Social

Videogiochi

High on Life 2 recensione – Più folle, più colorato

Pubblicato

il

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 1

Forse non fra i videogiochi più attesi di questo 2026, High on Life 2 aveva comunque il suo stuolo di fan in attesa di questo secondo capitolo.
E questo nuovo episodio arriva dopo un primo High on Life che aveva convinto, seppur con alcune riserve (non solo legate al gioco in sé, ma anche per l’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione).

Certamente, come approfondiamo nelle prossime righe, ci sono varie differenze fra i videogame, ma una delle prime che saltano agli occhi riguarda il team creativo dei due titoli.
Alla produzione e allo sviluppo infatti troviamo sempre Squanch Games, con il grande assente Justin Roiland. Creatore di serie di successo come Rick & Morty e un tempo a capo di Squanch Games, se n’era allontanato nel 2023 in seguito a diverse accuse di violenze e abusi.

Nonostante la totale assenza di Roiland nella nascita di High on Life 2, Squanch Games ha proseguito nello stesso solco tracciato dal primo capitolo, non senza novità e variazioni sul tema.
Scopriamo insieme come nella nostra recensione di High on Life 2.

High On Life 2 Launch Trailer

High on Life 2: ancora più pazzia per Squanch Games

Nell’esplorare, nello sparare, nel morire e risorgere in questo secondo capitolo della serie, fin da subito ci è stato chiaro che avremmo ritrovato la stessa follia lisergica, spesso insensata, piena di ironia che avevamo trovato nel primo episodio.
E così è stato, dalla storia alle battute, fino ovviamente al gameplay.

Dal cartello della droga a Big Pharma

Nel primo titolo l’umanità veniva rapita e uccisa per essere trasformata in droghe, pronte da essere inalate da tutta la moltitudine di specie aliene che popolano l’universo di gioco.
Il nostro scopo era appunto smantellare il cartello della droga che se ne occupava, missione che ci avrebbe reso un’eroe di fama galattica.

Ecco, con High on Life 2 andiamo poco lontano: un’azienda multiplanetaria farmaceutica vede infatti del potenziale nell’umanità, che sembra essere l’ingrediente perfetto per una nuova linea di pasticche.
La Rhea Pharmaceuticals (questo il nome della big corporation) ha già iniziato una campagna politica, economica e sociale per ottenere i permessi legali e i fondi per i propri loschi scopi.

Fra multimiliardari galattici e politici corrotti, dobbiamo agire, unendoci a nostra sorella Lizzie e al suo gruppo ribelle per la liberazione dell’umanità.
Una storia sicuramente folle, ma che forse nasconde fra le righe qualcosa in più.

high on life 2 recensione squanch games boss grafica

Antispecismo e critica sociale in High on Life 2?

Fra i metodi con cui la Rhea Pharmaceuticals (e non solo questa) prova a eliminare i diritti dell’umanità c’è il diffondere falsità e fake news riguardo gli esseri umani, in primis il fatto che il loro cervello non sia abbastanza sviluppato.

Ciò implicherebbe dunque che gli umani sarebbero allo stesso livello del bestiame. Dunque perché dovrebbero avere gli stessi diritti delle altre specie “evolute”?

Non è chiaro quanto il team di sviluppo abbia voluto esplicitare determinate tematiche, ma già da queste poche righe (così come dalle prime di ore in game) traspaiono una critica alle discriminazioni e allo sfruttamento dei più deboli, così come sono palesi i riferimenti all’antispecismo, in cui però l’umanità non è la specie dominante, ma l’animale sottomesso e pronto al macello.

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 2

Una risata ci seppellirà?

Com’era stato il primo capitolo, anche qui veniamo letteralmente sepolti da una serie infinita di riferimenti alla cultura pop (umana, sia chiaro!) e battute, molto spesso, quasi sempre, sopra le righe.

E a parte il citare personalità come Tom Holland, ospite in game di una convention extraterrestre, nella maggior parte dei casi le citazioni e le battute potrebbero essere al limite per buona parte dell’utenza.
Si va dai riferimenti alle Torri Gemelle e all’orribile figura di Jeffrey Epstein, fino a parlare di quanto sia strano essere eterosessuali nello spazio, un modo forse per prendersi gioco di chi davvero vede le persone eterosessuali come discriminate.

A prescindere comunque da quanto possano spingersi oltre alcune delle battute del titolo di Squanch Games, rimane comunque da notare quanto sia difficile trovare, nel medium videoludico, un videogame tanto apertamente ironico, satirico e comico in un mondo che spesso si prende fin troppo sul serio.

Certo, forse ogni tanto le battute, i dialoghi, le citazioni, sono parecchie, forse troppe.
La colpa? Tutta delle armi.

Le nostre care, vecchie pistole

Com’era stato il primo capitolo, anche qui, essendo uno sparatutto in prima persona, abbiamo le armi.
Armi che sono anche companion della nostra avventura.

Si tratta dei Gatliani, forme di vita che, per chissà quale scherzo dell’evoluzione, hanno la forma di armi e, beh, sparano pure.
Dunque è armati di Gatliani di ogni specie che ci facciamo largo fra i nemici, alternando un Gatliano all’altro, così da sfruttarne le caratteristiche (che ricordano quelle di un fucile a pompa, una mitraglietta, un fucile d’assalto e quant’altro).

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 3

A queste si aggiungono anche le abilità speciali, che ricordano un po’ quelle classiche di altri titoli del genere: colpi esplosivi, proiettili che rimbalzano, ecc.
Insomma nulla di molto diverso da quanto giocato con il primo High on Life. Ma c’è comunque qualche lato innovativo in questo secondo episodio, che però non risiede nello shooting.

High on Life 2 – Cosa c’è di nuovo?

Insomma, si corre, si salta, si spara.
Si lancia qualche attacco speciale, si accoltella con il nostro Knifey (Tello in italiano).
E poi si spara di nuovo, si salta di nuovo, si corre di nuovo, in questa specie di Doom sotto acidi.

Se però cerchiamo qualcosa di nuovo nell’opera di Squanch Games, dobbiamo allontanarci dagli elementi tipici degli sparatutto.

In primis qui otteniamo, nelle prime fasi del gioco, uno skateboard. Questo diventa, per buona parte delle sequenze action in game (oltre che nell’esplorazione), il nostro fidato mezzo di locomozione, aumentando esponenzialmente la frenesia e mettendo a dura prova i nostri riflessi.

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 4

Tralasciando però lo skateboard, che è poco più di un acceleratore dei nostri movimenti, ad averci colpito sono state altre piccole sequenze e scelte di game design per spezzare la potenziale noia.
E non parliamo del minigioco della pesca, in cui la canna da pesca è un’altra specie di Gatliano (manco a dirlo, di forma palesemente fallica).

high on life 2 recensione squanch games varietà gioco gameplay

Ci riferiamo per esempio alla sezione in cui dobbiamo risolvere un caso di omicidio.
Dobbiamo raccogliere indizi, parlare con testimoni e indiziati e poi dare il nostro verdetto. Sia chiaro, nulla di trascendentale né di particolarmente complesso, ma è stata comunque una piccola chicca.

Oppure ci sarebbe anche un boss che, rimpicciolendosi, riesce a entrare nella nostra tuta iper-tecnologica.
Qual è l’unico modo per riuscire a scovarlo? Entrare nel menu di pausa del gioco e trovarlo, nascosto fra i livelli di difficoltà e gli slider del volume e del campo visivo.

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 5

Cosa c’è di vecchio? Il comparto visivo e tecnico

Se High on Life aveva un comparto visivo tutto sommato buono e accettabile, con High on Life 2 non siamo andati molto lontano, anzi.
C’è stato un miglioramento? Sì, ma non c’è molto altro da aggiungere. Non si nota chissà quale balzo in avanti, in animazioni e mera resa grafica, tutt’altro.

Ciò che vediamo in questo secondo capitolo ricalca sicuramente quanto apprezzato nel primo episodio, a livello di character design e follia anche nella biologia delle specie aliene.
La stessa cosa vale per l’esperienza lisergica e psichedelica delle fasi d’azione.

Ma quando si tratta di innovare in questo frangente, il titolo si limita a fare il compitino e il minimo indispensabile per mantenere giusto un livello accettabile.
E anche per quel che riguarda le prestazioni, High on Life 2 non fa gridare al miracolo, fra i caricamenti, i crash e alcuni rallentamenti.

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 6

Conclusioni – Le battute finali

Insomma, High on Life 2 non convince appieno, preso nella sua totalità.
Tuttavia è comunque un prodotto solido per tanti motivi. Dall’ironia alla satira, dallo shooting al gameplay variegato, il titolo di Squanch Games regala diverse ore di divertimento, a tratti davvero puro.

Non sappiamo se all’orizzonte c’è la possibilità di vedere un fantomatico terzo capitolo, ma nel caso speriamo che si possano affinare gli elementi tecnici, grafici e visivi della saga.
Basterebbe questo per migliorare di parecchio un’esperienza ludica che si basa così tanto sulle immagini e le sequenze che passano a schermo.

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 7
High on Life 2 recensione – Più folle, più colorato
Gameplay e longevità
8
Comparto grafico e sonoro
6.5
Coerenza e cura del dettaglio
8
Pros
Combattimenti e sequenze appaganti
L'ironia e la comicità
Gameplay variegato per spezzare la monotonia
Cons
Storia che ricalca parecchio quanto già visto nel primo gioco
Comparto visivo e grafico non eccelso
7.5
VOTO

SCOPRI CHI HA SCRITTO QUESTO ARTICOLO!

High on Life 2 recensione - Più folle, più colorato 8

Da giovane era già vecchio, ora che è vecchio dice di essere giovane, ha studiato storia e linguistica, ha fatto mille lavori.
E quando videogioca stessa cosa: come minimo porta avanti quattro o cinque giochi contemporaneamente, probabilmente perdendone qualcuno per strada. Ogni tanto poi si ricorda che gli piace scrivere. Quindi scrive.

Seguici su tutti i nostri social!
Advertisement
Commenta
Sottoscrivimi agli aggiornamenti
Notificami
guest
0 Commenti
Più vecchi
Più nuovi Più votati
Inline Feedbacks
Vedi tutti i commenti

Popolari