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10 film horror che potresti non conoscere

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10 film horror che potresti non conoscere 1

Il mese di Ottobre sta ormai giungendo alla fine e ciò significa una sola cosa: Halloween.
La notte degli orrori si avvicina strisciante, indugiando dietro gli angoli oscuri come un demone nascosto tra le ombre, pronto a perseguitarci ed a rovinare la nostra esistenza. Se siete persone timorose, tale descrizione vi avrà probabilmente messo a disagio ma, se siete degli amanti dell’horror, allora non avrà fatto altro che alimentare la vostra insaziabile voglia di macabro.

Tra cinema, letteratura, videogiochi e feste a tema, i metodi per soddisfare tale fame sono più che numerosi, anche se il più gettonato rimane ancora la visione di film horror. Ma, ahimè, bisogna ammetterlo: il concetto moderno di orrore sta diventando sempre più superficiale, trasformando un settore cinematografico, prima originale e studiato, in un copia-incolla visivo e narrativo. L’uso smodato di cliché ormai superati, la carenza di creatività e (soprattutto) di  voglia di raccontare, mischiati a spaventi scialbi e prevedibili, sono solo alcuni dei gravi problemi che affliggono il genere ed è diventato quasi impossibile scovare un’horror originale, curato e coinvolgente.

Ed è proprio a partire da tale ragionamento che ho deciso di dar vita a questo articolo, stilando una lista di film (indie e non) che molto probabilmente non conoscete ancora. Premetto che si tratta di un elenco interamente personale e che quindi potrebbe non combaciare uniformemente con i gusti di tutti, ma ogni pellicola è stata scelta appositamente poiché deviante rispetto allo standard tradizionale e poiché fornisce una visione alternativa del soggetto in questione.

Detto ciò, basta indugiare e diamo inizio alla classifica.

1. Raw – Una Cruda Verità

Scritto e diretto da Julia Ducournau, Raw è un film belga del 2016 presentato, all’epoca, al Festival di Cannes, dove si era aggiudicato il premio FIPRESCI, un riconoscimento assegnato a sostegno del cinema più rischioso e provocante. Visionando l’opera, è lampante il motivo di tale vincita. Il film, infatti, non si pone limiti nell’illustrare il proprio soggetto tematico, facendolo in modo spregiudicato, diretto, sconvolgente e (appunto come suggerisce il titolo) crudo. Sarebbe giusto, ora, spiegarvene la trama ma, se volete vivere un’esperienza estremamente disturbante, vi consiglio calorosamente di godervi la visione senza alcuna preparazione, lasciando che la narrazione vi sconvolga in modo inaspettato.

Il contenuto esplicito dell’opera non è altro che un espediente per esplorare la dualità della mente umana, comune a tutti gli individui. La protagonista, infatti, dovrà sostenere un percorso di crescita che la porterà a confrontarsi brutalmente sia con la parte animalesca, egoista e violenta della propria persona, che con quella più solidale, altruista ed umana. Alla fine di tutto, l’opera si traduce in una discussione riguardo alla vera natura dell’essere che può convivere pacificamente con gli altri soltanto attraverso un bilanciamento delle due metà, un risultato che (il film ci tiene a precisare) alcuni riescono ad ottenere ed altri no.

(Un piccolo avvertimento: se siete deboli di stomaco, questo film potrebbe non essere per voi. Durante una delle prime proiezioni diversi spettatori hanno sofferto di svenimenti, richiedendo l’intervento di paramedici)

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2. Martyrs (2008)

In seconda posizione, troviamo un film francese diretto da Pascal Laugier intitolato, per l’appunto, Martyrs. All’uscita, l’opera era stata definita come l’horror più scioccante del decennio e vietata ai minori di 18 anni (cosa che non avveniva da oltre un ventennio), riscontrando anche problemi di budget e realizzazione poiché il produttore, Richard Grandpierre, aveva inizialmente respinto la sceneggiatura, considerandolo un film ai limiti della sopportabilità, per poi decidere invece di produrlo comunque, certo dello scandalo che avrebbe suscitato.

La pellicola si apre con il ritrovamento di Lucie, una bambina scomparsa da circa un anno, vicino ad un mattatoio abbandonato. È sconvolta, ferita, incapace di parlare e ricordare cosa le sia successo. Viene internata in una struttura specializzata dove entra in contatto con una ragazzina di nome Anna, con la quale stringe una profonda amicizia, riprendendo lentamente a vivere una vita normale. 15 anni dopo, Lucie (ormai adulta) si convince di aver trovato finalmente i propri carnefici e decidere di mettere in atto la propria vendetta, una decisione che avrà delle conseguenze irreversibili.

A primo impatto, Martyrs potrebbe sembrare un semplice splatter volto a scioccare e disgustare il pubblico, ma la verità è che è molto di più. Dal punto di vista della protagonista, il film poggia quasi interamente su un singolo concetto, quello del dolore, e cerca di raccontare una storia di pessimismo nei confronti del mondo e degli esseri umani, accompagnata da rappresentazioni fisiche di mostri psicologici e della sofferenza interiore. Dal lato dei carnefici, invece, fa leva sulla più grande incertezza umana, quella della morte, mostrando come la sua inevitabilità ed il suo costante avvicinarsi possano pesare sulla mente dell’individuo, portandolo a compiere azioni aberranti nel disperato tentativo di capire il senso della propria vita e di ciò che viene dopo di essa.

Alla fine di tutto, il film fa sorgere domande esistenziali nella mente dello spettatore, alle quali però decide di non dare risposta, colmando lo spazio con terrificanti dubbi.

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3. Starry Eyes

Se siete appassionati di teorie del complotto, questo film è per voi. Starry Eyes, uscito nel 2014 e diretto da Kevin Kölsch Dennis Widmyer, racconta la storia di Sarah Walker, una giovane determinata a diventare un’attrice che  divide le sue giornate tra lavoro, amici e numerosi provini nel tentativo di lanciare la propria carriera. Proprio a causa di uno di essi, la ragazza entra in contatto con una misteriosa società di produzione, composta da disturbanti figure e guidata da un occulto potere che, inevitabilmente, la corromperà, portandola letteralmente a vendere l’anima al diavolo per esaudire il proprio desiderio.

Appare evidente che si sta parlando di un prodotto indipendente, con varie limitazioni di budget e produzione, ma Starry Eyes è sicuramente in grado di sorprendere, con discrete performance attoriali e una storia (ed atmosfera) intrigante e destabilizzante. L’intera pellicola è disseminata di simboli esoterici ed occulti (tanto che in molti hanno parlato addirittura di indottrinamento satanico), che fanno da cornice alla misteriosa e potente setta, conferendo ad ogni scena un alone di malessere. La narrazione prosegue facendo leva sulle numerose teorie riguardo a quelle società segrete collegate alla fama ed al successo che, si pensa, gestiscano le masse da dietro le quinte (basti pensare agli Illuminati), portando così allo scoperto il volto nascosto del mondo dello spettacolo, illuminando una possibile e terribile realtà a cui nessuno vorrebbe credere.

Degne di nota sono le ultime sequenze del film, eseguite in maniera estremamente realistica e mirata, sfruttando anche l’ottimo compartimento degli effetti speciali (esclusivamente pratici) e che sono in grado di chiudere alla perfezione l’intera vicenda.

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4. Train To Busan

In questa posizione, troviamo un film horror più leggero e meno disturbante degli altri ma, sicuramente, non di inferiore qualità. Sto parlando di Train To Busan, prodotto nel 2016 in Corea Del Sud e diretto da Yeon Sang-ho, che considero (personalmente) un film indispensabile e da vedere almeno una volta nella vita.

Alla base delle vicende, vi è un pericoloso virus di origine ignota che trasforma le persone in zombie e che comincia a diffondersi a velocità esponenziale per tutto lo stato. Quando il disastro ha inizio, il protagonista, Seok-Woo, si trova con la piccola figlia, Soo-An, su di un treno diretto a Busan e i due dovranno combattere freneticamente per la propria sopravvivenza, scontrandosi non solo con le infernali creature ma anche con l’isteria e le paure delle persone attorno a loro.

Train To Busan si getta verso il genere action-horror ma, attenzione, non si sta parlando del tipico film hollywoodiano sugli zombie (come può esserlo World War Z), pieno di carneficine, armi e scene d’azione a non finire. L’opera, infatti, va ben oltre. Si apre lentamente, dandoci la possibilità di familiarizzare con la situazione ed i personaggi, i quali appaiono ben definiti e diversificati, per poi iniziare ad alternare magistralmente i momenti di dialogo e quelli d’azione, creando un equilibrio nella narrazione. Quest’ultima si rileva estremamente coinvolgente ed emotivamente efficace, sopratutto negli ultimi istanti.

Da non sottovalutare poi, è l’azione stessa, che non è gratuita ma sensata. Ogni scena adrenalinica esiste per un motivo, sempre logicamente collegato alla trama ed ai personaggi stessi, generando un’atmosfera realistica e di tensione. Alla fine di tutto, è un film da cui il genere dovrebbe cercare di imparare, poiché raramente si riesce a trovare una storia altrettanto ben costruita e coinvolgente.

Recentemente, è anche stato annunciato un sequel.

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5. The Witch

Acclamato dalla critica e premiato al Sundance Film Festival, The Witch è un film horror del 2015 scritto e diretto da Robert Eggers, fortemente basato sul folklore del New-England.

Ambientato nell’Inghilterra del 17° secolo, si concentra sulle vicende di un’isolata famiglia, costituita da sette componenti e fortemente guidata da solidi valori puritani, la cui religiosa e pacifica vita viene sconvolta da una demoniaca presenza che renderà un vero e proprio incubo la loro esistenza, mettendoli l’uno contro l’altro.

The Witch è un prodotto consapevole della propria identità, che sa chiaramente ciò che vuole essere. E’ evidente che il regista avesse in mente una specifica visione dell’opera e, alla fine, riesce a raggiungere a pieni voti il suo obiettivo. Ogni aspetto del film è minuziosamente curato, a partire dalla regia e la scrittura, per passare poi al montaggio, al sonoro e (soprattutto) all’illuminazione. Tutti questi elementi vanno a formare un’inquietante melodia, simile a quella di una favola (non a caso è basata sul folklore), in cui ogni nota cade al punto giusto.

L’atmosfera horror risulta incredibilmente opprimente ed angosciante, favorita da ambientazioni cupe, musica assillante ed un cast eccezionale. L’intera narrazione appare stratificata, creando un tipo di terrore che nasce da parti differenti della storia. Primo tra tutti, troviamo l’orrore causato dall’oscura entità che tormenta la famiglia (che è quello più immediato e fisico), poi ci si scontra con il tormento mentale e psicologico dei personaggi che lentamente sprofondano nell’isteria e, infine, condividiamo l’incubo di una famiglia che vede tutte le proprie certezze e convinzioni crollare definitivamente.

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6. Parasite

Film del 2019 diretto da Bong Joon-ho (che forse conoscete per The Host, Snowpiercer e Okja), Parasite si pone più come un thriller-drammatico, che come un vero e proprio horror, ma le implicazioni dietro le azioni e decisioni dei personaggi tingono la pellicola con toni alquanto disturbanti e destabilizzanti, trasformandolo in un horror psicologico.

La storia comincia con la presentazione di una famiglia molto unita, composta rispettivamente da padre, madre, figlio e figlia, che vive in un modesto appartamento sotto il livello della strada, in una delle zone più povere della città. Il gruppo sopravvive in condizioni difficoltose, prodigandosi di tanto in tanto in piccoli lavoretti per guadagnare quanto basta per mangiare, senza prospettive a lungo termine. Tutto cambia quando un amico di Ki-woo (il figlio) gli offre l’opportunità di sostituirlo come insegnante d’inglese per la figlia di una famiglia benestante, i Park. Ki-woo però, intravede un’occasione da cogliere al volo. Infatti, manipolando magistralmente i due coniugi, riesce a far assumere tutti i membri della sua famiglia, creando per ciascuno un’identità fittizia, basata su bugie e menzogne. Con il proseguire delle vicende, i protagonisti inizieranno ad insinuarsi sempre di più nella vita di questi sconosciuti, diventando dei veri e propri parassiti.

Parasite è un film intelligente. Originale nel concetto, ma anche nell’esecuzione, si dimostra una narrativa incredibilmente intrigante, bilanciata nell’esposizione di trama e personaggi e dettata da un ritmo incalzante. Lo storia non manca di momenti comici e spensierati che vengono, però, sapientemente alternati con scene più viscerali, emotive, tristi ed anche raccapriccianti. Inevitabile è la percezione di una soffocante tensione in diverse circostanze che, molto probabilmente, scinderà il pubblico, dividendolo tra coloro che tiferanno per la famiglia e quelli che, invece, attenderanno la sua misfatta. Inutile dire che l’intera narrazione è anche tinta da vari commenti volti alla moralità delle azioni dei personaggi, che vi terranno incollati allo schermo fino all’ultimo.

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7. A Girl Walks Home Alone At Night

In settima posizione troviamo un horror persiano del 2014, scritto e diretto da Ana Lily Amirpour, intitolato A Girl Walks Home Alone At Night. Ripreso completamente in bianco e nero, è ambientato nella città di Bad City, un luogo abbandonato, segnato dalla morte e dal degrado, dove gli ignari cittadini non sanno di essere braccati da un solitario vampiro.

Il film riesce ad approcciarsi in modo diverso all’idea tipica dell’orrore, creando una tensione palpabile, reale e destabilizzante, senza andar mai a ricadere nei cliché e nelle banalità dei classici jumpscare con effetto sonoro (tipici dei film d’orrore moderni) ma, invece, sfruttando in modo ottimo il bianco e nero, riesce a plasmare un’atmosfera cupa e gotica, perfetta per l’idea del vampiro che si aggira nel buio. Anche il mondo stesso della storia, Bad City, sembra essere concepito apposta per trasmettere una certa sensazione di oppressione e claustrofobia, facendo sembrare gli abitanti quasi dei fantasmi tormentati più che delle persone vere e proprie.

La figura del vampiro poi, è intelligentemente disegnata per apparire surreale e leggermente fuori luogo in tutte le scene. Coperta dalla testa ai piedi da un mantello nero, si mostra immediatamente come una figura non umana già a partire dall’aspetto, per poi rivelare la sua natura attraverso le azioni e gli atteggiamenti.
Eccezionale è il compartimento sonoro, capace di generare effetti particolarmente inquietanti ed originali, includendo anche diverse distorsioni nella voce della protagonista.

Generalmente, stiamo parlando di una pellicola non perfetta, a volte anche eccessivamente lenta e prolungata, ma che ha sicuramente da offrire, in particolare per l’ottima regia e fotografia.

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8. Kill List

Kill list è un film horror britannico del 2011 diretto da Ben Wheatley che ci racconta la storia del violento ed insoddisfatto Jay, un sicario tornato da otto mesi da una misteriosa missione a Kiev. L’amico e collega, Gal, propone a Jay un nuovo lavoro: uccidere tre uomini e riscuotere una ricca ricompensa. Per  i due si tratta di una missione abbastanza facile ma l’instabilità mentale ed indole violenta di Jay rischierà di mettere a rischio tutto il loro lavoro. Proseguendo nell’incarico, i due si troveranno di fronte ad un bersaglio terrificante ed al di fuori della loro portata.

Parlare di questo film non è semplicissimo. La regia si butta su un stile che, per certi versi, ricorda quasi un “found-footage”, ovvero quello caratterizzato da inquadrature veloci e traballanti, in cui la macchina da presa sembra tenuta in mano da un silenzioso spettatore dell’azione, donando all’opera un effetto quasi da videoclip. Per quel che riguarda la narrazione, essa sembra ondeggiare tra generi diversi, risultando per questo accattivante ed inaspettata. Il film si apre con un tono abbastanza convenzionale, facendosi largo nella vita quotidiana del protagonista, per poi proseguire trasformandosi in un thriller/gangster (in cui avviene lo sviluppo dei personaggi) e concludendosi, alla fine, con un’atmosfera decisamente da horror.

Parlando, appunto, della chiusura della pellicola, è da menzionare l’incredibile svolta che prende l’opera, la quale va a sconvolgere la narrazione, abbastanza basilare, vista fino a quel momento e prendendo alla sprovvista gli spettatori. Le ultime sequenze, ansiolitiche e claustrofobiche, sono brillantemente gestite e guidano la trama verso un finale inaspettato e su cui ragionare.

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9. Cat Sick Blues

Per questa posizione, prendiamo nuovamente in considerazione un film horror indipendente, Cat Sick Blues. Uscito nel 2015 in Australia e diretto da Dave Jackson, viene presentato a diversi festival del cinema dell’orrore dove riesce ad aggiudicarsi un totale di cinque premi.

L’opera ci narra la storia di Ted, un individuo solo ed emarginato, che precipita in un vortice di disperazione dopo la morte del suo amato gatto. Traumatizzato, l’uomo si convince che, accumulando il sangue di nove persone da usare in un bizzarro rituale, riuscirà a riportare in vita l’adorato felino.

Cat Sick Blues è un film disgustosamente grottesco. Ma è proprio per questo che risulta unico nel genere del cinema estremo (a cui appartengono anche Raw e Martyrs), sia per la particolarità della trama sia per le diverse scelte registiche e tecniche. Il prodotto, a volte, sfocia anche nel tragi-comico ma, considerate le azioni del protagonista, difficilmente vi verrà voglia di ridere e, più probabilmente, vi sentirete rabbrividire per quasi tutta la durata del film. L’atmosfera della pellicola è quasi trascendentale, così estrema e cosi eccessivamente fuori dagli schemi, che guardandola farete fatica a credere di star vedendo davvero un film del genere.

Quella di Cat Sick Blues è un’esperienza difficile da descrivere poiché non esiste altro a cui paragonarla e difficile è anche cercare di raccontarvela a parole. Per questo se siete interessati, l’unica cosa da fare è provare voi stessi ma, vi avverto, non è un film per tutti.

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10. Annientamento

In ultima posizione, troviamo un film originale Netflix, Annientamento. Quest’horror fantascientifico è un adattamento dell’omonimo romanzo, scritto da Jeff VanderMeer, ed è stato diretto da Alex Garland (famoso per il cult Ex-Machina e 28 Giorni Dopo) nel 2018.

Il film inizia concentrandosi sulla professoressa di biologia ed ex-soldato, Lena, tenuta in quarantena da quando è tornata da una missione di esplorazione di un fenomeno anomalo definito il “Bagliore”. Attraverso un flashback, Lena racconta la sua storia durante una seduta con i militari, svelando delle terrificanti e surreali scoperte ed una possibile minaccia proveniente dagli abissi del cosmo.

Come già detto, Annientamento appartiene più al genere fantascientifico che a quello horror ed è evidente come attinga, sotto molti aspetti, a grandi classici del genere. Forti sono i paragoni con film come L’invasione degli ultracorpi o La Cosa (1982) da cui la pellicola sembra prendere spunto in diverse occasioni. Come fulcro centrale della storia, infatti, ritroviamo l’idea di un vero e proprio “sostituto” alieno che va a prendere il posto delle persone che ha attorno, trasformano ogni individuo in una possibile minaccia e spingendo le protagoniste a guardarsi sempre le spalle, costantemente insicure. Memorabile, è una certa scena a circa metà film in cui questo concetto viene usato in modo incredibilmente originale ed angosciante.

Degne di rispetto sono poi anche la regia e la fotografia che, in una fusione perfetta, riescono a dar vita ad immagini surreali ed inconcepibili, totalmente aliene. Garland è riuscito, incredibilmente, a trasporre visivamente quello che viene spesso definito come “l’inadattabile”, ovvero tutte quelle descrizioni oniriche che vanno al di là della concezione umana (basti pensare all’orrore Lovercraftiano), tipiche della letteratura ma che raramente vediamo nel cinema.

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E con ciò, siamo giunti alla fine di questa classifica horror che, spero, vi abbia almeno un po’ incuriosito, trasmettendovi la voglia di visionare queste opere, purtroppo, meno conosciute e vi auguro calorosamente di passare uno spaventoso Halloween!

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Salve a tutti! Io sono Sara e le mie più grandi passioni, che mi accompagnano da sempre, sono quelle per il cinema, i videogiochi e le serie TV. Adoro scrivere e cerco di cogliere ogni occasione per dialogare e confrontarmi con gli altri riguardo tutto ciò che questo fantastico mondo nerd può offrire e spero di poterlo fare al meglio anche con voi!

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