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8 adattamenti delle opere di Neil Gaiman: dal peggiore al migliore

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8 adattamenti delle opere di Neil Gaiman: dal peggiore al migliore 1

Chi non ama Neil Gaiman? È uno degli scrittori più prolifici e innovativi degli ultimi anni e i suoi lavori nella narrativa romanzesca, fumettistica, cinematografica e seriale sono presi come esempio per originalità e stile di scrittura. Collaboratore e amico di altri scrittori come Alan Moore, Susanna Clarke, George R. R. Martin e Philip Pullman, si è guadagnato un piedistallo nell’Olimpo degli scrittori odierni.

Non ha ovviamente mancato di lavorare a sceneggiature per le trasposizioni delle sue opere o, anche, di supervisionarne la creazione. Ma quali sono, effettivamente, le serie e/o i film che meglio colgono lo spirito delle opere originali? In attesa della trasposizione Netflix di Sandman, sperando che renda onore all’originale cartaceo, ecco una personale TOP degli adattamenti dei suoi lavori, dal peggiore al migliore!

(Per la cronaca, non sarà presente Neverwhere, dato che in principio era già una serie TV, trasposta a romanzo e in seguito trasposta a fumetto. Non sarebbe né giusto né consono.)

  • 8 – How to talk to girls at parties (no, non lo chiamerò “La ragazza del punk innamorato”)

Forse l’unico titolo ad essere effettivamente “brutto”. Tratto da uno dei suoi più famosi racconti brevi (che può essere trovato nella raccolta Cose Fragili) questo film tenta di allungare una storia che potrebbe essere riassunta in un corto, possibilmente animato, di neanche dieci minuti. In effetti, la parte fedele è presente nei primi venti minuti, e può essere considerata buona, ma poi sembra allungarsi un una fanfiction weird e fin troppo “fuori di testa”. Si capisce che si voleva prendere spunto dallo stile Neil Gaiman ma, in certi casi, quando non si sa fare una cosa è meglio non farla o si rischia di rovinare una buona idea.

Le idee nuove sono fin troppo tirate e, mentre nel racconto rimane il dubbio su cosa sia effettivamente successo a quella festa, nel film il tutto ci viene rivelato. Se nel primo l’attenzione era riportata sul mistero di queste tre strane ragazze, nel film manca un vero e proprio focus, quasi si sforzasse di sembrare un nuovo cult, ma con scarsi risultati. Insomma, nonostante la presenza di Elle Fanning, Ruth Wilson e Nicole Kidman, questo film può definirsi tranquillamente saltabile.

Neil Gaiman

  • 7 – DC Showcase: Death

Libero adattamento diretto da Sam Liu, ormai famosa per adattare praticamente qualsiasi storia DC in formato animato, è un corto di venti minuti riguardante il personaggio più amato creato da Neil Gaiman, nientemento che Morte degli Eterni (direttamente dal celebre fumetto Sandman). Lo sviluppo degli eventi è scontato e il finale quasi prevedibile, ma Morte viene trattata col dovuto rispetto che si deve ad una protagonista. Seppur rappresenti un archetipo che tutti noi conosciamo, mostra dubbi e difetti assai condivisibili. Sarebbe stato meglio se fosse stato Gaiman a scriverlo, però, o che almeno fosse statp tratto da una delle storie brevi presenti nella sua omnibus Death.

Neil Gaiman

  • 6 – MirrorMask

Diretto dal grande disegnatore e amico di Neil Gaiman, quella mente malata di Dave McKean, questo film pare provenga da un sogno febbrile dopo una dose massiccia di vodka. Lo scrittore di Portsmouth ci dona una delle esperienze più vicine ad un trip a cui potremmo mai assistere. Una fiaba moderna che prende vita nella mente di una ragazza problematica, ricca di libere interpretazioni e momenti agrodolci.

Il problema più rilevante è lo stile di regia: sembra che l’intero film sia girato con un iPhone, quasi fosse un film TV a basso budget. Che sia un modo per aggiungere surrealismo al film? Fatto sta che rende fastidiosa la visione, ma ci si può dimenticare di questo difetto quando ci si immerge in una storia simile.

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  • 5 – Good Omens!

Ottima trasposizione del libro scritto a quattro mani con Terry Pratchett, il dio della parodia fantasy per eccellenza (Mondo Disco). Questa miniserie parodia degli horror sull’Anticristo riesce ad essere un buon adattamento sia nella storia sia nello spirito. Michael Sheen e David Tennant sono a dir poco perfetti nelle loro parti e la loro dinamicità è adorabile e coinvolgente.

Il problema principale, però, è paradossalmente proprio questo: è TROPPO uguale al libro e, come esso, soffre di un climax troppo frettoloso e di un epilogo eccessivamente lungo. Ciò nonostante, è una buona miniserie da guardare tutta d’un fiato e dimostra la bravura nella scrittura televisiva del Maestro. Infine, è innegabilmente un commovente tributo al suo collega e amico Terry.

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  • 4 – La leggenda di Beowulf

Diretto dal pluripremiato regista Robert Zemeckis e prodotto dalla casa di effetti speciali creata da lui stesso (che ci ha regalato Polar Express e A Christmas Carol) è un adattamento cinematografico della sceneggiatura di Gaiman riguardante una versione dei fatti leggermente differente da quella del famoso poema epico nordico. Un buon “cosa sarebbe successo se…?”, con attori di tutto rispetto, una soundtrack da brividi e scene grottesche e truculente. Forse a volte si lascia troppo andare nella sua “epicità” ma è comunque un film interessante da guardare, anche solo per i suoi effetti visivi.

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  • 3 – Stardust

Non ci sarebbe molto da dire, in reltà, su questo film. È bello, senza troppe pretese ma con un gran cuore. Una storia semplice ma per questo di facile immersione. Una fiaba vecchio stile ma con qualcosa di innovativo e in puro stile Neil Gaiman. Una colonna sonora che entra subito in testa, attori di tutto calibro (Michelle Pfeiffer, Robert DeNiro e il futuro Daredevil Charlie Cox), effetti speciali più che buoni, personaggi simpatici, sia principali che secondari, e soprattutto una pura e innata voglia di incantare lo spettatore.

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  • 2 – American Gods

Tratta dalla magnum opus di Neil Gaiman, nonché il romanzo fantasy più premiato del nuovo millennio, questa serie tv si differenzia molto dal libro per quanto riguarda le scelte di trama, ma ciò è giustificato: per adattarla a formato televisivo devono essere apportati dovuti cambiamenti. E per quanto viene mostrato, molte modifiche sono anche migliori del libro: Mad Sweeney, per esempio, viene approfondito molto di più, diventando forse il personaggio più amato della serie, così come il numero di vecchi e nuovi dèi e il loro rapporto gli uni con gli altri.

Lo stile onirico, lento e weird si sposa benissimo con ciò che il romanzo voleva trasmettere: una fiaba epica moderna non adatta per forza a tutti ma capace di incantare chiunque decida di entrarci. Forse in alcuni episodi la storia viene tirata un po’ per le lunghe ma è una sottigliezza in quella che è una cascata d’oro. Senza dubbio una delle migliori serie fantasy del momento.

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  • 1 – Coraline

Che dire, uno dei migliori film animati mai creati, un capolavoro della stop motion tratto da un capolavoro della letteratura per ragazzi. Coraline è una fiaba dark e misteriosa ma anche divertente e spensierata, ricca di situazioni improbabili alla Alice in Wonderland e personaggi indimenticabili. Ogni componente di questo film è bella: dal character design alla trama, dallo stile di animazione alle piccole aggiunte rispetto al libro.

Agli Oscar per il miglior film d’animazione del 2009 è stata la pellicola ad aver introdotto la stop motion (assieme a Fantastic Mr. Fox), affiancata nello stesso hanno da La Principessa e il Ranocchio e Up (i quali hanno portato rispettivamente il 2De il 3D agli Oscar). Quest’ultimo si meritava l’Oscar, certo, ma Coraline rimarrà sempre nei nostri cuori non solo come uno dei film animati più belli (e spaventosi) mai creati, ma come la miglior trasposizione di un’opera di Neil Gaiman.

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Fin da bambino sono sempre stato appassionato di due cose: i romanzi fantasy e il cinema, passioni che ho coltivato nel mio percorso universitario, laureandomi al DAMS Crescendo hoi mparato a coltivare gli amori per i videogiochi, i fumetti e ogni altra forma di cultura popolare. Ho scritto per magazine quali Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, e ora è il turno di SpaceNerd di sorbirsi la mia persona! Sono un laureato alla facoltà DAMS di Torino, con tesi su American Gods e sono in procinto di perseguire il master in Cinema, Arte e Musica.

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