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ScourgeBringer: la recensione del nuovo platform roguelite

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ScourgeBringer

ScourgeBringer

0.00
8.5

GAMEPLAY E LONGEVITA'

8.9/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

8.5/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

8.2/10

Pros

  • Gameplay frenetico
  • Un ottimo roguelite

Cons

  • Per alcuni potrà sembrare ripetitivo
  • Poco adatto a videogiocatori alle prime armi

Aiuta Kyhra a salvare il mondo!

ScourgeBringer è il nuovo titolo prodotto da Flying Oak Games in collaborazione con E-Studio e pubblicato da Dear Villagers

Le premesse sono decisamente interessanti: ci troviamo in un platform dove la nostra protagonista (una guerriera di nome Kyhra dotata di straordinari poteri tra cui una chioma fiammeggiante) dovrà affrontare i più vari boss e nemici in giro per mappe più o meno complesse ma la cui esplorazione è sempre e comunque decisa dal giocatore.

Il tutto, condito da una grafica “vintage” in 2D che in realtà nel 2020 non suona poi così obsoleta, anzi. Le ambientazioni sono infatti coloratissime e molto accattivanti, e delineano uno scenario post apocalittico a tratti tendente perfino al vaporwave.

Perché ScourgeBringer è un roguelite?

Partiamo dal principio definendo cosa si intende per roguelike: il termine trae origine dal capostipite del genere, il famigerato Rogue (datato 1980). Famigerato perché, per la primissima volta, proponeva ai giocatori un’avventura grafica dove, in caso di morte, si era costretti a ricominciare il gioco dal principio, nella così detta permadeath. 

Un genere che non suonerà di certo nuovo agli appassionati di titoli come The Binding of Isaac ma parlando in modo più approfondito di questa tipologia di gioco si sottende una leggera (quanto fondamentale) differenza tra i vari appartenenti al genere: se nel roguelike la partita ricomincia da 0 (senza se e senza ma, facendo perdere qualunque progresso), esiste anche il roguelite, una versione “lite” appunto dove il giocatore, una volta morto, conserva comunque armi e potenziamenti raccolti nella precedente partita.

scourgebringer

E’ questo il caso anche di ScourgeBringer: la nostra Kyhra infatti avrà a disposizione un vero e proprio albero delle skills dove il giocatore potrà decidere (in specifici punti della mappa) cosa potenziare man mano per proseguire la partita. Caduti sul campo, le skills aggiunte all’albero rimangono assolutamente inalterate.

La ripetitività: tra pro e contro

Tra le varie implicazioni di una impostazione di gioco roguelite figura senza dubbio una intrinseca ripetitività: vale la pena ricominciare ogni volta? Parlando per ScourgeBringer la risposta è dipende. 

Se siete infatti giocatori che poco digeriscono il genere, il tutto potrà darvi noia fin dalla prima ora di gioco. Se invece trovate stimolante non solo dover completare l’albero delle skills ma decidere man mano come esplorare le mappe nel modo più approfondito possibile, allora questo è decisamente il gioco che fa per voi.

scourgebringer

Il gameplay è infatti comunque estremamente frenetico, ma Kyhra avrà a disposizione “solo” due armi: una katana e una pistola simil lanciarazzi. Sta di fatto che la nostra eroina resta comunque un ninja, e potrà infatti quasi volare all’interno delle mappe tra salti atletici, corse contro il muro ed attacchi decisamente coreografici seppur semplificati in pochi pixels.

I boss: Touhou Project ha fatto scuola

Proseguendo nelle varie mappe, ci troveremo di fronte i vari boss di ciascuna ambientazione, tutti accomunati dall’attacco reso celebre dal famosissimo titolo nipponico Touhou Project divenuto celebre per la sua difficoltà a dir poco folle.

I boss infatti attaccheranno Kyhra rilasciando fatali dardi in più punti della mappa, costringendo il nostro ninja a schivarli nel modo più abile e rapido possibile poiché i nemici ci lasceranno man mano sempre meno spazio e tempo per attaccarli. Certo, nulla di nuovo nel panorama videoludico, tutt’altro, ma comunque un’interessante impostazione che non stona con il tono generale del gioco.

ScourgeBringer

In conclusione

ScourgeBringer è di certo un titolo assolutamente valido nel suo genere, che assicura partite frenetiche e adrenaliniche. Anche la componente audio è alla fine coerente col gioco con musiche arcade che tendono ad incrementare man mano che il gameplay si fa più intenso.

Il gioco rispetta perfettamente l’impostazione roguelite, ma appunto, tale genere potrebbe suonare snervante per giocatori poco inclini o comunque alle prime armi e che non riescono ad essere particolarmente fluidi e sicuri coi tasti di gioco (che restano comunque molto semplici ed immediati). Il “problema” risulta evidente nelle bossfight che richiedono appunto un impegno e abilità maggiori proprio nelle schivate e attacchi rapidi.

ScourgeBringer sarà disponibile a partire dal 6 febbraio 2020 su Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox One, e Steam.

 

 

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Cosplayer per diletto, per lei Dante è sia il poeta stilnovista che il cacciatore di demoni per eccellenza. "I demoni non piangono mai" è vero, ma davanti al film, alla serie tv, al videogioco, al fumetto, o al libro giusto diventa una fontana, e prova anche a recensirli di tanto in tanto.

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