Approfondimenti

Tom King e l’Umanesimo Supereroistico

Tom King è uno degli sceneggiatori di fumetti più influenti degli ultimi anni.
Vincitore di numerosi Eisner Awards con le sue storie per Marvel (The Vision) e DC Comics (Mister Miracle), si è saputo affermare come sceneggiatore di rilievo in questo campo editoriale, oltre ad aver contribuito a innalzare il genere supereroistico affrontando tematiche moderne in maniera matura.

Mettendo da parte la sua sfortunata run di Batman post-Scott Snyder, i suoi lavori sugli eroi con superpoteri sono quelli in cui si riconosce di più la sua poetica – accostabile a un vero e proprio Umanesimo supereroistico – la quale è stata in grado di cambiare il punto di vista dei lettori sui fumetti di supereroi.

Il nuovo Superuomo secondo Tom King

Con il termine Umanesimo, in questo caso, s’intende identificare come fulcro dell’approccio narrativo di King non la parte divina del super, ma la parte umana. Quella che ha al contempo infinite possibilità e infiniti limiti, proprio come il supereroe. L’umano ha forze e debolezze, desideri e insicurezze, in poche parole: infinite possibilità e infiniti limiti. Insomma, forse la parte umana è quella che rende il supereroe interessante, la parte che pende di più verso l’“eroe”.

Ultimamente sempre più autori si sono avvicinati a questa corrente di pensiero, come Jason Aaron o Greg Rucka, ma è innegabile che Tom King rimanga l’esponente principale.

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Parte di tale primato è dovuto al suo stile, che si avvicina di più a una narrazione da romanzo che da fumetto: egli sacrifica le scene d’azione in favore di lunghi dialoghi e descrizioni introspettive funzionali all’approfondimento dei personaggi. Nei suoi lavori è assai comune che scene d’azione esagerate si fondano a una massiccia componente testuale, creando degli interessanti contrasti tra disegni e dialoghi, come l’infiltrarsi di Mister Miracle e Big Barda in una base di Darkseid mentre si discute animatamente sull’arredamento della propria casa.

Restando in tema, in Mister Miracle il principale intento di Scott Free, protagonista della miniserie, non è la vittoria su Darkseid, ma la ricerca di una vita normale con la moglie Big Barda. Questo perché egli può scappare da qualsiasi trappola o situazione critica, ma non dalla sua vita, dalle sue responsabilità e da sé stesso. Allo stesso modo, in The Vision, l’eponimo androide creato da Ultron per la distruzione e successivamente riprogrammato dagli Avengers per la protezione dell’umanità, è libero di vivere con la sua famiglia, ma non sa come come vuole gestire le loro vite. La famiglia di androidi, dopotutto, vorrebbe integrarsi nella società che li circonda, comportandosi da umani, con tutti i problemi che ne conseguono, molti dei quali non sono neanche causati da fattori esterni.

Tom King dimostra che in questi tempi moderni l’eroe deve avvicinarsi di più alla massa, all’umanità nel suo essere. Se da principio, soprattutto parlando della DC, gli eroi erano umani divenuti dei, oggigiorno è necessario che gli dei diventati umani. Oppure, se vogliamo parlare di storie ex-novo, che la loro parabola venga ricreata: umani che diventano dei, per poi tornare, nella loro psicologia, all’umanità, aggiungendo dei limiti alle loro possibilità.

Questo è un lavoro per…

Degne di nota in questo contesto, soprattutto parlando di dei diventati umani, sono le sue due miniserie sugli Ultimi Figli di Krypton: Superman: Su nel cielo e Supergirl: La donna del domani. In queste storie Clark Kent e Kara Zor-El vengono posti di fronte a delle scelte morali, il cui fulcro è sempre una bambina. Un’anima in difficoltà che solo una mano superiore può aiutare, ma non in una maniera semplice come saremmo disposti a pensare.

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Nel caso di Superman, ci si chiede se valga davvero la pena abbandonare la Terra, lasciando le vite dei suoi amici, dei cittadini e di Lois Lane in pericolo per salvare una piccola anima rapita e portata ad anni luce di distanza nello spazio.

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Supergirl, invece, si chiede se sia giusto accompagnare una ragazza nella sua ricerca di vendetta per l’assassinio del padre.

Da una parte, Superman si è sempre posto l’obiettivo di salvare quante più persone possibili. Ma per quanto super possa essere, non potrà mai essere ovunque. Per quanto possa contare sui suoi amici della Justice League, il simbolo di speranza che porta al petto è un pesante fardello che deve continuare a portare

Dall’altra, Supergirl, una ragazza che ha visto il suo pianeta distrutto davanti ai suoi occhi, a differenza del cugino, è piena di rabbia e risentimento. Non c’è da stupirsi se l’Anello Rosso l’abbia ritenuta degna. Ma per quanto lei veda sé stessa in quella ragazza, poiché neanche lei ha potuto fare nulla per proteggere ciò che amava, vale la pena rischiare un viaggio per una vendetta?

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Ed è proprio qui che la filosofia di Tom King ci mostra la dura realtà: Superman e Supergirl sono, allo stesso livello di supereroi e persone normali che seguono le loro morali. Superman non avrebbe compiuto la scelta di sua cugina, e non sappiamo se Kara sarebbe andata su nel cielo a salvare la piccola. Ma sono le loro convinzioni che li hanno portati a compiere i loro viaggi, non tanto le scelte date dall’avere superpoteri.

Una costante nelle storie di Tom King è proprio questo: solo attraverso il dolore si può trovare la motivazione giusta per andare avanti. E il dolore è un compagno perenne nella vita umana.

Il passaggio di Su nel cielo che di più riassume la filosofia di King e del nuovo Umanesimo supereroistico è probabilmente il capitolo “Uomo e Superuomo” in cui le due identità di Superman e Clark Kent si separano, per poi finire su un pianeta ghiacciato. Superman vorrebbe tornare sulla Terra e abbandonare la missione, mentre Clark preferisce restare lì al fine di trovare un modo per ricongiungersi con con sua super-metà. Dopo pagine e pagine di discussioni, alla fine Superman abbandona Clark, volando nello spazio, salvo poi tornare subito dopo, comprendendo di non poter essere quel che è senza il debole Clark. A detta di quest’ultimo:

A me serve la tua forza. A te serve la mia… forza.

Agli umani servono i supereroi per poter sperare di essere qualcosa di più, così come ai supereroi servono gli umani per capire l’umiltà, il sacrificio, la speranza. Questa è una delle lezioni che Tom King ha impartito ai supereroi di cui ha scritto, e che tutti noi lettori dovremmo imparare.

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Fin da bambino sono sempre stato appassionato di due cose: i romanzi fantasy e il cinema, passioni che ho coltivato nel mio percorso universitario, laureandomi al DAMS Crescendo hoi mparato a coltivare gli amori per i videogiochi, i fumetti e ogni altra forma di cultura popolare. Ho scritto per magazine quali Upside Down Magazine e Porto Intergalattico, e ora è il turno di SpaceNerd di sorbirsi la mia persona! Sono un laureato alla facoltà DAMS di Torino, con tesi su American Gods e sono in procinto di perseguire il master in Cinema, Arte e Musica.

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