Neo: The World Ends With You, la recensione: una nuova partita

Neo: The World Ends With You

7.8

GAMEPLAY E LONGEVITÀ

7.5/10

COMPARTO GRAFICO E SONORO

9.0/10

COERENZA E CURA DEL DETTAGLIO

7.0/10

Pros

  • Trama avvincente
  • Sistema di combattimento magnetico
  • Colonna sonora eccezionale

Cons

  • Narrazione altalentante
  • Sbilanciamenti nel sistema di crescita
  • Trama poco accessibile ai neofiti

Come un fulmine a ciel sereno, nel corso del 2020 Square Enix aveva annunciato Neo: The World Ends With You, sequel del j-RPG d’azione uscito ben 14 anni fa su Nintendo DS. Il prequel era stato accolto con entusiasmo da critica e pubblico grazie ad un gameplay innovativo, un comparto artistico accattivante ed una trama avvincente ed elaborata.

Purtroppo il titolo non aveva riscosso un grande successo commerciale nemmeno con alcune ripubblicazioni nel corso degli anni, dapprima su cellulari e nel 2017 anche sull’appena uscita Switch di casa Nintendo, con una versione definitiva intitolata “Final Mix”. Sebbene quest’ultima includesse un capitolo inedito che apriva nuovi orizzonti su una trama in origine auto-conclusiva, le aspettative per un sequel erano basse. Ma fortunatamente, la casa di Final Fantasy e Dragon Quest ha voluto riscommetterci sopra.

Essendo passati molti anni, chi si avvicina alla serie per la prima volta si può chiedere quanto sia importante aver giocato la trama del predecessore per godersi appieno la trama di questo nuovo capitolo. Ma stando al Director Tasuja Kando, questo nuovo j-RPG d’azione vuole porsi come un buon punto d’inizio per i neofiti, senza ovviamente trascurare i fan della serie.

Il gioco dei demoni, tre anni dopo

NEO: The World Ends With You è ambientato ancora una volta nel distretto di Shibuya a Tokyo e segue le vicende di un nuovo protagonista, Rindo Kanade, un normale ragazzo liceale. Assieme al suo migliore amico Tosai “Fret” Kuresawa, durante un giorno come tanti, i due si ritrovano di colpo in una città invasa da mostri, esplosioni e persone dai poteri sovrannaturali, mentre un annuncio su un maxi-schermo dà il loro benvenuto nel Gioco dei Demoni.

Il prologo e le prime ore di gioco catapultano il giocatore nel vivo dell’azione, un esplosivo cocktail delle migliori caratteristiche del gioco: un sistema di combattimento magnetico, una colonna sonora travolgente ed un trama intrigante, nella quale un personaggio iconico catalizzerà l’attenzione dei vecchi fan della serie.

Con il succedersi dei capitoli, però, la narrazione comincia ad accusare diversi problemi: la trama si fa povera con sviluppi poco rilevanti, una scarsa introspezione dei personaggi e pochi colpi di scena, alcuni prevedibili dai fan della serie e altri poco accessibili a chi non ha mai giocato al prequel. Per buona parte del gioco la narrazione rischia quindi di deludere i giocatori più navigati della serie e lasciare ai neofiti un senso di amaro in bocca.

Bisognerà aspettare le fasi più avanzate del titolo affinché la trama esploda nuovamente riuscendo, almeno in parte, a farsi perdonare per la lentezza protratta fino a quel punto. La narrazione riprende infatti a ritmo impetuoso, quasi forsennato, riuscendo a colmare i numerosi interrogativi lasciati in sospeso con grandi colpi di scena; la caratterizzazione dei personaggi è finalmente approfondita ed un finale mozzafiato chiude magistralmente gli archi narrativi introdotti non solo nel gioco corrente, ma anche del prequel. I fan della serie potranno quindi dirsi soddisfatti dei risvolti conclusivi della trama, in gran parte auto-conclusiva ma che lascia aperti intriganti spiragli per un ulteriore sequel.

Nel complesso, lo sviluppo della trama può soddisfare solo in parte chi si affaccia alla serie con le avventure di Rindo e Fret. Il senso di incompletezza permane, in quanto la narrativa da per scontati numerosi aspetti del mondo di gioco spiegati nel primo capitolo della serie e per nulla ripresi in questo sequel.

Come se non bastasse, i contenuti di fine gioco non fanno che peggiorare questo aspetto: ribattendo i boss nei capitoli precedenti si sbloccheranno dei rapporti segreti, documenti che narreranno la trama dal punto di vista di un altro personaggio, regalando avvenimenti e interpretazioni di grande interesse sulla trama e sul mondo di gioco. Tuttavia tali informazioni saranno per larga parte incomprensibili a chi non ha giocato il capitolo precedente, in quanto anch’esse richiedono la conoscenza non solo della trama del prequel, ma pure dei rispettivi rapporti segreti.

Insomma, le intenzioni del team di sviluppo sono state raggiunte solo in parte e le dichiarazioni sull’accessibilità appaiono come delle vuote rassicurazioni per non tarpare le ali alle vendite di questo nuovo capitolo. La trama di base è avvincente e comprensibile anche per neofiti della serie, questo si, ma l’aver terminato il primo The World Ends With You fornisce conoscenze e chiavi di lettura che permettono di godersi molto di più questo capitolo dal punto di vista della trama. Neppure l’adattamento in anime, rilasciato di recente, riesce a fornire tutte le informazioni necessarie (ma è meglio che niente).

Spille, ramen e rock ‘n roll

NEO: The World Ends With You è un j-RPG d’azione con combattimenti in tempo reale, dove il giocatore dovrà farsi strada a Shibuya per sopravvivere al Gioco dei Demoni. Il cuore pulsante della capitale giapponese non sarà esplorabile liberamente, essendo suddivisa in quartieri che saranno accessibili in base alla trama del capitolo in corso. La progressione nel gioco è dunque lineare e, al netto di qualche sub-quest, non sono previste deviazioni dal corso della trama principale, in quella che è una struttura di gioco forse un po’ troppo vecchio stile.

Nelle varie aree di gioco vi sono due tipologie di negozi visitabili, grazie ai quali si possono aumentare le statistiche dei personaggi. Da una parte, il sistema di esperienza accumulabile nei combattimenti serve solo ad aumentare i punti vita del gruppo e a potenziarne le mosse di attacco. Invece, acquistando cibo e vestiti sarà possibile potenziare altri tipi di statistiche fra cui attacco, difesa e stile (necessario per indossare vestiti migliori), nonché acquisire abilità utili in combattimento.

Nel corso del gioco per vincere il Gioco dei Demoni, il giocatore sarà tenuto a superare diverse missioni: talvolta tramite piccoli, semplici enigmi ma soprattutto attraverso i combattimenti con dei mostri chiamati Rumori. Ed è qui che il gameplay del titolo dà il meglio di sé.

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Il sistema di combattimento prevede l’assegnazione ai personaggi di particolari mosse, chiamate Psico, attraverso l’equipaggiamento si speciali Spille che possono essere lasciate dai nemici o acquistate nei negozi di Shibuya. In combattimento, ciascuno Psico corrisponde alla pressione di un tasto e fa prendere controllo del personaggio assegnato, sia nelle sue capacità di attacco che nei suoi movimenti nel campo di battaglia.

Le Spille e i poteri che contengono possono essere assegnate una a personaggio; inoltre, esse si distinguono per tipo di mossa (a mischia o a distanza, ad area o a bersaglio, supporto o attacco, e cosi via), per tempi di ricarica, per potere di attacco, eventuali stati alternati ed elementi, con un sistema di debolezze nemiche semplice ma efficace. Inoltre, ciascuna spilla accumula esperienza con la quale aumenta di livello per incrementare la potenza d’attacco, gli utilizzi o diminuire i tempi di ricarica. Diverse Spille possono anche evolversi e diventare ancora più potenti.

Grazie all’enorme quantità di Spille sbloccabili e alle combinazioni dei personaggi del party (che naturalmente non si limiterà Rindo e Fret per tutto il gioco) si ottiene un sistema di combattimento estremamente dinamico, veloce e variegato, che spingerà il giocatore a susseguire gli scontri uno dietro l’altro per potenziare sempre di più Psico e personaggi, il tutto accompagnato da una colonna sonora vulcanica che non stancherà nemmeno dopo ore e ore di combattimenti.

Nel corso del gioco, tuttavia, il bilanciamento tra la progressione GDR ed il sistema di combattimento rischia facilmente di rompersi. Aumentare il livello di difficoltà permetterà infatti di guadagnare più esperienza, soldi e Spille potenti, potenziando sempre più velocemente i personaggi e generando così un circolo virtuoso/vizioso che renderà sempre più semplici le fasi intermedie e avanzate del gioco.

Non sono inoltre posti limiti allo sfruttamento del sistema del cibo: ciascun piatto ordinato nei ristoranti aumenterà in modo permanente le statistiche dei personaggi i quali, soldi permettendo, potranno tornarvi ogni volta che lo desiderano dopo aver svuotato l’indicatore di Sazietà, che torna a zero dopo pochi combattimenti.

L’assenza di bilanciamento nella decrescita della Sazietà o nel tasso di aumento delle statistiche rischia cosi di sacrificare il senso di sfida anche per quei giocatori che non intendono sovra-sfruttare intenzionalmente queste meccaniche di gioco, ma che si lasciano semplicemente prendere dalla stupenda dinamicità dell’azione.

Lo stile di Shibuya

L’unico aspetto nel quale NEO: The World Ends With non presenta ombre risiede nel comparto artistico, caratterizzato da una cura notevole. Lo stile grafico in cel-shading proietta i giocatori in un mondo a fumetti dai toni sgargianti e dai personaggi eclettici, splendidamente caratteristici nel loro design.

Ma la vera protagonista è la colonna sonora, in grado di farsi breccia nelle orecchie dei giocatori con originali brani rock, pop e hard-rock di altissimo livello. La varietà del repertorio musicale è tale da accompagnare in modo superbo qualsiasi momento di gioco, dalle concitate battaglie all’esplorazione delle vie di Shibuya, dando vita e anima alle ambientazioni del mondo gioco. Il tutto grazie anche a numerosi ritorni dalla colonna sonora del prequel, che faranno venire i brividi ai fan storici della serie.

Tuttavia, non si può fare a meno di notare come il gioco non abbia avuto un grande budget alle spalle e che, di conseguenza, la grande cura riposta nel comparto artistico non sia stata posta anche sul versante tecnico. La grafica in cel-shading risulta senz’altro gradevole a primo impatto ma non è certo al livello di numerosi altri titoli delle generazione appena trascorsa.

Tutto ciò si nota dai modelli dei personaggi poco più che discreti, dagli ambienti spogli e dai filmati distribuiti con il contagocce, delegando quasi tutta la narrazione a dialoghi in stile fumetto, senz’altro pregevoli dal lato artistico ma che minano al coinvolgimento in determinate sequenza di trama. Il comparto tecnico non all’avanguardia è dovuto allo sviluppo sia su Nintendo Switch che su PlayStation 4, sulle quali comunque  stato svolto un buon lavoro di ottimizzazione: anche nelle battaglie più concitate il frame-rate si attesta 60 fps stabilissimi su PlayStation 4 e a 30 (non sempre ancorati) sulla console di Nintendo.

Grande ritorno, falsa partenza

Il tanto atteso sequel di The World Ends With You si dimostra un grande j-RPG che difficilmente deluderà chi aveva partecipato al Gioco dei Demoni su Nintendo DS nel lontano 2007, mantenendo e talvolta evolvendo tutte quelle qualità, soprattutto stilistiche, che avevano reso celebre il primo titolo della serie. Quei pochi difetti sul ritmo della narrazione e sul bilanciamento di gioco poco inficiano l’esperienza complessiva, che in una cinquantina di ore di gioco lascerà estasiati e in trepida attesa, ancora una volta, che la serie continui.

Diverso è il discorso per i giocatori che intendono affacciarsi alla serie con questo sequel, i quali si ritroverebbero a scoprire Shibuya senza tante, forse troppe chiavi di lettura per godersi appieno l’ottima trama offerta dal gioco. Il consiglio per costoro è di pazientare e cercare di recuperare una delle riedizioni dell’originale The World Ends With You oppure, come minimo, guardare la serie animata pubblicata recentemente.

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Alberto Mantione

Laureato in economia, grande cultore del mondo del marketing e ovviamente appassionato di videogiochi fin da tenere età, sono stato svezzato a 3 anni con i miei primissimi videogiochi, a 4 con nientemeno che Monkey Island giocato assieme a mio padre e a 5 ho portato a termine il mio primo videogioco in assoluto, Pandemonium, dando il via "ufficialmente" alla mia passione. Da allora posso vantarmi di aver concluso quasi tutti i più celebri titoli usciti possedendo pressoché tutte le console, dalla prima Playstation in avanti. Tolti i titoli sportivi, non c'è genere di gioco in cui non mi piaccia cimentarmi

Vedi commenti

  • Grande recensione Alberto 👍👍
    Neo Twewy è un gioco che deve essere giocato e apprezzato!
    I personaggi, il loro mondo e le lotte sono spettacolari

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