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Devil May Cry 5: il ritorno di Dante migliore di sempre

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Devil May Cry 5: il ritorno di Dante migliore di sempre 1

Devil May Cry 5

9.5

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

9.2/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

9.8/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

9.6/10

Pros

  • Trama
  • Varietà del Gameplay
  • Grafica
  • OST

Cons

  • Devil Breaker "scomodo"

Dopo ben 11 anni di attesa dopo il quarto capitolo, la saga di Devil May Cry riemerge dalle ceneri in tutto il suo splendore con questo nuovo affascinante titolo.

Nessun reboot, nessun refresh: Dante è pronto  a tornare come se il tempo non fosse mai passato.

La “Devil May Cry” riapre i battenti

Ne avevamo già parlato in questo approfondimento, ma niente (o quasi) sembrava prepararci a ciò che avremmo effettivamente ritrovato nel gioco: una trama ben definita, degno continuo della storia originale. Parliamone meglio.

Il gioco si apre subito presentandoci la figura di Nero (eroe già visto in DMC4). Il ragazzo è stato privato del suo braccio demoniaco, ma per lui l’artista d’armi Nico ha creato degli speciali bracci meccanici, ciascuno con attacchi e combo specifici.

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Ma non è solo: avrà al suo fianco il misterioso V, e ovviamente, il canonico Dante. Ad accompagnarli anche le cacciatrici di demoni Lady e Trish, coprotagoniste dei precedenti capitoli.

Nel corso del gioco, avremo modo sia di scegliere con quale dei personaggi effettuare la missione (Nero/Dante/V) che raffinare a dovere la nostra abilità con ciascuno di loro nella modalità-allenamento The Void (utile anche per testare le skills prima di acquisirle).

Niente è stato lasciato al caso: ogni singolo dettaglio ci verrà spiegato in seguito, collegandosi perfino allo storico anime dedicato alla saga, per culminare in un epilogo eccezionale ed emozionante.

Il Devil Breaker: l’invenzione del secolo

Seppur ad un primo approccio possa sembrare molto macchinoso e poco fluido, scopriremo che l’utilizzo dei devil breaker (i bracci inventati da Nico, appunto) sono decisamente stilosi e divertenti da usare, vista l’enorme varietà di cui dispongono. Tra gli otto disponibili, i nostri preferiti sono stati:

  • Tom Boy (potenzia gli attacchi fatti con la spada a motore Red Queen, e rende la pistola Blue Rose un potentissimo cannone a distanza)
  • Punch Line (coreografico razzo che ci permetterà di surfare su di esso per viaggiare verso i nemici – degnissima citazione ad un DMC3 mai dimenticato -)
  • Rawhide (si trasforma in una frusta tagliente che permette di lacerare i nemici con stile)
  • Pasta Breaker (disponibile nella versione Deluxe, ma acquistabile a parte: un devil breaker fatto di posate, che una volta riposto – dopo un attacco in autonomia –  riproduce il campanello di un forno. Ma ha anche dei difetti)

Unica vera pecca? Non è possibile intercambiarli, costringendovi letteralmente a distruggere quelli che precedono il braccio che ci interessa. Infatti, spesso e volentieri non saremo noi a decidere l’ordine dei breaker (cosa possibile solo durante la customizzazione), bensì la mappa della missione, in base a quali riusciremo a trovare in giro quando ne saremo totalmente a corto. Un limite che può sembrare stucchevole, ma basta prenderci la mano.

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Parlando della customizzazione, sarà possibile sia prima di iniziare la missione che… chiamando per telefono Nico. Basterà trovare una cabina telefonica tra le macerie, e il van di Nico ci piomberà letteralmente addosso. Avete letto bene, perché le animazioni dei suoi ingressi nel bel mezzo della missione sono semplicemente fantastiche. 

The Misterious V

Il secondo personaggio giocabile del titolo è stato sicuramente il più atteso: il convocatore V. 

V stravolge completamente le dinamiche di gioco a cui Devil May Cry ci aveva abituato, trasmutando il canonico hack n’ slash in strategie a distanza. Il personaggio ha infatti ben 3 famigli di cui disporre in gioco:

  • Griffon: il simpatico rapace chiacchierone specializzato in attacchi elettrici ad area;
  • Shadow: il letale felino, capace di trasformarsi in armi affilate, tenaglie e perfino trottole;
  • Nightmare: un colosso evocabile attraverso il devil trigger che lentamente (ma inevitabilmente) schiaccerà i nemici.

I primi due avranno un nostro controllo diretto, mentre il gigante attaccherà indisturbato il primo demone che incontrerà nella sua traiettoria (comodissimo negli scontri coi boss).

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Il suo gameplay ha riscosso un enorme successo proprio per la sua semplicità ed immediatezza: i famigli faranno il lavoro sporco, mentre a noi spetterà un coreografico colpo di grazia (SSS assicurato, credeteci).

Ma chi sarebbe questo V? Come detto prima, nessun dettaglio è casuale in questo gioco, e avremo modo di approfondire ampliamente la sua identità.

Finalmente Dante!

Ci era mancato, ci era mancato tantissimo, ma eccolo qui: il leggendario cacciatore di demoni in rosso.

Ci appare più maturo, ma non per questo meno carico della sua ironia, il suo savoir faire, e tutte quelle caratteristiche che rendono Dante… Dante. E il suo gameplay infatti non delude le aspettative.

Ha a disposizione un arsenale degno del suo nome, partendo da Balrog (guanti, stivali e spallacci armati di lava per pestare i nemici), fino ad arrivare a splendide citazioni dei precedenti capitoli che faranno scendere la lacrimuccia ai fan più accaniti.

Prima tra tutte le nuove armi (ideata poi da Nico – nipote della creatrice di Ebony e Ivory, non dimentichiamolo -) sicuramente il Dr Faust: un semplice cappello da cowboy? Non proprio, anzi tutt’altro. E’ una vera e propria arma, utile per implementare il guadagno di gemme rosse investendone un discreto (dipende dai casi) quantitativo, ma sacrosanto per innalzare i punti di stile, specialmente quando lanceremo il cappello proprio in testa a nemici. E poi la scena di quando ne entriamo in possesso è passata ormai alla storia dei videogames

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Altra menzione speciale per la Cavaliere, una motocicletta che vi permetterà sia di investire i nemici (probabilmente la combo più divertente in assoluto) che di dilaniarli con le motoseghe che appariranno all’interno della moto una volta aperta in due. Si può chiedere di meglio al cacciatore di demoni più tamarro di sempre?

Se siete alla ricerca di combo ironiche e divertimento assicurato, Dante è la scelta più ovvia. Le meccaniche di base sono pressocché invariate, ma è ottimizzato lo switch tra i vari stili (Royalguard/Trickster/Swordmaster/Gunslinger). In parole povere: nessun cambio sostanziale per Dante, ma tutto decisamente migliorato ed implementato. 

Audio: temi musicali & la colonna sonora

Un dettaglio già riscontrato nel reboot DmC era l’incremento del tema musicale in base al numero di combo eseguite (sicuramente uno dei positivi, almeno). Essendoci ben tre personaggi disponibili, questo capitolo non ha voluto tralasciare questa innovazione. 

In ordine, troviamo in sottofondo mentre combattiamo le canzoni:

Durante il gioco, questo particolare è decisamente motivante nei combattimenti, permettendoci di andare quasi a ritmo col tema del personaggio: adatti e in linea con i loro rispettivi stili e caratterizzazioni, ma non solo.

L’intero gioco è costellato di musiche e canzoni accattivanti e coinvolgenti, che aiutano e supportano l’atmosfera per il giocatore, seppur alternando  generi anche molto differenti.

L’argomento più dibattuto: le microtransazioni

Qualche mese fa, i creatori del gioco avevano annunciato la possibilità di guadagnare le sudate gemme (rosse o meno) attraverso le microtransazioni, causando disappunto e perplessità nei videogiocatori.

La domanda è quindi: sono davvero necessarie nel gioco? Risposta: assolutamente no.

Come ripromesso dagli stessi creatori, il gioco di per sé non impedisce assolutamente una bellissima esperienza senza l’acquisto in game, anzi tutt’altro. Le missioni man mano graduali, guidandoci passo passo nelle meccaniche di gioco, lasciano completamente spazio alle strategie del giocatore, che può scegliere liberamente come e dove investire le gemme.

Dopotutto, Devil May Cry è tutto fuorché un banalissimo gioco free-to-playe va benissimo così.

Sessismo: sì o no?

Seppur questo capitolo abbia ricevuto grande successo in tutto il mondo (meritatissimo, sia chiaro), una delle recensioni più negative dichiarava il gioco come sessista nei confronti dei personaggi femminili, viste solo come donzelle in difficoltà da salvare. 

Effettivamente, Lady e Trish appaiono nel gioco a mo’ quasi di cameo perfino, ma non per questo ci sentiamo di condividere questa opinione. Probabilmente, la scelta del loro poco utilizzo all’interno della trama è stata puramente legata alla praticità, visto che alla fine l’intero percorso di storia è svolto dai 3 giocabili, ed una loro presenza più imponente avrebbe rischiato di coinvolgere ben poco il giocatore nella storia principale. Se il gioco si fosse fermato esclusivamente a loro come esponenti femminiliCGMagazine avrebbe (forse) avuto la nostra parziale condivisione, ma fortunatamente non è così.

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A portare alto l’onore del gentil sesso è infatti Nico: una meccanica abilissima, eccellente spalla di Nero, che riesce a smorzare sempre e comunque i toni con la sua parlantina spesso e volentieri colorita. Sarebbe stato assurdo vederla fisicamente combattere (essendo umana), ma sua capacità di guida leggendaria, la sua inventiva nel creare i devil breaker, surclassano qualunque pregiudizio sul genere femminile. Tosta come nessuno.

Se poi invece le critiche sono focalizzate sul fanservice, allora sì che diventano davvero sterili con un gioco che riesce a far felici tutti in quel senso (come qualunque altro suo predecessore)

Giudizio Finale

Senza incorrere in spoiler, abbiamo cercato di illustrarvi le basilari dinamiche di gioco, le principali skills e cosa ci ha maggiormente convinto.

Sicuramente, la trama è uno dei principali pregi: l’idea di base, ovvero di ricollegare ogni singolo tassello di Devil May Cry, è ciò che rende questo gioco una pietra miliare sia per i vecchi fan, che per coloro che si approcciano alla saga per la prima volta. Una delle grandi pecche della saga era sicuramente la presenza incontrollata di buchi e avvenimenti poco o per nulla chiari, ora invece chiariti in gran parte una volta per tutte.

La grafica poi in RE Engine riesce a far ottenere un realismo quasi equiparabile a quello di un lungometraggio, portando il tutto ad un livello decisamente più alto e di qualità.

Parlando agli storici fan, forse sentiranno la mancanza dei celebri enigmi nei vari livelli, ma poco male, considerando il grande spazio di cui godono i personaggi principali nella loro evoluzione. 

Dopo un reboot che aveva convinto poco, è stato splendido poter rivedere un vero Devil May Cry degno del titolo che porta, legato ai precedenti seppur invece insitamente innovativo e differente. 

 

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Cosplayer per diletto, per lei Dante è sia il poeta stilnovista che il cacciatore di demoni per eccellenza. "I demoni non piangono mai" è vero, ma davanti al film, alla serie tv, al videogioco, al fumetto, o al libro giusto diventa una fontana, e prova anche a recensirli di tanto in tanto.

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