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The Rogue Prince of Persia, recensione dell’Early Access: tantissimo potenziale

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In attesa del remake di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo, annunciato nel 2020 e previsto per il 2026, l’ultimo anno ha portato ai fan del Principe di Persia non uno, ma ben due titoli estremamente solidi.

Dopo Prince of Persia: The Lost Crown (di cui vi lasciamo qui la nostre impressioni in seguito all’anteprima alla Milan Games Week), Ubisoft, in collaborazione con il promettente team Evil Empire (autori di Dead Cells) ci portano un Principe in salsa roguelike, annunciato pochissime settimane fa completamente a sorpresa, con l’uscita prevista, in Early Access, il 27 maggio 2024.

In questa recensione vi portiamo le prime impressioni che abbiamo avuto dopo aver provato l’accesso anticipato di The Rogue Prince of Persia, titolo estremamente promettente, al momento un po’ povero di contenuti, ma che può solo che migliorare con i prossimi aggiornamenti.

The Rogue Prince of Persia: Reveal Trailer

Inizialmente il titolo sarebbe dovuto uscire il 14 maggio 2024, ma gli sviluppatori, sapientemente, hanno deciso di posticiparlo di due settimane, a causa anche della contemporanea uscita a sorpresa dell’Early Access di Hades II.

Un nuovo capitolo inaspettato

La Persia è stata assediata dagli Unni, provocati dal Principe, che distruggeranno tutta la città se non verranno fermati in tempo.

Dopo aver incontrato alcuni soldati morti lungo il cammino, e dopo la prima sconfitta, il Principe si renderà conto di essere in una sorta di loop temporale, che lo riporterà sempre indietro nel tempo, impedendogli di morire.

Tuttavia, questo loop temporale non lo riporterà mai indietro abbastanza per impedire l’assedio della Persia dalla parte degli Unni.

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Nonostante il concept di The Rogue Prince of Persia possa sembrare molto simile a quello di The Lost Crown, in verità ci troviamo di fronte a due titoli totalmente diversi.

Oltre alla sostanziale differenza di gameplay (questo è un roguelike, mentre The Lost Crown era più un metroidvania), Ubisoft e Evil Empire, questa volta hanno deciso di adottare la strategia dell‘Early Access non per fornire un titolo di bassa qualità, ma per aggiornare il titolo mano a mano nel corso del tempo, utilizzando i feedback dei giocatori per bilanciare e migliorare il gioco.

Muori, potenziati, riprova

Come ogni roguelike, questa trama è solamente un pretesto per spingere il giocatore a potenziarsi e ritentare continuamente per migliorare le proprie run, sfruttando tante armi e potenziamenti diversi, anche se comunque il trovarsi all’interno di un loop infinito si sposa perfettamente con la saga di Prince of Persia, una scelta sicuramente apprezzata dai fan di lunga data.

Per quanto riguarda le build, il nostro Principe potrà utilizzare un’arma principale e un’arma secondaria (all’inizio di ogni run esse corrispondono rispettivamente a due pugnali e un arco, ndr), anche se nel corso delle run sarà possibile scambiarle con altri tipi. Per fare degli esempi, tra le armi principali, al momento, troviamo una Spada Reale, una sorta di ascia, una lancia, ognuna con i propri punti di forza e i punti di debolezza.

Le secondarie invece sono principalmente tre, oltre all’arco possiamo trovare un chakram in grado di attraversare nemici multipli e un’arma pesante a carica singola in grado di infliggere notevoli danni a colpo.

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Dopo la prima morte sarà possibile sbloccare anche degli speciali potenziamenti rappresentati da medaglioni, in grado di sbloccare delle abilità esclusive al Principe ogni qualvolta si esegue una determinata azione. Per esempio, uno dei medaglioni più utili che abbiamo trovato è quello che scatena una nube velenosa ogni volta che si esegue una schivata su un nemico, rendendo estremamente facile l’uccisione dei nemici più piccoli.

Il Principe avrà massimo quattro slot a disposizione, ma ognuno di questi medaglioni avrà la possibilità di migliorare anche quelli ravvicinati, aggiungendo al gameplay anche un pizzico di pianificazione: sostituendo determinati medaglioni potreste indebolirne degli altri, perdendo magari delle abilità fondamentali per la vostra run.

Un gameplay estremamente solido

Il punto forte di The Rogue Prince of Persia, come ogni roguelike che si rispetti, è sicuramente il gameplay. Esso può variare profondamente in base alle varie armi e medaglioni che includiamo nella nostra build: per esempio, la lancia è un’arma estremamente rapida ma da pochi danni, mentre l’ascia risulta più lenta, con combo più corte e danni elevati.

Bisogna essere parecchio più strategici invece con l’utilizzo dell’arma secondaria: essa non è infinita, ma possiede diverse “cariche” che possono essere ripristinate sconfiggendo nemici. Se durante i livelli classici l’arma secondaria sarà quasi sempre carica, lo stesso non si può dire durante gli scontri contro i boss, duri da buttare giù, in cui sarà fondamentale centellinare l’utilizzo di queste armi. Le cariche delle armi non saranno tutte uguali, ma dipenderanno dall’effettiva potenza di fuoco e dalle caratteristiche dell’arma in questione.

Un’altra feature molto interessante è sicuramente quella dei calci, con cui è possibile stordire i nemici se essi vengono sbalzati contro una parete o contro un altro nemico. Se usati al momento giusto, possono tirar fuori il giocatore dalle situazioni più difficili senza subire alcun danno. Per evitare l’abuso di questa feature, gli sviluppatori hanno inserito dei nemici speciali possedenti uno scudo, che, finché esso sarà attivo, non subiranno il contraccolpo del calcio, rimanendo immobili dopo averlo ricevuto.

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Ovviamente, non sarebbe un vero Prince of Persia se oltre ai combattimenti non ci fossero delle corpose fasi di parkour. Molto spesso non saranno i nemici a farvi fuori, ma le numerose trappole presenti all’interno delle mappe, oltre a tante stanze segrete contenenti potenziamenti utili a facilitare le vostre run. Inoltre, ci saranno delle stanze speciali in cui, dopo aver superato una sfida di parkour, sarà possibile sbloccare progetti di nuovi medaglioni e armi mai trovate prima nel corso delle vostre run.

Infatti, al termine di ogni run sarà possibile utilizzare le “anime” raccolte per sbloccare permanentemente armi e medaglioni. C’è da precisare però che esse non potranno essere scelte come armi predefinite del Principe, la build iniziale sarà sempre la stessa, semplicemente diventerà possibile trovare nuove armi e medaglioni all’interno delle mappe.

Il grande problema dell’Early Access

Al momento, The Rogue Prince of Persia ha due problemi principali, che si portano dietro un po’ tutti i giochi rilasciati in Early Access: la mancanza di contenuti e il bilanciamento.

Partiamo dal bilanciamento: al momento ci sono delle build fin troppo potenti che permettono di completare con facilità il contenuto attuale del gioco. Faccio l’esempio dell’utilizzo del medaglione che permette di avvelenare i nemici una volta che si esegue una schivata: è fin troppo potente, soprattutto contro i boss. Sono però sicuro che questo problema verrà risolto con i vari aggiornamenti, gli sviluppatori cercheranno di trovare il giusto compromesso con i vari medaglioni, sfruttando anche i feedback dei giocatori.

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Discorso simile per la mancanza di contenuti: al momento il gioco è un po’ povero di cose da fare, e una volta capito come funzionano i vari nemici e boss, diventa molto semplice completare la porzione di storia disponibile. Al momento sono disponibili quattro biomi diversi e due boss, oltre ad altri due biomi alternativi che è possibile incontrare nel primo e secondo bioma.

Inoltre, legata ai biomi troviamo una feature molto interessante rappresentante una sorta di “palazzo mentale”, in cui è possibile collegare i vari indizi che si trovano all’interno delle varie mappe per ricostruire la storia di The Rogue Prince of Persia. Collegate a questo “palazzo” ci sono anche delle missioni secondarie, che però al momento è soltanto una.

Capitolo nemici, anche qui sono pochi e quasi tutti uguali, e una volta capiti i vari attacchi di ciascun nemico, diventa molto semplice superarli anche senza combattere.

Un titolo dal grandissimo potenziale

Si può dire che The Rogue Prince of Persia è un titolo dal grandissimo potenziale, ma che al momento possiede un grande problema come la mancanza di contenuti sicuramente derivante dall’Early Access.

Il genere dei roguelike è già di per sé abbastanza ripetitivo, spingendo i giocatori a provare di continuo a superare i propri record, e uno dei punti di forza di questo genere è sicuramente quello di rendere sempre differente ogni run, grazie a tante armi e tanti potenziamenti diversi. Al momento però, a causa dell’Early Access, questa diversificazione non può essere garantita, e le run sono pressoché tutte uguali.

Il gameplay è sicuramente il punto forte di questo titolo, estremamente solido e convincente, oltre al lato artistico, che magari non può mettere tutti d’accordo, ma è innegabile che rappresenta davvero bene la saga di Prince of Persia. Doveroso parlare anche della colonna sonora, semplicemente fantastica, realizzata dal compositore ASADI, davvero stupenda, soprattutto l’OST del menù principale.

The Rogue Prince of Persia (Original Game Soundtrack) | Music by ASADI

Per concludere, vi ricordiamo che The Rogue Prince of Persia è disponibile, in accesso anticipato, esclusivamente su Steam per PC. Non sappiamo se in futuro sarà disponibile anche su altre piattaforme.

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The Rogue Prince of Persia, recensione dell’Early Access: tantissimo potenziale
Gameplay e Longevità
7.5
Comparto Grafico e sonoro
8
Coerenza e cura del dettaglio
8
Pros
Gameplay estremamente solido
Artisticamente ispirato
Colonna sonora fantastica
Cons
Trama al momento un po' blanda
Povero di contenuti
Poca varietà di nemici
7.8
VOTO

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Mi presento, mi chiamo Armando, amante della tecnologia e dei videogiochi fin da bambino. Sono un grandissimo appassionato di giochi di carte, soprattutto Yu-Gi-Oh!, e di videogiochi a carattere horror, in particolare la saga di Resident Evil, con il quarto capitolo in cima alla classifica dei miei videogiochi preferiti.

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