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Granblue Fantasy Relink, la recensione: un viaggio per Zegagrande

L’attesissimo e travagliato Granblue Fantasy Relink ha visto finalmente la luce lo scorso 1 febbraio 2024 e in questi giorni abbiamo avuto la possibilità di immergerci a pieno nell’action-RPG del noto franchise nipponico.

La storia di Relink inizia nel 2016 quando fu annunciato in pompa magna come titolo curato insieme all’amata PlatinumGames, costretta ad abbandonare poi lo sviluppo nel 2019 e lasciare tutto il progetto in mano a Cygames.

L’hype per quanto anticipato e gli avvicendamenti in corso d’opera avevano creato un’aura quasi mistica dietro a Relink, fatta di tante aspettative ma anche di ragionevoli dubbi. La risposta alle tante domande è arrivata come sempre una volta preso il pad in mano, imbarcati a bordo della leggendaria Grandcypher insieme alla nostra compagnia verso la nuova grande avventura.

Tra i Cieli di Zegagrande

La nostra avventura nei panni del protagonista di Granblue Fantasy inizia con l’arrivo a bordo della fida Grandcypher nei cieli del regno di Zegagrande, la location che ci farà compagnia per tutto Relink. Insieme a noi la solita ciurma composta dal nostro animaletto Wryn, la giovane Lyra e i compagni iniziali: Katalina, Rackam, Io, Rosetta e Eugen.

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Se non avete mai sentito parlare di Granblue Fantasy è logico sentirsi spaesati. Il gioco infatti inizia come una delle varie avventure della ciurma presenti nel gatcha, appena approdata in un nuovo regno. Messi alle strette in un combattimento aereo, noi e Lyra ci ritroveremo costretti ad utilizzare il potere di Bahamut, il drago leggendario che risponde alla nostra chiamata.

Non tutto va secondo i piani visto che Bahamut perde il controllo e si ritorce contro la Grandcypher. Lyra non comprende come mai questo sia potuto accadere e tutto sembra presagire l’arrivo di nuovi problemi mentre la ciurma si riunisce per riparare la nave nella città di Folca.

Proprio in una missione per proteggere i cittadini di Folca scopriamo quale sarà il grande antagonista di Granblue Fantasy: Relink, la Chiesa di Avia. Questa organizzazione punta a far impazzire per poi prendere il controllo delle Creature Primordiali (come il nostro Bahamut), bestie dai poteri divini create dagli Astrali come armi.

Lyra ha il potere di controllare queste creature e per questo il culto guidato dalla misteriosa Lilith decide di rapirla per ultimare il loro piano: aprire un varco per Estalucia. Il capitano e la sua ciurma dovranno quindi ripartire per i cieli di Zegagrande per cercare di fermare i piani della Chiesa di Avia e salvare la loro amica.

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Queste sono le premesse della campagna principale di Granblue Fantasy: Relink. Semplice e lineare, tipica di uno shonen fantasy classico dalla durata abbastanza corta (15 ore circa, ndr.) ma che, come vedremo più avanti, ha uno scopo ben preciso.

Granblue Fantasy per tutti

La storia di Relink, come anticipato in precedenza, inizia in medias res, con la nostra ciurma che ha già un trascorso insieme e dei legami ben definiti, alle prese con una nuova avventura. L’action-RPG di Cygames infatti è un titolo che vuole strizzare l’occhio a tutti i giocatori, vecchi e nuovi.

Se conoscete già il franchise (dal gatcha o dai fighting game la cosa non fa differenza), Relink è tutto quello che avete sempre voluto. I vostri personaggi preferiti messi a disposizione per vivere un’avventura fantastica e divertente, con tanta lore per farvi rivivere e riappassionare al mondo creato da Cygames.

Se invece, come il sottoscritto, avete solo sfiorato Granblue in precedenza (nel mio caso la meravigliosa opening dell’anime e qualche artwork, punto, ndr.), non vi preoccupate, Relink ha pensato anche a voi. Grazie ad una serie di ingegnose meccaniche come il Diaro di Lyra e gli episodi dedicati ai personaggi, il gioco ci permette di approfondire questo fantastico mondo con nozioni e racconti interattivi.

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Il titolo risulta così perfetto per chi già ha conosciuto il franchise, ma anche un buon punto d’inizio per i novizi, anche se rimango dell’idea che sarebbe meglio vivere in prima persona la formazione di un gruppo affiatato come la ciurma della Grancypher.

Un Action-RPG da manuale

Già dalla demo, l’impressione che il gameplay mi aveva lasciato era stata estremamente positiva. Anche se non è un prodotto completamente sviluppato da PlatinumGames, l’impronta dello storico studio nipponico si sente, ma a sorprendere è come è stato rifinito e messo appunto da Cygames.

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I combattimenti sono semplici ma estremamente divertenti, ricchi di tante combinazioni possibili date dalle varie abilità dei personaggi e dalla vastità (non eccessiva ma neanche risicata) del roster. Questo ci permette di sviluppare il nostro party di 4 giocatori in maniera molto varia, finendo per non stancarci mai di sperimentare nuove combo e testare tutti i 18 personaggi giocabili.

Anche lo skill tree ci spinge a voler migliorare sempre di più i nostri eroi preferiti, con un’intera sezione sbloccabile solo a campagna ultimata che ci fa capire quanto sia stato l’investimento di Cygames nell’endgame di Relink, il vero focus del titolo.

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Come abbiamo visto sopra, la trama principale ci porta via circa una quindicina di ore, massimo 20 se vi dedicate fin da subito alle attività secondarie. Questo però non inficia sulla longevità del titolo ma rientra nel piano di Cygames di rendere Granblue Fantasy: Relink un gioco incentrato soprattutto sul corposo endgame.

Finita la trama principale ci attendono una serie di missioni e raid sbloccati ad hoc per essere vissuti a campagna terminata, con difficoltà più elevata e costruiti per il multiplayer co-op. Da qui in poi infatti, per vivere pienamente l’esperienza, il nostro consiglio spassionato è quello di trovare un party di amici e divertirvi nel portare a termine le missioni in compagnia.

Questo grande mondo fatto di raid, grinding di personaggi e multiplayer rendono Relink un titolo prettamente proiettato all’endgame, al quale si accede abbastanza facilmente proprio grazie ad una trama principale agile e poco pesante.

Per fare questo Cygames ha dovuto sacrificare tanto in termini di approfondimento dei personaggi e sviluppo della trama che, soprattutto nelle battute finali, corre all’impazzata, lasciandoci spesso in confusione e alla ricerca di risposte nel Diario di Lyra. Ad oggi, con qualche ora passata nell’endgame, posso affermare che è stata una mossa azzeccata per farci arrivare ancora vogliosi di giocare in questa fase, ma ciò ci lascia inevitabilmente con un po’ di amaro in bocca per quello che avremmo potuto vivere insieme alla Grancypher con una storia più lunga e articolata.

Il mondo sopra le nubi

Prima di iniziare l’esperienza su Granblue Fantasy: Relink la mia conoscenza del franchise era quella tipica dell’osservatore interessato, da sempre innamorato dello stile artistico ma senza aver mai approcciato un titolo.

In Relink ritroviamo tutta l’arte della serie, capace di guidarci attraverso paesaggi mozzafiato e con un character design dei protagonisti di altissimo livello. A colpirci è soprattutto la resa dei meravigliosi cieli di Zegagrande e la vivacità delle città dove sosta la nostra ciurma che sembrano veramente usciti da un quadro in esposizione al Louvre.

Questa meravigliosa opera d’arte aiuta moltissimo Granblue Fantasy: Relink soprattutto per quanto riguarda il comparto tecnico vero e proprio. Se infatti lato gameplay e artistico possiamo recriminare poco o nulla al team di Cygames, lo stesso non vale per la resa grafica in senso stretto.

Per girare agli ormai canonici 60 fps su PlayStation 5 (dove è avvenuta la nostra prova), dobbiamo per forza giocare in modalità performance, sacrificando il 4K in favore di un 1080p che stona su uno schermo di ultima generazione. In modalità grafica invece il giorno rende al meglio per bellezza delle immagini ma si ferma a soli 30 fps (forse anche meno nelle città), rendendo meno fluido un gameplay molto dinamico. Da questo punto di vista ci aspettavamo molto di più ormai a next-gen inoltrata, fortunatamente l’ottima direzione artistica ha saputo nascondere il problema dietro una pennellata di cielo azzurro.

Tirando le somme non posso che essere felice dell’esperienza passata su Granblue Fantasy: Relink, un titolo divertente, bello da vedere e da giocare, soprattutto in compagnia. Certo, ci sono alcune cose che non mi hanno convinto fino in fondo o che potevano essere fatte diversamente. La trama è veloce e difficile da seguire sul finale, soprattutto per un novizio e da poco spazio all’approfondimento dei personaggi. Il comparto tecnico non è eccezionale e non reggere il 4K a 60 fps su PS5 oggi è un difetto pesante per una casa come Cygames.

Tutto questo però sparisce magicamente davanti alla vastità del cielo di Zegagrande, accompagnato dalla musica di Tsutomu Narita e dell’infinito Nobuo Uematsu. La bellezza del mondo di Granblue si esprime all’ennesima potenza in questo titolo pieno d’azione, personaggi simpatici e divertenti da giocare con tante missioni da vivere sia in single player che con gli amici.

Mentre ci avviamo a vivere un endgame ancora ricco di cose da scoprire e missioni da portare a termine, il nostro giudizio sull’atteso action-RPG di Cygames non può che essere positivo e vi invitiamo a salire anche voi a bordo della Grancypher per non perdervi questa fantastica avventura.

Granblue Fantasy Relink
GAMEPLAY E LONGEVITA'
9
COMPARTO GRAFICO E SONORO
7.5
COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO
8
Pros
Magnifico a livello artistico
Buon approccio al franchise di Granblue
Gameplay divertente che non stanca mai
Endgame e coop allungano l'esperienza senza stancare
Trama principale leggera....
Cons
...ma che risulta troppo lineare e non all'altezza del resto del titolo
I personaggi meritavano più approfondimento
Comparto grafico deludente che non supporta l'ottima direzione artistica
8.2
VOTO
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Matteo Tellurio

Nascere in un paesino umbro ti porta ad avere tanti hobby. Cresciuto tra console e computer, è da sempre amante di cinema, serie TV e musica, nella quale si diletta in maniera molto amatoriale. Anime e manga invece sono il pane quotidiano ma anche lo sport lo appassiona. Crede di aver visto ogni singola disciplina inserita dal CIO alle Olimpiadi.

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Matteo Tellurio
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