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Xenoblade Chronicles 2 – Torna ~ The Golden Country, la recensione

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Xenoblade Chronicles 2: Torna ~ The Golden Country

8.7

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

8.7/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

8.4/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

9.1/10

Pros

  • Gameplay e sistema di combattimento rivisitati
  • Trama e mondo di gioco molto ricchi e coinvolgenti
  • Riferimenti alla storia del gioco principale molto apprezzati
  • Comparto artistico di prima categoria

Cons

  • I problemi tecnici, soprattutto in portatile, si fanno ancora sentire
  • La meccanica del "Prestigio" risulta fine a se stessa
  • Molte attività secondarie sono noiose e narrativamente poco intriganti

Dove tutto ebbe inizio

Decidere di recensire Torna ~ The Golden Country, antefatto di Xenoblade Chronicles 2, non è stato facile. Se da un lato morivamo dalla voglia di re-immergerci nell’incantevole mondo di Alrest per scoprire le premesse da cui trae le basi l’ultima grande opera di Monolith Soft, dall’altro eravamo ben consci che un DLC non avrebbe mai potuto raggiungere gli stessi picchi di intensità del prodotto principale. Ma l’errore è proprio questo, considerare questo capitolo alla stregua di un DLC, cioè di un semplice e limitato arricchimento dell’esperienza principale con la sola pretesa di intrattenere il giocatore per qualche ora extra. Per essere precisi tuttavia, è bene ricordare che Torna ~ The Golden Country può essere acquistato tramite il Season Pass di Xenoblade Chronicles 2, in aggiunta a una serie effettiva di nuovi contenuti che arricchiscono l’esperienza dell’ardito Rex e di tutta la combriccola di Ductor e Gladius. Premesso ciò, il feeling che il giocatore ha di fronte all’espansione è completamente diverso, forse più simile a quello che si avrebbe con uno spin-off prequel di una saga che conosce molto bene. Da ciò deriva inoltre la scelta, da parte di Nintendo, di vendere questo prodotto anche in formato Retail, completamente indipendente dall’acquisto dell’opera principale. 

Let the Battle Begin!

Prima di addentrarci negli aspetti più profondi di questo titolo è bene ricordare che, come gli altri capitoli della saga di Xenoblade, anche questo risulta essere fondamentalmente un JRPG improntato all’azione. Non ci soffermeremo troppo nel descrivere il Gameplay anche perché, in buona parte, è molto simile a quello del titolo di riferimento. Preferiamo invece evidenziare alcune differenze, soprattutto nella gestione degli scontri, che conferiscono al titolo un feeling in parte nuovo. Se il combat system di Xenoblade Chronicles 2 era fortemente basato sul ductor di riferimento (anche se nella gran parte dei casi la scelta ricadeva proprio sul protagonista Rex) e richiedeva una sapiente alternanza delle tecniche dei Gladius per inanellare una serie di combo devastanti; in questo prequel, tutto il party viene messo sullo stesso piano, che si tratti di ductor o gladius. Infatti, pur essendo comunque indissolubilmente legati al proprio Ductor, i Gladius possono finalmente combattere in prima linea attraverso una serie di autoattacchi, tecniche, e combo di diversa natura. Di conseguenza acquisisce un ruolo di primaria importanza lo “switch”, ossia l’interscambio tra avanguardia e retroguardia, proprio per riuscire a proseguire con le combo e per evitare che il personaggio da noi controllato vada al tappeto. Questa meccanica, insieme a una gestione dell’intelligenza artificiale del Party che ci è parsa di gran lunga superiore rispetto a quella del titolo principale, contribuisce a cambiare in modo abbastanza significativo l’approccio che si ha con i nemici.  Allo stesso modo, i ruoli dei personaggi (quali difensore, attaccante e guaritore) ci sono parsi leggermente meno fissi e più intercambiabili, in virtù del fatto che ogni membro del party acquista una maggiore versatilità e indipendenza.

Tuttavia ci sentiamo di rassicurare tutti coloro che hanno apprezzato particolarmente il sistema di combattimento di Xenoblade Chronicles 2, dato che in buona parte i fondamenti rimangono gli stessi. Anzi alcune meccaniche come le combo Ductor, che nell’esperienza originale risultavano molto difficili da portare a termine se non in fasi avanzate dell’avventura, in Torna ~ The Golden Country risultano essere praticabili sin dall’inizio. In definitiva, in mancanza del fattore “personalizzazione”, dato dall’eliminazione dei cristalli nucleici che permettevano di ottenere in maniera randomica un determinato gladius più o meno raro, in Torna tutto si basa su una consapevole gestione del party che fondamentalmente rimane immutato dalle prime ore fino all’epilogo.

Non dimentichiamo poi il ruolo centrale, a fianco dei combattimenti in tempo reale, dell’esplorazione dei titani che compongono Alrest. Rispetto alla vastità di Xenoblade 2, questa espansione conta solamente due titani esplorabili, di conseguenza anche le attività secondarie, i collezionabili e i mostri unici risultano essere più limitati e per alcuni tratti ripetitivi. In ogni caso però, la concentrazione delle attività di gioco si mantiene sugli stessi livelli del titolo principale, con una buona alternanza tra le varie fasi di gameplay che contribuisce a mantenere un ritmo piuttosto vario ed elevato.

I tuttofare di Alrest!

Bisogna tuttavia evidenziare un evidente punto di debolezza dell’intera produzione che, probabilmente, in questo prequel si rende ancora più evidente. Al netto di una semplificazione, ottenuta attraverso l’eliminazione di alcuni contenuti (quali le missioni mercenari, lo sviluppo dei continenti, e l’ottenimento di gladius tramite cristalli nucleici), questo capitolo introduce la meccanica del “prestigio”. In poche parole si tratta di un semplice indicatore del supporto che il nostro gruppo è riuscito a ottenere aiutando o semplicemente interagendo con i personaggi del gioco. Se da un lato può sembrare un’aggiunta interessante, in realtà è solo un pretesto utilizzato dagli sviluppatori per accertarsi che il giocatore abbia svolto una serie sufficiente di attività secondarie prima di affrontare l’ultima fase di gioco. Ebbene sì, il prestigio viene chiamato in causa solo in questa unica occasione, senza effettivamente concedere altre gratificazioni a colui che decide di investirci del tempo.

Al di là di questo, ciò che rende questa meccanica abbastanza farraginoso è proprio la mediocrità di buona parte delle attività secondarie. Proprio come in Xenoblade Chronicles 2, la gran parte di queste sono fetch quest, che richiedono di ottenere dei particolari oggetti, interagire con determinati NPCs o far fuori alcune tipologie specifiche di mostri sparsi nella mappa. E in ognuno di questi casi è richiesto lo spostamento del giocatore da un punto A a un un punto B della mappa per un discreto numero di volte, cosa che non fa altro che stimolare l’uso e l’abuso dei viaggi rapidi e lasciare da parte l’esplorazione. Insomma, uno dei difetti principali del titolo (e di buona parte dei giochi di ruolo giapponesi dell’ultimo decennio) rimane pressoché inalterato anche nel DLC, anzi leggermente aggravato a causa della necessità di compiere un numero stabilito di attività secondarie per arrivare ai titoli di coda.

Un’ultima novità in Torna ~ The Golden Country la troviamo nei falò, che non sono altro che accampamenti attorno a un fuoco vivo che ci permetteranno non solo di riposare come in una locanda, ma anche di creare oggetti utili sia al completamento dell’albero delle abilità dei gladius, sia per ottenere piccoli bonus aggiuntivi in battaglia.

Tirando le somme, è impossibile non notare come il gameplay di Torna sia, non solo uno dei principali punti di forza dell’esperienza, ma anche discretamente migliorato rispetto al titolo originale (soprattutto per quanto riguarda il combat system). I cambiamenti sono minimi, non rovinano l’atmosfera generale, ma anzi contribuiscono a svecchiarla dandole una ventata di originalità. Insomma, se giocare a Xenoblade Chronicles 2 vi ha divertiti, probabilmente questo antefatto… beh vi divertirà ancora di più.

“Ti proteggerò sempre.”

Ma passiamo ora all’analisi del comparto narrativo di questo capitolo. Premettiamo che eviteremo ogni tipo di Spoiler e ci limiteremo invece ad alcune considerazioni di carattere generale per quanto riguarda la trama. Prima di tutto ciò, dobbiamo però rispondere a un dubbio che molti di voi potrebbero avere. “Per giocare a questo titolo è strettamente necessario aver giocato a Xenoblade Chronicles 2?”. La risposta, come dichiarato anche da Nintendo, è no. D’altronde, la scelta di vendere il titolo in modo del tutto indipendente dal gioco di origine, ci fa capire come possa essere ugualmente fruito anche da chi Xenoblade 2 non l’ha mai toccato. Anzi, trattandosi di un vero e proprio antefatto, ne trarrebbe solo giovamento, in quanto alcuni personaggi poco approfonditi nell’avventura di Rex, acquisiscono una sorprendente caratterizzazione in questo titolo. Non solo, sono infatti numerosi i riferimenti e i flasback indietro nel tempo di 500 anni del capitolo principale, quindi colui che si approccia alla saga con questo prequel godrebbe di una maggiore comprensione delle vicende di Alrest.

Tuttavia, a nostro avviso, i vantaggi si fermano qui. Tralasciando il fatto che il sistema di combattimento e di gestione del party risulta essere di gran lunga più comprensibile nel titolo principale (proprio a causa di un più graduale insegnamento delle varie meccaniche), il giocatore novizio potrebbe avere più difficoltà anche ad inserirsi nella Lore dell’interessantissimo mondo di Alrest. Non sempre tutto viene spiegato con la stessa chiarezza di Xenoblade 2, e alcune volte si possono notare delle strizzatine d’occhio a chi il titolo principale lo ha già finito. Anche i personaggi potrebbero apparire più decontestualizzati se li si considera solamente in questo capitolo. Insomma nonostante aver giocato Xenoblade 2 possa rappresentare per certi versi uno spoiler sulla trama di Torna, dal nostro punto di vista i vantaggi per quanto riguarda la conoscenza del mondo e dei personaggi, superano lo svantaggio appena evidenziato.

Considerando invece il ritmo della narrativa, quest’ultima si mantiene su livelli molto elevati, per poi scoppiare nella fase finale. Non raggiunge di certo i livelli altissimi del titolo principale, però è innegabile come Monolith Soft sia in grado di raccontare le sue storie in modo eccezionale. I colpi di scena in Torna sono meno frequenti, ma non dimentichiamo che la longevità totale dell’esperienza corrisponde circa a un quarto rispetto a quella di Xenoblade 2. Inoltre, in alcune cutscenes particolarmente ricche di pathos, il gioco riesce a coinvolgere e ad emozionare il giocatore in modo abbastanza sorprendente.

Per quanto invece riguarda la caratterizzazione dei personaggi, abbiamo notato come, in realtà, i veri protagonisti dell’espansione siano la ductor Lora e il suo gladius Jin, tuttavia non si può di certo concludere che gli altri membri del party siano stati tralasciati rispetto a questi ultimi. Inoltre ricordiamo ancora una volta che, per comprendere a fondo la psicologia e la maturazione di questi ultimi, è necessario aver completato l’avventura principale.

L’unico difetto è, ancora una volta, rappresentato dalle sole missioni secondarie. Le trame di queste ultime sono banali nella gran parte dei casi, inoltre la pesantezza in termini di gameplay può portare, in molti casi, a tralasciarle dal punto di vista narrativo. Alcune invece, bisogna riconoscere, sono molto più approfondite e richiamano in modo evidente ad alcuni aspetti della lore di Alrest. In generale è un peccato, perché anziché tenere alto il ritmo narrativo del gioco, molte attività secondarie contribuiscono a fermarlo.

La terra dorata

Infine, tecnicamente, il gioco lascia abbastanza a desiderare. Di fronte a una componente artistica assolutamente fuori parametro, con ambientazioni, personaggi e sountrack eccezionali, il titolo commette alcuni scivoloni dal punto di vista tecnico, se lo si confronta con alcuni titoli tripla A degli ultimi anni. La bassa risoluzione e i cali di framerate che hanno caratterizzato Xenoblade 2 permangono abbastanza inalterati, soprattutto in modalità portatile. Tuttavia stavolta la situazione migliora sensibilmente in modalità docked, dove sentirete di certo il bisogno di esplorare in modo più approfondito le stupende ambientazioni che Monolith ha realizzato sopra i titani della Torna e del Gormott. Infine nelle cutscenes si possono notare miglioramenti riguardanti le espressioni facciali e i movimenti, più “naturali e realistici” da parte dei personaggi, nonostante qualche piccola sbavatura che tuttavia può essere perdonata.

Invece la colonna sonora raggiunge un livello altissimo, merito anche del maestro Yasunori Mitsuda che ha saputo riarrangiare alcune delle più belle soundtrack del titolo principale in modo superlativo. Concludiamo l’analisi del comparto audio con il doppiaggio, presente solo in Giapponese e Inglese, con sottotitoli in Italiano. Da questo punto di vista ci sentiamo ancora una volta di promuovere a pieni voti il doppiaggio giapponese (molto espressivo e verosimile) e di bocciare quello inglese (decisamente più povero da questo punto di vista).

Rex, ora tocca a te!

Insomma, Torna ~ The Golden Country rappresenta un contenuto aggiuntivo di straordinaria qualità, se lo si considera in relazione al fatto che viene distribuito insieme al Season Pass del titolo principale. Più che un DLC, si presenta come un nuovo titolo, di certo molto simile a Xenoblade Chronicles 2, ma con alcune novità che faranno la gioia anche dei giocatori più navigati. Il gameplay, già collaudato, funziona alla grande e riesce a soddisfare tutti gli amanti di questo genere videoludico. La trama, molto ricca e coinvolgente, offre un approfondimento davvero notevole sugli antefatti che rappresentano le premesse fondamentali per capire a tutti gli effetti anche il titolo principale. Per concludere, qualora abbiate amato Xenoblade Chronicles 2, il DLC rappresenta una tappa obbligatoria cui non potrete sottrarvi in alcun modo; qualora invece non vi siate mai approcciati a quest’ultimo, beh adesso è giunto il momento migliore per farlo.

LA VIDEORECENSIONE

 

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Sono Matteo Bassani del gruppo N-Style composto da Lorenzo Donà, Riccardo Bordon, Simone Sattin e me stesso! Siamo quattro ragazzi con la passione per Nintendo e il mondo dei videogames in generale. Passione così grande che ci ha spinti a trasmetterla a tutti grazie a un canale YouTube: N-Style. Giochiamo a un po' a tutto: da Metal Gear Solid a GTA, da Kingdom Hearts a Ratchet & Clank... Ma, sotto sotto, il nostro cuore batte sopratutto per la Grande N. "Feel the Nintendo Style!"

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