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Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita

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Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita 1

Sing Yesterday for Me

8.9

SCRITTURA

8.5/10

REGIA

8.5/10

COMPARTO TECNICO

9.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

9.5/10

CAST

9.0/10

Pros

  • Non un semplice romance
  • Ottimo comparto tecnico
  • Evoluzione dei personaggi

Cons

  • Finale un pò troppo "rushato"
  • Presenti piccole forzature in alcuni personaggi

 

Tutti raggiungiamo un bivio nella nostra vita. Non puoi andare in nessun’altra direzione se non in avanti, ma esiti. Quale strada prenderai? Chi incontrerai in questo bivio prima di proseguire?

 

Sing Yesterday for Me (Yesterday wo Utatte in giapponese) è l’adattamento anime di una serie Manga del genere romantico e sentimentale, composta da 11 volumi, scritta da Kei Toume nel 1997 e conclusa nel 2015, uscito nella primavera del 2020 per realizzazione dello studio Doga Kobo. La serie anime, andata in onda dal 4 Aprile al 20 Giugno, è composta da 12 episodi, andati in onda sulla Tv giapponese e trasmesso in simulcast nel nostro paese da Crunchyroll, e da 6 episodi ONA, dalla breve durata, mandati in onda solo in Giappone in contemporanea alla serie principale.

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Fin dalla sua presentazione, Sing Yesterday for me è riuscito ad attirare l’attenzione del pubblico, mostrandosi come un candidato valido a diventare una buona serie, grazie soprattutto alla presenza di Yoshiyuki Fujiwara come regista e di un cast di doppiaggio dei personaggi assolutamente invidiabile, come per esempio celebrità del calibro di Kana Hanazawa (Tsunemori Akane di Psycho-Pass) e Natsuki Hanae (Kaneki Ken di Tokyo Ghoul).

Studio Doga Kobo in passato si è sempre cimentato in adattamenti anime assolutamente non da sottovalutare; avrà, anche in questo caso, alzato l’asticella e rispettato le mie aspettative? Scopriamolo assieme con questa recensione.

 

Sing Yesterday for Me: la Trama

Siamo nel 2001, in una Tokyo ridente e instancabile, dove gli animi di alcuni ragazzi sono però tumultuosi e insicuri, alle prese con vari problemi esistenziali che attanagliano le loro vite.

Rikuo Uozumi si è quasi rassegnato ad un futuro cupo e poco promettente, lavorando senza aspettative in un minimarket a Tokyo dopo essersi laureato al college. La monotonia della sua vita si interrompe quando la peculiare Haru Nonaka fa la sua vivace apparizione, andando a trovare Rikuo al suo posto di lavoro per fare amicizia con lui.

Quando Rikuo scopre che una vecchia amica del college per cui aveva una cotta, Shinako Morinome, è tornata in città, cerca di approfondire la loro relazione. All’insaputa di Rikuo, Shinako ha ricordi dolorosi del suo passato che le impedivano di accettare i suoi sentimenti. Nel frattempo, mentre Haru si apre continuamente a Rikuo, scopre che lei, proprio come lui, vive da sola e vuole uscire dalla sua zona di comfort con un futuro incerto.

Il passato riecheggia a lungo nella mente e il futuro rimane sfuggente. A un bivio lungo i loro percorsi intrecciati, questi tre sperimentano cosa significa lasciar andare i loro sentimenti del passato e abbracciare il cambiamento che il domani porterà.

Sing Yesterday for Me non è una semplice commedia romantica, ma un vero e proprio viaggio attraverso il passato e i sentimenti dei nostri protagonisti, per scoprire il loro vero “io” e fare il passo decisivo della loro vita, per crescere definitivamente e lasciarsi indietro i dolori e le indecisioni del passato, per andare avanti definitivamente oltre questo bivio.

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Scelta d’amare

Sing Yesterday for Me si presenta al pubblico non come una classica commedia romantica giapponese, ma come un prodotto che vuole mettere in primo piano temi e argomenti più seri e delicati. Le relazioni che intercorrono tra i tre protagonisti, Rikuo, Haru e Shinako, sono un perfetto esempio di come un sentimento come l’amore possa essere estremamente complesso da comprendere e ci voglia, a volte, del tempo per assimilare al meglio le proprie emozioni nei confronti degli altri e soprattutto di se stessi.

Tenendo conto di queste premesse, l’anime presenta e approfondisce con una certa lentezza i personaggi e si prende altro tempo per raccontare le vicende con un ritmo molto ben scandito. Questa “lentezza” narrativa, può tuttavia non soddisfare una parte di pubblico, che preferisce un ritmo più scorrevole, preferendo quindi una narrazione meno descrittiva e riflessiva sui personaggi.

In Sing Yesterday for Me, di fatto, i nostri protagonisti vengono caratterizzati in maniera unica gli uni dagli altri (dalla energica Haru, sempre attiva e pronta a sfociare il suo sorriso più grande, ma che in verità è anche molto fragile, allo svogliato Rikuo, che per quanto sembra essersi arreso al suo destino inevitabile, in verità nel suo cuore riecheggia molto spesso un sentimento di speranza). A volte ci ritroveremo davanti ad alcune forzature caratteriali, che tuttavia non vanno ad intaccare troppo in negativo la narrazione, nè sfociano in ridicolosità o situazioni troppo imbarazzanti.

Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita 2

In questa opera, Rikuo, Haru e Shinako si ritrovano davanti ad un bivio della loro vita, come se fosse un punto in comune dove ognuno di essi deve ritrovare se stesso e dare ascolto al meglio i propri sentimenti. L’opera affronta con estrema delicatezza questo argomento, mettendo in risalto in modo certosino le vicende e gli avvenimenti dei nostri protagonisti, andando anche a mostrarci le diverse relazioni e le diverse storie che hanno avuto in passato.

Mettere in discussione sentimenti estremamente delicati, come in questo caso l’amore, porta non sempre a pensare lucidamente e di conseguenza può condurre le persone sulla strada sbagliata, a non credere più in se stessi e a sminuire questi sentimenti. Gli imprevisti, tuttavia, ci aiutano a crescere e, come per i nostri protagonisti, fare il passo in avanti decisivo per lasciarsi alle spalle le incertezze del passato e pensare al futuro.

Tutto questo riesce a creare una sorta di equilibrio in Sing Yesterday for Medove lo spettatore riesce a incanalarsi perfettamente nella vicenda e a seguire l’andamento degli avvenimenti; un equilibrio dove riusciamo, alla fine, a comprendere i veri sentimenti dei protagonisti; un equilibrio che anche noi stessi cerchiamo alla fine nella vita.

Un punto, tuttavia, controverso dell’anime, e che va a rompere questo equilibrio che si era creato fino all’episodio 11, è la velocità con cui si conclude l’ultimo episodio della serie, in modo un pò troppo frettoloso e forse un pò influenzato dal fatto che adattare undici volumi in soli 12 episodi non è stata la scelta più appropriata. Tutte le premesse che si sono presentate fino ad allora, vengono risolte in modo un po’ troppo sbrigativo, saltando, probabilmente, alcune parti che avrebbero reso le vicende con un ritmo più regolare, concludendo l’opera con intatta quell’armonia che si era instaurata fino ad allora.

Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita 3

Comparto tecnico e sonoro

Punto di spicco in Sing Yesterday for Me è sicuramente il suo comparto tecnico. Un plauso va sicuramente allo studio Doga Kobo, che è riuscito a realizzare un prodotto assolutamente meritevole da questo punto di vista, durante il duro periodo di pandemia che ha colpito anche il Giappone e l’industria dell’animazione, riuscendo a concludere in anticipo (cosa non sempre scontata) la realizzazione di tutti gli episodi senza alcun ritardo nella messa in onda.

Il character design dei personaggi, a cura di Jun’ichirō Taniguchi, presenta alcune differenze rispetto al corrispettivo del manga, che però non sfigurano affatto con quest’ultimo, grazie a uno stile molto più moderno rispetto a quello del manga che, essendo un opera degli anni 90′, poteva risultare un pò antiquato.

 

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La cura nei dettagli per ogni personaggio è certosina, dalle proporzioni del corpo alle espressioni facciali, che riescono in modo eccellente a trasmettere allo spettatore le emozioni di un determinato personaggio e ad adattarsi perfettamente alla particolare atmosfera. Un uso di colori pastello riesce a catturare alla perfezione i toni dell’opera, trasmettendo un sentore di nostalgia e malinconia. Questo particolare tratto riesce a donare a Sing Yesterday for Me un aspetto quasi vintage, che si sposa alla perfezione con l’ambientazione di una Tokyo dei primi anni duemila riprodotta fin nel più piccolo dettaglio con una cura certosina.

Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita 4

Per quanto riguarda il comparto sonoro, Sing Yesterday for Me non si distingue per una soundtrack indimenticabile, che però riesce, grazie a dei toni tranquilli e pacati, ad adattarsi perfettamente al contesto, dando allo spettatore la sensazione di immedesimarsi ancora di più all’interno dell’opera.

Per quanto riguarda la scelta delle canzoni utilizzate per i crediti, c’è da segnalare la singolare scelta di non usare temi come “Opening“all’inizio di ogni episodio, ma lasciare spazio solo alla fine con le “Ending“;i brani utilizzati sono ben tre, e sono: “Kago no Naka ni Tori” di yourness (eps 1-6), “Aoibashi” di Sayuri (eps 7-9) e “Yesterday wo Utatte” (eps 10-11). Queste ultime si adattano perfettamente alle clip utilizzate per ogni canzoni, molto semplici ma d’impatto e che “evolvono” e presentano piccole differenze ad ogni episodio, a segnalare una evoluzione dei personaggi dell’anime.

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Considerazioni finali

Sing Yesterday for me non è sicuramente un adattamento perfetto, tuttavia riesce ad esprimere al meglio le tematiche che vuole affrontare. Il suo compito è quello di mettere in scena una storia ordinaria con personaggi ordinari, mettendo però da parte alcuni degli stereotipi e degli elementi con i quali l’animazione giapponese ha da sempre trattato i temi sentimentali e amorosi.

I protagonisti sono sempre al centro dell’attenzione e della vicenda, permettendoci di conoscerli e comprenderli in modo profondo e, alla fine, anche affezionarsi a loro. La loro caratterizzazione riesce a coincidere molto bene con gli eventi e le storie raccontatoci, permettendo allo spettatore di trovarsi davanti non solo ad prodotto di animazione con protagonisti alcuni ragazzi, ma ad un vero e proprio viaggio. La ciliegina sulla torta è la presenza di un ottimo comparto tecnico, che riesce a rendere il prodotto ancora più godibile ed a rendere l’atmosfera dell’anime, ancora più verosimile ed immedesimabile.

Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita 5

Tralasciando alcuni scivoloni, come un ultimo episodio troppo velocizzato, che va a spezzare molto del ritmo che si era instaurato durante le vicende e conclude frettolosamente una storia pensata per essere molto più lunga, Sing Yesterday for Me è assolutamente un prodotto valido, che merita sicuramente una chance di visione, non solo per passare alcune ore godendosi la storia, ma anche trascendere come un tutt’uno con i protagonisti e i loro problemi sentimentali, vissuti come ostacoli anche della nostra vita quotidiana e della nostra esistenza, e farci fermare un pò, come è successo col sottoscritto, a riflettere, sui valori della vita e dell’amore.

Come il simpatico corvo di Haru, che è libero di volare in totale libertà e spensieratezza, anche noi persone dobbiamo vivere la nostra vita in tale modo, seppur davanti a noi ci si ponessero diversi ostacoli pronti a farci fermare e dubitare di noi stessi… seppur questi ostacoli dovessero essere proprio un bivio.

 

Potete trovare Sing Yesterday for Me per la visione gratuitamente su Crunchyroll

Sing Yesterday for me, la recensione: Il bivio della vita 6

 

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Salve gente, sono Daniele, per gli amici DANYMATT, ho 20 anni, studio Lingue e culture dell'Asia all'università di Torino e sono appassionato di Animazione e cultura giapponese. Non disdegno però assolutamente i videogiochi e gioco molto spesso a FPS e giochi di strategia. (* ^ ω ^)

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