Approfondimenti

Mortal Kombat 1, l’anteprima: novità e timidi miglioramenti

Il periodo che stiamo vivendo, per i fan dei picchiaduro, rappresenta un ritorno di fiamma che sapevamo sarebbe arrivato ma mai così presto.

Street Fighter 6 lo scorso Giugno, Tekken 8 a gennaio dell’anno prossimo e Mortal Kombat 1 tra poco meno di un mese, il 14 settembre 2023: è proprio di quest’ultimo che possiamo discutere in questo momento avendo provato il titolo di NethetRealm Studios e pubblicato da Warner Bros. in anteprima.

Mortal Kombat 1 si presenta come un reboot completo della serie, sia in nomenclatura che di trama (di cui abbiamo ancora poca conoscenza) che spera di avvicinare nuovi utenti grazie ad un look migliorato ma pur sempre legato al modus operandi e all’estetica dei precedenti due capitoli.

Kombattenti e Kameo

L’aggiunta più interessante di questo Mortal Kombat 1 è sicuramente il sistema di assist introdotto per la prima volta nella saga in questo titolo, che aggiunge molta più complessità sia durante la fase di selezione personaggio che durante il combattimento stesso.

Ogni Kameo (così viene definita questa nuova meccanica introdotta in Mortal Kombat 1) infatti è caratterizzato da una serie di mosse attivabili con uno dei tasti dorsali che entreranno a dare una mano durante il combattimento sia per tecniche offensive che difensive. Ogni Kameo inoltre farà una comparsata durante gli attacchi X-Ray di ogni personaggio, mosse estremamente violente e caratteristiche della saga che si utilizzano premendo entrambi i grilletti una volta che il proprio personaggio raggiunge un livello piuttosto basso di vita.

L’aspetto più interessante di questa nuova aggiunta nel gameplay è la non sovrapposizione totale tra il cast di personaggi giocanti e gli assistenti: di fatto molti di questi ultimi non sono personaggi giocabili, e si ritrovano nel gioco esclusivamente come personaggi di supporto, un po’ come lo furono gli assistenti in Super Smash Bros. permettendo anche a vecchie glorie di tornare nel gioco più recente ma senza occupare uno slot nella scelta del personaggio.

I Kombattenti più classici tornano ovviamente come in ogni gioco, anche se qui sembra esserci un forte senso di rinascita dato dai design nuovi e dallo stile più “elegante” che rende questo nuovo capitolo diverso dai precedenti. Ovviamente ognuno classicamente accompagnato dalle proprie cinematiche e dalle loro Fatality, le famose animazioni speciali che ogni giocatore può attivare per infierire ulteriormente sull’avversario appena battuto mostrando il lato gore di Mortal Kombat.

È tosto perdere le vecchie abitudini

NetherRealm Studios sembra non riuscire a perdere una vecchia e cattiva abitudine, legata si ad un bel rimando nostalgico ma non proprio apprezzato dai fan di picchiaduro più accaniti: la qualità delle animazioni.

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Nonostante sia migliorata di molto la loro qualità dal capitolo precedente o dalla serie di Injustice, le animazioni tendono ancora oggi ad essere poco bilanciate con il peso dei colpi inflitti all’avversario, facendo risultare un combattimento altalenante per chi come me ha esperienza in questo genere di videogiochi.

Le animazioni raggiungono il loro picco massimo al di fuori del gameplay nudo e crudo, in quelle che sono bellissime cinematiche e durante le X-Ray e le Fatality.

Certo, non ho riscontrato di dover tirare un pugno da fermo come in Mortal Kombat X, ma anche nel nuovo capitolo continua a sentirsi un sentore di rigidità in tutte le animazioni del gioco; più che sembrare una simpatica citazione alle vecchie animazioni in motion capture, sembra che tutti i personaggi abbiano dei pali rigidi al posto delle articolazioni e vari dolori alla schiena.

Di estremamente positivo però ho trovato invece il nuovo sistema di combo, che permette di renderle più lunghe e interessanti e soprattutto di sfruttare più verticalità per ogni personaggio, aggiungendo tantissime possibilità nel liberare la creatività e di crearsi un proprio stile di combattimento.

Mortal Kombat sulla buona strada

Ma questo Mortal Kombat sembra sicuramente messo su una buona traiettoria, se NetherRealm continuerà a migliorare di gioco in gioco come sta facendo, tra qualche capitolo potremmo avere un picchiaduro incredibile, degno della nomea che è riuscito ad avere nel corso degli anni.

Detto questo, sono comunque contento dei miglioramenti che il gioco ha dimostrato nei suoi sistemi di gameplay, dalla meccanica del Kameo che introduce la possibilità di essere assistiti durante il combattimento con mosse spettacolari al già citato rinnovato sistema di combo.

Inoltre molti dei nostri fan che seguono altri media saranno contenti di sapere che il primo season pass di questo titolo porterà combattenti del calibro di Omniman da Invincible, Homelander da The Boys e Peacemaker dalla omonima serie, una sorpresa molto piacevole anche se già assaporata con i cameo cinematografici all’interno dei precedenti capitoli.

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Finiks

Appassionato di videogiochi e di internet da tenera età. In costante crescita e ricerca di nuove esperienze. L'amore che provo per RPG e Fighting game non ha rivali, ed eccomi qui a parlarne.

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