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Exoprimal: ecco perché merita un posto nella vostra raccolta di giochi

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EXOPRIMAL | trailer di presentazione | PS4, PS5

In molti ci aspettavamo Dino Crisis, lo spettacolare survival horror con i dinosauri, invece Capcom ci ha dato Exoprimal. Un gioco multiplayer sparatutto che al suo annuncio non era stato accolto del tutto in modo positivo dal pubblico, in quanto risultava ben lontano dal titolo Capcom del 1999, ma è bastato metterci mano sopra anche solo 10 minuti per capire che non si trattasse di un brutto gioco, anzi.

Dopo decine e decine di ore a giocare ad Exoprimal ho capito che non mi sarei fermata una volta finita la storia principale; a ormai quasi due mesi dall’uscita del titolo ancora fremo dalla voglia di accendere la mia console, avviare una partita e sterminare velociraptor a più non posso.

Capcom non mi avrà dato un Dino Crisis, che tanto desideravo per poter rivivere le avventure che ho trascorso da bambina con la vecchia console di mio fratello, ma mi ha fatto piuttosto scoprire un “nuovo” gioco che riesce a tenermi incollata partita dopo partita e a divertirmi in un multiplayer frenetico e coinvolgente.

Certo, non fraintendiamoci, probabilmente come ogni gioco pecca in alcuni punti, come l’assenza di un single-player o la natura ripetitiva del gameplay, che, a lungo andare, potrebbe stancare parte della community. Eppure, per chi non solo ama i dinosauri ma anche gli sparatutto, nelle righe di seguito vorrei provare a spiegare per quale motivo Exoprimal merita di rientrare tra i giochi della vostra libreria!

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Leviathan, l’IA che controlla i dinosauri di Exoprimal

Siamo nel 2040 e alcuni varchi spaziotemporali hanno iniziato ad inondare il pianeta Terra con intere orde di dinosauri e “neosauri“, ossia dinosauri geneticamente modificati, causando caos e mettendo l’umanità in grave pericolo.

Tre anni dopo, il protagonista Ace e la sua squadra Hammerhead, a causa di uno strano vortice apparso dal nulla, precipitano su un’isola chiamata Bikitoa. Qui vengono accolti da un’IA evoluta di nome Leviathan, che costringe la nostra squadra ad affrontare una serie di interminabili guerre simulate; queste ultime prevedono vari test di combattimento contro ondate di dinosauri, ambientate però in una data precisa del 2040.

Così Ace e la sua squadra si ritrovano a sottostare alle minacce di Leviathan (e non solo), mentre con l’aiuto di Magnum, un exocombattente veterano, tentano di scoprire i segreti dell’IA impazzita e fuggire da quell’isola.

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Come avrete ben capito, la trama di Exoprimal non è sicuramente il punto forte del gioco, ma proprio per questo risulta un titolo per niente pesante da portare a termine; mi sono ritrovata difatti davanti ad una trama sicuramente ben scritta, ma per nulla complessa o invasiva durante il gameplay.

Quando dico per niente invasiva intendo che, essendo il gioco totalmente multiplayer, la storia viene raccontata partita dopo partita (dove raccoglieremo anche informazioni utili per il completamento della nostra banca dati). Oltre ai filmati in pre e post partita, è possibile raccoglierne altri durante i game e successivamente visualizzare nella nostra mappa analitica. Questa seconda categoria di cutscene, oltre a fornire informazioni utili a capire la lore del gioco, sono necessarie per avanzare nella storia, ma possiamo decidere se skipparle o visionarle uno ad uno.

Quindi, anche skippando tutti i filmati presenti, l’esperienza di gioco non è in alcun modo compromessa, in quanto la nostra principale e unica missione è riuscire ad uscire vivi dalla guerra simulata e/o completare tutti gli obiettivi richiesti da Leviathan.

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Lavorare insieme per vincere

Il punto di forza di Exoprimal è sicuramente il gameplay; come citato sopra, si tratta di uno sparatutto in terza persona PvPvE, dove due squadre, ognuna composta da cinque exocombattenti, competono o collaborano per completare determinati obiettivi o sfide prestabilite da Leviathan.

Entrati nell’area della guerra simulata, Leviathan comincia a far piovere dinosauri dal cielo a più non posso, prestabilendo però quali e quanti dinosauri dobbiamo far fuori in una serie di stage; portando a termine gli obiettivi prima della squadra avversaria potremo accedere con un piccolo vantaggio alla missione finale: uno scontro diretto il quale ci farà uscire quindi vincitori o vinti.

Nonostante ogni guerra simulata sia praticamente sempre identica a quella precedente partita dopo partita – ad eccezione di alcune sfide particolari che ci propongono scenari e nemici diversi di cui parleremo tra poco – il gioco continua ad essere coinvolgente, spingendoti ad avviare un’altra partita per il solo piacere della sfida contro la squadra nemica.

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In alcune partite capita di incappare in missioni speciali, nelle quali può apparire il neosauro attivatore, ossia una particolare specie di dinosauro che se sconfitto rende più potenti i dinosauri che aggrediscono la squadra nemica, rallentandola nel compimento delle loro missioni.

Potrebbe anche capitare di essere interrotti da Leviathan nel mezzo della guerra simulata per essere trasferiti in un’arena di combattimento, dove però occorre la collaborazione di entrambe le squadre in un unica missione, eliminare un neo T-Rex o affrontare un‘orda infinita di dinosauri di vario genere. Oltre ad essere una missione super adrenalinica, probabilmente la sfida vera e propria è quella di riuscire a sopravvivere fino alla fine, perché le rigenerazioni sono limitate o nulle.

L’unica cosa che può variare di partita in partita è la missione finale, con diversi tipi di sfida e regole di gioco, ad esempio: il trasporto dati, nella quale la scorta deve portare a destinazione il cubo dati (come sempre prima della squadra avversaria); la conquista del trasmettitore, in cui bisogna trasferire dati per controllare tre diversi trasmettitori e arrivare al 100% per potersi aggiudicare la vittoria; o ancora, la difesa dell’area dove l’obbiettivo è a tempo e bisogna rimanere all’interno dell’area per proteggere un dispositivo che può subire danni dagli attacchi dei dinosauri e altro ancora..

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Ma passiamo alle exocorazze, uno dei punti forti del gioco. Si suddividono in tre tipologie di exocombattenti, esattamente come ogni altro gioco di questo genere: abbiamo l’assalto, il colosso e il supporto, ognuno con caratteristiche principali uniche. Scegliendo “assalto” si avrà a disposizione un attacco a corta, media e lunga gittata, il “colosso” è invece specializzato nel fornire protezione agli alleati attirando i nemici su di lui, mentre il “supporto” sfrutta le proprie abilità per tenere in vita la squadra.

Non solo c’è una vasta scelta di exocombattenti da utilizzare e/o da sbloccare, ma durante ogni partita si può cambiare corazza in qualsivoglia momento. Mi capita infatti spesso di avviare una partita nei panni di Deadeye (assalto) per poi passare verso fine partita a Skywave (supporto), scegliendo in modo tattico anche in base alle exocorazze scelte dagli altri giocatori.

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Questa caratteristica non solo ti permette di poter variare in modo totalmente libero l’utilizzo delle exocorazze, ma ti spinge a specializzarti almeno in una di ogni tipologia, così da rendere il gioco più piacevole e collaborativo; non sempre capita di giocare in compagnia di amici e quindi di potersi organizzare strategicamente. Se un giocatore durante la guerra simulata cambia la propria exocorazza, possiamo continuare a mantenere una squadra equilibrata provando noi a coprire un altro ruolo.

Ultima ma non meno importante è la possibilità di utilizzare il dominatore, ossia uno strumento speciale fornito da Leviathan nel corso delle guerre simulate; se usato, permette di evocare e controllare un enorme dinosauro (un T-Rex, un Carnotauro o un Triceratopo) per invadere la squadra nemica e ostacolarne i progressi. Ancora una volta, nonostante ogni partita abbia sempre la stessa modalità di gioco, Exoprimal ci permette comunque di vivere un esperienza diversa da quella precedente.

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La battaglia contro i dinosauri continua..

Uno dei motivi per cui, finita la storia principale, la voglia di continuare a giocare ad Exoprimal non ha fine è la possibilità di accedere alla sfida selvaggia, creata appositamente per gli exocombattenti veterani che hanno voglia di aumentare un po’ il livello della sfida.

Si tratta di un contenuto endgame per cinque giocatori, aggiornato ogni settimana e con regole sempre differenti, che permette non solo di affinare progressivamente le strategie, ma anche salire di grado e cercare di ottenere il miglior tempo di completamento della sfida.

Inoltre Capcom sta fornendo un continuo aggiornamento al gioco, introducendo di recente ben dieci nuove exocorazze, ottime varianti dei modelli già presenti, sbloccabili raggiungendo il livello venti con la versione base dell’armatura. Ma non finisce qui, perché ad ottobre avrà inizio la Stagione 2, dove si aggiungerà una mappa completamente nuova e con tipologie di missioni extra che dovremo farci bastare fino all’arrivo della Stagione 3 a gennaio 2024 in cui sono previsti altri aggiornamenti molto allettanti.

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In conclusione

Era ormai un po’ di tempo che non mi ritrovavo a giocare a lungo termine ad un titolo multiplayer, non solo perché forse non è proprio il genere che preferisco, ma anche poiché ogni volta che mi è capitato di mettere mano a questo genere di videogiochi, dopo qualche settimana finiva nel dimenticatoio senza cenni di voglia di riaprirlo e avviare una nuova partita.

Non sarà il gioco multiplayer più innovativo mai creato, dato che la base del gameplay rispecchia quella di tanti altri giochi sul mercato, ma di una cosa sono certa: Exoprimal è divertente e frenetico, riesce a tenere i giocatori sempre sull’orlo della sfida, con ondate di dinosauri quasi sempre diverse e impegnative, e toccherà ai giocatori lavorare insieme per sopravvivere.

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La mia passione per i videogiochi è nata circa 20 anni fa, quando per la prima volta ho preso tra le mie mani il controller della Super Nintendo. Ricordo ancora i pomeriggi passati insieme a mio padre davanti alla console per divertirci e giocare a Super Mario.
Ancora oggi, a 26 anni, i videogiochi non smettono di appassionarmi ed emozionarmi.

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