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Tuca & Bertie recensione: folle viaggio nella giungla della vita

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Tuca & Bertie recensione: folle viaggio nella giungla della vita 1

Tuca & Bertie (2019)

8

Regia

8.2/10

Scrittura

7.4/10

Comparto Tecnico

7.5/10

Cast

8.9/10

Pros

  • Gag surreali
  • Colonna Sonora
  • Femminismo & Femminilità

Cons

  • Ironia (troppo) grottesca
  • Freddure migliori in lingua originale

Tuca & Bertie è una serie Netflix uscita il 3 maggio 2019 e creata dalla fumettista Lisa Hanawalt (production designer di BoJack Horseman).

Le due protagoniste (Tuca e Bertie appunto) sono rispettivamente una usignola ed una tucana, amiche per la pelle (o meglio, per le piume) seppur estremamente differenti l’una dall’altra.

Le vedremo insieme compiere mirabolanti avventure, spesso surreali e decisamente ironiche, ma non per questo prive di una morale stringente.

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Gli opposti… si attraggono.

Bertie rappresenta una semplice ragazza come tante: dolce, comprensiva, ligia al dovere, amante della pasticceria e alla ricerca di una canonica vita perfetta e serena. Tuca al contrario, è il suo folle grillo parlante: schietta, esagerata, disinibita, colei che vive la vita (apparentemente) senza mai pensarci due volte, ma sempre pronta ad aiutare Bertie.

Bertie è molto insicura (Chiedere quello che voglio non è nel mio stile!), nonostante abbia un lavoro stabile nell’editoria. Il suo impiego infatti non riesce a darle le soddisfazioni che cercava così disperatamente nella propria esistenza, per colpa del suo carattere tremendamente accomodante e accondiscendente.

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Nel perfetto opposto, Tuca, sicurissima di sé, è sempre alla ricerca di occupazione temporanea e sempre differente, vista per lei non come mera fonte di guadagno, bensì come semplice aiuto per il mondo (le c.d. tuca-magie). Ovviamente però, il compimento di quelle mansioni è perennemente svolto nei modi più pazzi e irrazionali possibili.

Un cartoon / fumetto per adulti

Parlando dell’irrazionalità, l’animazione di questa serie è sicuramente peculiare, proprio per delineare il forte contrasto tra eventi credibili e non. Il design è fortemente simile a quello di BoJack Horseman, non a caso: troviamo sì piccole citazioni alla serie precedente, eppure, Tuca & Bertie non è affatto un suo spin-off.

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Non è solo la follia di Tuca a lasciar sviluppare situazioni assurde, ma entrambe le amiche vivono costantemente, assieme agli altri personaggi, scene strampalate e ricche di (forse troppo) humor. A corollare il tutto poi, tantissime vignette che spesso chiarificano ed esaltano quell’ironia, per non lasciar sfuggire neanche una sola battuta (non per forza brillante, ma a volte tendente alla freddura).

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Proprio per una migliore comprensione dello humor, si consiglia la visione in lingua originale (Bertie e Tuca sono infatti doppiate da due capisaldi della stand-up comedy americana: Tiffany Haddish ed Ali Wong). Ciononostante, il doppiaggio italiano riesce comunque ad ottenere un buon adattamento.

Citando poi l’atmosfera del cavallo umanoide più famoso di Hollywoo, non mancano anche episodi incentrati su situazioni più drammatiche e meno leggere del previsto.

La visione è sicuramente consigliata ad un pubblico adulto non solo per volgarità ed oscenità varie, ma in sostanza per la trama densa di problematiche più vicine ad uno spettatore maturo in cerca di uno svago fuori dalle righe.

Bertie come Retsuko… o quasi.

Se avete apprezzato la serie Sanrio Aggretsuko, non sarà difficile riscontrare varie analogie e differenze.

Tra le analogie figurano senza dubbio: l’utilizzo di animali antropomorfi (in realtà già visto proprio in BoJack), una protagonista oberata di sessismi ed ingiustizie nel posto di lavoro poiché troppo passiva caratterialmente, la spiccata ironia nell’affrontare temi attuali in cui lo spettatore possa immedesimarsi e comprendere appieno.

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Ben netta però la principale differenza tra le due.

In Aggretsuko i toni erano decisamente più pacati, spesso quasi accennati (anche grazie ad una animazione estremamente kawaii e volutamente delicata).

Adesso, in Tuca & Bertie invece vengono trattati anche argomenti più crudi, come le violenze sessuali, l’alcolismo, l’ansia e la libertà sessuale nella sua totalità.

Il femminismo è parte integrante delle vicende, ed ogni occasione sembra buona per uno spunto di riflessione in merito.

Questo allarme suonerà ogni volta che nessuna donna interviene per i prossimi 3 minuti!

Dagli apprezzamenti poco appropriati di un collega di lavoro e dei passanti, fino al voler scardinare ogni pregiudizio e preconcetto sul gentil sesso. Vera acme del movimento femminista? Mostrare senza remore il seno nudo dei personaggi.

Una anti-commedia musicale

Tuca, tra tutte le sue pazzesche doti, è anche una cantautrice, con le cui canzoni improvvisate al momento spesso motiva e diverte l’amica Bertie. Molti episodi sono infatti arricchiti da momenti cantati al pari di un musical, ma non solo. Presenti anche ritmi e sound vari che spaziano dal pop, al funk, fino anche alla tecno (spesso messi in modo anche totalmente casuale nelle varie gag).

Tutti espedienti utilizzati per smorzare le situazioni più dark e cupe, e alleggerire la visione anche quando le protagoniste vivono momenti poco ironici.

Commento Finale

Gli episodi (seppur spesso dallo humor al limite del grottesco) riescono comunque a scorrere bene uno dopo altro. Si esaltano infatti anche personaggi apparentemente secondari come il fidanzato di Bertie, il pettirosso Speckle (avrà la sua rivincita proprio nelle scene finali). La trama non troppo complicata favorisce un buon intrattenimento, piacevole e di certo poco noioso per un pubblico femminile e non.

Rumors parlano di una seconda stagione per l’anno prossimo, ma nessuna conferma ufficiale se non tanta attesa e speranza in merito.

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Cosplayer per diletto, per lei Dante è sia il poeta stilnovista che il cacciatore di demoni per eccellenza. "I demoni non piangono mai" è vero, ma davanti al film, alla serie tv, al videogioco, al fumetto, o al libro giusto diventa una fontana, e prova anche a recensirli di tanto in tanto.

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