La seconda stagione di Fallout si è conclusa su Amazon Prime Video e quindi, purtroppo, è finita (almeno per ora ) la nostra avventura nel mondo post-apocalittico degli Stati Uniti e di New Vegas , un mondo nato originariamente in ambito videoludico negli anni ’90 grazie a Interplay Productions e diventato poi proprietà di Bethesda Softworks .
Com’era stato per la prima stagione, la serie di Fallout si riconferma essere forse la cosa migliore capitata al franchise dai tempi di Fallout: New Vegas . Perché va bene, il gioco di Fallout 4 è per tanti aspetti apprezzabile, così come pure gli aggiornamenti e le migliorie applicati a Fallout 76 , ma con questa serie siamo decisamente più in alto .
Addirittura, ancora prima di entrare nel dettaglio della nostra recensione della seconda stagione di Fallout , potremmo forse dire che questa sia la miglior serie TV basata su un videogioco ? A questa domanda abbiamo provato a rispondere in un approfondimento dedicato .
Ma arriviamo a noi: com’è questa seconda stagione di Fallout ? Sono riusciti i suoi produttori Jonathan Nolan e Lisa Joy a ripetere la magia della prima stagione?
Scopritelo qua sotto e niente paura, sarà una recensione SENZA SPOILER .
La storia di Fallout: vola, ma rasente al suolo Per una serie come questa, è abbastanza incredibile che uno dei suoi punti deboli , almeno per questa seconda stagione, sia proprio la storia ideata da Geneva Robertson-Dowet e Graham Wagner . Questo per due motivi, principalmente.
In primis, la quantità incredibile di trame e sottotrame aperte fin dal primo episodio e che, inevitabilmente, avendo solo 8 episodi a disposizione, in buona parte non sono mai state chiuse , diventando soltanto un enorme preambolo per la terza stagione.
Perché, se nella prima stagione avevamo 3-4 trame (e relativi personaggi ) da seguire, come fosse un piccolo alberello, qui hanno voluto strafare. Stiamo parlando di un intricato cespuglio di 5-6 storie principali , a cui si aggiungono altri personaggi secondari, hint per potenziali eventi futuri, apparizioni fugaci .
Sinceramente, avremmo preferito meno personaggi ed avvenimenti, senza dover necessariamente strizzare l’occhio in mille modi differenti all’utenza della saga videoludica con rimandi e cameo.
Oltre a questo, come abbiamo accennato nell’approfondimento dedicato , la serie televisiva è canonica con quanto avviene nei videogame . Il che ha portato gli showrunner a imporsi parecchi paletti , fino a un paio di soluzioni e scelte narrative che, secondo noi, sono risultate un po’ pigre e abbastanza scontate (ma non preoccupatevi, non ve le spoilereremo ).
Tuttavia, nonostante quanto abbiamo appena detto, la serie riesce in ogni caso a volare in maniera sicura grazie a due elementi fondamentali.
Intanto il modo incredibilmente fedele in cui è stato ricreato un universo narrativo post-apocalittico , 219 anni dopo una guerra atomica, con tutti i suoi elementi sovrannaturali, fortemente fantascientifici e una visione retrofuturistica della tecnologia. Con retrofuturismo s’intende, in questo caso, un futuro basato su di un immaginario tipico degli anni ’50 e ’60 del XX secolo (per questo abbiamo robot, ma abiti e capigliature tipiche di metà ‘900, armi laser ma computer antiquati e ingombranti, fino alle auto alimentate a energia nucleare ).
Su questo immaginario s’innesta l’ironia pungente e la satira tipica dell’intero franchise, che diventano un modo per riflettere sulla natura umana, il capitalismo, l’oppressione del potere e dei governi, l’impatto umano sulla natura .
Infine, non possiamo comunque non elogiare la quantità di personaggi carismatici e in grado di colpire l’occhio e il cuore di chi guarda, pure se con poco screentime .
E se qua e là compaiono personaggi all’opposto con il carisma di una sedia, palesemente è perché sono stati scritti in tale maniera, perché questo era il loro ruolo. Il che contribuisce a creare un pool di personaggi variegato e a tutto tondo , così da aumentare il senso di completezza e realismo per una storia che di realistico ha ben poco.
Come in un videogame – il comparto visivo La regia videoludica di Fallout Sebbene in molti casi le varie figure che si susseguono alla regia degli 8 episodi non abbiano adottato soluzioni personalissime, apparentemente limitandosi a portare a casa la puntata , all’opposto questa regia risulta comunque sufficientemente solida , con degli standard apprezzabili lungo l’intera stagione.
Sicuramente, poi, il meglio della gestione delle inquadrature lo si ha nelle scene d’azione , dagli inseguimenti alle sparatorie. In particolare, due sono i dettagli che contribuiscono a rendere estremamente appaganti queste sequenze .
Abbiamo un uso quasi sempre efficace del ralenti , in grado di dare davvero qualcosa alla scena, senza diventare unicamente un gioco di stile pesante per chi guarda. Sul ralenti s’innestano spesso close-up sul fuoco che esce da un fucile, seguendo poi il proiettile fino alla sua vittima : queste dinamiche narrative, già consolidate nel corso della prima stagione, da un lato sono estremamente esaltanti da vedere e dall’altro lato ammiccano alle visuali che si attivano all’interno dei videogiochi originali.
Sia benedetta la fotografia L’alternanza di colori nitidi e colori sporchi , il susseguirsi di blu e arancione e verde e grigio, contribuisce parecchio ad aumentare l’immersione all’interno delle sequenze a schermo.
Questo aiuta a settare un determinato mood , che banalmente ci proietta in un contesto più rovente e desertico, oppure magari più fresco e accogliente come le pareti di cemento di un Vault, un bunker sotterraneo.
E questa scelta di colori ci risulta pure utile nell’indicarci chiaramente in quale luogo siamo e in quale momento temporale ci troviamo (con tutte le trame di cui parlavamo sopra, era necessario che fosse sempre abbastanza riconoscibile se ci trovassimo nel passato o nel presente, così come in quale posto ).
Effetti (non sempre) speciali Per quel che riguarda ciò che abbiamo visto fra prima e seconda stagione di Fallout , abbiamo avuto senza alcun dubbio un miglioramento generale degli effetti visivi .
Se già il putrefatto e marcescente ghoul co-protagonista era credibile nella prima stagione, ad aver avuto un improvement considerevole sono state per esempio le armature atomiche indossate dai membri della Confraternita d’Acciaio. Allo stesso modo, ma in generale per tutto ciò che sono armi, corazze, fortezze volanti e tecnologie varie, potete star tranquilli che Fallout non delude.
Invece, qua e là, le creature e i mostri mutanti non eccellono sempre . Se nella maggior parte dei casi questi compaiono fra le ombre e nella notte (ottimo espediente per dare atmosfera e allo stesso tempo nascondere eventuali sbavature ), quando si tratta di mostrarli alla luce del sole si perde un po’ la loro credibilità.
Sono comunque realizzati con tutti i crismi, ma bisogna ammettere che un po’ si perde la magia.
Personaggi in carne e ossa: il cast di Fallout Già abbiamo speso alcune righe sui personaggi di Fallout e sulla loro efficacia nel diventare pilastro dell’intera stagione. E, come per la prima season della serie di Prime Video, anche a questo giro possiamo contare sull’intero gruppo di protagonisti che già abbiamo conosciuto.
Ella Purnell , nei panni della protagonista vera e propria, Lucy, fuggita dal Vault 33 alla ricerca del padre, anche stavolta riesce a stare in equilibrio fra la sua aria d’ingenuità e i momenti in cui mostra la sua aggressività , molto più di quanto non sia avvenuto durante la prima stagione.
Ad affiancarla troviamo Walton Goggins con il suo alias Cooper Howard, ex-attore prima della guerra atomica e oggi immortale e putrido ghoul . Anche per la seconda stagione, il suo alter ego si dimostra essere una macchina di carisma ambulante, riuscendo a rubare la scena ogni volta che apparte a schermo.
Non possiamo lamentarci neppure di Maximus (membro della Confraternita d’Acciaio interpretato da Aaron Moten ) né di Thaddeus (spalla comica, ma pronta a diventare tragica, affidata a Johnny Pemberton ).
Ma la lista di attrici e attori capaci, se volessimo fare l’elenco, probabilmente dovrebbe comprendere l’intero cast. Da Moisés Arias che torna nei panni di Norm (il minuto fratello di Lucy ), a Kyle MacLachlan , che ha invece il ruolo del padre di Lucy e che è pronto a dare battaglia all’intera Zona Contaminata statunitense, fino Macaulay Culkin , Justin Theroux e Frances Turner .
E non ci mettiamo a parlare dei cameo di attori di grosso calibro come Clancy Brown (che ricordiamo anche per il suo ruolo nel videogame Detroit: Become Human ) e Ron Perlman (la voce narrante, fra l’altro, dell’incipit dei videogiochi della saga ).
In generale, abbiamo amato l’intero cast per la sua capacità di traghettare i propri personaggi attraverso una vera crescita , fra prima stagione e conclusione della seconda, seguendo il flusso narrativo e riuscendo a dare tridimensionalità a ciò che viene narrato.
Musica e colonna sonora – la chicca definitiva Infine dobbiamo spendere due parole anche sulla soundtrack di Fallout .
Se nei videogame abbiamo l’alternanza fra la colonna sonora originale e le canzoni di metà ‘900 che passano nelle radio post-apocalittiche, anche nella serie di Prime Video hanno voluto ricreare questo andirivieni musicale .
Com’era stato già per la prima stagione, così, alla soundtrack composta da Ramin Djawadi (ispirata ai ritmi e alle melodie videoludiche ) si alternano numerose canzoni d’epoca . Ciò va ad accentuare in maniera perfetta il contrasto fra l’epica e l’ironia, il surreale e il dramma, trasformando l’intero comparto musicale in un altro attore, importantissimo e imprescindibile, dell’intera serie TV.
Due parole finali su Fallout stagione 2 Insomma, sicuramente avremmo potuto avere di meglio con questa seconda stagione di Fallout , in particolare per quel che riguarda il numero di trame e sottotrame che sono state aperte (e mai davvero chiuse ) nel corso degli 8 episodi.
Nonostante questo la serie rimane solidissima sotto praticamente tutti i punti di vista : dall’approfondimento dei personaggi alla componente puramente visiva, dalla colonna sonora alle capacità attoriali.
Fra riferimenti più o meno velati al mondo attuale e a ciò che potrebbe esserne della nostra civiltà (non senza darci anche un minimo di speranza ), possiamo solo che consigliare di recuperarla , se ancora non l’avete vista.
Questo sia che siate fan della saga videoludica, sia che non ne abbiate mai sentito parlare.
Fallout stagione 2 – Recensione: che bella la guerra atomica
Pros
Atmosfere e scene d'azione sempre appaganti
Approfondimento dei personaggi e doti attoriali impeccabili
Acceleratore premuto su ironia e satira, senza dimenticare l'elemento emotivo
Comparto sonoro e musicale eccellenti
Cons
Alcune scelte di trama pigre
Troppe trame e sottotrame che rimangono aperte al termine della stagione
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