Qual è la miglior serie TV basata su un videogioco ? Qual è il miglior adattamento di un’opera videoludica? E perché è proprio Fallout di Amazon ? In particolare quest’ultima sarà la domanda a cui vorremo rispondere con questo articolo.
Nel corso degli anni, sono stati tantissimi gli adattamenti di videogiochi sul grande e sul piccolo schermo. E, c’è da dire, in molti di questi casi abbiamo avuto al massimo prodotti mediocri , se non decisamente orribili .
Il modello The Last of Us Per quel che riguarda le serie televisive in live action, prima del Fallout di Bethesda Game Studios e Amazon Prime Video , un’opera che sicuramente ha fatto scuola (pensando al seguito dei giochi originali), per le conseguenti aspettative e per i numeri di pubblico che ha macinato, è The Last of Us di HBO .
La storia di Joel e di Ellie nel mondo post-apocalittico piagato dal fungo Cordyceps , in grado di prendere il controllo delle menti di chi ne respira le spore, ha trovato così nuova linfa . Questo grazie ai suoi ideatori, Neil Druckmann (a capo di Naughty Dog e game director proprio di The Last of Us ) e Craig Mazin (sceneggiatore dell’acclamata miniserie Chernobyl ). Oltre alle menti dietro la serie televisiva, ci hanno pensato anche le interpretazioni dei due protagonisti, affidate al talento di Bella Ramsey e Pedro Pascal .
Certamente, grazie alla costruzione dei personaggi, alla regia ricercata, alle doti attoriali e alle scelte narrative, la serie è stata in buona sostanza acclamata . Tuttavia ci sono state anche diverse critiche . Tralasciando le critiche totalmente sterili, e perlopiù insensate, legate alla discrepanza fisica fra i protagonisti videoludici e quelli in carne e ossa, le altre stroncature si sono concentrate sulle differenze più o meno ampie nell’impianto narrativo , così come per aggiunte e tagli rispetto a quanto abbiamo visto in game.
Di questi elementi avevamo ampiamente parlato all’interno della nostra recensione di The Last of Us – Stagione 2 . Però c’è qualcosa che, effettivamente, ha fatto storcere il naso a chi vi sta scrivendo queste righe fin da prima della prima stagione e che, purtroppo, non ce ne ha fatto godere appieno. Sebbene infatti la serie di HBO possa essere un modo per rivivere il dramma di Ellie, si tratta appunto, purtroppo, di rivivere. Al di là delle differenze citate sopra, ciò che vediamo nella versione di Craig Mazin di The Last of Us lo abbiamo vissuto in prima persona giocando alla versione videoludica.
Personalmente, avremmo preferito che si optasse per un approccio alla saga differente, che magari andasse a esplorare il medesimo universo narrativo , senza però dover rivedere le stesse dinamiche, le stesse scene, le stesse sequenze. Per esempio un’idea che avremmo reputato più interessante sarebbe stato vedere l’intera serie TV dedicata alle Fireflies , le Luci , una delle fazioni centrali della trama videoludica e televisiva.
Ed ecco perché, a nostro avviso, con l’universo di Bethesda Games Studios hanno fatto centro : Fallout è la migliore serie TV live action basata su un videogioco.
Fallout di Amazon Prime Video: i punti di forza
Il mondo della serie videoludica di Fallout ha quasi 30 anni sulle spalle ed è davvero vasto. Anche grazie a questo, con la serie TV di Fallout , Amazon Prime Video ha sfruttato la possibilità di scansare totalmente l’idea di rinarrare quanto già visto in uno dei videogame della saga, con un approccio differente rispetto a quanto fatto con The Last of Us , un approccio decisamente vincente .
Un approccio che, fra l’altro, abbiamo visto anche in altri prodotti, come Cyberpunk Edgerunners , serie d’animazione di Netflix connessa all’universo narrativo di Cyberpunk 2077 . Ma oggi vogliamo parlare della miglior serie TV in live action legata ai videogame, dunque torniamo a noi.
La facilità di creare Fallout: la lore e il genere videoludico Per chi ha creato la serie di Fallout di Amazon Prime Video, questo compito non è stato particolarmente arduo, anzi. Questo per moltissimi motivi.
In primis abbiamo il genere videoludico di riferimento , ovvero il fatto che si tratta di videogame di ruolo. Nascendo come RPG , come giochi di ruolo, nessuno dei titolo ha mai avuto qualche protagonista forte di base , ma siamo noi, con le nostre scelte, a rendere memorabile il nostro alter ego. A prescindere tuttavia dal nostro avatar, quasi tutte le iterazioni della saga creata da Interplay (e oggi in mano a Bethesda Softworks e Todd Howard ) hanno avuto in linea di massima storie, personaggi, eventi, sequenze di alto livello . E però, come dicevamo, nel momento di avere una serie TV basata su tali elementi, si è deciso di discostarsene.
Questo è stato facilitato anche dalla lore vastissima e ricca di angoli oscuri e misteri ancora da svelare .Gli Stati Uniti post-apocalittici di Fallout sono densi di Vault , i bunker sotterranei i cui abitanti sono spesso vittime inconsapevoli di esperimenti.
Ci sono poi tutte le creature e gli esseri umani che (a causa delle radiazioni delle bombe atomiche o per via di chissà quali esperimenti) sono andati incontro a mutazioni di ogni genere : gli immortali ma marcescenti ghoul , i verdi e superforti supermutanti , lucertole gigantesche come i deathclaw, scarafaggi radioattivi e chissà che altro. Poi tutte le fazioni, come la fascistoide Confraternita d’Acciaio , a cui si aggiungono tanti altri gruppi potenzialmente esplorabili, dall’Enclave all’Istituto , giusto per dirne un paio.
Ed ecco che, pescando a piene mani da quel che è il Fallout videogioco (un insolito e spesso surreale mix di ironia, dramma, critica sociale e satira politica ), la serie cerca fin dall’inizio la sua strada . Sotto la guida di Jonathan Nolan e Lisa Joy (le menti dietro Westworld ) e grazie alle idee di Geneva Robertson-Dworet e Graham Wagner , il team ha scelto di non mostrare quanto già ampiamente visto nel corso delle molte storie dei videogame (fra i 4 giochi della serie principale e il multiplayer online Fallout 76 ).
Certo, ci sono alcuni espedienti narrativi ed elementi di lore sicuramente noti e arcinoti a chi è fan della saga, in primis l’ibernazione oppure il dover partire per cercare un parente scomparso, fuggito o rapito. Ma, come detto, al di là dei trope tipici dell’intero franchise, si è scelto di narrare qualcosa di nuovo.
Un po’ come per HBO e il suo The Last of Us , poi, anche con la serie falloutiana possiamo contare pure su di un cast variegato e decisamente capace . Dalla protagonista Lucy (Ella Purnell ) al marcescente ma pressoché immortale ghoul (Walton Goggins ), fino al membro della Confraternita d’Acciaio Maximus (Aaron Moten ) e al padre di Lucy, Hank (Kyle MacLachlan ), non possiamo certo lamentarci. Ma qualcosa di cui lamentarci, forse, lo abbiamo – perlomeno non riguardo il cast.
Fallout: problemi e criticità
Parlando dei problemi della serie, non vogliamo tirare in ballo i classici bug e difetti di performance dei giochi Bethesda, no. Ma ci preme far notare che uno dei potenziali problemi della serie TV è connesso proprio ai videogame . Da qui in poi, vi avvisiamo, potrebbero esserci SPOILER minori sull’intera serie televisiva.
Questo problema è legato in particolare ai finali possibili dei vari titoli del franchise , specialmente Fallout 4 e Fallout: New Vegas . Per stessa ammissione dei rappresentanti di Bethesda, in primis Todd Howard, la serie di Prime Video è canonica con tutti i videogiochi e, oltre ad andare a espanderne l’universo, mantiene plausibili tutti i loro finali .
Dunque, a prescindere che in Fallout 4 abbiamo distrutto o meno la Confraternita d’Acciaio, a prescindere che in New Vegas abbiamo devastato l’accampamento della Legione di Caesar o abbiamo ucciso il signore di Vegas, Mr. House, la serie andrà comunque avanti ignorando (ovviamente) quelle che saranno le scelte singole di ogni gamer/spettatore nelle proprie run videoludiche.
Questo è onestamente, inevitabilmente, un peccato , perché rende meno potenti tutte le scelte e i finali sbloccabili nei videogame di Interplay e di Bethesda. Ciò è vero a maggior ragione se pensiamo alla vastità degli Stati Uniti e al periodo che intercorre fra lo scoppio delle bombe atomiche e gli oltre 200 anni dopo , quando si svolge appunto la serie Amazon.
Sarebbe bastato premere ulteriormente sull’acceleratore, puntando a periodi, momenti, zone, città, mai visti nei videogiochi della saga. Invece si è optato per ambientarla giusto qualche anno dopo rispetto a Fallout 3 , Fallout 4 e New Vegas , per di più nelle zone e negli stessi luoghi già mostrati proprio in New Vegas e nei primi, ancestrali titoli del franchise.
Questo ha implicato un altissimo rischio di discrepanze e problemi con la timeline costruita in anni di videogame, come ci ha tenuto a far notare l’internet (per esempio con la distruzione della città di Shady Sands , di cui si parla nella serie Prime Video con una data che ha fatto storcere il naso a diverse persone ).
Mettendo però da parte questa componente, specifica unicamente di uno zoccolo duro di fan, lo scegliere questo tempo e questo luogo per la serie live action ha implicato anche il rischio di soluzioni narrative pigre e low effort . Parliamo di morti di personaggi importanti off-screen o di sosia per evitare che muoia il cattivo “grosso” .
La miglior serie TV basata su un videogioco? Ma, in soldoni, queste criticità, unite però al voler avere una serie TV che fosse canonica, bastano dunque a eliminare la possibilità che Fallout di Prime Video sia davvero l’unione perfetta fra serialità e gaming? Non sarebbe forse, a questi punti, stato meglio cancellare l’universo narrativo videoludico e narrare un qualcosa appartenente a una sorta di realtà alternativa ?
Come scriviamo assai apertamente fin dall’apertura di questa nostra riflessione, no. Con The Last of Us e Fallout , infatti, siamo più o meno alla pari, dall’avere un cast valido e proporre scelte registiche e narrative altrettanto di rilievo , per quanto con modalità alquanto differenti di mostrare il post-apocalisse (in Fallout con una vena di assurdità e di ironia, in The Last of Us decisamente in maniera più stereotipicamente cupa e drammatica).
E però, questa scelta di ampliare gli orizzonti anziché tornare nuovamente su quanto già visto, è secondo noi ottima , piuttosto che ritrovarci a guardare qualcosa stranoto, per non dire trito e ritrito. Ciò non significa che la creatura di Nolan e Amazon sia esente da difetti, tutt’altro, ma rimane comunque ciò che vorremmo da una serie TV basata su di un videogioco .
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