fbpx
Social

Recensioni

Xbox Series S, la recensione: next-gen sì, ma con compromessi

Pubblicato

il

Xbox Series S

La concezione di next-gen secondo Microsoft rappresenta forse ciò che fino a qualche anno fa si poteva considerare fantascienza. La casa di Redmond vuole puntare sempre più sull’accessibilità della sua offerta videoludica, cercando di arrivare praticamente ovunque e a chiunque, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata, dalle dimensioni dello schermo con cui si gioca, o dalla presenza o meno di una console.

Pur mostrandone tutte le potenzialità in questi ultimi anni, ad oggi l’obiettivo sembra ancora lontano da raggiungere, anche se non più impossibile, ed ecco che quindi, anche per questa nuova generazione, ci ritroveremo a recensire le nuove console che Microsoft ha pensato per i videogiocatori.

L’obiettivo resta in linea con la visione della casa di Redmond, ovvero riuscire a creare delle console fatte su misura per ogni tipo di giocatore, dal più incallito al casual gamer. In questa recensione parleremo di Xbox Series S, la console pensata per chi non ha alte pretese nella sua attività di gaming, ma senza il preconcetto di considerarla come una macchina di poco valore, perché pur con dei compromessi, la console ha parecchi assi nella manica che potrebbero far gola a molti!

Xbox Series S è una piccola scatola magica

Uno dei punti di forza di questa console, a parere di chi vi scrive, sono innanzitutto le dimensioni. Una macchina che, in soli 27,5cm x 6,5cm x 15,1cm, racchiude un’architettura che è al 100% considerabile Next Gen, viste le prestazioni che è possibile ottenere. Una piccola scatola che è possibile addirittura infilare in uno zainetto, estremamente contenuta, poco ingombrante e pronta all’utilizzo in pochi secondi dopo averla accesa. Un piccolo miracolo se teniamo conto delle dimensioni a dir poco generose sia della sorella maggiore che della concorrenza, che farà felici chi è impossibilitato ad organizzare una postazione da gaming ampia.

Dal punto di vista del design invece scopriamo una console in forte continuità con l’idea di Microsoft di utilizzare forme geometriche estremamente squadrate e dallo stile minimal. Parliamo quindi di un corpo principale dalla forma rettangolare di colore bianco, dal materiale praticamente uguale a quello utilizzato con le precedenti console, che dona una certa sensazione di robustezza e affidabilità.

Questa volta però abbiamo un nuovo elemento caratteristico, destinato sin dal primo reveal, che divide le opinioni dei consumatori, ma che riesce a dare personalità a questo piccolo gioiello: parliamo ovviamente del generoso disco nero posto sulla facciata principale della console, che funge da elemento di rottura con il bianco scintillante che riveste tutto il resto della macchina.

Il punto di rottura nero polarizza tutta l’attenzione di chi la guarda, ma la sua utilità non si ferma al semplice lasciarsi guardare, poiché dotato di prese d’aria che garantiscono gran parte del raffreddamento della console, aiutato da altre piccole prese d’aria poste ai lati della macchina. Vi sono altri pochi elementi da citare per completare la descrizione, nella parte frontale abbiamo il tasto di accensione a pressione del tutto uguale a quelli utilizzati in precedenza, un tasto per avviare la connessione con il pad e una porta USB. Nella parte posteriore invece troviamo tutte le porte per collegare la Xbox Series S all’alimentazione e alla TV, e una porta per l’espansione di memoria SSD.

Xbox Series S, la recensione: next-gen sì, ma con compromessi 3

Insomma, un design di certo audace, molto più di quello della sorella maggiore, che riesce a farsi ricordare da chi la guarda per la prima volta, indipendentemente dall’idea che ci si fa della console. Siamo quindi davanti ad un piccolo concentrato di potenza, dal design caratteristico e difficilmente dimenticabile, complimenti ai designer ed ingegneri Microsoft.

Cosa c’è sotto il cofano di Xbox Series S?

Una console che costa ben 200 euro in meno della sorella maggiore dovrà pur avere dei compromessi, e questi sono tutti visibili nella scheda tecnica della console, che presenta una GPU di 4 Teraflops Navi RDNA 2, una CPU a 8 Core – 16 Thread basata su architettura Zen 2 da 3.6 GHz, memoria RAM da 10 GB GDDR6 e una memoria di archiviazione SSD 512 GB Custom NVME.

Ma tutti questi freddi numeri come si traducono in termini di prestazioni? Per spiegarvelo è d’obbligo fare paragoni con la sua sorella maggiore, Xbox Series X.

Le due sorelle condividono di certo la stessa tipologia di memoria di archiviazione, che permette ad entrambe di avviarsi in pochi secondi e di avviare anche i giochi in pochissimo tempo, tanto che una delle funzioni più pubblicizzate dalla casa di Redmond è quella del Quick Resume, dove in circa 5-7 secondi è possibile passare da un gioco ad un altro ritrovandosi esattamente nel punto in cui si erano lasciati.

Differiscono invece nel puro calcolo nudo e crudo. Xbox Series S infatti altro non è che la sorella minore di Xbox Series X, di conseguenza è lecito che le due abbiano differenze in ambito architetturale che ne preclude delle limitazioni. Nonostante la GPU sia di architettura RDNA2, Series S di fatto fatica a sfruttare appieno il potenziale di tale architettura, andando a tranciare nettamente il comparto grafico rispetto alla sorella maggiore.

Xbox Series S, la recensione: next-gen sì, ma con compromessi 4

Dal punto di vista di calore e rumorosità bisogna partire facendo un plauso agli ingegneri Microsoft. Questa scatoletta è silenziosa e anche se messa a dura prova scalda davvero poco. Se sulla questione calore ci permettiamo di tenere una riserva, aspettando magari giochi che riescano davvero a spremere a fondo l’hardware, sulla questione silenziosità possiamo al momento riuscire a fare qualche considerazione in più.

La console è silenziosissima, complice anche l’assenza del lettore disco che quindi va ad eliminare anche quella fonte di rumore con cui le vecchie console dovevano fare i conti. L’attivazione della ventola per il raffreddamento è estremamente silenziosa e, grazie ai numerosi punti di uscita per l’aria, il calore disperso con conseguente rumore, risulta ben distribuito e poco fastidioso. Ovviamente questa è una sezione che va presa un po’ con le pinze, visto che va valutata col tempo e facendo prove un po’ più approfondite, ma diciamo che l’inizio è buono e molto promettente, e grazie alla fiducia che si sono guadagnati gli ingegneri Microsoft, possiamo dire di essere cautamente ottimisti su questo fronte.

Nessun stravolgimento nell’interfaccia utente, ma tanti miglioramenti

L’accensione della Xbox Series S, oltre alla nuova animazione della schermata di accensione della console, porterà chi ha già dimestichezza col brand ad una sensazione di familiarità davvero molto marcata.

Anche qui la volontà di Microsoft è quella di portare avanti un’evoluzione delle sue meccaniche più che una rivoluzione. La dashboard appare in fortissima continuità con quelle che abbiamo già imparato a conoscere in questa attuale generazione, tanto che Microsoft aveva già svelato la nuova versione di essa con un aggiornamento per le ormai vecchie console, promettendo di utilizzare le stesse interfacce su tutti i propri prodotti, passati e futuri.

L’interfaccia è molto squadrata ed essenziale, le sezioni sono poche ma ben raccolte, che permettono in pochi click di arrivare praticamente ovunque. È tutto ordinato, ben organizzato e chiaro. Anche lo Store, forse punto debole nella passata generazione, è totalmente rinnovato e reso molto simile alla dashboard, in modo da offrire un’esperienza quanto più coerente possibile tra le varie sezioni. La sezione Game Pass, anch’essa rinnovata, non è da meno e permette di trovare qualsiasi gioco grazie ad un ottimo lavoro di categorizzazione.

Xbox Series S, la recensione: next-gen sì, ma con compromessi 5
Ma quindi cosa c’è di davvero next-gen nell’esperienza utente? Per rispondere a questo quesito ci viene in aiuto l’SSD, visto che grazie ad esso la console risulta essere letteralmente una scheggia. Tolta la prima accensione, dalle successive potete ritrovarvi a giocare in davvero pochissimi secondi, a prescindere dalle impostazioni della console, che ricordiamo può essere impostata in risparmio energetico o accensione immediata.

La maggior chiarezza e semplicità della dashboard ci permettono anche di sfruttare a pieno il fiore all’occhiello di questa macchina, ovvero il Quick Resume, accessibile letteralmente in un click in qualsiasi sezione voi siate, permettendovi di giocare ai vostri giochi lasciati in sospeso con tempi di caricamento rapidissimi, ma di questo ve ne parleremo meglio tra poco.

In definitiva l’interfaccia utente di Xbox Series S è ordinata, intuitiva, semplice e veloce, che non sfigura minimamente paragonata alla sorella maggiore, e vi permette di vivere a pieno tutte le sensazioni “Next gen” che volete provare, semplicemente accendendo la console per catapultarvi nel vostro gioco del momento in un batter d’occhio.

Luci e ombre per Xbox Series S

Parte della campagna Marketing Microsoft per questa nuova generazione è stata ampiamente dedicata al discorso retrocompatibilità.

La compagnia di Redmond ha sempre tenuto a puntare su questa feature tanto da farne un mezzo di vanto. In questa nuova generazione la retrocompatibilità fa ulteriori passi avanti, innanzitutto permettendo agli utenti di giocare tutti i loro titoli preferiti sin dalla prima Xbox, introducendo anche ulteriori migliorie passive per essi, grazie al nuovo hardware su cui girano. Tutti i giochi in retrocompatibilità ricevono un “Boost” delle loro prestazioni grazie al nuovo Hardware Xbox, aumentando il Frame Rate fino a 120fps e, talvolta, anche la risoluzione.

Su questo argomento però c’è da fare un discorso a parte per Series S. I compromessi della console non le permettono di superare i 1440p e questo può creare delle situazioni un po’ controvento per quanto riguarda alcuni titoli che già su Xbox One X avevano ricevuto un boost delle prestazioni tale da arrivare al tanto richiesto 4K a 60fps.

Ebbene, con Series S il Boost del frame rate resta, ma la risoluzione viene castrata per i limiti della console che stiamo prendendo in esame. Fatta questa dovuta precisazione, c’è comunque da dire che questa nuova console permette in ogni caso di dare nuova vita a vecchie glorie e di migliorare ancor più giochi più recenti, senza il bisogno dell’intervento degli sviluppatori stessi. Anche su questo fronte quindi Microsoft ha saputo sfruttare al meglio l’hardware di Xbox Series S che, al netto di qualche limitazione, riesce nel suo intento.

Xbox Series S, la recensione: next-gen sì, ma con compromessi 6
Volendo prendere in esame qualche titolo di punta, possiamo parlare di Forza Horizon, uno di quei titoli che su Xbox One X aveva già ricevuto un boost prestazionale e grafico considerevole, portando il gioco a vette altissime di qualità.

Su Xbox Series S paradossalmente viene fatto un passo in avanti e due indietro. Il gioco risulta ancora più immersivo, abbattendo i tempi di caricamento e i fastidiosissimi effetti pop-up a schermo e rilevando molti meno cali di frame, peccato però che la risoluzione massima a cui si può arrivare su Xbox Series S sia appunto il 1440p.

Un altro titolo che può essere preso in esame è Gears Of War 5, che beneficia del Boost sopracitato, migliorando di molto i caricamenti, gestione delle luci e fluidità generale, ma sempre con la piccola pecca di non riuscire a girare in 4K come invece è possibile fare con la sorella maggiore.

Un vero peccato per una console che resta valida anche su questo fronte, ma che per esigenze di budget è costretta a scivoloni su questi dettagli di certo non banali.

L’SSD Next Gen, croce e delizia di Xbox Series S

Forse uno dei pochi componenti che fa della nuova generazione console una vera macchina next-gen, e che paradossalmente sta facendo molto chiacchierare di sé, sia nel bene che nel male è l’SSD.

L’unità di memoria scelta da Microsoft per questa Series S è davvero un portento, che riesce a fornire prestazioni elevate anche con le due diverse configurazioni tecniche date dalle due console. Una delle funzioni più pubblicizzate dalla casa di Redmond è quella del Quick Resume, dove in circa 5-7 secondi è possibile passare da un gioco ad un altro ritrovandosi esattamente nel punto in cui si erano lasciati.

Questa funzione oltre ad essere attiva a console accesa, è possibile averla addirittura a console spenta, riuscendo quindi a tenere attivi un numero non ancora definito e non ancora annunciato da Microsoft stessa, pronti per essere ripresi esattamente da dove ci si era fermati prima di spegnere il sistema.

Grazie inoltre alla forte volontà di creare un ecosistema unico, anche la dashboard e l’interfaccia di tutte le applicazioni delle console Xbox funzionano esattamente alla stessa velocità, garantendo di vivere la stessa esperienza Xbox per tutti.

Xbox Series S, la recensione: next-gen sì, ma con compromessi 7

C’è però una caratteristica che entra in forte contrasto con l’idea alla base di Xbox Series S che rende tutto ciò il più grande difetto della console, ovvero la risicata capienza di soli 512gb, ulteriormente diminuiti dal peso del sistema operativo.

Una console nata per il gioco in digitale, che ha come chiaro obiettivo quello di utilizzare l’enorme catalogo Game Pass per giocare a tutto ciò che si vuole, non può avere un limite così grosso come quello della memoria.

Attualmente, escludendo le eccezioni, è possibile installare 4-5 giochi massimo su questa console, che a qualcuno potrebbero anche bastare ma che oggettivamente sono troppo pochi, soprattutto in caso di linea internet non proprio performante, che può rendere il download di giochi magari disinstallati in precedenza per esigenza di spazio, molto frustrante.

Anche la possibilità di acquisto di uno slot di memoria esterno è oggettivamente poco in linea con l’idea alla base della console. Una memoria esterna che costa quasi più della console stessa, nata soprattutto per permettere di entrare nella next-gen a prezzi contenuti, ci fa storcere parecchio il naso.

Il pad di Xbox Series S, l’ennesima evoluzione della perfezione

Per tanti il miglior pad in circolazione, tutti hanno provato ad imitarlo, pochi ci sono riusciti, ma solo Microsoft riesce a migliorare ciò che già funziona benissimo.

Anche se quest’anno ha una concorrenza davvero agguerrita, il Pad di Xbox Series X/S va dritto per la sua strada e punta ad evolversi ulteriormente, per offrire ai suoi utenti la miglior esperienza possibile.

In cosa consiste questa evoluzione? Innanzitutto il pad è stato reso leggermente più piccolo, in modo da rendere la presa migliore. A supporto di ciò son stati inseriti sia nella parte posteriore che sui grilletti delle finiture ruvide, che aumentano vertiginosamente il grip donando una sensazione di presa salda davvero interessante.

Altre aggiunte da tenere in considerazione sono la presenza di un tasto centrale denominato Share, che permette di catturare le classiche schermate mentre si gioca, e il trackpad, che è stato sostituito e ora presenta una versione ad 8 vie.

Le novità finiscono con l’adozione allo standard USB C nel caso si voglia utilizzare con cavo.

Resta la scelta da sempre divisiva della alimentazione a pile, ma quando i tuoi utenti si dicono soddisfatti dalla punto di vista della durata e dalla minima tendenza al deterioramento del Pad, li accontenti non cambiando nulla.

Se avete delle sensazioni di deja-vu è normale, questo pad sembra un ottimo ibrido tra il vecchio Pad e la sua versione Élite, cosa che può solo che fare piacere ai vecchi e nuovi possessori. Il pad punta ancora una volta alla perfezione, sapendo bene di avere a questo giro una concorrenza molto agguerrita.

Le nostre conclusioni su Xbox Series S

A conclusione di questa recensione vogliamo ribadire che Xbox Series S incarna perfettamente l’idea di Next Gen di Microsoft, grazie ad ottime soluzioni sia di design che per quanto riguarda la scheda tecnica. Già la sola presenza dell’SSD rende questa console superiore alle console di passata generazione, permettendo caricamenti di una velocità impressionante rispetto a quelli di cui siamo abituati.

Nella console più piccola della storia è contenuta una potenza strabiliante che, per parecchie feature, come il Quick Resume e la Retrocompatibilità al 100% con i titoli delle vecchie generazioni, non sfigura minimamente paragonata alla concorrenza. Deve però fare i conti con la sua natura Low Budget e con alcune rinunce, soprattutto lato risoluzione.

Il target a cui è destinata è molto chiaro, e grazie ad un prezzo così concorrenziale siamo sicuri che alla lunga invoglierà giocatori della prima ora, ma anche veterani incuriositi dai servizi offerti da Microsoft, a valutarne l’acquisto che, a parer nostro, non li deluderà.

SCOPRI CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO!

Cresciuto a pane e PlayStation fin dalla tenera età, poi passato al lato ''verde'' della forza. Grande appassionato di videogiochi, profondamente legato a saghe come Assassin's Creed, Kingdom Hearts e Pokémon. Altra grande passione la musica. Naruto fag. Da anni entrato nel tunnel senza uscita del binge watching di serie TV di ogni genere.

Seguici su tutti i nostri social!
Advertisement
Commenta
Sottoscrivimi agli aggiornamenti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti
Advertisement

Facebook

TWITCH

Popolari

0
Facci sapere la tua con un commento!x
()
x