Social

Cinema&Tv

Overlord, la guerra come non l’avete mai vista

Pubblicato

il

Overlord

7.1

Comparto tecnico

7.0/10

Scrittura e regia

7.3/10

Direzione artistica

7.0/10

Cast

7.0/10

Pros

  • Scene d'azione ben eseguite
  • Regia più che buona
  • Originalità
  • Buon uso degli effetti visivi

Cons

  • Incertezze nella sceneggiatura
  • Colonna sonora
  • Ritmo squilibrato delle scene
  • Limitazioni nell'aspetto horror

È il 6 giugno 1944.
Il sole sta per sorgere ma il cielo è ancora scuro.
Una truppa di soldati americani si prepara ad atterrare sulle coste della Normandia, occupate dai nazisti, durante la Seconda guerra mondiale.
Alcuni sono sergenti e caporali, altri sono solo ragazzi, impauriti ed agitati.
In pochi istanti si ritrovano presi di mira dalle mitragliere della contraerea nemica che si impongono con un fuoco incessante e comprendono di non avere altra scelta se non quella di gettarsi in mare.
Il soldato Boyce sopravvive per miracolo e riesce a ricongiungersi con alcuni fortunati compagni, assieme ai quali dovrà concludere la missione assegnata alla squadra, ma l’impresa li porterà alla scoperta di un laboratorio tedesco segreto in cui i morti vengono riportati in vita per essere usati come super-soldati.

Si, avete letto bene, questa è davvero la trama di Overlord, film uscito nelle sale l’8 novembre di quest’anno diretto da Julius Avery e prodotto da J.J Abrams, che si presenta come un miscuglio eterogeneo di horror, thriller e storico contornato da una trama che comprende guerra, nazisti, cospirazioni e zombie.

La pellicola calca, in modo abbastanza evidente, svariati cult e successi Hollywoodiani come Bastardi Senza Gloria (di Tarantino), Salvate Il Soldato Ryan (di Spielberg) ma anche Indiana Jones (di Spielberg e George Lucas) per la frenesia delle scene d’azione e La Cura Dal Benessere (di Verbinski) per l’assurdità e il surrealismo delle vicende.
Se nel pubblico vi sono poi dei videogiocatori, sono sicura che molti di voi avranno notato anche l’evidente somiglianza con una delle saghe videoludiche più longeve e folli della storia, quella di Wolfestein.
Il regista, Julius Avery, è pressoché uno sconosciuto ma nel film traspirano chiaramente le sue più grandi influenze cinematografiche e, tutto sommato, compie un lavoro più che accettabile.

Più inaspettata e particolare è, invece, la collaborazione con J.J Abrams, la mente dietro capolavori del piccolo schermo come Lost, Westworld e Fringe ma che ha anche collaborato in film come Star Wars, Super 8 e la saga di Cloverfield (secondo alcune teorie Overlord sarebbe ambientato proprio nello stesso universo di quest’ultima).
Il suo genere prediletto, evidentemente, è quello fantascientifico quindi stupisce la decisione di lavorare in un film di questo tipo, ma, data la particolarità delle sue produzioni, è probabile sia stato affascinato dall’originale trama di Overlord.

La Sceneggiatura

Le scene riescono a portare avanti la storia abbastanza bene anche se la prima metà risulta piuttosto lenta e la sezione horror si fa aspettare, tardando in modo evidente e trasmettendo allo spettatore una sensazione di sospensione ed attesa alquanto fastidiosa e assolutamente non necessaria.
Inoltre, vi sono improvvisi rallentamenti ed accelerazioni della trama, forse dovuti al “miscuglio” di genere diversi, un aspetto che poteva essere gestito in modo migliore.
In sostanza, sarebbe stato bello vedere più scene horror od avere un qualche approfondimento sugli esperimenti orribili tenuti all’interno del laboratorio segreto.
Per fortuna, le scene d’azione sono sufficienti a mantenere buona parte dell’attenzione del pubblico.

Purtroppo, invece, vi sono alcuni piccoli buchi di trama ed incongruenze, ad esempio alcune volte non è chiaro come alcuni personaggi si spostino, in altre invece sembra quasi perdersi il filo delle vicende.
Molto originale ed efficace è la scena in cui viene alla luce l’effetto del siero dei nazisti, usato per creare i soldati-zombie.
Non mancano poi sono numerose sequenze violente, addirittura splatter, che sono sorprendentemente ben realizzate e che, devo ammetterlo, non mi sono dispiaciute affatto.

L’ultima nota negativa riguarda invece il finale che è forse un po’ troppo contratto e sbrigativo e poteva essere più curato.
In generale le varie sezioni del film e le loro durate potevano essere meglio distribuite per tutta la pellicola.

I Personaggi

Tra i personaggi abbiamo Ed, il nostro protagonista, che si presenta come un eroe buono, con forti valori morali che preserva fino alla fine del film, come la sua indecisione nell’uccidere, cosa che cerca sempre di evitare data la sua volontà di proteggere tutti, e che attraversa un processo di crescita che lo espone alla cruda realtà, ovvero che la morte è spesso inevitabile e non sempre si possono salvare tutti.

L’antagonista appare come il classico cattivo disposto a qualsiasi cosa per raggiungere il suo scopo, spietato e senza regole morali, ignobile e detestabile, perfettamente ritratto da Pilou Asbaek.
Essenzialmente funziona poiché riesce a colpire le debolezze del protagonista, sfidandolo e mettendolo in difficoltà, portandolo ad affrontare le sue insicurezze, anche se poteva essere più approfondito e complesso, invece di essere puramente malvagio e senza qualità umane.

Infine, abbiamo il sergente che è in contrasto con il protagonista, cosa che crea conflitto e da più profondità alla relazione tra i due.
Esso infatti si rivela, alla fine, essere non solo un’autorità ma anche una sorta di guida per il protagonista, una figura forte e determinata da cui egli trae gli insegnamenti più importanti. In sostanza, i personaggi e i rapporti tra di essi sono molto buoni.

La Colonna Sonora

E qui tocchiamo un punto debole all’interno del film.
Per quel che riguarda gli effetti sonori non c’è molto da dire, sono efficaci e funzionano (la maggior parte delle volte), troviamo dei problemi evidenti quando si ascoltano le musiche.

Esse sono state composte da Jed Kurzel (che in passato ha lavorato come compositore per film come The Babadook, Alien: Covenant e Macbeth) e, oltre ad apparire anonime, superficiali e decisamente poco incisive, risultano, in alcuni punti, assolutamente fuori luogo, soprattutto per quello che riguarda la musica dei titoli di coda, che stona pesantemente con la conclusione del film (in particolare con le tematiche trattate e con il periodo in cui avvengono le vicende).

In generale, non sono così personali come dovrebbero essere.

La Regia

Julius Avery si dimostra abile dietro la cinepresa, con sequenze d’azione ben eseguite, intense, coinvolgenti ed in alcuni casi anche originali, come nella scena della caduta dell’aereo, ripresa totalmente con un primo piano dell’attore che precipita caoticamente in mare seguita da una sequenza sott’acqua che genera un contrasto, sia nella scena stessa che nei colori, molto potente.

Vi è un’equilibrata alternanza tra scene d’azione e non, gli effetti visivi sono molto buoni anche se il design delle creature appare molto poco ispirato e le scene più “horror” risultano leggermente superficiali e poco influenti all’interno dell’intera pellicola.

Il Cast

Tra gli attori che hanno preso parte al film ad emergere più degli altri è sicuramente Pilou Asbæk che interpreta il dottor Wafner, l’antagonista gestore del laboratorio segreto, e che compie un lavoro più che ottimo, incarnando perfettamente l’idea del cattivo ebbro di potere e guidato da ideali distorti che annebbiano la sua razionalità.
Egli è apparso in altre produzioni di successo, interpretando Euron Greyjoy nel Trono Di Spade e lavorando accanto a Scarlett Johansson in Ghost In The Shell.

Da citare è anche il protagonista, Jovan Adelpo (che avrete già visto in The Leftovers o Jack Ryan) e Mathilde Ollivier una “new entry” nel mondo del cinema che interpreta Chloe, una donna francese aiutante dei soldati americani.

Da apprezzare è lo sforzo degli attori nell’immergersi in una storia e personaggi estremamente inusuali, per i quali hanno usato anche un po’ di improvvisazione.

Conclusione

Il film può essere definito come corale, ovvero in cui tutti, in parti diverse, danno il proprio contributo e la domanda morale verso cui si vuole arrivare alla fine è quella che riguarda l’abbassarsi, oppure no, al livello dei “mostri” per raggiungere un obbiettivo più grande ed universale.

Quello che alla fine si cerca di trasmettere è che per avere il bene, è necessario sacrificare qualcosa o se stessi.
Un concetto che però, purtroppo, si va a perdere all’interno della confusione di generi e tra le varie scene di azione, violente ed horror.

Seguici su tutti i nostri social!

Salve a tutti! Io sono Sara e le mie più grandi passioni, che mi accompagnano da sempre, sono quelle per il cinema, i videogiochi e le serie TV. Adoro scrivere e cerco di cogliere ogni occasione per dialogare e confrontarmi con gli altri riguardo tutto ciò che questo fantastico mondo nerd può offrire e spero di poterlo fare al meglio anche con voi!

Advertisement
Commenta

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Advertisement

Facebook

Popolari