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Castlevania – la storica saga videoludica

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Ci sono saghe videoludiche che hanno segnato per i motivi più svariati la storia del gaming, marchiando a fuoco un’epoca precisa o garantendo i fasti di una determinata console grazie ad uscite in esclusiva per quella specifica macchina. Sono però pochissimi i caposaldi del medium che hanno saputo creare ed evolvere un concetto di gioco capace di reiterarsi per oltre trent’anni, non solo in produzioni tripla A ma anche attraverso innumerevoli opere della scena indie.

Soffermiamoci su due capolavori assoluti della storia dei videogiochi, Metroid e Castelvania. Entrambi debuttarono più o meno nello stesso periodo (la metà degli anni ’80) sebbene su fronti opposti (Nintendo e Konami), ed entrambi contibuirono alla codifica di un’esperienza in-game che negli anni a venire sarebbe stata brillantemente sintetizzata col termine “metroidvania”. Parliamo di una struttura ludica in grado di amalgamare il concetto di platform 2d a scorrimento con quello di esplorazione non lineare, incorporando l’idea, innovativa per l’epoca, di un upgrade permanente dei personaggi, non più semplici ‘ammassi’ di pixel destinati a terminare un livello per passare al successivo aiutandosi magari con delle temporanee invulnerabilità, ma ‘entità’ che necessitavano di un’evoluzione costante, sia in termine di equipaggiamento che di abilità, per completare la propria avventura. Chi ha detto “rpg”?

Castelvania ha progressivamente inserito queste caratteristiche all’interno di una trama horror che si allontanava completamente dalle storie soprannaturali tipiche del Sol Levante, andando ad attingere a piene mani dalla letteratura e dalla sensibilità artistica tipica del gotico occidentale, appoggiandosi in tal senso ad uno dei suoi archetipi più importanti e conosciuti: Dracula.

Il protagonista del primo capitolo, uscito nel 1986, è Simon Belmont, discendente di una famiglia di cacciatori di vampiri impegnata in una secolare battaglia contro il Conte vampiro e tutta la cricca di creature della notte al suo servizio. Impossibile non scorgere le similitudini con un certo Van Helsing, la nemesi umana di Dracula nel romanzo di Bram Stoker e in un’infinità di film, con la differenza che qui l’eroe non è un anziano professore che trova la sua forza in antichi libri di proibito sapere, aglio e paletti da conficcare nel cuore, ma un giovane guerriero dotato di un’arma divenuta essa stessa simbolo della serie: la frusta Vampire Killer.

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Da quel fulminante esordio hanno preso il via la storyline principale del gioco e varie sottotrame, che ci hanno condotti avanti e indietro nel tempo, o addirittura in realtà alternative, approfondendo la storia della famiglia Belmot e introducendo nel frattempo nuovi personaggi. Quella che trovate a seguire è una lista di titoli che, a giudizio di chi scrive, si possono considerare i cardini di un’ideale età dell’oro della serie Konami. Diamo un’occhiata!

Castelvania – 1986 – NES

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In questo primo episodio sul gioiellino 8-bit Nintendo la struttura è ancora quella di un platform lineare a scorrimento, ma iniziano a delinearsi alcuni elementi distintivi della saga, come la presenza delle armi secondarie da affiancare alla frusta ammazzavampiri. Indimenticabile il tema musicale portante, antipasto di una sequela pressoché infinita di splendide colonne sonore.

 

Castelvania 2: Simon’s Quest – 1988 – NES

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Il primo sequel di Castelvania vede di nuovo Simon Belmont come protagonista, impegnato a salvare la propria stessa vita dall’inesorabile maledizione di Dracula, sconfitto e smembrato sette anni prima. Ebbene sì, solo rimettendo insieme i resti del Conte e amazzandolo di nuovo la maledizione può essere spezzata. La quest stavolta non è più lineare, ci sono grandi aree liberamente esplorabili, una dinamica giorno/notte in grado di influenzare l’ambiente di gioco, e viene anche introdotta una prima rudimentale evoluzione in-game del personaggio, che attraverso l’esperienza può incrementare il proprio livello di salute.

 

Castelvania 3: Dracula’s Curse – 1989 – NES

Prequel alle vicende del primo gioco (siamo nel 1476), inaugura la non linearità della saga dal punto di vista temporale. Paradossalmente il gameplay torna ad una struttura più classica, ma con un’importante novità: oltre a Trevor Belmont, antenato di Simon, è possibile utilizzare un alleato, intercambiabile in qualsiasi momento. Uno di questi comprimari, Alucard, diventerà successivamente uno dei personaggi più amati dai fan

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Castelvania: Bloodlines – 1994 – Bloodlines

A giudizio di chi scrive uno dei titoli più affascinanti ed evocativi, sia per la storyline, che verte sul tentativo della diabolica contessa Bartley di riportare in vita Dracula sfruttando le anime dei milioni di morti della Prima Guerra Mondiale, sia per l’ambientazione, che non si limita al solo edificio maledetto del Conte ma spazia attraverso innumerevoli e suggestive location europee, tra cui persino la torre di Pisa. Resterà il primo ed unico gioco della serie uscito per il 16-bit Sega.

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Castelvania: Rondo Of Blood – 1993 – PC Engine

In assoluto uno dei migliori giochi usciti per Pc Engine, segue anch’esso le vicende di un antenato di Simon, Ritcher Belmont, che nel 1792 deve confrontarsi con un Dracula tornato in vita grazie agli empi rituali di un gruppo di adoratori delle tenebre. Il gioco verrà rivisitato per Super Nintendo nel 1995, con un sottotitolo differente: Vampire’s Kiss

 

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Castelvania: Symphony Of The Night – 1997 – Playstation

Per chi scrive l’apice della saga, il titolo in 2d che contribuì a scrivere i canoni stessi del termine “metroidvania” e a consegnare l’adventure Konami alla leggenda. Riprendendo la struttura non lineare del secondo episodio ed amplificandola, il gioco implementa pesantemente gli elementi rpg, rendendo fondamentale l’accumulo di punti esperienza per acquisire nuove armi, abilità ultraterrene e caratterisitche migliorate, unico modo per poter ambire all’esporazione completa della mappa. Citazione inevitabile per il protagonista, Alucard, figlio mezzosangue di Dracula e di una donna umana, che abbandona il ruolo di enforcer per diventare, forse, il personaggio più amato e riconoscibile dell’intera serie.

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Con il capolavoro per Playstation si chiude in qualche modo un cerchio iniziato undici anni anni prima. La saga proseguirà con titoli 2d spesso eccellenti sulle console portatili Nintendo, e raggiungerà anche i lidi tridimensionali con un primo titolo su Nintendo 64 assolutamente dimenticabile e svariati altri per le generazioni successive di console. Giochi spesso validi, ma che a mio giudizio non sono più riusciti ad eguagliare il geniale gameplay, la bellezza evocativa di due dimensioni mai così espanse e gli intrecci narrativi dei titoli che abbiamo esaminato.

Più in generale il masterpiece di Konami resta forse la migliore commistione possibile (insieme ai recenti souls-like di From Software) tra la capacità di creare giochi tipica dei game designer nipponici e il gusto narrativo del mondo occidentale.

“Non è per mano mia che sono resuscitato. Sono stato chiamato dagli umani che desiderano rendermi tributo.” – cit. Dracula – Castelvania Symphony Of The Night

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