Castlevania Stagione 4: La Recensione – Qualcosa finisce, qualcosa inizia

Castlevania stagione 4

8.1

SCRITTURA

6.5/10

REGIA

8.0/10

COMPARTO TECNICO

9.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

7.0/10

CAST

10.0/10

Pros

  • Chiusura degli archi di tutti i personaggi
  • Dialoghi meglio costruiti delle precedenti stagioni
  • Nuovi personaggi accattivanti
  • Animazione eccelsa

Cons

  • Dialoghi allungati
  • Epilogo troppo lungo
  • Annuncio di uno spin-off poco voluto

Castlevania, una delle serie animate per adulti più conosciute di Netflix giunge alla sua conclusione. Dopo quattro stagioni, le avventure di Trevor Belmont e dei suoi amici per fermare il ritorno di Dracula sono terminate.

A buon rendere, si verrebbe da dire, dopo una terza stagione alquanto inutile per quanto riguardava gli archi narrativi dei protagonisti, che si sono imbattuti in sottotrame che non hanno portato a nulla se non ad un ulteriore aumento del mood grigio di Trevor, Sypha e Alucard.

Gli unici fattori degni di nota della precedente decina di puntate sono state l’entrata in scena di Saint Germain e le vicende legate a Hector e Isaac, ma a parte queste non vi era che un lungo senso di preparazione, di costruzione al gran finale di serie, questi ultimi episodi che chiudono definitivamente il viaggio dei nostri personaggi. Al contempo, chissà, aprendone anche un altro. Arriveremo anche a quello.

La Morte arriva per tutti

Diversi mesi dopo i fatti della terza stagione, una nuova ombra incombe sull’Europa: non solo Carmilla intende portare il suo piano di conquista del mondo agli estremi massimi, rendendo sempre più fragile la fiducia che le sue consorelle ripongono in lei; non solo Saint Germain è tornato con un nuovo, controverso piano per aprire il Corridoio Infinito e riunirsi con sua moglie; ma dall’oscurità spunta anche una setta di adoratori della Morte che intende riportare in vita Dracula perché guidi le orde del male.

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A frapporsi fra la salvezza e la condanna del mondo vi sono Trevor e Sypha, che tornano sui loro passi per impedire che il loro antico nemico risorga. Intanto Alucard stringe un’improbabile alleanza con un villaggio di contadini per difenderli dai demoni, la qual cosa potrebbe dargli un nuovo scopo per vivere, dopo essere stato costretto ad uccidere due fratelli che credeva potessero essere suoi nuovi amici.

Infine Isaac e Hector devono fare i conti con le loro creazioni, e con ciò che vuol dire servire una vampira sanguinaria, chiedendosi se valga davvero la pena condannare la propria specie, se lo desiderano davvero o se sia tutto un plagio di un folle padrone.

 

Un degno finale?

Come conclusione delle peripezie dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere nel corso della serie e risoluzione della trama che li ha visti viaggiare per il mondo, non si può dire che questa stagione non raggiunga il proprio obiettivo.

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Ognuno dei personaggi che rappresentano i diversi POV nei quali è divisa la vicenda ha un obiettivo ben preciso, che viene sviluppato, approfondito e infine raggiunto da ognuno di loro, nel bene o nel male. Gli ostacoli che affrontano riescono effettivamente a far provare tensione nello spettatore che ha seguito la storia sin dall’inizio, e i continui colpi di scena mantengono alto l’interesse fino alla fine.

Non ci sono più vicende secondarie inutili o che servono solo ad allungare lo strazio dei protagonisti: ogni azione avrà una conseguenza e ogni personaggio, vecchio o nuovo che sia, avrà un ruolo importante nella storia.

Personaggi vecchi e nuovi

Che sia la ricerca della propria identità in Alucard, il fermare il ritorno di Dracula per Trevor, il ricongiungersi la propria amata per Saint Germain o anche ritrovare la propria umanità per Isaac, ogni personaggio terminerà il proprio arco caratteriale, il che non vuol per forza dire che la loro storia sia finita: alcuni moriranno, altri continueranno a vivere dopo aver raggiunto il proprio scopo, altri ancora ritorneranno a viaggiare per cercarne uno nuovo.

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Isaac è forse il personaggio che affronta il cambiamento più profondo tra tutti: attraverso il rapporto che instaura con le creature da lui stesso create, che lentamente sembrano acquistare sempre più identità, e lo scambio di idee contrastanti con Hector, prova un forte mutamento nel suo punto di vista sulla razza umana e sul mondo.

Lui e Hector sono due facce opposte della stessa medaglia: chi è costretto a fare ciò che fa perché spinto dall’amore e chi lo fa per un puro desiderio di vendetta. Alla fine entrambi raggiungono un punto di convergenza verso il finale, perché da come hanno iniziato insieme questo viaggio, lo concluderanno insieme.

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Morana e Striga sono probabilmente i personaggi più “nel mezzo”, né totalmente buone né ferocemente spietate, ma si capisce perché siano arrivare ad avere tale grigiore nelle loro personalità e di come, in fondo, come per Isaac e Hector, come l’una completi l’altra: entrambe hanno dubbi sulla loro fedeltà verso Carmilla, sul loro amore e sul ruolo che hanno nel mondo.

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Assieme a una ragazza bisessuale e poligama presente nella serie, sono una più che buona rappresentazione del mondo LGBT.

Tra i nuovi personaggi introdotti, forse i più interessanti sono Varney, detto il Vampiro di Londra, creatura dal forte carisma e che, seppur all’inizio sembri un semplice smorfioso pieno di sé, più avanti mostrerà un ruolo più pesante nella vicenda (doppiato da quel mostro sacro di Malcom McDowell), e Zamfir, una guardia cittadina della vecchia Targoviste che accompagnerà Trevoe e Sypha nella loro missione.

Dialoghi troppo dialogati

I precedentemente citati dialoghi sono sia un pregio che un difetto in questa stagione: in quelle precedenti, essi parevano la prima stesura, una bozza di quello che sarebbero dovuti essere, lo scambio e gli argomenti trattati parevano casuali, o trattavano dello stesso argomento più e più volte.

Qui al contrario si capisce il conflitto che due o più personaggio hanno, di come due idee opposte o simili entrino in contrasto tra loro: ogni dicotomia in essi ha un inizio, un innalzamento di tensione e un’intesa finale, proprio come le strutture di una storia.

Il guaio, però, è che sono eccessivamente lunghi, o si ripetono anche tre volte nel corso degli episodi cambiando solo il modo di parlarne. Questa stagione avrebbe potuto avere anche due episodi in meno, se avessero tagliato diverse botte e risposte o avessero evitato di farli ripetere.

Comparto tecnico

L’animazione segue la solita formula delle precedenti stagioni: nel corso degli episodi è prettamente standard, con un’alta attenzione ai dettagli, ai colori accesi per accentuare l’impatto visivo anche nelle scene girate in luoghi bui, ma con molti giochi luce-ombra. Tale forza visiva ha più effetto ovviamente nelle scene d’azione, che è molto più presenti in questa stagione rispetto alle precedenti, cosa assai apprezzata.

In tali sequenze l’animazione è ai livelli più eccelsi dell’intera serie, la fluidità dei movimenti aumenta man mano che il climax raggiunge il suo culmine, e più i combattimenti diventano titanici e truculenti, più la musica raggiunge livelli epici e corali, senza calare l’eccitazione negli spettatori.

Il tutto raggiunge l’apice nei combattimenti degli ultimi episodi, che sono forse tra i meglio animati e coreografati degli ultimi anni, aggiungendo anche una computer grafica che non stona per niente, come negli ultimi film riservati a Dragon Ball, ma viene equilibrata con la tecnica in 2D a volte nelle stesse inquadrature..

Fine… ?

L’episodio finale è, purtroppo, un’altra grande pecca della serie. Non solo serve come lungo e eccessivamente prolisso epilogo alla storia, con i già citati dialoghi allungati, soprattutto nelle ultime scene con Trevor e Sypha, le quali finiscono per diventare quasi irritanti. Il peggio è anche l’indiretto annuncio di una seri spin-off incentrata su due personaggi che, e spiace dirlo, non meritavano una propria storia.

Uno di loro soprattutto, moralmente parlando, non avrebbe dovuto avere l’occasione di tornare, se non per una forma di tardiva redenzione, giunta tuttavia troppo tardi per creare una sorta di riconciliazione col mondo. Sembra troppo raffazzonato e tirato, solo per dare un contentino ai fan verso un personaggio tanto amato.

Dunque, come la seconda e la terza stagione sono una preparazione per la quarta, il finale della suddetta è una preparazione per il loro spin-off? Probabilmente, ma almeno ha saputo chiudere le avventure di molti dei suoi personaggi, che probabilmente (anzi, sicuramente), appariranno nel suddetto spinoff, e ciò può bastare per rendere tale stagione un prodotto accettabile.

Ma “accettabile” non è neanche un termine esatto per descrivere questa quarta e ultima stagione di Castlevania. Certo, non è eccelsa, ma non è neanche brutta, buona di sicuro lo è. Presenta molti dei difetti delle sue precedenti, ma almeno cerca di assottigliarli un po’, aumentando invece il filtro di epicità che si confà ad un gran finale, soprattutto nelle scene d’azione, che da sole valgono la visione della serie.

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Veoneladraal

Fin da bambino sono sempre stato appassionato di due cose: i romanzi fantasy e il cinema, passioni che ho coltivato nel mio percorso universitario, laureandomi al DAMS Crescendo hoi mparato a coltivare gli amori per i videogiochi, i fumetti e ogni altra forma di cultura popolare. Ho scritto per magazine quali Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, e ora è il turno di SpaceNerd di sorbirsi la mia persona! Sono un laureato alla facoltà DAMS di Torino, con tesi su American Gods e sono in procinto di perseguire il master in Cinema, Arte e Musica.

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