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Edison – l’uomo che illuminò il mondo, la recensione

Tutti noi, alla domanda su chi sia stato l’inventore della lampadina, rispondiamo senza batter ciglio Thomas Alva Edison. Perfino l’assistente del papero Archimede in Topolino fu ribattezzato Edi proprio in suo onore.
Ebbene, questo film spiega la storia di questo luminare, ma non solo. Narra un contesto storico (la fine dell’800 e l’arrivo del nuovo secolo) piuttosto delicato per il mondo: l’arrivo delle invenzioni e della primissima forma di tecnologia, alba della leggendaria rivoluzione industriale.
Una guerra all’ultimo brevetto per cambiare la società, spesso e volentieri a prescindere dal guadagno economico.
Edison vs Westinghouse
Il prologo del film ci pone di fronte ad uno degli scontri portanti della pellicola: la perenne lotta tra Edison (interpretato da Benedict Cumberbatch) e George Westinghouse (Michael Shannon), alla ricerca della corrente perfetta (citando il titolo originale, The Current War).
Edison, con la creazione della lampadina, era convinto che la soluzione definitiva fosse la scelta di una corrente continua, mentre Westinghouse puntò tutto su quella alternata. Entrambi erano consci del fatto che l’elettricità era la risposta definitiva al progresso: non solo luce, ma anche meccanica e motori. La domanda era: chi avrebbe risolto tutti i difetti del brevetto dell’altro per primo?
Cumberbatch (di nuovo) un genio ribelle
Inaspettatamente, l’Edison che ci viene dipinto nel film è totalmente diverso da quello legato al nostro immaginario. Abbiamo un genio ribelle, fermamente convinto delle proprie idee e del fatto che siano le migliori in assoluto, pronto a sbeffeggiare chiunque non ne sia convinto.
Decisamente un ruolo azzeccato per un Cumberbatch che aveva già interpretato personaggi con simili sfumature come Sherlock Holmes o Alan Touring. Vediamo infatti un Edison popolare, famosissimo, destino piuttosto raro per gli inventori, ma sopratutto, padre di altre decine di invenzioni.
Fedelissimo al suo fianco troviamo il suo segretario Samuel Insull, interpretato da… Tom Holland. Una scelta che farà sicuramente sorridere gli appassionati del Marvel Cinematic Universe.
Ma Westinghouse aveva dalla sua idee e progetti di un altro eclettico inventore, allontanatosi da Edison e di certo non poco conosciuto: Nikola Tesla (Nicholas Hoult).
Uno scontro di idee sì, ma soprattutto caratteri: più volte infatti i due si avvicinano, per poi allontanarsi bruscamente proprio per una visibile incompatibilità.
Morale della vicenda è che il vero vincitore sarà decretato solo dalla stampa e dall’opinione pubblica, messaggio in realtà non così datato, anzi tutt’altro.
Commento finale
Il film, seppur godibilissimo, pecca spesso e volentieri di dovuti approfondimenti, abbandonando talvolta alcuni eventi come scene a sé stanti. Il montaggio sembra infatti più simile alla sommatoria di tanti episodi, come se si trattasse di una serie vista tutta d’un fiato ma priva della seconda stagione.
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Cosplayer per diletto, per lei Dante è sia il poeta stilnovista che il cacciatore di demoni per eccellenza. "I demoni non piangono mai" è vero, ma davanti al film, alla serie tv, al videogioco, al fumetto, o al libro giusto diventa una fontana, e prova anche a recensirli di tanto in tanto.
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