Social

Videogiochi

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri

Pubblicato

il

In Their Shoes

In Their Shoes è l’ultima uscita firmata We Are Muesli, rinomato studio indie italiano noto per i suoi titoli che coniugano storia, cultura, arte e società. Sette protagonisti, sette scarpe, quarantanove frammenti della loro quotidianità milanese: questi sono gli ingredienti della visual novel, che mi ha immediatamente attirata sia per l’affettività che provo nei confronti di una città a me vicina, sia per la particolarità delle loro storie. Perché funzionano così bene?

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 8

In Their Shoes, in their lives

La città della Madunina raccoglie le vicissitudini di sette personaggi tanto distanti quanto vicini: non solo vivono gli stessi eventi in città, ma ognuno è assalito dai propri drammi esistenziali, affrontando problemi e questioni che li toccano nel profondo:

  • Nico è un’avvocatessa siciliana dallo stile mascolino che si trasferisce a Milano per fare carriera. Se all’inizio è fermamente convinta di aver preso la scelta giusta, man mano che costruisce la propria vita in città, si sente sopraffare dalla complessità della metropoli, guardando con nostalgia la semplicità della sua terra;
  • Nina è un’attivista poliamorosa e festaiola, che fatica a trovare un lavoro stabile e a pagare la sua quota d’affitto ai coinquilini. Viaggia continuamente tra le difficoltà di affermare la propria identità e affrontare la concretezza della vita, come se volesse scappare dalle cose serie;
  • Alex è un quarantenne che, a un passo dallo stipulare il mutuo e mettere su famiglia, viene licenziato in una grande operazione di pulizia da parte della start-up per cui lavorava. Umiliato e sprovvisto di una direzione crolla nella miseria, buttandosi nell’alcol, nel gioco e nel padel;
  • Pier è un giovane adottato che cresce in mezzo a spaccio, donne e kickboxing. Dopo che suo fratello Lucio è stato arrestato, si ritrova davanti a un bivio: continuare questa vita, oppure assecondare i suoi dubbi e scegliere una strada più giusta per lui, lontano dal maschilismo che ha respirato fino a quel momento;
  • Lara è un’appassionata di libri che decide di collaborare nella creazione di contenuti social per il quotidiano Scrupoli. Vuole valutare la possibilità di crescere una famiglia con il suo compagno Samir, ma non riesce ad accettare il proprio fisico, non convenzionale agli standard della società, facendo quindi fatica a metabolizzare tutto quello che potrebbe succedere con il parto;
  • Emma è una giovane mamma single che cerca di trovare un equilibrio tra la ricerca di un lavoro in ambito creativo, le amicizie, l’amore, la routine del piccolo Luis e le tensioni della sua famiglia;
  • Vale è unə sviluppatore di app appassionatə di gaming che soffre di disturbo ossessivo-compulsivo e impara a convivere con l’assunzione degli psicofarmaci, tra alti e bassi.
In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 9

Le loro vite sono scandite in Momenti, frammenti disposti in ordine casuale che vengono raggruppati a seconda delle scarpe indossate in quegli istanti: sandali; piedi nudi; sneakers; stivali; tacchi; mocassini e pantofole. Ogni evento è raccontato in forma di dialogo o chat tra il protagonista e altri personaggi; in base alle scelte prese dal giocatore, alcuni Momenti si svilupperanno diversamente.

Per andare avanti con la storia nel complesso e sbloccare parti della trama è poi necessario riordinare le vicende in una Timeline, il cui aspetto ricorda le linee metropolitane di Milano. Trasformarmi in un detective che rilegge le prove per rimetterle in fila è bellissimo, ma questa dinamica di In Their Shoes non è esattamente perfetta.

Alcuni indizi temporali sono poco intuitivi anche rileggendo tante volte lo stesso Momento, mentre altri sono vincolati alle scelte prese e non scopribili in nessun altro modo se non cambiando alternativa. Anche se queste due caratteristiche giocano a favore della replayability, aumentando la durata effettiva dell’esperienza di gioco, avrei gradito non una guida, ma sicuramente una maggiore evidenza delle date o degli indicatori: diverse volte ho riordinato la linea temporale per tentativi ed errori perché, pur riaprendo gli eventi tante volte, non riuscivo a cogliere la loro posizione.

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 10

Milano dà, Milano toglie

I protagonisti di In Their Shoes sono personaggi a tutto tondo, sviluppati con una profondità eccezionale in proporzione al tempo della partita e alla modalità frammentaria con cui si reperiscono le loro informazioni. Ogni personaggio porta con sé una riflessione o denuncia su una problematica della società moderna: tra salute mentale, maschilità, femminilità, maternità e questione meridionale, In Their Shoes compie un viaggio nella complessità del divenire giovani adulti nel 2026. E lo fa nello sfondo di Milano, che si inserisce in maniera preponderante nelle vite di tutti i personaggi.

Come ogni grande città esistente, Milano è ricca di contraddizioni, che provocano nei suoi cittadini -acquisiti e non- e nei pendolari un costante sentimento che fluttua tra l’amore e l’odio. Da un lato è il faro economico dell’Italia, in grado di offrire opportunità che oggettivamente non si trovano in altri luoghi; dall’altro è anche la città più cara in assoluto, amplificando le differenze sociali e schiacciando le persone con affitti assurdi.

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 11

Da un lato è sempre possibile trovare qualcosa da fare; dall’altro il tempo per essere sé stessi si perde in turni di lavoro lunghi ed estenuanti. Da un lato ci sono numerose occasioni di aggregazione e socialità; dall’altro la vita di città impone una solitudine e un menefreghismo generale verso le persone. Da un lato i mezzi corrono velocemente da ogni parte della città; dall’altro quella stessa velocità opprime i milanesi a dover essere sempre produttivi, scattanti e fatturanti.

Tutto questo marasma viene interiorizzato ed espresso dai personaggi di In Their Shoes che cercano ogni giorno di sopravvivere nel loro caos mentale e in quello della città. Nessuno di loro è perfetto o l’eroe di turno: sono semplicemente esseri umani che, in un modo o nell’altro, cercano di galleggiare e trovare il proprio posto nel mondo, lottando tra sé stessi, gli altri e una città che dà tanto, ma toglie altrettanto.

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 12

Conclusione

In Their Shoes è un enorme romanzo interattivo che descrive perfettamente i pensieri e le emozioni di ogni persona che abbia mai avuto a che fare con Milano. Essendo pendolare da ormai quattro anni, ci tenevo a giocare un titolo che affronta e descrive la città in un modo così particolare, attraverso gli occhi di chi la vive. Mi ha aiutato a osservare e capire meglio alcune esperienze che non ho mai avuto e ho empatizzato con tutti i personaggi.

We Are Muesli affronta temi complessi con un tocco delicato ma onesto, buttandomi dentro la testa dei sette protagonisti -letteralmente, grazie alla funzione Pensieri– e facendomi tastare la realtà di aspetti difficili da descrivere e verbalizzare come il licenziamento, la dipendenza e il disturbo ossessivo-compulsivo.

In sintesi, In Their Shoes è una visual novel dalla scrittura più che solida e dall’ottima fattura. È un gioco perfetto per questo momento storico: dà voce e spazio a pensieri e momenti di vita tanto comuni quanto complessi. Un vento d’aria fresca per tutti, ma soprattutto per i tantissimi giovani adulti che gravitano attorno a Milano.

O mia bela Madunina che te brillet de lontan
tuta d’ora e piscinina, ti te dominet Milan
sota a ti se viv la vita se sta mai cui man in man
canten tucc “lontan de Napuli se mor”
ma po’ vegnen chi a Milan.

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 13

In Their Shoes
GAMEPLAY E LONGEVITÀ
9
COMPARTO GRAFICO E SONORO
8.5
COERENZA E CURA NEL DETTAGLIO
8
Pros
Comparto grafico e sonoro estremamente curato
Ottima rappresentazione della milanesità oggi
Ampio margine di replayability
DEI coerente e ben raccontata
Storie realistiche e coinvolgenti
Cons
UI della Timeline poco intuitiva
Scansioni temporali degli eventi non troppo chiare
Rischio di monotonia dato dalla struttura del gioco
8.5
VOTO

SCOPRI CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO!

In Their Shoes, la recensione: nelle scarpe degli altri 14

Sono cresciuta con pane, videogiochi, anime e arte. Comunicatrice di formazione, la mia passione per le scienze umane e il mio sguardo mi permettono di cogliere le scelte stilistiche di ogni prodotto mediatico e attribuire loro un significato più profondo.

Seguici su tutti i nostri social!
Advertisement
Commenta
Sottoscrivimi agli aggiornamenti
Notificami
guest
0 Commenti
Più vecchi
Più nuovi Più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

Popolari