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Crash Team Racing Nitro Fueled Recensione: (ri)accendiamo i motori!

Pubblicato

il

Crash Team Racing Nitro Fueled

8.3

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

7.5/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

8.5/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

9.0/10

Pros

  • E' ancora Crash Team Racing
  • Gameplay svecchiato in maniera corretta
  • Tracciati piuttosto vivi e ben ricreati...

Cons

  • ...anche se alcuni sentono il peso degli anni più di altri
  • Comparto online "banale"
  • Netcode da migliorare

Pronti, partenza, VIA… e si ritorna con Crash e compagnia a bordo dei kart. Dopo più di 16 anni da Crash Nitro Kart ed addirittura 20 da Crash Team Racing, eccoci su Crash Team Racing Nitro Fueled!

Crash Team Racing Nitro Fueled (disponibile dal 21 giugno 2019 per PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch) segna il ritorno della saga su 4 ruote: come se la saranno cavata Beenox ed Activision?

Il solito Crash Team Racing… ma Nitro Fueled!

La prima cosa che tutti i fan storici della serie (target principale di queste “operazioni nostalgia”) si chiedono è: ma è ancora Crash Team Racing?
Beh, NÌ: più sì che no… ma non è un male, anzi!

Questo CTR Nitro Fueled continua l’operazione certosina iniziata con la N-Sane Trilogy.

Anche se prima ho citato il termine “operazione nostalgia”, non fraintendetemi: la N-Sane Trilogy e Nitro Fueled non sono SOLO questo… anzi, parliamo di un obiettivo ben più grosso.

Il vero obiettivo di Activision con questi due titoli (e non solo, tiriamo in ballo pure la Reignited Trilogy di Spyro) è, sì convincere i fan storici, ma anche svecchiare i giochi in questione e renderli giochi attraenti per i nuovi giocatori dell’attuale generazione.

Insomma, vuole accontentare tutti senza rinunciare a nulla.

Come hanno raggiunto questo risultato?
Il cuore (o forse dovrei dire motore?) originale dell’originale Crash Team Racing si sente, altrochè… ma ha deciso di usare i 20 anni di invecchiamento al contrario, ringiovanendo perfino (per quanto possibile).

Facile da imparare… (ancora più) difficile da padroneggiare

Partiamo parlando del gameplay: la prima impressione può davvero risultare disagiante per i veterani. Con il pad alla mano sembra proprio un altro gioco, almeno per i primi minuti.

La mia personale spiegazione a ciò è presto detta: il gioco è più fluido, più transizioni morbide, non abbiamo “scatti” a livello di animazione, ed è questo che tradisce la nostra memoria muscolare e visiva, che deve abituarsi ed allinearsi a questo nuovo gameplay.

Inoltre, dopo un’analisi più accurata, possiamo notare come (forse) i salti sono mediamente più alti di quelli della versione originale (o comunque in generale, le shortcut sono leggermente più semplici da raggiungere).

Insomma, CTR Nitro Fueled ha il gameplay dell’originale, ma reso più profondo e leggermente diversificato: i veterani non dovranno reimparare il gioco… ma dovranno ripadroneggiarlo, questo sì.

Il comparto tecnico ed il quasi magico (re)make-up…

Passando al lato tecnico (video ed audio), il lavoro certosino rasenta la perfezione: le soundtrack ed i tracciati sono stati rivisitati rimanendo comunque sempre fedeli all’originale (e se proprio aveste troppa nostalgia, è possibile impostare l’utilizzo della colonna sonora originale).

Il feeling, insomma, con i relativi intervalli di tempo delle animazioni a parte, è lo stesso: l’intera ed originale anima di Crash Team Racing si percepisce.

…che per alcuni tracciati non è bastato

Certi tracciati, però, sono invecchiati davvero male: vuoi per cattivo game design originale (e qui parliamo sopratutto dei tracciati di Crash Nitro Kart, generalmente meno ispirati, paradossalmente, di quelli di Team Racing originale, nonostante siano più vecchi), o semplicemente per i tempi che cambiano, alcuni tracciati “sanno” effettivamente di vecchio.

Nessuna colpa, quindi, ai ragazzi di Beenox: sfortunatamente, in sede di recensione, non dobbiamo valutare solo il loro lavoro di rifacimento dell’opera, ma la resa finale del gioco in sé.

Processo di ammodernamento incerto?

Chiariamoci: per me con il suo 8.3 di voto, Crash Team Racing Nitro Fueled ha già conseguito il suo obiettivo, eppure cosa poteva (o potrà, visto che è già stato ufficializzato l’arrivo di nuovi contenuti tramite update gratuiti) fare di più?

Innanzitutto, come dissi già nelle “impressioni a caldo” che scrissi su Facebook, per esempio, una modalità più “competitiva” senza power up, o comunque, con un bilanciamento simile a quello che vediamo in Super Mario Kart, con tanto di rank e stagioni classificate (magari facendo 2 code: una “classica“, identica al gameplay attuale, ed una “competitiva” con i cambiamenti accennati).
Insomma, senza che parta con un listone di supposizioni ed idee sul comparto online piuttosto soggettive, mi limito a fermarmi qui.

Multiplayer a parte, comunque, molti hanno sottolineato questa “paura” di proporre cose troppo diverse dall’originale (che, se affiancate a ciò che comunque c’è già ora, non sarebbero state viste così male).

Un peccato, certo, ma questa scelta magari ha un senso particolare: conservare le innovazioni più “moderne” per gli eventi o, magari, per un fantomatico “Crash Team Racing Nitro Fueled 2” da sviluppare in futuro? Chissà.

Conclusioni

Crash Team Racing Nitro Fueled è davvero un ottimo prodotto: svolge ed incarna egregiamente la sua ragion d’essere, come degno testimone “boostato” del capitolo originale dal quale eredita tutto, anche i punti negativi.

Per gli appassionati dei giochi di corse con protagonista Crash Bandicoot & Co. è ovviamente un must buy che regalerà tante emozioni, ricordi e… tanto divertimento!
Per le “nuove leve” invece è l’ennesima occasione di poter recuperare un’altro dei videogiochi più importanti, a livello culturale, del nostro medium.

NOTA BENE: Ho deliberatamente evitato di parlare della modalità avventura e dei minigiochi, poiché rimasti praticamente invariati.
Menzione d’onore per il lavoro fatto nel rifare tutte le cutscenes ed il ridoppiaggio, in ogni caso.

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Caporedattore di SpaceNerd.it. Videogiocatore fin dai 3 anni, cresciuto con Gameboy Color, Sega Master System e Playstation One. Legge di videogiochi fin dai tempi di "Giochi per il mio computer". La sua saga preferita è quella di "Prince of Persia", serie storica di Ubisoft, che lo ha legato in modo indissolubile dall'infanzia ad oggi al mondo videoludico. Altri suoi hobby ed interessi sono anime, la programmazione, musica e la tecnologia in generale.

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