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Red Dead Redemption 2: tutto quello che bisogna sapere

L’attesissimo Red Dead Redemption 2 (disponibile per PS4 ed XBOXONE) è finalmente arrivato sui nostri scaffali dopo ben due anni dal primo annuncio ufficiale (risalente all’ottobre del 2016) ed è inutile specificare come un’ondata di euforia stia travolgendo i giocatori di tutto il globo.

Una conseguenza a dir poco inevitabile dopo i numerosi trailer e svariate anteprime del gameplay che sono state mostrate al pubblico, i quali sono stati capaci, non solo di risvegliare la passione di tutti coloro che avevano adorato il capitolo passato, ma anche di suscitare l’interesse di tutti quelli che invece non avevano mai provato il titolo in questione.

Nel capitolo precedente, la Rockstar ci aveva introdotto a uno dei personaggi più iconici, provocatori ed interessanti del mondo videoludico, l’indimenticabile John Marston, del quale abbiamo potuto seguire le turbolente vicende fino alla loro amara fine. Un titolo che, favorito dall’ottima mappa di gioco e dall’immersivo open-world, ci ha fatto divertire, sorridere, coinvolgere ed anche rattristare. Un titolo, insomma, che rimane nel cuore dei giocatori.

In questo nuovissimo prequel, ci vengono offerti numerosi cambiamenti ed innovazioni sotto diversi punti di vista, dalla narrazione al mondo di gioco, da nuove meccaniche a nuove modalità. Ma andiamo con ordine.

Innanzitutto, è necessario parlare della trama. Come già detto, si tratta di un prequel quindi, questa volta, seguiremo la banda dei Van Der Linde (il gruppo di criminali di cui faceva parte lo stesso Marston) ed indosseremo i panni di Arthur Morgan, uno dei membri. Dopo una tentata rapina finita male, la comitiva sarà costretta alla fuga e dovrà cercare di eludere la legge e i cacciatori di taglie, una situazione piena di tensione che, inevitabilmente, provocherà delle crepe e dei disaccordi all’interno del gruppo, assieme alla minaccia di un possibile scioglimento di esso.

Osserveremo il decadimento della banda e molto probabilmente avremo anche l’opportunità di assistere all’allontanamento di John da essa o la sua cattura da parte dei federali. Un altro avvenimento che potrebbe far ritorno è quello che riguarda il massacro di Black Water, di cui si era parlato molto anche nel primo capitolo e che combacia perfettamente a livello temporale.

Parlando della trama, è interessante discutere anche di una nuova meccanica introdotta, ovvero quella che riguarda l’influenza del giocatore all’interno della narrazione stessa. Infatti, la Rockstar ha aggiunto un sistema di conversazione dinamico, il quale offre diverse opzioni di dialogo e di approccio delle situazioni che determineranno poi l’esito delle vicende (uno stile abbastanza reminiscente di giochi come Life Is Strange o dei vari titoli della TellTale e della QuanticDream ma in scala minore e meno complessa).

Una meccanica che rimane comunque interessante e che offre varietà al gameplay, permettendo, ad esempio, di sfuggire da situazioni compromettenti, come ci è stato mostrato nel più recente trailer. Difatti, quando si ingaggia un NPC in uno scontro, comparirà un menù con diverse possibili azioni (ad esempio: minaccia, attacca o ignora) da cui poi si apriranno strade diverse.

A ciò si aggiunge anche un grande numero di incontri casuali all’interno del grande open-world, tutti gestiti in questa maniera. Insomma, siamo sicuri che Red Dead Redemption 2 ci offrirà grande libertà di gioco.

Altra brillante idea che garantirà a questo nuovo titolo una considerevole longevità è quella che permette al giocatore di spostarsi dalla terza alla prima persona. Si può dire con sicurezza che la Rockstar abbia estrapolato questa modalità da GTA 5, in cui la possibilità di giocare in prima persona aveva fornito un’esperienza sorprendentemente diversa ed estremamente divertente, soprattutto in multiplayer (il quale sarà disponibile su Red Dead Redemption 2 questo novembre).

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Questa modalità offrirà la possibilità di sperimentare il far-west nel modo più immersivo possibile ed è sicuramente una caratteristica da tenere in considerazione.

Ad aiutare l’immersione in questo universo di Red Dead Redemption 2 vi è sicuramente la componente rilegata alla mappa e al mondo di gioco. Come dimenticare, nel primo capitolo, l’emozione e le sensazioni suscitate dall’attraversare il deserto a cavallo mentre il sole tramontava di fronte noi? Beh, questo prequel non sembra essere da meno. In primis, vi è ovviamente la grafica avanzata e migliorata che, si sa, aiuta sempre l’immersione.

Oltre ciò il mondo di gioco è vivo e pulsante di biomi, creature ed ambientazioni: abbiamo il piccolo paese, la grande e moderna città, i villaggi in riva al lago, ognuno dei quali caratterizzato dai propri personaggi. Ci viene data grande possibilità esplorativa e il mondo sembra essere un mondo autentico, realistico, popolato e vivo.

Impossibile non parlare dalla variegata quantità di attività e quest secondarie presente nel titolo. Dal primo capitolo fanno ritorno le partite di poker, le bevute al saloon, le varie sfide, le battute di caccia e le numerose side quests che permettono al giocatore di distaccarsi e “prendersi una pausa” dalla narrativa principale e godersi il gioco al meglio.

Un nuovo aspetto è quello che coinvolge la banda Van Der Linde, la quale ormai non è più un semplice componente della narrazione ma anche del gameplay stesso. Infatti sarà necessario, da parte del giocatore, di occuparsi di essa e dei propri membri per mantenerne alto il morale e garantire quindi il buon esito delle missioni. In contemporanea bisogna occuparsi anche dell’accampamento e del suo buon funzionamento.

Da considerare sono anche i cambiamenti nelle armi, che offrono una personalizzazione maggiore e che devono essere pulite e curante. E’ presente anche una durabilità, l’equipaggiamento infatti tende a logorarsi e rompersi.

Da curare è anche il cavallo stesso, che non è più un semplice mezzo di trasporto, ma un essere vivente che reagirà in modo differente a secondo del modo in cui lo accudiamo. Sarà infatti necessario spazzolarlo ed accarezzarlo. Molta varietà anche nel tipo di cavalli, alcuni saranno più veloci, altri più resistenti e avremo la possibilità di sceglierle quello che riteniamo più adatto alla missione.

Infine, la caratteristica più divertente e particolare è quella della cura del personaggio. Si, avete letto bene, in Red Dead Redemption 2 bisogna prendersi cura del proprio PG. Assicurarsi che la salute del personaggio sia ottimale offrirà poi delle prestazioni migliori, ad esempio nel caso della stamina, che può essere ridotta oppure no. Inoltre, il proprio aspetto determinerà il modo in cui le altre persone reagiranno alla vostra presenza, dovrete lavarvi, pulirvi e radervi, altrimenti gli NPC saranno infastiditi dalla vostra vicinanza, soprattutto se avete del sangue addosso!

Insomma, possiamo dire con certezza che Red Dead Redemption 2 sia un’esperienza unica, particolare, interattiva ed immersiva che potrebbe facilmente superare e migliorare il capitolo originale. Il titolo è uscito da pochissimo tempo e sta già ricevendo una grande quantità di recensioni estremamente positive e si pone sicuramente come un degno avversario nei confronti dell’elogiato Spider-Man di Insomniac per la conquista del titolo di gioco dell’anno.

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Sara Taffi

Salve a tutti! Io sono Sara e le mie più grandi passioni, che mi accompagnano da sempre, sono quelle per il cinema, i videogiochi e le serie TV. Adoro scrivere e cerco di cogliere ogni occasione per dialogare e confrontarmi con gli altri riguardo tutto ciò che questo fantastico mondo nerd può offrire e spero di poterlo fare al meglio anche con voi!

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Sara Taffi
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