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Death Stranding: cosa sappiamo del misterioso gioco di Kojima?

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Poche ore ci separano dai The Game Awards, cerimonia di premiazione -simil Oscar- ma incentrata completamente al mondo dei videogiochi.

É questo il palcoscenico dove Hideo Kojima mostrerà ancora una volta la sua creatura, descritta da criptici trailer che lasciano intravedere il gioco da un buco della serratura, fin troppo stretto.

Death Stranding è una creatura informe, non definita, rarefatta, addensata in un cumulo di cadaveri di cetacei e liquido nero.
Fin dal primo trailer Kojima ha fatto nascere il mistero nella mente dei giocatori, perché il protagonista è nudo? Perché ha un bambino? Chi è quest’uomo? Che fine ha fatto il nostro pianeta?

Domande di una certa rilevanza, ma che vengono inizialmente fagocitate dalla trascinante atmosfera del -seppur a malapena intravisto- mondo di gioco.
Non è semplice descrivere, figuriamoci spiegare, cosa accade in Death Stranding, ma dopo 4 trailer e una cutscene possiamo costruire una piccola base dove appoggiare le informazioni principali carpite fino ad oggi, più qualche accortezza suggerita proprio da Kojima in persona.

IL MONDO STA FINENDO

Il primo personaggio di cui facciamo conoscenza é il protagonista Sam, interpretato da Norman Reedus e soprannominato nell’ultimo trailer “Sam Porter Bridges“, non sappiamo chi sia, ma sappiamo che lavora per una agenzia chiamata Bridges.
Questa  enigmatica agenzia sembra specializzata nel trasporto di merce, armi e in qualche caso corpi umani.
Nell’ultimo trailer si vede Sam intraprendere un lungo percorso, con l’intento di trasportare o consegnare delle valigie di varie dimensioni, a chi siano destinate e cosa contengono é ancora un mistero.

Sam si trova in un mondo completamente distrutto, inondato da un misterioso liquido nero e cetacei con cordoni ombelicali; non sappiamo le cause di questa presunta apocalisse, ma sappiamo che c’è una pericolosissima pioggia chiamata “Timefall”.
Come visto nei trailer, la pioggia provoca un’istantaneo invecchiamento di tutto ciò che tocca, dalla piante alle persone.
A detta di Kojima la pioggia in Death Stranding è molto importante e non fatichiamo a credere che lo sarà anche ai fini del gameplay.

Sam non é l’unico personaggio che abbiamo avuto modo di conoscere, c’è anche anche una ragazza, interpretata da Lea Seydoux che fa parte di una compagnia simile alla Bridges chiamata “Fragile Express”, un nome che suggerisce un diverso tipo di merce trasportata, evidentemente più fragile.
Abbiamo poi, un altro enigmatico personaggio: “L’uomo con la maschera d’oro”, interpretato vocalmente e attorialmente dallo strepitoso Troy Baker, già noto nel mondo dei videogiochi per aver interpretato personaggi come Joel di The last of Us, Revolver Ocelot di Metal Gear solid V e tanti altri.

Quest’uomo con indosso un impermeabile dai toni egiziani ha anch’esso un neonato, e lo utilizza per richiamare assieme alla sua maschera d’oro, una spaventosa quanto maestosa creatura, completamente nera, piena di tentacoli e con un volto dorato che si apre mostrando un enorme buco.
É evidente che questa scena sia premonitrice di una boss fight.

Ci sono altri 3 personaggi, un soldato interpretato da Mads Mikkelsen, un uomo della Bridges con le fattezze di Gueglielmo del Toro e una donna che sembra essere la moglie di Sam interpretata da una ringiovanita Lindsay Wagner.
Chi siano e cosa facciano questi personaggi é ancora un mistero…

Ci sono altri 2 personaggi, che però non sono stati approfonditi, uno di questi ha le fattezze di Ryan Karazija, cantante del gruppo musicale “Low Roar”.
Le loro canzoni sono presenti in 2 trailer, e la collaborazione con Kojima production e Sony ha permesso la creazione di un nuovo Album, presente anche in game.

FATTORE ESTINZIONE

Il decadente mondo di gioco é soffocato dalla presenza di esseri umanoidi, intravisti a malapena nei trailer, che seminano il terrore e appassiscono l’umore del protagonisti.
Questi esseri sembrano collegati direttamente a l’onnipresente liquido nero, probabilmente il residuo di un passaggio dimensionale; infatti, queste creature alla vista impercettibili rivelano la loro presenza camminando vicino al protagonista, creando un solco a forma di mano sul terreno, facendo rabbrividire e arrossire la pelle di Sam.

Il rilevamento di queste creature è molto importante nell’economia del gameplay, per questo veniamo muniti di un buffo -quanto utile-  radar che collegato al feto sull’addome di Sam permette di rilevare efficacemente ogni essere ostile.
Ma cos’è quel feto che ci portiamo sempre dietro? Che relazione ha con Sam?
Questo é quesito ancora irrisolto, possiamo solo ipotizzare la sua funzione, e quella più plausibile é che sia “un’ancora” dimensionale che permette a Sam, di “tornare” in vita dopo essere stato preso.

CRATERI

Prima o poi deve succedere, prima o poi Sam morirà.
Ma cosa succede in quel momento?
Beh, grazie agli ultimi 2 trailer abbiamo finalmente la risposta.
Un cratere.

Un enorme cratere, si crea nella mappa di gioco, nel punto in cui veniamo presi o uccisi.
Come funzionerà in game questa meccanica é ancora ignoto, dato che ci appare complicato una continua rimozione di zone della mappa ogni qualvolta un giocatore muore, ma ai posteri l’ardua sentenza.
Una cosa che conosciamo bene é la schermata del game over, mostrata abbondantemente nel penultimo trailer, dove si vede una scissione dello “spirito” dal corpo di Sam. In questa schermata il giocatore ha la possibilità di muoversi liberamente, esplorando l’area circostante, analizzandola e scovando segreti.

VOID IF TAMPERED

Parlando delle meccaniche di gioco Kojima ha più volte affermato che la sua opera condivide un’impostazione simile a quella di un Uncharted o The Last of Us, caratterizzata però da una mappa completamente open world.
Anche il gameplay avrà delle similitudini con i titoli già citati, ma é stato più volte ribadito che il gioco potrà essere completato senza mai combattere.
Una affermazione forte, che ribadisce la volontà da parte di Kojima di innovare e stupire i giocatori, che fin troppo sono abituati a titoli dove la violenza é il punto centrale dell’esperienza.
Tra le meccaniche principali di cui siamo a conoscenza c’è anche un nastro adesivo giallo con la scritta “Vuoto se manomesso”, che servirà a sigillare la merce che trasporteremo durante il gioco.

L’HUD sarà quasi totalmente assente -in stile dead space- con la barra della vita direttamente sul polso del protagonista, con una scala di colori che partono dal blu (vita al massimo) passando per il giallo/arancione (vita medio bassa) e arrivando al rosso (vita al minimo).
Trovata interessante, che aumenta l’immersione nel gioco, e amplifica la vastità delle ambientazioni che visiteremo in game.

Death Stranding
 gira su una versione personalizzata del Decima Engine, motore di gioco che ha già fatto vedere i muscoli in Horizon Zero Dawn, e sorprenderà ancora in mano a Kojima Production.

Questo é tutto ciò che sappiamo attualmente sull’ultima opera di Hideo Kojima in arrivo su PS4, PS4 PRO e probabilmente anche PS5, in attesa di nuove informazioni da i The Game Awards.

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Ciao, mi chiamo Fernando alias Vereor, sono un appassionato di videogiochi dal lontano 2004, quando mi misero in mano un pad con Super Mario 64, da quel giorno tutto cambiò. Oltre ai videogiochi sono un grande appassionato di cinema e ogni tanto mi diletto con qualche Speedrun sui miei giochi preferiti, amo il retro gaming e gioco praticamente di tutto.

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