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Arc Raiders, la recensione

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Arc Raiders

Gli Embark studios hanno sicuramente lasciato il segno nel 2025. Genitori di The Finals, gli sviluppatori ex-Dice hanno regalato al pubblico uno dei migliori extraction shooter degli ultimi anni. Con un’atmosfera post-apocalittica spaventosamente verosimile e un gameplay fresco, Arc Raiders domina nel panorama dei multiplayer cooperativi ed è riuscito a far convergere sui propri server numeri di giocatori da capogiro. Per ora, il picco massimo raggiunto si aggira intorno ai 700.000 utenti su tutte le piattaforme. Inoltre, in occasione dei Game Awards 2025, il titolo è stato premiato come “miglior multigiocatore”, una vittoria di facile predizione, considerato il successo che ha riscosso dal suo lancio il 30 ottobre.

Launch Trailer | ARC Raiders

Arc Raiders è un extraction shooter (come Heldivers II, di cui trovate la recensione qui) PVPVE ambientato su una Terra post-apocalittica dominata dagli Arc, macchine estremamente pericolose e intelligenti – volanti e non – che si sono impossessate del pianeta e hanno costretto gli esseri umani a stabilirsi nella colonia sotterranea di Toledo. I Raiders sono gli umani in questione, i quali, motivati da diversi scopi (come trovare tesori o cercare risorse per sopravvivere), risalgono in superficie e, una volta completata la propria missione, tornano nel sottosuolo tramite ascensori e tunnel.

Essi possono cooperare per sconfiggere gli Arc, oppure scontrarsi in sparatorie all’ultimo sangue con il fine di rubarsi oggetti e risorse a vicenda. Ciò che li accomuna è l’ineffabilità del loot in loro possesso, che viene perso definitivamente con la morte. Non vi sono certezze, quindi, per i giocatori di Arc Raiders, ma ciò non sembra farli desistere dal tornare sul gioco e ripetere questo loop, rivelatosi essere semplicemente estasiante.

Arc Raiders

Premesse promettenti, ma una storia dimenticabile

La narrativa in Arc Raiders non è sicuramente il piatto principale, ed è anche uno dei pochi aspetti critici del titolo. Tuttavia, essa esiste e, in un certo senso, può persino considerarsi una delle parti più corpose dell’esperienza, dato che è composta da circa 70 quest (ecco una lista stilata da GameSpot). Ne parliamo al principio per, come si suol dire, “tagliare la testa al toro” ed esporre uno dei pochi aspetti veramente critici presenti nel gioco.

Arc Raiders

Fin dal primo avvio del titolo, esso viene contestualizzato: ci troviamo su una Terra post-apocalittica; delle macchine ne hanno preso il controllo; l’umanità è sottoterra; i Raider esplorano la superficie per trovare risorse. Appena completata la sezione di tutorial, si è finalmente liberi di iniziare a risalire in superficie per conto proprio (inizialmente solo nella mappa “diga”): ciò dà grande libertà al player e promuove una progressione che viene percepita inizialmente come soddisfacente.

Arc Raiders

È a questo punto iniziale che il giocatore, ancora acerbo, trova “rifugio” nelle missioni della campagna, poiché completarle gli consente di guadagnare punti esperienza, ottenere ricompense, accumulare risorse e sbloccare le altre mappe presenti nel gioco. A questo punto, l’esperienza narrativa di Arc Raiders è significativa, giacché i mercanti presenti a Toledo e Speranza (ossia i dispensatori di quest) offrono ricompense proporzionate allo sforzo del giocatore per completarle.

Tuttavia, man mano che si progredisce nel gioco e si ha l’opportunità di interagire con il resto del contenuto proposto (ad esempio, le Trials, ossia delle sfide stagionali che consentono di ottenere ricompense di grande valore), svolgere le missioni della storia non sembra più essere una priorità, soprattutto quando le ricompense riscattabili sono spesso granate, kit loadout, o armi poco rare.

Arc Raiders

Un gameplay che dà dipendenza

Parlando di “priorità”, per l’appunto, sembra opportuno spendere qualche parola sul gameplay di Arc Raiders: il vero protagonista dell’esperienza. Come spiegato precedentemente, il gioco ruota attorno a una dinamica di estrazione per cui i giocatori impersonano dei Raider che riemergono in superficie per affrontare macchine e altri Raider con lo scopo di accumulare loot e risorse utili a progredire nel gioco (per esempio, potenziando tavoli da lavoro).

Ogni partita dura 30 minuti, tempo limite entro il quale ritornare alla base sotterranea evitando la morte ad ogni costo, giacché questa comporta la perdita di tutti gli oggetti custoditi nel proprio inventario, tranne quelli inseriti nella tasca sicura. Le risorse raccolte (tra cui armi, progetti, componenti meccanici, ecc.) sono di diversa rarità e possono essere usate, riciclate o vendute.

Arc Raiders

Prepararsi fa la differenza, ma la scelta è del giocatore

Prima di partire per un raid, è possibile prepararsi scegliendo il tipo di loadout (lo zaino, cioè, l’inventario) e decidendo che cosa portare con sé in superficie (per esempio, armi, munizioni, ricariche per lo scudo, ecc.). La pericolosità del mondo esterno rende l’inventory management fondamentale per la sopravvivenza, poiché può fare la differenza tra la vita e la morte in gioco. Ciò rende il gameplay estremamente elettrizzante e invita ad essere cauti per evitare di perdere tutto ciò che si è accumulato con grande fatica (e fortuna).

Arc Raiders

Durante i raid, inoltre, i giocatori possono stabilire le proprie priorità con la massima libertà. Per esempio, possono limitarsi a esplorare le mappe e raccimolare risorse frugando in cassetti, contenitori, armadietti o nelle “carcasse” degli Arc sconfitti. Altri giocatori, invece, preferiscono un approccio più PVP, sparando a vista contro qualsiasi Raider incontrino. Altri ancora sostano ai punti d’estrazione in attesa di ignari giocatori da eliminare e derubare.

Il successo di Arc Raiders risiede proprio in tale libertà di gioco, un aspetto sottolineato anche dallo sviluppatore Caio Braga in un documentario sullo sviluppo del titolo. Non vi sono regole prestabilite che impongano all’utente di fruire del titolo in una modalità specifica e/o scriptata. Le stesse premesse valgono per le risorse e gli oggetti di gioco. C’è chi le usa per potenziare il proprio equipaggiamento e chi semplicemente le accumula. Addirittura c’è chi le regala.

Arc Raiders

Interagire con altri utenti non è mai stato così divertente

L’efficace loop di “emergere – lootare/combattere/esplorare – uscire” della formula Arc Raiders intrattiene l’audience egregiamente non solo per la dipendenza che è in grado di creare e per il senso di pericolo che costantemente incombe sui giocatori, ma anche per la quantità (e la qualità) delle interazioni tra utenti che si generano nello step intermedio, spesso animate dalla chat di prossimità.

La possibilità che un giocatore finga di essere amichevole e poi approfitti di un momento di distrazione per spararci e derubarci dei nostri averi, per esempio, rende ogni incontro unico. Molti giocatori, inoltre, si sono dati al role play, come il seguente video dimostra:

I Became SANTA in ARC Raiders… Instant Regret

Potenziare, potenziare, potenziare

Il titolo di Embark è inoltre dotato di un sistema di progressione estremamente soddisfacente per cui, con ogni livello raggiunto (in un massimo di 75), il giocatore può spendere un punto abilità in uno dei 3 rami disponibili: Sopravvivenza, Mobilità e Condizionamento. Ciò che risalta in tale sistema è che le abilità acquistabili sono in numero molto maggiore rispetto ai punti abilità totali riscattabili, i quali si possono, oltre a ciò, ridistribuire dopo aver eseguito il wipe chiamato “spedizione”, che riporta il proprio Raider a livello 1. L’utente è quindi naturalmente portato a rigiocare il titolo esplorando diverse combinazioni di abilità.

Arc Raiders

Per quanto riguarda l’arsenale a disposizione dei giocatori, in più, segnaliamo che la varietà delle armi è molto buona e che spazia da pistole e mitragliatrici leggere pensate per il PVP fino a grandi “lanciarazzi” specificamente studiati per essere rivolti contro gli Arc. Sono molte anche le armi “medie”, come fucili d’assalto e a pompa. È possibile anche giocare con fucili a lunga gittata, siano essi dotati di mirino o meno. In altre parole, Arc Raiders offre ai giocatori un arsenale che si adatta a vari stili di gioco, in piena linea con la filosofia “libera” che lo caratterizza.

Le mappe di gioco, infine, sfoggiano un design di ottima qualità che, nonostante possa talvolta risultare dispersivo, si lascia apprezzare. “Diga”, per esempio, è una mappa i cui enormi spazi vuoti talvolta provocano tale sensazione. Al contrario, in “Città Sepolta”, un magistrale bilanciamento tra spazi interni ed esterni e una verticalità ben studiata lasciano spazio a vari approcci di gioco.

Arc Raiders

Il comparto grafico: vincono gli sguardi d’insieme

Il comparto grafico di Arc Raiders non punta sicuramente al realismo in tutto e per tutto. Per esempio, a un occhio attento risulterà visibile che alcuni contorni di zaini e materiali sono leggermente cartoonati, alla Borderlands. Le texture del terreno, inoltre, principalmente per quanto riguarda le rocce, non sono sempre ben definite (complice anche il rendering) e, soprattutto, l’acqua non si muove eccessivamente sotto i passi del giocatore: se ne percepisce al di sopra di tutto il suono.

Ciononostante, il gioco riesce a consegnare al pubblico un’esperienza estremamente immersiva. La bellezza del suo comparto grafico non sta nei singoli dettagli, quanto piuttosto si cela nell’armonia dei paesaggi e negli sguardi d’insieme che essi possono regalare. L’ambientazione mediterranea del titolo, in particolare, contribuisce alla costruzione di tale armonia visiva con i suoi inconfondibili paesaggi brulli popolati da una flora bassa e, in questo caso, dominati da edifici imponenti semidistrutti. L’evento Cold Snap di dicembre, inoltre, ha abbellito mappe già eccellenti con coltri di neve gradevoli alla vista.

Arc Raiders

Un comparto sonoro che risalta la vulnerabilità

Il comparto sonoro di Arc Raiders, a differenza di quello grafico, fa dei dettagli il proprio punto di forza. Si può affermare con certezza che esso sia il maggiore punto di forza dell’esperienza di gioco per vari aspetti, dalla qualità del suono, al suo realismo, al design dei rumori prodotti dagli Arc, eccetera. Nel caso del sound design, sicuramente (e come spiegato anche dagli sviluppatori nel documentario di cui sopra) si è puntato al realismo massimo. Ciò si percepisce soprattutto quando si ricevono colpi d’arma da fuoco (sia dagli Arc che dai giocatori).

Arc Raiders

A differenza di altri titoli che prevedono di sparare, in Arc Raiders, i proiettili hanno un peso percepibile all’impatto attraverso il suono e le animazioni del personaggio. Incontrare altri Raider ed essere da loro bersagliati è un’esperienza particolarmente stressante, soprattutto perché ascoltare la sirena intermittente e assordante del proprio scudo che si infrange fa sentire il giocatore estremamente vulnerabile alla violenza del mondo di gioco.

Ogni incontro con gli Arc e con altri giocatori viene così percepito come potenzialmente pericoloso e letale. Lo scricchiolare metallico della Matriarca, dei Bastioni, dei Leaper, il ronzio delle Vespe e dei Calabroni, i passi dei Raider nemici/amici all’interno degli edifici sono tutti segnali che il giocatore percepisce con timore, proprio per la loro potenziale pericolosità, veicolata in gran parte da un sound design di prim’ordine.

Arc Raiders

Conclusioni

Al netto di qualche difetto, Arc Raiders è un prodotto videoludico godibile e a dir poco assuefacente. Il loop di gameplay proposto da Embark è semplicemente estasiante e la costante sensazione di pericolo che aleggia nei deserti e monti delle sue mappe è la boccata d’aria fresca di cui il mondo del gaming mainstream moderno aveva bisogno.

Grazie a un arsenale variato e ben bilanciato, un comparto grafico che restituisce visioni d’insieme imponenti e un comparto sonoro realistico a livelli impressionanti, Arc Raiders si conferma uno dei migliori titoli multigiocatore degli ultimi anni. Il suo potenziale di longevità grazie al wipe e all’intelligenza artificiale in costante evoluzione degli Arc, inoltre, getta le basi per un futuro florido per il titolo, che, probabilmente, lo porterà a scalare l’olimpo del gaming.

Arc Raiders
Arc Raiders
Gameplay e longevità
9
Comparto grafico e sonoro
9.5
Coerenza e cura del dettaglio
8.5
Pros
Gameplay assuefacente
Arsenale vario
Grande tensione durante i raid
Level design bilanciato
I nemici apprendono dagli incontri con i giocatori
Cons
La campagna non sempre è rilevante
Comparto grafico: l'acqua non si muove al passaggio del giocatore
9
VOTO

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Arc Raiders, la recensione 1

Il mio viaggio nel mondo dei videogiochi è iniziato quando avevo solo otto anni, nella cameretta di mio cugino, dove PS1, PS2 e Xbox 360 coesistevano pacificamente. Ho amato alla follia titoli come Gears of War, Devil May Cry, Medievil, e Bioshock, tra tanti, senza mai smettere di giocare un secondo nel corso degli anni. Mi appassionano particolarmente i giochi ricchi di narrativa, ma mi dedico ai multiplayer competitivi allo stesso modo. Oggi scrivo di videogiochi su SpaceNerd e insegno inglese, spagnolo e italiano. Ho una formazione in critica letteraria, e all'università ho scritto una tesi sull’uso di Minecraft come risorsa per insegnare lo spagnolo. Metto quindi le mie conoscenze al servizio della mia grande passione videoludica su questa rivista, con lo stesso entusiasmo, ma in una cameretta diversa e più adulta.

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