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LaSabri ed il caso Kingdom Hearts 3

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LaSabri ed il caso Kingdom Hearts 3 1

Salve a tutti! Sono Valeric Saglia e sono uno studente universitario che ha come hobby la creazione di video d’intrattenimento su YouTube. Ho fatto una live nella sera in cui è uscito il video de LaSabri “13 ANNI CHE TI ASPETTAVO…la mia nuova avventura“.

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Nello streaming ho reagito al suddetto video in modo sincero, ma esagerato, poiché ero stizzito dalla presa in giro evidente. Consapevole che si trattasse di una collaborazione con Square Enix e che si stesse promuovendo un gioco verso un pubblico piccolo come quello della influencer (sebbene il detto che “KH sia un gioco per bambini” si sa che sia sbagliato da ormai 17 anni), non ho acconsentito ad una sua mancanza principale: LA CREDIBILITÀ.

Il fatto che non si ricordasse il nome degli heartless, non riconoscesse kupo e i dreameater, non sarebbe stato un problema se non si fosse definita implicitamente una “fan”. Quindi, in seguito a tale video proposto in maniera non degna secondo me, aprirei una discussione su come un influencer dovrebbe promuovere un prodotto.

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Sarebbe appropriato contestualizzare il prodotto facendo immergere il visualizzatore nell’atmosfera adatta (in questo caso cenno della storia iniziale di KH3). Ammettere l’ignoranza su un prodotto che ha già un florido background per poi indurre il pubblico a recuperarselo sarebbe una mossa onesta da parte dell’influencer.

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Quindi, riferendoci a KH3, l’influencer perfetto dovrebbe essere uno che:
-abbia un pubblico numeroso (dove la Squarenix ha puntato, sembrerebbe, quasi unicamente);
-abbia un pubblico vario (non solo bambini, apparte target cui si è prefissata l’azienda, errando secondo me);
-abbia una relativa passione per il prodotto (non si intende forzatamente un fan, ma uno che sappia già in primis di cosa si stia parlando e che, magari, abbia apprezzato il suo background);
-sia un “professionista” del settore (con KH3 s’intende che l’influencer sia principalmente un videogiocatore).
È stata un’opportunità persa per promuovere come si deve un prodotto del genere.

Bisogna aprire una parentesi anche il marketing di KH3, io essendo un fan accanito, sono rimasto basito dalla campagna marketing effettuata, poiché si è proposto il videogioco come un titolo AAA (quale è) atteso e con una responsabilità enorme alle spalle. Il tallone d’Achille è il recupero NECESSARIO della lore. È un videogioco che per essere capito a pieno necessita 9 giochi ulteriori da completare completamente. Videogiochi che necessitano in generale più di 20 ore l’uno per essere completati. Quindi qui si capisce che promuoverlo in questa maniera e proporlo ad un nuovo pubblica costringe implicitamente i neofiti a recuperarsi tutto il resto.

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Ultimando la questione de LaSabri, lei è dentro un network potente in Italia (Grow Up Group) dove all’interno vi sono la maggior parte degli influencer con maggiori numeri in Italia. Essa ha il potere di reindirizzare ai propri membri la maggior parte delle richieste commerciali, editoriali, sponsoship, ecc. Quindi è ovvio (a malincuore) che sia avvenuta tale collaborazione basata completamente dal livello di fama e da una raccomandazione piena.

Si ringraziano Marco e il resto dello staff di Spacenerd per avermi dato l’opportunità di scrivere il mio pensiero nel loro sito. Vi invito a seguirmi su YouTube se amate i videogiochi, il trash e un intrattenimento povero!

A voi il mio link: https://youtube.com/channel/UCZxfjWv4ko7lvWuq5ZdRD8g

SCOPRI CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO!

Mi chiamo Samuele Furfaro, ho 16 anni e faccio parte di SpaceNerd!
Sono profondamente nerd fin dalla nascita, amo i videogiochi, i film e le serie tv. Credo che Game Of Thrones sia per ora la mia preferita!

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