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Iscariot: eroi e stregoneria nella Londra nel 1893

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Benvenuti a tutti voi, viaggiatori che osate addentrarvi in scenari misteriosi e sfidare forze occulte incuranti delle possibili conseguenze. Spacenerd oggi vi offre un’intervista ai creatori di Iscariot, fumetto autoprodotto dal collettivo DoPaMMin Comics. Intervista che più precisamente andrà a coinvolgere Dan Cutali Paolo Spadot.

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La prima non è una domanda: presentatevi ai nostri lettori.

Dan: Un saluto a tutti i lettori di SpaceNerd. Siamo il collettivo DoPaMMin Comics, formato per adesso da quattro persone tutte appassionate di fumetti, narrativa in generale, musica, serie TV e cinema, con una propensione per tutto ciò che riguarda il fantastico e non solo. Io sono Dan Cutali, il fondatore del collettivo o comunque dell’idea iniziale di DoPaMMin e mi occupo del soggetto, della sceneggiatura, del lettering, della grafica e dell’impaginazione finale di Iscariot. Mi sono fatto le ossa sin da ragazzo come scrittore di prosa ma la passione per il fumetto, soprattutto americano, mi accompagna da quando possa ricordare, quindi mi cimento anche in questo.

Gli altri membri di DoPaMMin sono Paolo Spadot che si occupa dell’intera parte grafica: concept, storyboard, matite, chine e colori, Marco Piva, che cura le traduzioni per il mercato estero, e Michael Formica che si occupa sia di promozione sui social che di grafica, consigli di marketing e distribuzione del fumetto.

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Siamo in pochi per ora, come ho detto, e ci si deve dedicare un po’ a tutto, come i bravi artigiani che facevano belle cose con molto mestiere. Ecco, DoPaMMin Comics è un po’ come un gruppo di artigiani delle parole e dei disegni. Insomma, ci piace raccontare storie e addentrarci in avventure creando mondi tutti nostri. O perlomeno ci proviamo.

La vostra collaborazione a quando risale? Vi conoscete da tanti anni?

Dan: Inizialmente la collaborazione è nata solo tra me e Paolo, intorno a febbraio 2018. Poi, poco tempo dopo, ho chiamato in causa il mio vecchio amico di malefatte musicali Marco, di professione traduttore, per affrontare eventualmente il mercato britannico (adesso il fumetto è in vendita al Forbidden Planet International di Glasgow). Per ultimo si è aggregato Michael. Grazie a lui il numero promozionale lo potete trovare in due fumetterie, a Fano e Senigallia. Diciamo che tra la metà del 2018 e l’inizio del 2019, DoPaMMin Comics si è consolidata nella forma attuale.

C’è da dire, però, che il sodalizio tra me e Paolo nasce quando, circa una anno prima, dal progetto iniziale che aveva tutt’altro nome si allontana il disegnatore Max Moda. Fu proprio Max a consigliarmi Paolo, che aveva conosciuto a Lucca, e devo dire che ci siamo subito trovati perfettamente in sintonia.

Paolo: Verissimo. Quando mi chiamò Dan la prima volta rimasi subito entusiasta della sua storia e capii subito che avremmo avuto un gran feeling sul progetto.

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Iscariot: steampunk, stregoneria e Londra periodo 1800: come mai proprio questa scelta?

Dan: Un’altra mia grande passione dal punto di vista artistico, musicale (soprattutto) e culturale è proprio il Regno Unito e la sua capitale. Affrontare il periodo di fine Ottocento in cui regnava la Regina Vittoria, in cui agiva Jack Lo Squartatore, in cui la Gran Bretagna aveva conquistato quasi tutto il mondo conosciuto, immergendolo in un’ambientazione ucronica di fantasia in cui l’energia principale è il vapore e non l’elettricità o altro, non è affascinante?

Il genere è stato in pratica creato da scrittori come Arthur Conan Doyle e H.G. Wells prima, e poi si è evoluto grazie ad autori importantissimi come Bruce Sterling, Paul Di Filippo e Alan Moore, appunto, e ampliato dalle storie di Luca Frigerio, Joe Benitez e Antonio Sepe, negli ultimi tempi. Tutti autori validi e capaci. Se ci si aggiunge un pizzico di magia nera, esoterismo, macchinari fantastici e altre trovate, il gioco è fatto e porta la fascinazione ai massimi livelli.

Paolo: Jules Verne è stato forse il primo scrittore che ho letto. Per chi come me è un cultore della fantascienza e del fantastico rimane affascinato dalla rappresentazione del futuro da parte degli autori del passato. Il domani visto da Meliés o da Fritz Lang. Lo steampunk costituisce appunto tutto questo, passatemi questo gioco di parole: una nostalgia del futuro.

Cosa vi ha influenzato di più nell’ideare, scrivere e disegnare Iscariot?

Dan: Innanzitutto la figura biblica di Giuda Iscariota, come si può evincere dal nome della serie. Quando decisi di trasporre il mio racconto “Il negromante di Northampton” in fumetto, nel quale i personaggi avevano nomi e origini diverse da quelle di oggi, mi venne l’idea che il protagonista avrebbe potuto essere in esilio da secoli sulla Terra, per il fatto di aver portato a termine la sua missione contro Cristo ed essersene però pentito amaramente, rivoltandosi contro il suo mandante. Una specie di Ebreo Errante che vaga alla ricerca della catarsi e della redenzione.

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Come fa a vivere per tutto questo tempo? Be’ saprete la sua vera natura leggendo la serie. Poi, mi ha ispirato proprio la Londra vittoriana, una città viva e quasi senziente calata nel periodo molto affascinante, come dicevo prima, in cui hanno vissuto la finzione di Sherlock Holmes e Watson e la realtà di Jack Lo Squartatore. E poi ci ha ispirato tutto lo steampunk venuto prima del nostro, ovviamente.

Paolo: Credo di aver già risposto indirettamente. Il cinema del fantastico, dagli albori agli anni ’50, scrittori del calibro di Verne, H.G. Wells, Poe e Lovecraft, anche se devo ammettere che mi torna sempre in mente la figura dell’anti eroe per antonomasia, l’Elric di Melniboné di Michael Moorcock.

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Cosa volete trasmettere ai lettori con la vostra storia?

Dan: Iscariot è un personaggio che incarna la metafora del rimorso e il desiderio di riscatto. Si muove in un mondo in costante declino e il suo obiettivo, nonostante l’aura di un ineluttabile fato che incombe, è contrastare i pericoli che possono porre fine all’Umanità, permettendo così a se stesso di inseguire all’infinito una catarsi redentiva: il giusto contrappasso. Ciò che preme, dal mio punto di vista di scrittore e sceneggiatore, è far passare un messaggio di speranza laddove sembra sempre che non ce ne sia, ma anche di giustizia ed etica nonostante si possa essere maledetti e si commettano errori che possono costare vite altrui. C’è sempre e ancora bisogno di questo, secondo me.

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Paolo: Il mio è il tentativo di disegnare qualcosa che esca dalla logica dello standard editoriale. Mi sforzo di curare la composizione delle vignette in modo che ogni pagina risulti un’opera conclusa. Cerco altresì di interpretare le figure stilizzandole in una ricerca figurativa. Spero che questo mio sforzo interpretativo venga in parte percepito come forma di linguaggio.

Quali sono le difficoltà riscontrate nell’inventare una storia così promettente?

Dan: Inizialmente non ci si rende conto di alcuna difficoltà oggettiva. Arriva l’idea nella mente, come il “flash di una macchina fotografica”, così all’improvviso. L’ispirazione e le idee non avvisano mai, questo vorrei dirlo a chiunque si voglia cimentare con la scrittura. Arrivano e basta, in qualsiasi momento del giorno o della notte. Il difficile arriva quando quell’idea bisogna svilupparla, quando si devono collegare i vari pezzi per avere il quadro generale della storia, fino al suo finale. Se si è avvezzi ai trucchi della narrativa, lo si fa anche abbastanza in fretta e si lavora velocemente a un immaginario che si ha soltanto nella propria testa. Poi, in campo fumettistico, si deve tradurre tutto in sceneggiatura per chi deve disegnare. Allora subentrano altre idee, altri piccoli ritocchi… vero Paolo?

Paolo: Certo. Durante la preparazione dello storyboard può capitare di modificare delle situazioni a vantaggio dell’immagine o dell’azione. Una tavola potrebbe richiedere più o meno vignette per descrivere una scena. Inoltre “visualizzando” vengono in mente alcuni particolari che richiedono delle modifiche.

Faccio l’esempio della carrozza a vapore che appare all’inizio del numero 0. Disegnandola ho pensato subito che servisse un conducente ed è in quella fase che abbiamo deciso di farlo diventare un assistente meccanico. Quindi dopo la stesura della sceneggiatura di Dan intervengo io con la bozza della pagina (o delle pagine se le immagini lo richiedono). Facciamo una seconda revisione e solo allora si passa alla versione definitiva.

Aggiungo che gli scrittori sono inclini a dialoghi piuttosto lunghi e introspettivi e spesso si rischia di sfogliare due o tre pagine in cui si vedono solo due persone che parlano tra loro in una stanza. Solo visualizzando ti rendi conto che va a scapito del ritmo della storia e per fortuna Dan ha molta pazienza con me. Riusciamo così a fare un vero lavoro in sinergia.

A cosa puntate nel futuro?

Dan: Vorremmo portare a termine questo primo ciclo di storie di Iscariot, che si spalmerà su 6 o 7 numeri per poi quasi sicuramente riproporli in un elegante volume rilegato. Poi attendiamo anche il feedback che arriverà dalla Scozia, dal momento che abbiamo delle copie tradotte dal nostro Marco Piva distribuite al Forbidden Planet International di Glasgow. Per ora parliamo di autoproduzione, ma se dovesse capitare qualcos’altro, noi come collettivo siamo sempre disponibili a vagliare ogni possibilità.

Sappiamo bene di essere una goccia in un oceano di proposte, però contiamo sul fatto che la storia piaccia, come sta accadendo, e che trovi una sua realtà editoriale. Senza contare che è allo studio un altro ciclo di storie dopo questo, ambientato una decina d’anni prima e… in Scozia.

Inoltre, stiamo provando un piccolo esperimento cominciato già con il n.0, in cui era presente l’estratto del racconto originario dal quale è nato tutto, il mio “Il negromante di Northampton”. L’esperimento consiste nell’inserire un breve racconto in prosa di 4 paginette ambientato nel mondo di Iscariot e collocarlo alla fine del fumetto. I mini-racconti dovranno essere incentrati su personaggi nuovi o secondari che gravitano (o lo hanno fatto) intorno alla figura del protagonista e che dovranno vivere avventure tutte loro.

Grazie per il vostro tempo e in bocca al lupo con Iscariot!

Per oggi è tutto. Speriamo che l’introspezione della Londra dei DoPaMMin sia stata di vostro gradimento. Vi invitiamo a seguire il progetto sulla pagina Facebook di Iscariot!

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Classe 1984 (im)piegato di giorno e nano berserker la notte.
Da sempre appassionato lettore di fumetti Marvel, inizia a interessarsi ai supereroi di Stan Lee verso i 12 anni, soprattutto ai meno conosciuti. Cosplayer, collezionista di statue, passa il suo tempo libero a leggere e tentare di conquistare il mondo con l'Hydra!

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