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Komi Can’t communicate 1, la recensione

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Komi Can't Communicate

Komi Can't communicate

€ 5,90
8

SCENEGGIATURA

7.5/10

DISEGNO

8.5/10

CURA EDITORIALE

8.0/10

Pros

  • Disegni ben realizzati e molto vari
  • Affronta il tema delle difficoltà comunicative in modo non pesante
  • Shouko Komi

Cons

  • "Trama" non eccessivamente complessa
  • Col passare del tempo, potrebbe diventare ripetitivo

Dopo aver spopolato in lungo e in largo, facendo appassionare diversi lettori nel mondo, ed essere stato pubblicato in forma cartacea in Giappone e successivamente in America, Komi can’t communicate (o Komi-san wa, Comyushou desu. in giapponese) arriva finalmente anche in italia grazie a J-POP.

Il manga, scritto e disegnato da Tomohito Oda, ha debuttato con un capitolo one-shot su Weekly Shōnen Sunday il 15 settembre 2016. La serie regolare è iniziata il 18 maggio 2016 sulla stessa rivista con alcuni leggeri cambiamenti rispetto al capitolo pilota. Il primo volume tankōbon è stato pubblicato il 16 settembre 2016 e al settembre 2020 ne sono stati pubblicati in tutto diciotto in madrepatria.

Komi Can't Communicate

È il primo giorno di Shouko Komi alla prestigiosa Itan Private High School e ha già raggiunto lo status di Dea della scuola. Con lunghi capelli neri e un aspetto leggiadro e aggraziato, cattura l’attenzione di chiunque la incontri. C’è solo un problema però: nonostante la sua popolarità, Shouko è terribile nel comunicare con gli altri. Hitohito Tadano è il classico ragazzo delle superiori che con il suo motto di vita, “leggi la situazione e assicurati di stare lontano dai guai“, cerca di trascorrere una normale e tranquilla esperienza scolastica. Tuttavia scopre subito che stare seduto accanto a Shouko lo ha reso nemico di tutti nella sua classe.

Un giorno, distrutto dalle lezioni precedenti, Tadano si sveglia in aula più tardi, da solo, al suono del “miagolio” di Shouko. Tadano cerca di rimediare la situazione dicendo di non aver sentito nulla, facendo comunque però scappare Shouko. Prima che possa abbandonare la classe, Tadano ipotizza che Shouko non sia in grado di parlare facilmente con gli altri – infatti, non è mai stata in grado di farsi un solo amico. Tadano decide di aiutare Shouko con il suo obiettivo di farsi cento amici in modo che possa superare il suo disturbo di comunicazione.

Komi can’t communicate e i disturbi di comunicazione

Komi can’t communicateper quanto pur non in modo troppo pesante, affronta una tematica importante che affligge molti ragazzi e ragazze durante l’adolescenza. Dal giapponese Komyushou (コミュ障), si tratta del disturbo della comunicazione, causato da un’estrema ansia e paura per le persone estranee.

Il manga, per quanto non sia in verità il primo in circolazione a farlo (vedi per esempio A Silent Voice e WataMote), affronta questa problematica in modo leggero e comico, tralasciando momenti più seri a piccole parti della trama e dando maggiormente spazio a momenti comici e divertenti.

Per quanto effettivamente Komi can’t communicate non presenti un vero e proprio sviluppo in questo primo volume, si spera che con il proseguire delle vicende non si presentino scene e situazioni già viste, cadendo così in una monotonia che potrebbe annoiare il lettore a lungo andare.

Il Volume

J-POP, che si è occupata della traduzione e della stampa del primo e dei futuri volumi, ha fatto un ottimo lavoro, realizzando un ottimo prodotto, comodo da tenere in mano per la lettura ma allo stesso tempo non troppo pesante e fragile. Il volume di Komi can’t communicate è coperto da una sovracopertina a colori molto semplice nel suo stile, che però riesce ad attirare l’attenzione grazie un ottimo primo piano sulla nostra protagonista Komi e un ottimo uso dei colori. Inoltre, con la prima tiratura del volume, riceverete in omaggio un simpatico Memopad in cartoncino, molto semplice ma sempre gradito come regalo del primo volume di una serie.

Komi Can't Communicate

Lo stile dei disegni in Komi can’t communicate è molto vario e gradevole, e anche se la serie originariamente deriva da un’opera amatoriale, Oda Tomohito è riuscito a realizzare un lavoro assolutamente certosino, che in alcuni casi è paragonabili ad altri manga di un certo spessore.

L’alternanza di diversi stili di disegno, come per esempio vediamo qui sotto dove troviamo un disegno molto più approssimativo e uno più “preciso” e fedele alla realtà, rende l’opera molto più fluida alla lettura e ci si presenta davanti a diverse scenette comiche.

Komi Can't Communicate

Considerazioni finali

Komi can’t communicate non è un manga molto pretenzioso, tuttavia vuole trattare determinate tematiche in modo leggero e genuino, facendo vivere al lettore diversi momenti della vita di studenti che, per sfortuna, soffrono di problemi di comunicazione e non riescono ad approcciarsi adeguatamente ai suoi simili.

Per quanto questo primo volume non presenti una vera e propria trama se non quella di “far trovare a Shouko 100 persone da farle diventare amici”, sarà interessante vedere come si svilupperà la situazione e quali nuovi personaggi faranno la loro apparizione e in che modo si approcceranno alla nostra protagonista.  Il rischio, tuttavia, è quello di trovarci davanti a scenari e momenti ripetitivi, che potrebbero far rallentare eccessivamente la trama ed allungare troppo il brodo senza concludere nulla di fatto.

Inoltre, dei buoni disegni e un’ottima traduzione da parte della casa produttrice, rendono questo primo volume di Komi can’t communicate molto appetibile al pubblico, che avrà l’opportunità di approcciarsi alla serie e ai personaggi in modo genuino.

Potete trovare il primo volume di Komi can’t communicate a questo link Amazon, oppure in tutte le fumetterie.

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Komi Can't communicate 1, la recensione 3

Salve gente, sono Daniele, per gli amici DANYMATT, ho 22 anni, studio Lingue e culture dell'Asia all'università di Torino e sono appassionato di Animazione e cultura giapponese. Non disdegno però assolutamente i videogiochi e gioco molto spesso a FPS e giochi di strategia. (* ^ ω ^)

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Harry Potter e la Pietra Filosofale: bentornati ad Hogwarts 20 anni dopo - SpaceNerd.it
2 anni fa

[…] La mia storia con la saga non sarà iniziata quel 6 dicembre del 2001, ma risale comunque ai primi anni duemila, quando mia madre decise che quel libro della Rowling era la giusta lettura da fare insieme. La storia di Harry strega entrambi all’istante e non ci lascia più, il Calice di Fuoco diventerà il primo “vero” libro affrontato da solo e il Prigioniero di Azkaban il primo film che ricordo di aver visto al cinema. All’uscita del Principe Mezzosangue e de I Doni della Morte leggo avidamente mattoni di oltre 500 pagine con la stessa facilità con cui sfoglio oggi un volume di Komi Can’t Communicate. […]

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