Interviste

Festival del Fumetto 2024: Intervista a curly.natsu

In occasione dell’edizione invernale del Festival del Fumetto 2024, abbiamo avuto l’occasione di intervistare alcuni cosplayer che hanno partecipato alla fiera.

Oggi vi presentiamo Natsu, conosciuta sui social con l’username curly.natsu.
Studentessa universitaria, è una content creator nota anche per l’abilità e la dedizione con cui acconcia le parrucche.

Anche se si è affermata nel settore da relativamente poco, Natsu porta dei cosplay sensazionali che lasciano trasparire soprattutto la sua ardente passione per questo ambito.

Ciao Natsu, ti presenteresti brevemente per i nostri lettori?

Ciao! Sono Curly Natsu, una cosplayer italiana. Sono di Milano e ho iniziato a fare cosplay nel 2019!

Come ti sei appassionata al mondo del cosplay?

Semplicemente vedendo i cosplayer in fiera! Ho pensato fossero stupendi e volevo assolutamente provare anche io. E quindi niente, eccomi qua!

Hai qualche cosplay del cuore?

Sì, Rukia Kuchiki di Bleach. È stato il mio primissimo cosplay e l’ho riproposto diverse volte a distanza di anni, cercando sempre di migliorarlo. Penso rappresenti il mio percorso creativo nel mondo del cosplay e l’ho portato anche a questo Festival del Fumetto!

Qual è stata la tua prima fiera? Hai qualche ricordo particolarmente significativo che vuoi condividere?

La mia prima fiera in assoluto è stato il Cartoomics. Purtroppo non ho molti ricordi, ma è stato lì che mi sono innamorata del cosplay ed è sempre lì che, l’anno dopo, ho realizzato il mio primo cosplay.

Rispetto ad allora, come è cambiato il tuo approccio al mondo dei cosplay?

Ciò che era solo una passione occasionale è diventato qualcosa di molto più “serio”. Attualmente lo considero una parte di me, perché è grazie al cosplay che ho avuto modo di fare le esperienze più memorabili e di incontrare persone meravigliose. Adesso è qualcosa a cui mi dedico quotidianamente in qualche modo, qualcosa in cui cerco di migliorarmi costantemente e che mi dà immense soddisfazioni. Se prima era solo un hobby, ora sta prendendo anche una direzione lavorativa.

Hai dei punti di riferimento, dei modelli a cui ti ispiri?

Certo! Tra i cosplayer che ammiro fin da quando ho iniziato ci sono Layze Michelle, Kamui Cosplay, Kinpatsu Cosplay e molti altri che ho avuto modo di conoscere con il tempo. Ho sempre ammirato tantissimo il cosmaking e desidero approfondirlo sempre di più!

Quali sono le tue dream collab? Con quali brand o franchise vorresti lavorare?

La Nintendo, in particolare per The Legend of Zelda, che è da sempre il mio franchise videoludico preferito.

Cosa consiglieresti a un cosplayer alle prime armi?

Ricordati che il tuo obiettivo principale è divertirti e sentirti bene facendo cosplay, sia che tu lo abbia creato con le tue mani sia che ti limiti a interpretare il personaggio. Non paragonarti agli altri; prendi ispirazione da loro, assolutamente, ma ricordati che il tuo percorso è unico. Non è solo il risultato finale a essere importante, ma anche e soprattutto che ti diverta durante il processo.

Tornando indietro nel tempo, c’è qualcosa che cambieresti nel tuo percorso creativo?

Sì, cercherei di ignorare tutti coloro che mi hanno sempre detto che era “tempo perso” e dedicherei molto più tempo al cosplay.

Come ti senti e cosa provi quando indossi un cosplay?

Mi sento a mio agio, mi sento più sicura di me ed è il momento in cui riesco a divertirmi di più. Non posso negare che, purtroppo, ci sono anche volte in cui, indossando per la prima volta un cosplay completo, non mi ci sono vista per niente bene; mi capita di abbattermi in questi casi, ma dopo un po’ mi passa e riesco comunque a divertirmi, soprattutto se faccio cosplay insieme ad altre persone!

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Ti sei mai sentita discriminata per questa passione? Esistono delle problematiche particolari che vorresti esporre?

Purtroppo sì, soprattutto dalle generazioni più grandi. Mi è spesso stato detto che era tempo perso “vestirmi da cartone animato” e che non mi avrebbe portato da nessuna parte; mi è anche successo di ricevere diversi commenti che incitavano a smettere e trovarmi un “lavoro vero“. Molte persone fanno fatica a comprendere l’impegno che si cela effettivamente dietro ad ogni cosplay e vige ancora tanta chiusura mentale rispetto alle opportunità lavorative a cui questo può portare. C’è da dire però che per fortuna, con il tempo e con il ricambio generazionale, il cosplay sta prendendo sempre più piede e sembra essere non solo accettato, ma anche ammirato come forma d’arte.

Hai mai partecipato a una fiera con altri cosplayer o eventualmente a dei raduni? Com’è l’esperienza di incontrare altre persone che condividono la tua stessa passione?

Certo, ho partecipato ad entrambi. Posso solo dire che è meraviglioso proprio perché hai l’opportunità di parlare con persone che condividono le tue stesse passioni, quando magari nella quotidianità non ne hai l’occasione. Hai perciò l’opportunità di farti nuovi amici, con cui passare il tempo anche al di fuori degli eventi.

Ti senti accolta dalla community cosplay? Cosa cambieresti?

Sì, io mi sono sempre sentita accolta dalla community cosplay; mi ha sempre dato vibes positive e sono felice di farne parte! Purtroppo però, negli ultimi anni, mi è capitato diverse volte di assistere a diversi flame e in generale a episodi di tossicità, per cui se potessi cambierei quest’aspetto. Sarebbe bello poter sradicare al 100% la tossicità che purtroppo interessa parte della community.

Se il cosplay non è la tua professione principale, pensi che possa essere il tuo lavoro definitivo? Perché?

Mi piacerebbe moltissimo. Sono consapevole che non sarà tutto rose e fiori; ci sono giorni in cui mi capita di non avere minimamente voglia di spendere ore per truccarmi e prepararmi, ma sarei comunque felicissima di dedicarmici a tempo pieno e di poter vivere della mia passione

Sei soddisfatta dei cosplay che porti? Perché?

Dipende, ci sono volte in cui sono soddisfatta e altre in cui penso che un determinato cosplay mi sia venuto male o che non mi stia bene -per esempio, la prima volta che ho portato Pruna non mi piaceva affatto-. In questi casi cerco di migliorarlo le volte successive, ma in generale non sono mai soddisfatta al 100%: il secondo dopo che indosso un cosplay, anche per la millesima volta, ho già in mente numerose migliorie che potrei apportare!

Come ha influito il mondo dei cosplay nella tua crescita psicologica e personale?

Mi ha sicuramente aiutato ad essere molto più sicura di me stessa. Il cosplay richiede di mettersi in mostra ed essendo naturalmente introversa mi ha senz’altro aiutato ad aprirmi di più con gli altri. Mi ha permesso inoltre di stringere innumerevoli amicizie anche al di fuori degli eventi e mi ha aperto la strada verso nuove opportunità lavorative. Nel complesso, non posso che essere grata a questo mondo.

Cosa diresti alla te del passato? E a quella del futuro?

Alla me del passato direi di non preoccuparsi se un cosplay non viene perfetto al primo colpo: ci sono sempre mille occasioni e non c’è nessuna scadenza imminente per migliorarlo. Alla me del futuro invece direi di non fermarsi mai se non ogni tanto per pensare al percorso fatto, ed esserne orgogliosa!

Ti sei divertita al primo Festival del Fumetto del 2024? Perché?

Sì! Penso sia stato il mio Festival del Fumetto preferito finora. Sono riuscita ad incontrare molta più gente del solito, ho avuto modo di collaborare con nuovi fotografi e mi sono divertita molto a partecipare alla sfilata di One Piece!

C’è qualcosa che cambieresti della fiera?

Sinceramente non saprei. Il Festival del Fumetto è la mia fiera preferita ed è quella in cui mi diverto di più da sempre; tra quelle a cui sono stata finora è la fiera con l’area cosplay migliore in assoluto.

Che cosa hai comprato?

Ho preso dei portachiavi e phone charm carinissimi nella artist valley: uno di Vi -che avevo già ma, ahimè, si è staccato e l’ho persa in fiera-, uno di Yone e uno di Sett Heartsteel. Ho anche ricevuto un charm di Ahri K/DA e un portachiavi di Sabo in regalo! I portachiavi sono realizzati da christychan96, mentre i phone charm da Chiara Mazzetti.

Hai in programma di recarti anche all’edizione primaverile?

Assolutamente sì. Per me il Festival del Fumetto è un appuntamento fisso ad ogni edizione!

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Elisabetta Giardi

Sono cresciuta con pane, videogiochi, anime e arte. I miei studi e la mia passione verso le scienze umane mi permettono di guardare e giocare con uno sguardo diverso, riuscendo a cogliere molte scelte stilistiche e ad attribuire loro un significato più profondo.

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