Categorie: Cinema&TvRecensioni

Godzilla Vs. Kong, la recensione: un colossal pieno di BOTTE!

Godzilla vs Kong

7.6

COMPARTO TECNICO

8.0/10

CAST

7.5/10

SCRITTURA

7.5/10

REGIA

8.0/10

DIREZIONE ARTISTICA

7.0/10

Pros

  • Coerente
  • Divertente
  • Dura il giusto
  • Un nuovo inizio

Cons

  • Non rende su piccolo schermo

Godzilla vs Kong è il nuovo film prodotto da Warner Bros. Legendary Entertainment che si aggiunge all’universo narrativo del Monsterverse, nato con Kong: Skull Island. Si può definire questo come un sequel di Godzilla uscito nel 2019? Decisamente sì. Questo lungometraggio mantiene intatti tutti i fili conduttori del suo mondo mostruoso e prosegue mantenendo tutte le promesse fatte da titolo. Se i due film precedenti, infatti, non avevano soddisfatto a pieno i golosi di botte da orbi giganti, questo colossal accontenta anche loro.

Quasi due ore di mostri giganti che menano le mani senza esclusione di colpi, dove comunque non manca uno sviluppo interessante dei personaggi (vecchi e nuovi) e del background dei mostri protagonisti. Insomma, Godzilla vs Kong è proprio ciò che ci si può aspettare a leggere il titolo.

Godzilla vs Kong: la trama c’è

Come detto nell’incipit, nonostante il piatto offra due ore di colossi che si picchiano fino alla morte, non manca uno sviluppo narrativo consistente. In questo capitolo del Monsterverse tornano infatti personaggi già visti in passato, ma si vedono anche volti nuovi, come ad esempio quello del personaggio di Millie Bobby Brown (proprio lei, Undici di Stranger Things).

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Tutto parte su Skull Island, dove la misteriosa e sinistra azienda Apex sta tenendo sotto osservazione Kong. In questo grande habitat naturale circondato da una grossa cupola, il grosso scimmione vive quasi-serenamente grazie alla presenza di Jia, l’ultima della etnia Iwi, che riesce a comunicare con lui tramite il linguaggio dei segni. Nel frattempo, più lontano da lì, Godzilla attacca uno stabilimento Apex per motivi sconosciuti, tornando ad essere considerato un mostro cattivo e non più eroe.

È chiarissimo sin da subito che la Apex sarà al centro degli sviluppi dell’intera vicenda (per motivi che, ovviamente, non discuteremo qui), ma nonostante la scontatezza di ciò che si vede su schermo il film riesce ad accompagnare il proprio pubblico alla visione senza troppi fronzoli. I personaggi umani presenti sono sì sviluppati, ma in maniera puramente superficiale, in modo tale da lasciare tutta la scena ai due veri protagonisti: Godzilla e Kong.

Tutta la narrazione convergerà nell’ingresso alla Terra Cava, mondo sotterraneo dove vivono questi mostri giganti, in cui verrà approfondita ulteriormente la lore che si cela dietro la figura del gorillone e del lucertolone atomico.

Ma cosa potrebbe andare storto in un mondo dove Godzilla e Kong girano indisturbati? Ne rimarrà soltanto uno (presa da un altro film, ma casca a fagiolo).

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Botte tra mostri, ma col cuore

Guardando il film ci si sente come quando qualcuno ci chiede se vogliamo più bene a mamma o a papà. Qui, però, il nostro cuoricino è costretto a decidere tra una iguana grande quanto un grattacielo ed una scimmia un po’ troppo cresciuta. Da un lato del ring – è il caso di dirlo – c’è Godzilla, l’incontrastato re dei mostri. Un essere abbastanza semplice, che scorrazza in giro per il pianeta seguendo il proprio istinto di supremazia. Sì perché l’unico obiettivo del re dei mostri è quello di rimanere tale, niente di più. Godzilla si fa amare per le sue abilità, per la sua iconicità incontrastabile, per i suoi poteri incredibili.

Dall’altra parte c’è Kong, un essere molto più umanizzato, capace di comunicare con gli uomini e, talvolta, capace di dimostrare di avere dei veri sentimenti. Kong è in cerca di una famiglia, della sua famiglia, delle sue origini. Questo viaggio nel suo passato ci porterà a conoscere meglio una creatura che, nonostante molto meno potente del suo acerrimo nemico, sarà in grado di dimostrare di non piegarsi mai davanti a nessuno.

Il regista Adam Wingard è riuscito nell’arduo compito di confondere le parti, lasciando lo spettatore in un fantastico limbo di sentimenti contrastanti. Non si tiferà mai davvero per nessuno dei due, fino alla fine del film. Godzilla vs Kong è anche questo: tifo da stadio, violenza gratuita, mostri feroci e metropoli completamente rase al suolo – le vittime umane non vengono mai considerate, rendendo tutto ciò che si vede puro intrattenimento, assolutamente leggero e godibile.

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Conclusioni: questo è un film da cinema

Godzilla vs Kong è un prodotto godibile, che intrattiene e regala emozioni. Il suo più grande difetto? Il piccolo schermo, senza dubbio. Un film del genere, con effetti speciali del genere e scene action di questo calibro non può che risentire della piattaforma su cui viene fruito. Il grande schermo è la sua anima gemella, non c’è che dire. Sentire le urla e le esplosioni causate dai mostri che combattono direttamente nella sala cinematografica sarebbe stato di tutt’altro spessore; purtroppo, dobbiamo accontentarci.

Tutto sommato si riceve comunque ciò che ci si aspetta dal titolo, ovvero un’opera colossale dove vengono mostrati due mostri che lottano a più riprese per la supremazia. Il bello di questo film è proprio la sua capacità di intrattenere divertire nella maniera più semplice e diretta possibile, senza troppi fronzoli o giri di parole. Viene dato il giusto peso ai personaggi umani che, comunque, rimangono una semplice cornice a ciò che davvero è importante mostrare: Godzilla vs Kong.

Ve lo assicuro, rimarrete stupiti da quanto vi piacerà questo prodotto. Molti, compreso chi scrive, si aspettavano di vedere qualcosa tendente al trash, puramente violento e senza un filo logico. Ci si ritrova invece davanti ad un film degno di questo nome, che adempie al suo scopo e che riesce addirittura a smuovere l’opinione pubblica con una semplice domanda: tu, da che parte stai? Vi assicuro che nemmeno guardandolo mille volte riuscirete a dare una risposta pienamente sincera. Godetevi le botte, magari con le cuffie ed una buona birra alla mano; questo film morde.

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MatteoBT, il Pokéuomo

Di giorno Social Media Manager, di notte niente più che il tuo amichevole Pokéuomo di quartiere. Matteo B. Terenzi, latinense classe ‘94, ama le serie, i film ed i manga di ogni genere; ma nulla al mondo aggrada il suo palato quanto parlare dei mostri tascabili e scrivere bio in terza persona.

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