Dopo il successo del film di Super Mario , l’idraulico videoludico più famoso del mondo, sembrava scontato che la Illumination producesse al più presto un seguito di quella che potrebbe diventare una delle IP più importanti in loro possesso.
Malgrado il giudizio tiepido della critica, molti fan del franchise numero uno di Nintendo hanno apprezzato parecchio il primo film di Super Mario , portandolo in poche settimane a superare il miliardo al box office globale. Illumination, quindi, non si è fatta attendere per un secondo capitolo, questa volta prendendo ispirazione da uno dei giochi più famosi e riusciti del franchise, Super Mario Galaxy .
La divisione tra critica e pubblico, in questo caso, si è fatta subito più netta: se da una parte i fan Nintendo difendono online a spada tratta il nuovo film della Illumination , molti altri lo bocciano completamente, arrivando a considerarlo confusionario e, in generale, uno spreco di tempo . Ma dove sta davvero la verità tra le due opinioni?
Si può avere un po’ di trama in questo film?
Chiaramente non ci si può aspettare una trama particolarmente complessa da un film incentrato su Super Mario , ma si poteva fare decisamente di meglio.
Illumination si è evidentemente adagiata sul facile guadagno del primo film e non ha considerato ciò che effettivamente funzionava. Innanzitutto, una vera e propria trama che, seppur semplice e lineare , risultava efficace e metteva in risalto lo sviluppo e la crescita dei personaggi, in particolare del protagonista Mario . L’intreccio degli eventi, inoltre, era coerente con l’evoluzione della storia.
Nel film Super Mario Galaxy , invece, le vicende risultano molto più casuali. Si segue il solito canovaccio – la principessa di turno, Rosalinda , viene rapita e Mario e i suoi amici devono salvarla – ma il modo in cui la storia si sviluppa risulta piuttosto frammentato. Sembra che si voglia dare più risalto alle scene d’azione e ai vari easter egg e cameo disseminati nel film piuttosto che raccontare una storia coerente , che infatti risulta sempre più debole man mano che il film prosegue. Ne deriva un prodotto che assomiglia più a uno showreel per fan hardcore Nintendo che a un vero e proprio film.
Molte scene risultano poco funzionali alla narrazione. Ad esempio, Peach si separa dal gruppo per liberare Rosalinda da sola e combatte insieme a Toad contro vari personaggi tratti dal vituperato Super Mario Bros 2 , mentre Mario e Luigi , insieme a Bowser – ancora rimpicciolito dal film precedente, ma poi liberato da Mario per un’assurda necessità di trama – finiscono su un altro pianeta.
Tuttavia, letteralmente pochi minuti dopo, tutti si riuniscono come se nulla fosse , rendendo la separazione completamente inutile e dando l’impressione che sia stata inserita solo in un secondo momento.
Allo stesso modo, la sequenza rocambolesca in cui i protagonisti finiscono su un pianeta preistorico, con Mario e Luigi in versione baby , appare del tutto superflua e sembra aggiunta unicamente per aumentare il minutaggio.
Tanto fanservice ma poca profondità
In particolare dalla seconda metà in poi, il film sembra non fermarsi mai e prendersi una pausa, procedendo troppo velocemente, come se gli sceneggiatori volessero passare il prima possibile alla sequenza d’azione successiva. Questo rende il tutto sicuramente spettacolare , ma allo stesso tempo superficiale e vuoto , soprattutto sul piano della caratterizzazione dei personaggi.
Rosalinda , che nel videogioco da cui il film prende ispirazione è uno dei personaggi più amati e sfaccettati della saga, qui compare solo in poche scene, venendo utilizzata come semplice pretesto narrativo.
Lo stesso Mario , che nello scorso film aveva obiettivi chiari e un arco narrativo credibile, in questo caso ha come unico desiderio quello di ricevere un bacio dalla principessa Peach . Questo è sì fedele alle sue motivazioni nei videogiochi , ma nel lungometraggio precedente, pur nella semplicità, risultava un personaggio con maggiore spessore.
Il peggior trattamento, tuttavia, è riservato a Bowser : in questo film il suo sviluppo sembra regredire, annullando qualsiasi traccia di possibile evoluzione che si era lasciato intendere nella prima parte del film e riducendolo a un classico cattivo monodimensionale .
Il difetto più grave è probabilmente la rivelazione, avvenuta senza troppi riguardi su Twitter una settimana prima dell’uscita del film, della presenza di Fox McCloud , personaggio della celeberrime serie Star Fox . Una scelta chiaramente pensata per generare hype e engagement e per alludere a un possibile universo condiviso in stile Nintendo , ma che ha finito per rovinare l’effetto sorpresa, che sarebbe stato decisamente più efficace.
Non tutto da buttare
Nonostante tutto, il film presenta anche alcuni aspetti positivi. Il comparto tecnico e artistico è spettacolare, e le numerose scene d’azione risultano ben coreografate e dinamiche . Anche dal punto di vista musicale si notano miglioramenti rispetto al film precedente, dove una delle principali critiche riguardava l’uso eccessivo di canzoni pop famose. Qui, invece, si è scelto di rielaborare le già eccellenti tracce orchestrali di Super Mario Galaxy e, più in generale, della saga.
Una buona animazione e una buona colonna sonora non bastano però a rendere il film valido. Questo riflette ormai un trend sempre più diffuso negli adattamenti videoludici moderni, come nei film live action di Sonic : si punta soprattutto sull’intrattenimento , sulla fedeltà estetica e sulle citazioni , trascurando però la profondità della scrittura e la coesione della trama facendo risultare film di questo stampo prodotti che sul momento divertono, ma che finiscono per non lasciare nulla.
Per certi versi, il film ricorda la modalità storia L’Emissario del Subspazio di Super Smash Bros. Brawl , che fungeva da pretesto per mostrare i personaggi in azione senza un vero filo conduttore tra le varie sequenze. Un approccio che può funzionare in un videogioco, ma non in un film , dove anche il pubblico generalista deve poter comprendere e seguire la storia.
Conclusione: marketing e cinema
In definitiva, questo Super Mario Galaxy è un film dalla trama debole , se non quasi inesistente , che privilegia il puro intrattenimento e il fanservice , sacrificando una narrazione davvero coerente.
Ed è proprio questo l’aspetto più preoccupante: nonostante questi limiti, il pubblico continuerà probabilmente a premiare questo modo di fare film spingendo le major a non investire realmente nella qualità dei progetti futuri, forti di un successo già garantito, e in un contesto in cui sembra contare più costruire un possibile universo condiviso che raccontare una buona storia, viene quasi da chiedersi se certe scelte servono davvero ai film o solo a infoiare i consumatori Nintendo con non troppo velate mosse di marketing .
Detto questo, quando è che Nintendo si deciderà ad annunciare un nuovo videogioco su Star Fox ?
Super Mario Galaxy: il film, la recensione
Pros
tutto sommato divertente e senza pretese
comparto tecnico migliorato rispetto al primo film
musiche originali che ridattano temi Nintendo invece che canzoni pop
Cons
Trama estremamente labile e con poca sostanza
Troppo fanservice
Per certi versi disorientante per chi non è familiare con Mario e Nintendo
Personaggi piatti e senza un vero e proprio arco narrativo
Fanservice come pretesto per generare hype
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