che dia comunque una logica alle varie aree, connettendole in modo sensato ed intelligente, e che permetta comunque ai giocatori di spostarsi con una certa libertà (per fare un esempio molto generico, si può prendere come potenziale riferimento, la mappa zombie Mob of the Dead appartenente ad un DLC di Black Ops 2, a livello di struttura).

Ci rendiamo anche conto che in questo modo, molte meccaniche alla base del gameplay sarebbero prese a piene mani dalla saga tattica di Ubisoft, come ad esempio poter usare una “fune” per uscire da una finestra e spostarsi al di fuori dell’edificio, la possibilità di aprire più o meno lentamente una porta o di “sbirciarvi” attraverso, o ancora quella di potersi arrampicare e salire fisicamente sopra certi oggetti dello scenario come accade nei giochi stealth; si potrebbe riassumere infatti tutto ciò nell’ipotetica “BR di Rainbow Six”, con però massicci accorgimenti e limature di ogni sua componente.

Non ci siamo soffermati troppo sul loot, in quanto in questa modalità l’RNG sarebbe sacrificato per dar spazio alla tattica e alla cautela; potrebbero comunque esserci alcune aree specifiche della mappa che possono dare vantaggi di vario tipo, come una sorta di “sala controllo” che da la possibilità di usare delle telecamere sparse in giro, o di chiudere/aprire delle porte a chiusura ermetica, o ancora mettere degli impianti di allarme come sensori di movimento che ci avvisano non appena qualcuno “si muove” nell’area che abbiamo sotto controllo ecc. In tutto ciò, è inutile dire quanto sia fondamentale la precisione e la cura del sound design ambientale.

In questa BR le partite sarebbero più corte ma molto più intense, all’insegna della costante angoscia di potersi ritrovare un nemico letteralmente dietro l’angolo, della strategia, dell’attenzione e dello studio della mappa in ogni sua area; ed essendo le mappe comunque molto più piccole, ci azzardiamo anche ad immaginarci che a differenza delle altre BR, possano essercene più di una, anche con ambientazioni a tema (come strutture di detenzione, navi da carico, centri commerciali e i relativi magazzini, grandi miniere e chi più ne ha più ne metta!).

E su questa, voi cosa ne pensate? Può essere interessante o vi rifiutereste di giocarci?

3) IL CASO ESISTE!

Eccoci dunque ai paragrafi conclusivi di quest’articolo, se ci avete seguito fin qui continuate a restare con noi per questa ultima potenziale Battle Royale!

Anche in questo caso, dobbiamo fare riferimento al titolo dal quale questa idea deriva, ovvero Sea of Thieves: il titolo RARE vive con l’idea mentale per il quale è più importante ciò che succede durante il viaggio rispetto al raggiungimento della meta stessa; applicando tale concetto al gioco, gli sviluppatori hanno fatto si che ogni viaggio possa essere diverso dagli altri, facendo cadere i giocatori e la loro nave in vari imprevisti sotto forma di pericolo: una tempesta di pioggia e fulmini che ci sballeranno la bussola e danneggeranno la nave, un galeone di scheletri che potrà spuntare dal mare e ci potrà mettere letteralmente i bastoni tra le ruote, il kraken che ci bloccherà e ci butterà in mare con i suoi tentacoli, un enorme squalo chiamato Megalodonte che farà di tutto per distruggere la nostra imbarcazione e, chiaramente, anche l’incontro con altre navi comandate da giocatori, con il quale è possibile comunicare per un’ipotetica alleanza, o, in modo più piratesco, assaltare per ucciderli e rubargli i loro tesori.

Conseguentemente, il bello del gioco è rappresentato da tutti questi eventi “inaspettati” e che metteranno alla prova ogni nostra abilità di movimento, gestione della nave e autocontrollo.

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Se prendessimo questo concetto e lo “impiantassimo” in una Battle Royale?
Partendo dalla classica e solida base di un BR normalissimo come PUBG, a nostro avviso sarebbe estremamente interessante il vedere come la mappa di gioco possa offrire insidie e pericoli sempre diversi, costringendo i giocatori ad adottare tattiche e strategie in base a quello che succede.

Per essere più precisi, potrebbero esservi meccaniche puramente d’intralcio, come effetti climatici quali neve, pioggia, nebbia ecc., che possono offuscarci la vista, rallentare la nostra corsa ecc. (similarmente a come succede in certe mappe degli ultimi due Battlefield), ma anche terremoti che, oltre a “stordirci”, vanno a creare delle crepe e dei buchi nel quale potremmo cadere e morire, tornadi che possono risucchiarci e fiondarci via, danneggiandoci e facendoci perdere molto tempo, un vulcano che, eruttando, riempie la zona di lava bollente od ancora un gruppo di meteoriti che si abbatte sulla mappa di gioco (come già successo durante un evento di Fortnite), od una zona desertica con sabbie mobili ed anche, perchè no, creature del mondo di gioco che ci vorranno aggredire come branchi di lupi, animali volanti, bestie dal sottosuolo e, è davvero il caso di dirlo, chi più ne ha più ne metta.

In poche parole, l’idea è quella di modificare l’approccio al sistema BR facendo si che per chi gioca gli altri giocatori siano solo uno dei tanti pericoli all’interno di una partita; inoltre, questa idea potrebbe offrire ai developer una tale libertà creativa che gli permetterebbe di inserire pressoché qualsiasi cosa all’interno del titolo.

In questo modo, la mera competitività tra giocatori sarebbe sacrificata a favore di una continua varietà di situazioni (più adatte ad un survival PVE) e ad una tensione costante definita sotto forma di continua azione al cardiopalma. Dateci un opinione anche in merito a questa!

Il mondo dei videogiochi rappresenta sotto molti punti di vista l’insieme della creatività delle persone sia dal punto di vista concettuale che da quello tecnico, che genera un infinito potenziale di idee che possono, in questo medium, trovare un’applicazione pressoché ovunque, offrendo a dei semplici scrittori  di una redazione (ma anche, perchè no, al più casual dei videogiocatori) la possibilità di sfogare la loro inventiva.
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Salve a tutti, sono Mattia, e da circa 18 anni ho un'intesa passione per il mondo dei videogiochi, e con essa mi porto dietro una forte propensione alla discussione e al dialogo il più discorsivo possibile riguardo questa incredibile arte.

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