Approfondimenti

L’evoluzione dei personaggi femminili nei videogiochi

Inizialmente i videogiochi erano solo un hobby per pochi appassionati, ma nel corso degli anni l’industria videoludica ha compiuto enormi salti in avanti apportando notevoli modifiche non solo alle console e alla grafica, ma anche introducendo lore sempre più entusiasmanti con gameplay innovativi a tal punto di diventare ormai fulcro delle vendite ed essere sempre più presenti nelle nostre case.

Inutile negare che a favorire il tutto siano stati complici anche i protagonisti presenti all’interno di ogni singolo gioco: il personaggio principale è sempre stato capace a farci immergere del tutto all’interno della storia, coinvolgendoci completamente nelle proprie avventure, quasi come se fossimo noi stessi i protagonisti del gioco.

Dall’arrivo dei videogiochi in casa mia ho amato alla follia percorrere il regno dei funghi con Mario, immedesimarmi in Link e salvare svariate volte Hyrule, diventare un agente segreto di nome Solid Snake o addirittura cimentarmi nel paranormale con Edward Carnby, eppure alcuni di loro quasi non hanno motivo di esistere senza la presenza di una figura femminile

Per molti anni il ruolo tipico della donna nell’industria videoludica non era altro se non essere la damigella in pericolo da salvare, oppure inserita come personaggio di affiancamento per creare un ambientazione e/o una storia legata al protagonista.

Per questo motivo all’epoca i videogiochi erano etichettati come passatempo tipicamente maschile, fino a quando il personaggio femminile negli anni ha iniziato ad assumere la caratteristica di eroina e a farsi sempre più spazio all’interno di molteplici titoli videoludici che successivamente sono stati in grado di attirare sempre più ragazze ad appassionarsi ai videogame e a cimentarsi in quasi tutti i generi.

Difatti basti pensare che ad oggi 4 videogiocatori su 10 sono donne, raggiungendo il 42% del totale (Fonte: report IIDEA del 2022), praticamente quasi la meta degli utenti fruitori di prodotti videoludici.

Ma nonostante ciò i personaggi maschili rimangono per lo più presenti, inseriti a ricoprire il ruolo principale a differenza delle donne che posseggono una personalità di minor livello o spesso rappresentate in maniera molto stereotipata.

Proprio per questo tutt’ora il discorso della rappresentazione delle donne nei videogiochi è un argomento ancora molto discusso con diverse controversie.

Personalmente parlando poiché donna, mi capita spesso di sentirmi messa in secondo piano quando si parla di videogiochi e/o addirittura imbattermi in utenti uomini che sembrano non accettare l’entrata in scena di una protagonista donna in quanto sembra non riescano ad immedesimarsi in essa e nella storia che la circonda.

Dove tutto ha inizio

I personaggi femminili cominciano a prendere piede nei videogiochi già nel 1980, ne è un esempio il celebre Pac-Man che per la prima volta inserisce all’interno del gioco un’eroina di nome Ms. Pac-Man che purtroppo però viene considerata solo una banale versione femminile del protagonista.

Verso la fine degli anni ’80 ci imbattiamo in Samus Aran della serie Metroid, forse uno dei personaggi femminili più importanti dell’epoca. Tuttavia anch’essa non viene messa in risalto come eroina protagonista poiché indossa un’armatura ingombrante e il suo genere viene svelato solo al termine del gioco, presentata tra l’altro in ben due finali alternativi in cui Samus viene mostrata in uno senza armatura e nell’altro addirittura in bikini.

Con gli anni ’90 arriva il grande successo dei picchiaduro i cui sono presenti diverse donne giocabili, come Chun-Li e Cammy in Street Fighter. Ancora una volta si tratta non solo di personaggi con ruoli comprimari tra lottatori per lo più maschi, ma soprattutto messe in risalto dal loro corpo erotico e sensuale, al contrario invece le avventure grafiche, in cui vengono inserite diverse donne caratterizzate da perspicacia, ironia e indipendenza come Marley di Monkey Island o Maureen Corley di Full Throttle.

Da Lara Croft a Jill Valentine

Siamo quasi alla fine degli anni ’90, precisamente nel 1996 e finalmente l’immagine dei personaggi femminili nei videogiochi cambia positivamente con l’entrata in scena della super atletica e archeologa Lara Croft. Il suo personaggio è sicuramente uno dei più famosi di quegli anni ed è stato un grande punto di svolta per l’affermarsi dei personaggi femminili come protagoniste.

Nonostante fosse la prima donna forte e determinata a diventare protagonista, inizialmente Lara Croft era per lo più apprezzata per il suo aspetto: sebbene il comparto grafico non era affatto contemporaneo, il suo corpo era indubbiamente affascinante con un seno generoso e abiti striminziti, diventando ancora una volta l’ennesimo sollazzo sexy per i videogiocatori maschi.

Fortunatamente con il passare degli anni, grazie ai svariati progressi in ambito tecnologico e videoludico, la nostra protagonista ha ottenuto enormi cambiamenti sia dal punto di vista estetico che caratteriale senza dover più essere forzatamente sensuale e soprattutto libera da ogni stereotipo.

Grazie alle varie modifiche apportate al personaggio, Lara Croft è riuscita ad ottenere un corpo meno artificioso dimostrandosi comunque capace a mantenere la sua femminilità ma con una fisionomia molto più naturale, riuscendo così a mettere in risalto la sua tenacia ed intelligenza e passando finalmente dall’essere un’icona sessualizzata a eroina apprezzata da ogni tipo di pubblico.

Sempre a fine degli anni ’90 arriva sui nostri scaffali Resident Evil, il gioco ci dà la possibilità di impersonare Chris Redfield o Jill Valentine, quest’ultima è una delle donne che si posiziona tra le protagoniste più forti e indipendenti del panorama videoludico.

Jill Valentine si presenta fin da subito come protagonista femminile atipica in quanto lontana dalle forme iper sessualizzate a cui eravamo abituati in quegli anni.

Difatti nel primo episodio della serie la protagonista indossa l’uniforme da agente della S.T.A.R.S lasciando spazio al suo coraggio e la testardaggine risultando quasi intollerante agli occhi dei compagni di squadra, ma proprio grazie a queste sue caratteristiche è capace di fronteggiare qualsiasi situazione senza l’aiuto di un collega maschio.

Jill Valentine la ritroviamo successivamente anche in Resident Evil 3 (1999) dove a differenza del primo capitolo abbandona la divisa della S.T.A.R.S e indossa vestiti decisamente più scollati, ma nonostante ciò le caratteristiche della protagonista rimangono immutate presentandosi ancora una volta una donna dalla forte personalità, apparendo così più sensuale ma senza dover mettere troppo in mostra le sue forme.

Troviamo invece una Jill Valentine completamente nuova in Resident Evil 3 Remake, difatti la protagonista cambia totalmente aspetto riuscendo a far risaltare di più il suo personaggio e allo stesso tempo riuscire a rimanere fedele più che mai alla sua essenza e personalità delle origini.

Queste sono solo due delle protagoniste più acclamate, negli ultimi anni le donne nei videogiochi si sono sempre più adattate ad essere considerate parte integrante della storia abbandonando vestiti estremamente scollati e soprattutto lasciandosi alle spalle il ruolo di personaggio secondario e/o principessa in pericolo.

Con l’arrivo delle console di nuova generazione abbiamo potuto vedere e apprezzare diversi personaggi femminili completamente diversi tra di loro, ognuna con una storia ben articolata e peculiarità caratteriali poderose.

Nonostante ciò, alcuni utenti risultano essere insoddisfatti della protagonista presente nel gioco, difatti è all’ordine del giorno che un personaggio femminile venga criticato per il suo aspetto fisico perché evidentemente non rientrante negli standard fisici e di bellezza che vediamo tutti i giorni sui social.

Proprio per questo qui sotto trovate elencate alcune delle protagoniste femmine che oltre ad aver personalmente apprezzato di più, mostrano fin da subito una forte indipendenza e/o hanno avuto un’enorme crescita personale all’interno della loro storia.

Ellie (The Last Of Us)

Ellie è probabilmente la protagonista più amata nei videogiochi, la incontriamo per la prima volta all’età di quattordici anni al fianco di Joel, considerato una figura paterna per la ragazza.

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Chi ha giocato questo titolo sa benissimo che Ellie non ha assolutamente bisogno di una figura maschile che la guidi all’interno di un mondo apocalittico, difatti si mostra a noi subito come una ragazza coraggiosa e diffidente.

Nel secondo capitolo affronta un cambiamento decisamente importante: a causa di un fatto che le provoca una ferita profonda, la protagonista viene assalita da rabbia, risentimento e paura che la portano ad affrontare diverse situazioni in modo completamente autonomo e con una forza incredibile.

Il suo è quasi sicuramente uno dei personaggi più complessi dell’universo videoludico mainstream, ma è proprio questo che la rende affascinante e unica, capace di farci amare e/o odiare ogni sfumatura della sua storia.

Abby (The Last Of Us)

Co-protagonista di Ellie ed è inutile negare sia uno dei personaggi meno apprezzati della serie, non solo per il suo ruolo percepito fin da subito come antagonista ma anche per il suo aspetto fisico. Abby è in realtà una donna forte, sia caratterialmente che fisicamente, come Ellie.

Anche lei arriva a prendere decisioni mirate per motivi ben precisi. La sua però non è del tutto una storia di vendetta, difatti per quasi tutte le ore di gioco la vediamo per lo più cercare di difendere le persone che ama, dimostrando una forte empatia anche verso coloro che cercano solo di causarle del male.

Il suo personaggio è ben strutturato, anche la sua forma fisica prende significato all’interno della storia del gioco, ma proprio questa sua caratteristica è stata soggetto di molte critiche: a quanto pare Abby presenta sembianze troppo maschili per poter essere apprezzata come personaggio femminile, ma trovo che sia proprio questo il motivo per cui anche lei sia unica nel suo genere.

Zelda (The Legend Of Zelda)

Zelda è tra i personaggi femminili più noti della storia dei Videogiochi, nonostante sia Link ad avere il compito di salvarla in ogni capitolo della serie, con il passare degli anni il suo personaggio è diventato sempre più solido e presente, crescendo capitolo dopo capitolo.

Nonostante non sia mai stata lei effettivamente la protagonista del gioco e non ci sia concesso giocare nei suoi panni (escludendo Super Smash Bros), Zelda è probabilmente il personaggio più importante della saga nonché la più forte.

Difatti a oggi non risulta più come una semplice principessa da salvare, ma viene anzi considerata a tutti gli effetti per quello è: sovrana del regno di Hyrule, detentrice di uno dei poteri della Triforza e soprattutto pilatro portante nel supportare e guidare Link all’interno della storia.

Amicia (A Plague Tale)

Amicia è una delle protagoniste che amo di più ed è sicuramente anche una delle più interessanti negli ultimi anni per la sua grande forza d’animo.

Anche lei, come molte altre protagoniste, affronta un viaggio di crescita personale importante. Inizialmente non è altro che un’adolescente appartenente a una famiglia nobile ma che nel corso del gioco vede la sua vita andare in frantumi assistendo all’uccisione di persone a lei care.

La ragazza è chiamata ad affrontare sfide difficili a cui non è mai stata preparata pur di proteggere il fratellino dall’inquisizione e dal suo stesso potere: difatti nel primo capitolo, Amicia risulta come una ragazzina per lo più in preda al panico che deve affrontare dure prove pur di arrivare alla salvezza.

Ciò le permette di fare un’enorme crescita personale a cui possiamo assistere nel secondo capitolo della serie in cui ormai la protagonista è del tutto consapevole della situazione che la circonda, dimostrando un carattere impavido e abbandonando quasi del tutto le paure che risiedevano il lei portando la sua storia al termine in modo audace.

Elena Fisher (Uncharted)

Elena è un’altra donna presente nei videogiochi che pur non essendo protagonista, come nel caso di Zelda, merita la nostra attenzione per l’evoluzione che ha avuto all’interno dei capitoli di Uncharted.

Appare in tutti i capitoli della saga come la classica giornalista bionda e affascinante un po’ irritante agli occhi di Nathan, ma sotto al suo carattere provocatorio in realtà c’è una ragazza piena di cultura e compassione verso gli altri.

Nei primi titoli, Elena è decisamente più giovane e inesperta agendo in modo ingenuo alle situazioni, caratteristiche che con il passare degli anni cominciano a mutare rendendola più cinica e astuta contribuendo anche in modo significativo alla crescita personale di Nathan (protagonista del gioco).

Dopotutto è stato lo stesso direttore creativo della seria a dichiarare che Elena non è altro che la versione maschile di Nathan, riuscendo così a far in modo che i due personaggi riescano a completarsi a vicenda rendendo la storia ancora più emozionante e coinvolgente.

Aloy (Horizon)

L’ultima protagonista alla quale vorrei dedicare qualche parola è Aloy che nonostante la sua posizione iniziale da reietta, grazie alla sua determinazione riesce a diventare una forte guerriera riuscendo pian piano a farsi strada in ogni tribù e ad essere così vista come faro di speranza per la salvezza del mondo.

A causa della sua vita da emarginata, è un personaggio solitario per natura e non sente la necessità di avere compagnia o aiuto durante il suo viaggio, caratteristica però grazie alla quale non si lascia mai scoraggiare da ostacoli di alcun tipo, ciò non la rende una persona fredda ma anzi dimostra di essere estremamente compassionevole verso gli altri.

Aloy è sicuramente una delle eroine dei videogiochi più popolare degli ultimi anni che ha sfidato le convenzionali rappresentazioni femminili videoludiche tenendosi lontana dalle tradizionali sessualizzazioni e riuscendo a proporre un personaggio decisamente realistico, semplice e coerente alla figura che rappresenta nella sua storia.

Grazie al suo strepitoso carisma è riuscita a far breccia nei cuori della maggior parte degli utenti, mentre un’altra fetta di videogiocatori l’ha messa al centro di svariate polemiche affermando che la sua rappresentazione così realistica mette in mostra la peluria sul suo volto, additandole addirittura la perdita di tratti femminili.

Un nuovo modo di vedere i personaggi femminili nei videogiochi

Queste sono solo una piccola fetta delle protagoniste che si sono fatte strada all’interno degli universi videoludici, gli avanzamenti della loro raffigurazione sta senz’altro facendo passi incoraggianti.

Non metto in dubbio che la sessualizzazione di un personaggio in alcuni casi possa apparire appropriata pur che sia ben contestualizzata, ne è l’esempio inconfutabile Bayonetta che nonostante sia una delle protagoniste in assoluto più sessualizzate riesce al contempo a rimanere coerente con il suo ruolo.

Sempre più produttori e sviluppatori tentano di coinvolgere il pubblico femminile cercando di mettere sempre di più da parte il tema della toxic masculinity e di superare gli stereotipi che spesso ancora oggi richiedono un personaggio femminile meno in carne, più sexy e lontano dalle caratteristiche della realtà.

L’industria dei videogiochi sembra aver ormai abbondonato l’idea di avere protagoniste e personaggi femminili secondari super sexy per riuscire a scalare tutte le classifiche di vendita, riuscendo finalmente a focalizzarsi su ciò che rappresenta effettivamente un videogioco per noi videogiocatori appassionati, ossia uno strumento capace di stupire e coinvolgere emotivamente le nostre vite facendoci immergere in mondi virtuali sempre più variegati.

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Alessandra Silvestri

La mia passione per i videogiochi è nata circa 20 anni fa, quando per la prima volta ho preso tra le mie mani il controller della Super Nintendo. Ricordo ancora i pomeriggi passati insieme a mio padre davanti alla console per divertirci e giocare a Super Mario. Ancora oggi, a 26 anni, i videogiochi non smettono di appassionarmi ed emozionarmi.

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