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Migliori rappresentazioni di “Canto di Natale” – Top 6

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Migliori rappresentazioni di

Canto di Natale di Charles Dickens è l’opera più trasposta del Maestro: quasi trenta film o miniserie in quasi duecento anni dopo la sua morte. Le ragioni di questo grande numero di adattamenti, così come il grande successo di un’opera così “minuta” sono molteplici: la semplicità della storia, quasi favolistica, il suo essere accessibile a tutti, sia ora sia negli anni più classisti mentre Dickens era ancora in vita, la sua morale cristiana sulla carità, sull’altruismo e sulla redenzione, capace di assuefare anche i non credenti, come Fred fa notare nel primo capitolo del libro è capace di fare il Natale. Poi ci sono i suoi personaggi sfaccettati e adorabili, la straordinaria complessità del protagonista Ebenezer Scrooge e il suo percorso di formazione… Ormai Canto di Natale è considerato il classico Natalizio per eccellenza, che ognuno di noi dovrebbe conoscere, leggere o almeno guardarne, o riguardare, ogni Natale.

Christmas Carol Canto di Natale Scrooge Marley

Tuttavia, proprio perché vi sono state numerose trasposizioni dell’opera, è innegabile che ve ne siano diverse non degne di nota, e altre quasi dei classici del cinema. Alcune non riescono a cogliere lo spirito del romanzo originale, altre falliscono nel cercare di trasporlo in varie vesti, tra la moderna, l’animata e la dark. Altre ancora, voglia per un’inimmaginabile fedeltà al testo, voglia per una presa di posizione più contemporanea e riuscita, sono riuscite ad entrare nel cuore di tutti noi, così come molti altri film natalizi.

Perciò, per non far perdere tempo ai lettori di SpaceNerd, ecco a voi quali sono le 6 trasposizioni migliori di Canto di Natale di Charles Dickens!

6 – A Christmas Carol (2009)

Christmas Carol Canto di Natale Scrooge Jim Carrey Robert Zemeckis

Penultimo film di Robert Zemeckis per la ImageMovers Digital prima che tale casa chiudesse, è stato un esperimento assai coraggioso di trasporre la storia quasi fedelmente, ma dando quanto più slancio possibile al comparto visivo. Con l’utilizzo della performance capture e di una massiccia computer grafica, l’opera di Dickens acquista in questo film un’aura molto “epica”, forse più di quando Dickens avrebbe voluto. Alla “meraviglia” viene dato probabilmente troppa benzina e alcune scene sembrerebbero rese in maniera inopportuna, più hollywoodiane che favolistiche. Tuttavia, forse è proprio questo l’intento di Zemeckis: far provare allo spettatore l’impatto visivo ed emotivo che Scrooge provava mentre viaggiava assieme ai tre spiriti.
Jim Carrey è un grandioso Scrooge, capace di dare al personaggio il cinismo “sporco” e gutturale come pochi, oltre al fatto di aver interpretato anche i fantasmi dei Natali, scelta che può dare libero spazio a non poche interpretazioni. Forse per questo si consiglia la visione in lingua originale, così da cogliere tutte le tinteggiature e i cambi di timbro che Carrey è riuscito a dare alla sua voce. Senza ovviamente togliere nulla agli attori secondari, primi fra tutti Gary Oldman nei ruoli di Cratchit e Jacob Marley, resi in maniera estremamente diversa da questo mostro della recitazione, e Colin Firth come il nipote Fred, capace di donare gaiezza con un solo sorriso.

5 – SOS Fantasmi (1988)

Christmas Carol Canto di Natale Scrooge Bill Murray

Tra tutti i tentativi di adattare in chiave moderna un classico dell’800 quale Canto di Natale, questo è quello riuscito meglio. Stiamo parlando dopotutto della buonanima di Richard Donner, che ha saputo spaziare in numerosi generi e ci ha dato molti classici della nostra cultura nerd (Arma Letale, Ladyhawke, Superman, I Goonies), e qui non è da meno. Certo, i nomi sono tati tutti cambiati per aumentare l’idea di “estraneità” dal romanzo, ma la storia è quella che conosciamo tutti. Il solo dare a Bill Murray il ruolo di Scrooge è una scelta eccellente: è carismatico, freddo e, una volta riacquistata la fiducia nel Natale, un pacioccone come pochi. Ma non c’è solo questo: ciò che funziona più di tutto è il design dato ai vari fantasmi: accattivante, adorabile e, nel caso di quello del Natale Futuro, quasi uscito fuori da un’idea di Terry Gilliam.

4 – Festa in Casa Muppets (1992)

Christmas Carol Canto di Natale

Unico musical in questa classifica, ma non per forza trasposizione meno degna di nota. In quanto adattamento più “per tutta la famiglia”, e non il solo in questa classifica, questa versione con il contorno dei Muppets riesce a darci un buon adattamento dell’opera senza per forza rovinare i momenti più tristi o emotivamente gravosi con delle battute: sanno quando è il momento di ridere e quando far commuovere, e soprattutto quanto. I ruoli dati ad ogni Muppet sono adatti, nonostante il cambio di voci originali di metà del cast (Steve Whitmire dopo la morte di Jim Henson). Le aggiunte alla storia e le dovute modifiche sono interessanti, come il dare una personalità più profonda al Fantasma del Natale Presente, o la già citata verve comica alla storia.
Forse l’unica pecca del film è Michael Caine nel ruolo di Scrooge: si riconosce la sua bravura come attore, ma a volte è troppo contenuto e sacrifica l’empatia in favore del distacco emotivo, scelta strana in un film del genere.

3 – Canto di Natale di Topolino (1983)

Christmas Carol Canto di Natale Scrooge Topolino Mickey

Con molte probabilità, questo è stato il primo impatto di tutti noi con la storia, forse prima ancora del libro. La Disney ha creato con questo uno dei suoi migliori corti, al quale tra l’altro partecipò anche un giovane Brad Bird, e in una sola mezz’ora è riuscita a “sintetizzare” la storia completamente, senza farla sembrare troppo frettolosa. Ogni personaggio è perfetto nel suo ruolo, soprattutto Paperone, basti pensare che il nome originale del personaggio è Scrooge McDuck. Occasione sprecata sicuramente non aver optato per Macchia Nera come Fantasma del Natale Futuro, ma per il resto non c’è molto di cui lamentarsi. Non è una rappresentazione estremamente fedele, ma ha molto cuore, molta fantasia e soprattutto molto amore per il natale. Se avete dei bambini che ancora non conoscono il classico, questo corto è perfetto per introdurli alla miglior storia di Natale mai raccontata.

2 – Lo Schiavo dell’Oro (1951)

Christmas Carol Canto di Natale Scrooge

La prima, vera, grande trasposizione del libro con comparto sonoro ad aver avuto successo, considerato ancora oggi uno dei migliori film natalizi della storia del cinema, alla stregua di La Vita è Meravigliosa. Forse alcuni effetti sembrano datati per chi non mastica cinema classico, ma la storia è passo passo quella del libro, trasposto quasi maniacalmente. Più di tutto, e si evince dal titolo originale, Scrooge, questa versione è riuscita a trattare con la dovuta importanza e il dovuto studio Scrooge. Alastair Sim, con la sua mimica impressionante, riesce a dare al personaggio ogni sfumatura emotiva di cui ha bisogno. Molte trasposizioni falliscono perché finiscono per dare a Scrooge le sole emozioni di rabbia, paura, tristezza e felicità, quando il personaggio ne affronta molte altre nel corso del suo viaggio di redenzione, e qui emergono attraverso gli occhi di questo gigantesco attore.

1 – Una favola fantastica (1984)

Christmas Carol Canto di Natale Scrooge

Non ne voglia troppo il film che ora è in seconda posizione: Lo Schiavo dell’Oro è probabilmente il film più importante di questa classifica, se parliamo di valore cinematografico e storico. Tuttavia, se parliamo di qualità estetica e narrativa, letteralmente, ogni cosa qui è perfetta. Perfetta è la trasposizione letterale del libro, perfetta è la resa scenica, almeno per un prodotto televisivo, perfette sono le piccole aggiunte date per approfondire i personaggi, perfetti sono gli attori. Impossibile non nominare George C. Scott nel ruolo principale, forse il miglior Scrooge dopo Sim. Ciò che lo rende un ottimo interprete è il modo non solo con cui traspone le parti del libro, ma anche quelle originali: ci sono due scene in cui Scrooge, mentre è in viaggio nei suoi Natali Passati, osserva suo padre, mentre questi non lo può vedere. Un mare di emozioni saettano dagli occhi glaciali di Scott verso forse il vero responsabile della sua situazione personale e tutta la rabbia, il disprezzo, la pietà e forse anche la tristezza gli vengono scagliati contro senza neanche bisogno di una parola. Oppure, mentre Scrooge è in casa di Cratchit assieme allo Spirito del Natale Presente, sussurra un “Amen” alla fine della preghiera della famiglia.

Questa è la nostra piccola classifica delle migliori rappresentazioni di una delle storie di Natale più conosciute e apprezzate di sempre. Canto di Natale è una storia con cui chiunque prima o poi si trova a fare i conti, quindi abbiamo pensato di consigliare i modi migliori per approcciarsi, secondi, ovviamente, alla lettura del racconto. Con questo possiamo augurare a tutti… Buon Natale!

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Fin da bambino sono sempre stato appassionato di due cose: i romanzi fantasy e il cinema, passioni che ho coltivato nel mio percorso universitario, laureandomi al DAMS Crescendo hoi mparato a coltivare gli amori per i videogiochi, i fumetti e ogni altra forma di cultura popolare. Ho scritto per magazine quali Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, e ora è il turno di SpaceNerd di sorbirsi la mia persona!
Sono un laureato alla facoltà DAMS di Torino, con tesi su American Gods e sono in procinto di perseguire il master in Cinema, Arte e Musica.

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