Da amante ed estimatrice dei giochi di Nomada Studio, chiaramente non potevo esimermi dal giocare e recensire Neva: Prologue , il DLC di Neva annunciato inaspettatamente nell’ultimo State of Play di Sony.
Quando ho visto il trailer, sono rimasta spiazzata: mi era difficile concepire un DLC su un titolo Nomada, a maggior ragione pubblicato a una distanza così ravvicinata, dato che il gioco è uscito solo l’ottobre scorso. Difatti, passata l’emozione – e il piantino , perché ogni volta che vedo qualcosa firmato dallo studio spagnolo ci casco sempre -, mi sono rimasti un po’ di dubbi sulla sua buona riuscita. Neva è studiato per essere un’avventura autoconclusiva, cos’altro bisogna raccontare? Al di là della gioia di avere ancora più contenuto su uno dei miei titoli preferiti, era proprio necessario un contenuto aggiuntivo ?
ἄπειρον. Dove tutto comincia e ritorna Neva: Prologue racconta la formazione del legame tra Alba e la sua fidata amica Neva , quando ancora era una cucciolotta. Il riavvolgimento del nastro dell’intensa storia tra le due, sapendo tutto quello che succede all’interno del gioco base , crea inevitabilmente un parallelismo forte tra l’inizio e la conclusione degli eventi, tra l’oscurità in cui viene rapita la lupacchiotta e i rigogliosi e luminosi fiori di ciliegio delle ultime scene.
La vita non è altro che un ciclo ricorsivo , in cui tutto comincia e tutto si conclude senza fermarsi. Un Ápeiron , dove gli opposti coesistono in maniera interdipendente: la vita con la morte ; la creazione con la distruzione ; la primavera con l’inverno e, come mostrato dal DLC, la luce con le tenebre . La morale di Neva è così ulteriormente rafforzata dal Prologue , che si configura come un tassello che non aggiunge novità all’effettiva trama, ma si inserisce perfettamente nel meraviglioso puzzle simbolico che caratterizza il gioco.
La delicatezza con cui Neva esprime tali dinamiche conflittuali, abbinando contrasti apparentemente inconciliabili, ma in equilibrio , è ineguagliabile. In ormai sedici anni della mia vita da videogiocatrice – aiuto, mi sento anziana! – ho visto veramente pochi prodotti riuscire in un’impresa del genere. Tutto ciò per dire che Neva: Prologue conferma nuovamente i punti di forza e unicità del gioco : un potente carico simbolico-metaforico e un comparto sonoro, stilistico e artistico di qualità.
Mi preme anche sottolineare come l’acquisizione di Nomada Studio da parte di Devolver abbia sicuramente avuto un ruolo importante nel raggiungimento degli attuali livelli di popolarità del gioco: è sempre meraviglioso vedere questo genere di giochi ricevere l’attenzione, la cura e l’amore che meritano, e spero ne vengano prodotti sempre di più.
Un DLC che non ha il sapore del DLC Al di là degli aspetti narrativi, il contenuto effettivo di Neva: Prologue è un livello aggiuntivo che vede Alba tuffarsi nel mondo delle ombre per salvare Neva, inghiottita dal mostro antagonista di tutto il racconto. Il concept del level design si sposta gradualmente dalla natura , non più rigogliosa ma affaticata e distrutta dall’oscurità , a delle strutture simili a un tempio , che ricordano parzialmente quelle tipiche di Gris . L’elemento interessante su cui gli sviluppatori hanno sperimentato è il gioco luci-ombre : intere sezioni di livello e addirittura nemici compaiono e scompaiono a seconda della luminosità, e dobbiamo quindi stare particolarmente attenti a come muoverci.
Purtroppo, mi è sfuggito il senso di questo cambio di direzione artistica : a differenza dei livelli precedenti, non riesco a capirne la metafora reggente. Ed è un peccato perché, se ogni elemento del gioco richiama sempre a un determinato significato, allora qui è evidentemente mancato qualcosa da parte degli sviluppatori . Non si tratta di cercare un simbolo ad ogni costo, ma di illustrare perché avvengono determinati cambiamenti senza necessariamente spiegarli verbalmente, impresa dove Neva si è già distinto. Quando però il criptismo diventa ermetismo , si perde un po’ il significato poetico dell’esperienza .
Passando al gameplay, essendo ovviamente un prologo, il kit di Alba è ridotto all’osso e le abilità in interazione con Neva sono assenti. Al personaggio viene inserita solo una gimmick diversa: deve prendere in braccio la lupacchiotta per buona parte del livello e, dunque, non può eseguire il suo classico doppio salto ed elevarsi particolarmente in alto. Questo, unito a un platforming leggermente più sperimentale e complesso rispetto al gioco base, porta a un leggero aumento della difficoltà di gioco e quindi a una sfida più coinvolgente .
Neva: Prologue presenta altri piccoli aspetti di sperimentazione , come una piccola parte stealth, una parte che mi ha vagamente ricordato quella sezione di Silksong dove sono caduti tanti giocatori e la dinamica core della zona templare che ho descritto poco sopra. Sono tutte novità che ho apprezzato ma che, complice la durata estremamente breve del livello , non hanno trovato il tempo giusto per brillare come si deve, che è un po’ lo stesso difetto che avevamo riscontrato nel gioco base . Spero che questo prologo ponga le basi per sviluppare un gioco più solido , anche al costo di allungarlo più delle classiche quattro-cinque ore previste.
A fronte delle piccole criticità emerse, non so se la scelta di rendere Neva: Prologue a pagamento sia esattamente coerente . Sicuramente preferisco spendere consapevolmente la modica cifra di 4€ su un prodotto indie e che so essere di qualità, anziché buttarne via il triplo per contenuti troppo stravolgenti o scadenti rispetto al gioco base .
Tuttavia, alla luce non tanto delle mie considerazioni positive quanto delle criticità che sono emerse, azzardo a dire che forse sarebbe stato meglio pubblicarlo come un aggiornamento gratuito e non come un DLC a pagamento.
Questo perché l’esperienza di Neva: Prologue , almeno guardando il gameplay, è esattamente identica al gioco base , fatto salvo per qualche timido tentativo di innovazione e sperimentazione. Non offre effettivamente una ragione valida per pagare quei 4€, se non la buona causa di sostenere uno studio indie che pubblica prodotti così meravigliosi . Ragione valida, sì, ma non necessariamente sufficiente, da cui mi sorge spontaneo un dubbio: se un altro titolo avesse strutturato un DLC simile, con meno di un’ora di contenuto fruibile – che, tra l’altro, in proporzione alle cinque del gioco base, è anche tanto – ed estremamente simile al gioco base, cosa sarebbe successo? Altro che polemiche!
Conclusione Quando si tratta di videogiochi e media che mi stanno particolarmente a cuore, non mi risparmio né nelle lodi né nella pignoleria. Neva: Prologue rimane un prodotto di ottima qualità esattamente come il gioco cui si riferisce, ma ciò non toglie che forse mi aspettavo qualcosa in più .
Avrei anzitutto immaginato contenuti che coprissero una durata di almeno un’ora e mezza o due ed elementi più innovativi, che giustifichino meglio la scelta di renderlo un DLC a pagamento e non una patch del gioco. Ho avuto l’impressione che Neva: Prologue sia uscito come riempitivo nell’attesa di un nuovo gioco Nomada, al fine di non cadere nell’oblio dei videogiocatori, e non tanto come contenuto importante per Neva in sé. Una scelta che mi ha lasciata leggermente interdetta, ma non al punto da condizionare i miei voti.
Mi sono comunque fatta l’ennesimo piantino sul DLC. Questo basta e avanza per dire che, tra le pulci del caso, Nomada è ancora una volta riuscita a far breccia nel mio cuore . Pure con soli 45 minuti di gameplay.
COMPARTO GRAFICO E SONORO
9
COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO
10
Pros
Difficoltà leggermente aumentata
Comparto artistico, visivo e sonoro eccellente
Possibilità di portare Neva in braccio mentre si combatte
DLC ad un prezzo umano
Cons
Estrema brevità del livello
Potenziale di sperimentazione sul gameplay sprecato
Mancanza di ulteriori elementi aggiuntivi rispetto al singolo livello -concept art, musiche...-
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