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Edens Zero, la recensione: quando il fantasy incontra la fantascienza

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Edens Zero è un manga shonen di Hiro Mashima pubblicato in Giappone da Kōdansha a partire da giugno 2018, e in Italia da Edizioni Star Comics dal 1° maggio 2019, attualmente ancora in corso ed entrato nel suo arco finale a dicembre 2022.

In Italia quest’opera è passata un po’ in sordina, non riscuotendo il successo ottenuto dalle precedenti opere di Mashima, in particolare di Fairy Tail, tanto da costringere l’editore Star Comics a far uscire, nel 2023, un’edizione Starter Pack contenente i primi quattro volumi della saga ad un prezzo scontato, per far avvicinare più persone possibile.

Sempre nel 2023, il primo volume, come per quelli di Fairy Tail e Rave è stato ripubblicato in una Variant Cover Edition, con in copertina il protagonista delle vicende, Shiki.

Dal 2021 è disponibile anche un adattamento anime, con la prima stagione disponibile su Netflix e la seconda su Amazon Prime Video.

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Edens Zero – Uno shonen “spaziale”

La trama di Edens Zero ruota intorno alle vicende di un ragazzo di nome Shiki Granbell, abitante del regno di Granbell, sito sull’omonimo pianeta, dove è l‘unico essere umano. Infatti, l’intero pianeta è abitato da soli robot che, nel tempo, hanno cresciuto Shiki, prendendosi cura di lui su richiesta del nonno adottivo, il Re Demone Ziggy, dopo essere stato abbandonato in tenera età dai genitori.

La vita di Shiki cambia quando sul pianeta Granbell atterrano Rebecca Bluegarden, una B-cuber interstellare (una sorta di Youtuber, ndr) e il suo gatto-robot Happy. Gli amici robot di Shiki, per evitare che il ragazzo rimanga solo quando essi si spegneranno, con uno stratagemma spingono quest’ultimo a fuggire insieme ai suoi nuovi amici da Granbell, alla ricerca di nuove avventure nello spazio.

Insieme al professor Weisz Steiner e alla piccola robot Pino, il gruppo di amici parte con l’obiettivo di raggiungere un’entità misteriosa chiamata Mother, a bordo della leggendaria nave Edens Zero, in passato appartenuta al nonno di Shiki. Ma prima di poter abbandonare il Sakura Cosmos, i nostri eroi dovranno riunire le Quattro Stelle Luminose del Re Demone, un gruppo di androidi donne create da Ziggy per portare l’Edens Zero alla sua massima potenza.

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Anche nel mondo di Edens Zero, come in Fairy Tail, esiste una forma di Magia, conosciuta come Ether, termine coniato per riferirsi a tutte le forme di energia naturale. L’Ether è la fonte di ogni potere, e ad essa possono attingere esseri umani e alieni, l’atmosfera di certi pianeti e persino le macchine. Può manifestarsi anche in oggetti fisici come proiettili energetici. Le persone in grado di utilizzare l’Ether Gear, invece, riescono a sfruttare la potenza del loro Ether facendolo fluire attraverso i loro corpi per ottenere poteri specifici, in modo simile ad una macchina. Shiki, per esempio, può utilizzare il proprio Ether Gear per manipolare la gravità.

Il significato di essere vivi

I temi trattati da Edens Zero sono molto diversi di quelli delle precedenti opere di Mashima. Il “valore della vita” e il concetto di cosa significhi essere davvero vivi sono al centro dell’attenzione. Facendo un confronto, i temi di Fairy Tail, per esempio, si concentrano prevalentemente sul valore dell’amicizia e sulle connessioni emotive. Questo tema è stato già ampiamente esplorato in altre opere in passato, come per esempio in Naruto, ma in Edens Zero Mashima si concentra su un aspetto molto specifico del tema: il confronto tra vita umana e artificiale.

Il suo universo è popolato sia da vite organiche, come esseri umani e alieni, sia da vite artificiali, come possono essere gli androidi e i robot. Le relazioni tra questi due tipi di esservi viventi sono uno dei punti centrali della trama. I protagonisti, come ci si aspetta da un’opera di Mashima, sono ovviamente altruisti e non vedono alcuna differenza tra i due tipi di forme di vita. Tuttavia molte delle persone di cui fanno la conoscenza non sono altrettanto aperti e non considerano le altre forme di vita organica come uguali o importanti quanto la loro, rendendo ancora più esplicito il tema dell’opera.

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Un altro aspetto da apprezzare all’interno di Edens Zero è che non ha paura di diventare cupo, oscuro. Per capitalizzare appieno il tema centrale della vita, l’opera deve mostrare anche la soggettività di questo concetto, ossia come viene interpretato dai vari personaggi. In Edens Zero le persone, in certi casi, vengono uccise brutalmente, indipendentemente dal fatto che siano umani o macchine. Persino una dei protagonisti, Pino, una piccola robot, prima di entrare nell’equipaggio della Edens Zero, fu brutalmente torturata dal suo precedente proprietario, senza alcun evidente motivo: era solo il modo di dimostrare che a lui importava solamente della sua vita e non di quella degli altri.

Personaggi rappresentativi dei temi centrali

Nelle altre opere di Mashima, molto spesso i personaggi venivano direttamente influenzati dai temi dell’opera, talvolta diventandone la rappresentazione; lo stesso vale per i protagonisti di Edens Zero. I membri dell’equipaggio della Edens Zero sono composti sia da vita organica sia artificiale. Alcuni di essi incarnano addirittura entrambe le identità, essendo dei veri e propri cyborg. Va detto che la maggior parte degli androidi hanno un aspetto quasi indistinguibile dagli esseri umani, ma la serie si concentra raramente sulle apparenze dei personaggi, a meno che non si tratti di fan service (talvolta fin troppo presente).

Shiki Granbell è anche un esempio perfetto di come i personaggi diventino rappresentativi dei temi centrali della serie, proprio come Natsu Dragneel in Fairy Tail. Shiki è stato allevato dalle macchine, e per questo non è veramente in grado di vedere una differenza sostanziale tra lui e loro. Ciò non toglie che ne sia consapevole. In un certo senso, apprezza persino queste differenze, perché dimostra di poter essere amico di chiunque.

Anche i poteri di Shiki sono, per certi versi, direttamente collegati al tema di Edens Zero. Il suo potere di controllare la gravità, nella sua forma più elementare, gli permette di aumentare e diminuire il peso di persone e oggetti. In questo senso, può letteralmente controllare il peso della vita intorno a lui, un concetto che utilizza per rafforzare i suoi poteri. Usando i suoi poteri gravitazionali per sentire e imbrigliare il peso della vita riesce ad ottenere degli attacchi più potenti, un concetto poetico, ma forse troppo scontato.

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Anche i villain della saga sono altrettanto rappresentativi dei temi di Edens Zero.

A differenza di Fairy Tail, che presentava antagonisti che, al termine degli scontri, si redimevano, quest’opera vuole che i suoi villain siano cattivi.

Magari sembra un concetto banale, ma il più delle volte i villain dell’opera sono megalomani assassini con tendenze narcisistiche, che li portano a credere che le loro vite abbiano il massimo valore. Uccideranno casualmente degli innocenti senza alcun motivo apparente, se non la possibilità stessa di poterlo fare.

La loro volontà e il loro impulso di uccidere contrastano direttamente gli ideali di Shiki, che a differenza loro riesce a sentire il peso della vita. Non combatte solo per i suoi amici, ma per la vita stessa, e la sua rabbia quando essa non viene rispettata lo porta ad essere terrificante, talvolta più dei villain stessi.

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Considerazioni finali

Per concludere, possiamo dire che Edens Zero rappresenta la completa maturazione di Hiro Mashima, oltre a un eccellente miglioramento rispetto alle sue precedenti due opere. L’amicizia è uno dei temi più diffusi nelle opere del mangaka, ma in Edens Zero non sfugge di mano, dando spazio a temi molto più importanti.

Anche gli esiti dei combattimenti non sono dettati dall’amicizia. Questo diventa particolarmente chiaro nel proseguire della narrazione, dove troviamo molta più tattica e lavoro di squadra. L’amicizia non rappresenta un vantaggio, ma funge da motivazione all’interno degli scontri.

La narrazione è molto migliorata: a differenza di Fairy Tail qui è presente un obiettivo finale, facendo sentire ai lettori un senso di progressione continuo. Molti design dei personaggi risultano riciclati dalle precedenti opere di Mashima, ma non risulta essere un problema. Grazie ad una profonda caratterizzazione, essi risultano essere estremamente riconoscibili e unici.

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EDENS ZERO
SCENEGGIATURA
8
DISEGNI
8.5
CURA EDITORIALE
7.5
Pros
Temi trattati in modo unico
Ottima cura nella caratterizzazione dei personaggi
Disegni molto puliti
Cons
Troppo fan service in alcuni momenti
Design talvolta troppo riciclati
8
VOTO

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Mi presento, mi chiamo Armando, amante della tecnologia e dei videogiochi fin da bambino. Sono un grandissimo appassionato di giochi di carte, soprattutto Yu-Gi-Oh!, e di videogiochi a carattere horror, in particolare la saga di Resident Evil, con il quarto capitolo in cima alla classifica dei miei videogiochi preferiti.

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