Recensioni

Rick e Morty 4×04, la recensione

Rick e Morty 4x04

0.00
7.5

COMPARTO TECNICO

7.0/10

CAST

8.0/10

SCRITTURA

7.0/10

REGIA

7.5/10

DIREZIONE ARTISTICA

8.0/10

Pros

  • Piacevole fotografia
  • Comicità aumentata
  • Ottimo casting

Cons

  • Mancanza di focalizzazione della trama

Dopo ben due settimane di attesa dalla scorso episodio, Rick e Morty riprende la sua normale programmazione mandando in onda “Claw and Hoarder: Special Ricktim’s Morty”, nuovissima puntata della quarta stagione.

Come era stato per le volte precedenti con Ocean’s Twelve o Edge Of Tomorrow, la serie torna nuovamente a fare riferimento ad un altro prodotto televisivo di grande risonanza, ovvero “Law and Order: Special Victims Unit” che, per quei pochi che non lo conoscessero, è un serial che tratta di storie di violenze ed abusi sessuali.

Si, beh, non suona esattamente come la miglior base per un classico, scervellato episodio di Rick e Morty eppure è proprio in questa direzione che procede la narrazione, gestendo il tutto, però, con accurata delicatezza, senza sminuire la tematica e senza risultare offensivo, riuscendo a condire la trama con toni comici e rilassati.

Ovviamente, nonostante Rick e Morty sia una commedia audace nella scelta dei suoi contenuti, è chiaro che non si sta parlando di violenze esplicite, anche se tali implicazioni ci sono e vengono fatte notare. La puntata, infatti, presenta una forte focalizzazione sul sesso e sulla sessualità, sia nell’individuo che nella società, risultando in tematiche comprensibili ma mostrate in modo sufficientemente assurdo ed alienante da permettere al pubblico di distanziarsi, evitando così di ricadere in un’eccessiva volgarità o nell’offesa.

L’episodio è decisamente ispirato, almeno per quello che riguarda la regia e la fotografia, riuscendo a graziarci con creative animazioni e coinvolgenti scene d’azione, tutte caratterizzate e perfezionate da un ottimo uso dei colori e dei contrasti, diventando così particolarmente piacevoli alla vista. Altro punto a favore è rappresentato dalla provocazione di sincere risate, sia per i dialoghi che per la stravaganza della situazioni, il cui aumento si fa positivamente sentire.

Ora, andiamo a vedere la trama di questo episodio!

“You promised me a dragon!”

Questa puntata di Rick e Morty, si apre, come di consueto, con i nostri due protagonisti impegnati nell’ennesima scorribanda galattica, durante la quale vediamo Morty darsela a gambe per evadere dalla minaccia di una pericolosa razza aliena, una fuga che si conclude con la brutale morte di un aiutante del duo (fine che ormai sembra accomunare tutti coloro che si associano ai nostri eroi).

Completata con successo la missione, veniamo a scoprire che Rick aveva promesso a Morty un vero e proprio drago nel caso di un esito positivo, promessa che lo scienziato è tutt’altro che disposto a mantenere. Dopo un inaspettato imprevisto, però, si ritrova costretto a rispettare la parola data e Morty ottiene, così, il suo desiderato drago.

Blathrama, questo il nome della leggendaria creatura, viene doppiato da Liam Cunningham (il Davos di Game Of Thrones) e si palesa fin da subito come un’evidente parodia della serie ideata da George R.R. Martin; difatti l’intero episodio segue il filone tipico delle avventure fantasy, contornato da magia e combattimenti, mostrandoci, però, la figura di un drago che sembra più voglioso di dormire che di far altro, smontando completamente la natura epica solitamente associata a tale creatura e ridicolizzando le vicende.

Oltre questo, è proprio al drago ed alla sua specie che viene associata la sproporzionata spinta sessuale che fa da elemento comico per tutta la durata dell’episodio, enfatizzando ancora di più l’aspetto parodico e, forse, prendendosi anche gioco della nota nudità e dei contenuti espliciti tipici proprio di un prodotto fantasy come Il Trono Di Spade.

Con l’avanzare della narrazione, Blathrama e Rick iniziano ad avvicinarsi e finiscono per… “congiungersi” (cogliete voi il vero significato), cosa che causa l’ira non solo di Morty ma anche del mago che aveva inizialmente consegnato a Rick il drago. Da vari litigi, la vicenda degenera poi in un avvincente scontro magico, coinvolgente diverse personaggi assieme anche ad altre creature fantastiche.

Nel frattempo, la trama viene alternata ed equilibrata dalle disavventure di Jerry che fa la conoscenza di un bizzarro gatto parlante, dal quale egli si fa convincere a partire insieme per la Florida, senza domandarsi perché un animale sappia parlare o perché debba seguire i suoi ordini.

Un uomo ed un gatto

In questo episodio di Rick e Morty, la trama secondaria concentrata su Jerry e sul gatto parlante, oltre ad essere divertente e curiosamente elegante nella sua esposizione, favorisce anche un incredibile coinvolgimento e spinge il pubblico a farsi delle domande, trascinandolo inevitabilmente nel racconto e rendendolo partecipe.

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La prima intelligente scelta dei produttori e registi è quella di far parlare l’animale senza che esso muova la bocca. Seguendo un’idea già usata in altri episodi (come nel caso del personaggio di Snuffles in “Lawnmower Dog”), l’assenza di una prova fisica della capacità di parlare del gatto ci invoglia a pensare che, forse, il tutto stia avvenendo nella testa del nostro povero Jerry, lasciandoci con diversi interrogativi aperti.

La seconda brillante scelta è, invece, quella di far adottare all’animale degli atteggiamenti e dei modi di esprimersi che sembrano quasi mimare quelli di Rick nei confronti di Jerry. Il padre degli Smith, infatti, è stato presentato fin dall’inizio come un individuo inetto e incapace di imporre il proprio volere sugli altri, motivo per il quale lo scienziato della famiglia (ma non solo lui) è sempre stato propenso a sfruttarlo o a trattarlo con noncuranza, un motivo che si ripete proprio nel rapporto tra il gatto e l’uomo.

L’animale, infatti, sarà in grado di manipolare abilmente Jerry a suo favore (per la realizzazione di oscuri piani di cui non siamo a conoscenza) ed egli si ritroverà, come altre volte in passato, a dover decidere da sé se farsi influenzare oppure no. Un aspetto che va non solo ad appoggiare la teoria secondo la quale tutto stia in realtà avvenendo dentro l’immaginazione dell’uomo ma che, per tale motivo, evidenzia anche il suo conflitto e la sua scissione interiore, i quali stanno avendo, in questa stagione, una discreta rilevanza.

Alla fine dell’episodio, gli interrogativi lasciati aperti vengono chiusi tramite una scoperta fatta da Rick stesso dopo aver effettuato un’analisi del gatto, che non vi rivelerò in quanto abbastanza divertente. L’intero svolgersi di questa vicenda, comunque, sembra voler alludere ad un possibile maturamento e cambiamento di Jerry nel futuro di Rick e Morty, specialmente dopo il suo ricongiungimento con la famiglia, il quale è servito da primo passo.

Un casting perfetto

Rick e Morty non è una serie sicuramente estranea alla presenza di famosi ospiti all’interno dei suoi episodi, motivo per cui la collaborazione di un nome come David Cunningham non può davvero stupirci. Ciò che però ci coglie impreparati, in senso positivo, è l’efficacia di questo casting.

Infatti, se da un lato abbiamo le esilaranti interpretazioni sopra le righe dei creatori Justin Roiland (che doppia sia Morty che Rick) e Dan Harmon (che in questa puntata interpreta il mago), dall’altro abbiamo Cunningham che si dimostra essere il loro opposto, sfruttando un tono di voce estremamente contenuto e pacato in tutte le situazioni, portando con sé una cadenza calda e piacevole da ascoltare.

Inutile evidenziare, poi, come la scelta di tale attore vada ad intensificare l’idea della parodia fantasy.

Altro merito è da dare a Matthew Broderick (interprete del gatto) che si ritrova, per la seconda volta, a far le veci di un personaggio apparentemente innocente ma con malvagie intenzioni. Come nel caso di Cunningham, egli sfrutta un modo di parlare abbastanza tranquillo e rilassato che, nel suo ruolo, risulta essere decisamente affabile e persuasivo, un risultato che difficilmente si sarebbe potuto ottenere con un altro doppiatore.

Conclusioni

Quindi, in una storia in cui le abilità e conoscenze scientifiche di Rick lo rendono capace di eseguire quelli che sembrano quasi dei veri e propri sortilegi, uno scontro con un vero mago è qualcosa che non avevamo messo in conto ma che si rivela essere un’idea brillante, accompagnata da una splendida esecuzione, un’ispirata regia e fotografia, un casting eccellente ed un eccentrico umorismo.

Unico difetto che devo far emergere di “Claw and Hoarder: Special Ricktim’s Morty”, è l’assenza (o la debole presenza) di una direzione generale dell’episodio; una carenza, insomma, di focus nella narrazione, che da ad essa l’impressione di puntare a qualcosa che però non riusce mai a raggiunge.

Dettaglio finale (che ho trovato a dir poco interessante) si nasconde nella scena post-credit, dove la possibile collaborazione tra due personaggi ci viene suggerita come un probabile fulcro centrale del finale di stagione ma, per quello, dovremmo ancora attendere a lungo (considerando la divisione in due metà di questo quarto capitolo).

Prima di allora però, abbiamo ancora il nuovo episodio, finale di metà stagione di Rick e Morty, che ci aspetta per la settimana a venire. Ci rivedremo, quindi, tra qualche giorno: alla prossima!

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Sara Taffi

Salve a tutti! Io sono Sara e le mie più grandi passioni, che mi accompagnano da sempre, sono quelle per il cinema, i videogiochi e le serie TV. Adoro scrivere e cerco di cogliere ogni occasione per dialogare e confrontarmi con gli altri riguardo tutto ciò che questo fantastico mondo nerd può offrire e spero di poterlo fare al meglio anche con voi!

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  • Ciao, vorrei solo fare un appunto: la spiegazione del gatto non la si conosce, i due rimangono inorriditi e allo spettatore non viene detto nulla.. Sono incappato in questa recensione cercando proprio una spiegazione che poteva essermi sfuggita ma..

  • Ciao, vorrei solo fare un appunto: la spiegazione del gatto non la si conosce, i due rimangono inorriditi e allo spettatore non viene detto nulla.. Sono incappato in questa recensione cercando proprio una spiegazione che poteva essermi sfuggita ma..

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