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Trails in the Sky the 2nd Remake, la Recensione

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Trails in the Sky the 2nd Remake

Sin dall’annuncio del primo remake della trilogia di Trails in the Sky, dopo il naturale entusiasmo verso l’imminante ritorno del primo capitolo, la mia mente ha iniziato a pensare che, a meno di grossi cataclismi, anche Trails in the Sky the 2nd avrebbe ricevuto un completo rework.

Ed in effetti così è stato, al termine del primo capitolo Falcom ha confermato il segreto di pulcinella ed annunciato per il 2026 il ritorno di Trails in the Sky the 2nd. Ma perché era così importante questa notizia?

Trails in the Sky the 2nd non è solo il secondo capitolo della saga, la conclusione della prima avventura a Liberl, della grande avventura dei Bracers e di Estelle e Joshua. Il Secondo capitolo della trilogia di Liberl è forse uno dei giochi più completi della saga narrativamente parlando, una mastodontica epopea che si sviluppa per tutto il Regno per cercare di sgominare i piani di quelli che diventeranno poi gli antagonisti di sempre, con alcuni dei personaggi migliori dell’intera saga al suo interno.

Capite che l’arrivo di un remake di un gioco così importante e al tempo stesso così invecchiato comportava una crescita delle aspettative esponenziale. Aspettative che, vedendo come era andato il primo capitolo, difficilmente sarebbero state disattese.

Trails in the Sky 2nd Chapter — Launch Trailer

Dove eravamo rimasti?

Il primo episodio della trilogia di Liberl si chiude con lo shockante plot twist che ha separato i nostri protagonisti, dopo che insieme ai Bracers e i loro compagni avevano scongiurato il rischio del colpo di stato e salvato la Regina.

Estelle si risveglia quindi in stato confusionale e disperata tenta di tornare a casa. Nel viaggio incontra uno strano prete errante di nome Kevin che decide di accompagnarla fino a Rolent, dove tristemente trova conferma che Joshua è fuggito. Qui, insieme al padre Cassius e Sherazard, decide di andare ad addestrarsi nel quartier generale della Gilda a Leman per poi ritornare a Liberl.

Terminato l’addestramento Estelle si riunisce con i suoi vecchi compagni Bracers Agate e Sherazard per mettersi in viaggio e cercare di fermare i piani degli Ouroboros, mentre tenta di scoprire che fine ha fatto Joshua.

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Cercando di risolvere i misteri che si stanno verificando in tutto il regno, il nostro party di eroi guidati da Estelle proverà a scoprire cosa stanno tramando gli Enforcer degli Ouroboros guidati dal temibile Professor Weissmann, impegnati nelle macchinazioni dietro il “Gospel Plan” ideato dal loro misterioso “Grandmaster“.

Insieme alla lotta contro l’oscura società, Estelle continua la ricerca di Joshua, fuggito con l’improbabile aiuto dei banditi del cielo della famiglia Capua ed ora in missione per raggiungere il proprio obiettivo.

L’epopea del secondo capitolo di Liberl è forse una delle migliori narrate nella Trails Series, un racconto ricco di personaggi straordinari, colpi di scena ed un climax epocale che chiude in grande stile la prima micro fase della lunghissima storia di Zemuria.

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Tanta qualità con poche novità

Passando al lato gameplay di questo remake, Falcom come pronosticabile e come spesso ci ha abituato nel corso degli anni per titoli così legati e con date di uscita così ravvicinata, cambia pochissimo rispetto al primo capitolo.

In Trails in the Sky the 2nd vediamo l’introduzione del Brave Rush per la componente action del gameplay (mosse combinate del party, ndr.), il ritorno delle arts potenziate e di nuove mosse finali per alcuni membri e qualche nuovo minigioco.

La parte più interessante pad in mano rimane l’ottimo mix tra componente action e gameplay a turni, ereditato dal primo e che si conferma ancora uno dei migliori visti in un JRPG. Ad arricchirlo nuovi personaggi giocabili che affiancheranno Estelle e compagni nel corso dell’esplorazione di Liberl.

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Rispetto all’originale la sensazione, già dopo poche ore di gioco, è che la difficoltà di Sky the 2nd sia stata resa leggeremente più accessibile.

Trails in the Sky SC è uno dei titoli più adorati della saga ma anche uno dei più difficili da digerire. Svecchiarlo era un’operazione necessaria per far apprezzare al massimo la bellezza di questa trilogia ma sicuramente qualche fan accanito della serie avrà notato combattimenti più accessibili anche a difficoltà normale.

Tirando un po’ le somme, le novità sotto questo aspetto rispetto al primo capitolo del remake di Liberl sono davvero poche e praticamente impercettibili. Non proprio un difetto da sottolineare con la matita rossa però, soprattutto se si considera la base di partenza estremamente positiva del suo predecessore e l’uscita ravvicinata (per gli standard di Falcom, ndr.) di Trails in the Sky the 2nd.

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Perchè amiamo Trails

Tanti amanti della longeva saga di Falcom, alla domanda “quale è il vostro trails preferito?” tanti potrebbero benissimo rispondervi Trails in the Sky SC. Un gioco datato e poco reperibile, come dicevamo sopra abbastanza invecchiato e che a prima vista risulta inaccessibile anche ai più volenterosi.

Ciò che rende iconico e estremamente amato questo titolo ora finalmente rinnovato ed accessibile è che, per la prima volta, ci vengono mostrate tutte quelle componenti per cui ci siamo innamorati di questa saga.

Se il primo capitolo ha dei toni e dei risvolti estremamente introduttivi, tolto il finale ovviamente, in the 2nd la trama inizia ad infittirsi, scopriamo granello dopo granello un po’ di più di questo mondo che diventerà poi immenso quanto tutto il continente di Zemuria e incontriamo i primi personaggi che ci stregano grazie alle loro storie e al loro carisma.

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Tolti i vari protagonisti che incontriamo lungo tutte le varie saghe della serie, in Trails in the Sky the 2nd entriamo in diretto contatto con due personaggi che rappresentano pienamente la grandezza del titolo di Falcom, Renne e Loewe.

Leonhardt, the Bladelord, l’Enforcer numero due degli Ouroboros è uno dei principali antagonisti del gioco ma la sua parabola, la sua toccante storia che lo lega a Joshua e ogni linea di dialogo scritta per lui gli donano un carisma praticamente inarrivabile anche nei capitoli successivi. Un personaggio moderno ancora oggi e impossibile da non amare anche quando il nostro obiettivo è quello di fermarlo.

Renne invece è una figura che appare qui per la prima volta e rimarrà con i fan fino alle nuove uscite. La sua storia drammatica e il legame con i protagonisti sono alcune delle parti meglio scritte da Falcom in oltre venti anni di saga, un personaggio che dopo tredici capitoli ammiriamo alla follia e risulta davvero emozionante rivedere sotto questi vesti restaurate il suo esordio in questo gioco.

Come loro altrettanti personaggi straordinari ci accompagneranno per le tantissime ore di gioco, molti dei quali saranno nemici da affrontare come Walter e Luciola, altri improvvisati compagni come i Banditi del Cielo. Grazie a questo cast eccezionale e ad una trama che parte lentamente ma ci trasporta in un susseguirsi di colpi di scena e avventure mozzafiato, Trails in the Sky the 2nd si conferma un JRPG maestoso, ricco di tutto quello per cui un videogiocatore dovrebbe appassionarsi al genere e, senza ombra di dubbio, anche vent’anni dopo, uno dei migliori titoli di Falcom.

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L’eccellente seguito di Trails in the Sky

Quando un sequel arriva dopo un grande successo, la prima cosa che ci viene in mente è “difficile ripetersi“. Il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista, cantava Caparezza dopo il successo di “!?” in “Il secondo secondo me“, ma in questo caso, con questo secondo titolo del remake della trilogia di Liberl, non è andata proprio così.

Partiamo dal fatto che, per chi ha già giocato Trails in the Sky SC, non c’era alcun dubbio che questo gioco sarebbe risultato eccezionale, e così è stato. La trama è quella che conosciamo bene, con due o tre sidequest in più e qualche detto non detto, occorreva quindi che il rifacimento portato avanti da Falcom della sua trilogia portasse al termine il suo compito: rendere moderno, divertente e accessibile un JRPG dimenticato ed infatti, proprio come per il predecessore, così è stato.

Trails in the Sky the 2nd è figlio del primo remake in tutto e per tutto. Per come siamo abituati da Falcom la cosa non solo non ci fa storcere il naso più di tanto ma è ben comprensibile visto il grande lavoro fatto sul primo capitolo e la vicinanza temporale del secondo.

L’obiettivo principale della casa giapponese viene quindi portato a casa in grande stile. La trilogia di Liberl ora è quasi completa e la meravigliosa storia d’esordio di Trails, la prima vera avventura per Zemuria, l’epica battaglia di Joshua ed Estelle è finalmente tornata e tutti possono godersi questo capolavoro. Ora manca solo un gioco per poter finalmente dire che il grande ritorno della prima trilogia di Trails è pienamente compiuto, vediamo se Falcom ha intenzione di darci qualche news sull’eventuale remake del suo titolo più particolare.

Trails in the Sky the 2nd Remake
Trails in the Sky the 2nd Remake, la Recensione
GAMEPLAY E LONGEVITA'
9
COMPARTO GRAFICO E SONORO
9
COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO
10
Pros
Narrativamente una delle trame migliori dell'intera saga, intrighi, colpi di scena e perfetto worldbuilding
Antagonisti scritti bene ed estremamente carismatici che contribuiscono all'evoluzione dei protagonisti
JRPG mastodontico ricco di contenuti e che ci porta per ore alla scoperta del Regno di Liberl
Un mix eccezionale di action e turni ereditato dal primo capitolo...
Cons
...praticamente identico e che risulta un po' ripetitivo nelle fasi finali del gioco
9.5
VOTO

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Nascere in un paesino umbro ti porta ad avere tanti hobby.
Cresciuto tra console e computer, è da sempre amante di cinema, serie TV e musica, nella quale si diletta in maniera molto amatoriale. Anime e manga invece sono il pane quotidiano ma anche lo sport lo appassiona. Crede di aver visto ogni singola disciplina inserita dal CIO alle Olimpiadi.

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